[Nonviolenza] Alcune parole per la giornata del dialogo cristiano-islamico



 ALCUNE PAROLE PER LA GIORNATA DEL DIALOGO CRISTIANO-ISLAMICO

Si svolgera' il 27 ottobre 2017 la XVI Giornata del dialogo cristiano-islamico.
E' un'iniziativa di grande importanza alla quale fin dall'inizio sedici anni fa e di poi costantemente ho dato la mia adesione di tutto cuore.
Non sono credente. Ma credo che ogni dialogo sia frugifero; ma credo che ogni parlarsi e ascoltarsi promuova la pace; e con le donne e gli uomini di ogni fede, o anche senza alcuna fede religiosa, condivido questa condizione di essere umano e condivido questa aspirazione al bene comune.
Mi sembra poco importante che per alcuni il bene si identifichi in un Dio personale, per altri in un concetto filosofico, per tutti nella coscienza che occorre trattare le altre persone, gli altri esseri viventi e l'intero mondo vivente cosi' come vorremmo essere trattati noi stessi.
"Tutte le fedi sono vere", recita un ragionevole motto; e religione e' in primo luogo il sentire che unisce le persone e il mondo in una solidarieta' - e quindi in un comune riconoscimento, una comune riconoscenza, una comune responsabilita' - di per se' evidente.
Per me questo sentimento di universale fratellanza e' quale lo espressero Lucrezio e Leopardi, ma lo trovo altresi' in tante altre cogitazioni ed esperienze e narrazioni in cui si sono depositate le vicende e le speranze dell'umanita' e tra esse ovviamente la triplice tradizione che si richiama ad Abramo.
Nato e vissuto in Italia e' ovvio che come ebbe a riconoscere Benedetto Croce la parola e l'esempio del figlio del falegname di Nazareth sono per me uno specchio e un appello; ma lo sono anche Socrate e Gandhi, Buddha e Diderot, e Rosa Luxemburg e Virginia Woolf, e Simone Weil e Hannah Arendt.
Come armonizzo queste diverse voci, come accomuno questi diversi appelli, come congiungo questi diversi volti? Nel dialogo, appunto.
L'umanita' e' insieme una e plurale, chiunque lo vede. Plurale nel suo incarnarsi in innumerevoli persone tutte diverse l'una dall'altra, unica nel loro evidente comporre una stessa famiglia in questa sola casa comune che e' il mondo vivente, unica in questo comune cammino che chiamiamo storia e civilta' ed esodo e nostalgia.
Cosa consegue da questa percezione, da questa persuasione dell'unicita' dell'umanita'? Ne consegue la nonviolenza, ovvero l'impegno a salvare tutte le vite, l'impegno ad opporsi a tutte le violenze, l'impegno a cercare di essere tu stesso l'umanita' come dovrebbe essere, in un'infinita apertura, responsabile e solidale, persona tra persone che si riconoscono e quindi fondano la convivenza nel mutuo soccorso, nella condivisione del bene, nella comunanza dei beni.
La Giornata del dialogo cristiano-islamico mi sembra inviti ogni essere umano a sedersi intorno a questo stesso fuoco, a condividere lo stesso pane, a specchiarsi nell'altrui volto, a scambiare una parola di pace, a recarsi vicendevole conforto. Per quanto lungo sia il cammino, noi siamo un solo accampamento e nelle nostre tende ospitali e' il bene comune, la comune salvezza, la ragione di ciascuna persona e di tutte.
A tutte e tutti un auguri di pace, salaam, shalom.

Peppe Sini

Viterbo, 25 ottobre 2017

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com