[Nonviolenza] Un invito al Senato: ponete fine a una sesquipedale iniquita'



 Gentili senatrici, gentili senatori,
avete l'occasione, elaborando la nuova legge elettorale, di porre fine a una sesquipedale iniquita'.
Non abbiate fretta, non piegatevi a irragionevoli ed inaccettabilli diktat, esercitate il vostro compito di legislatrici e legislatori con lo scrupolo ad esso inerente.
Vogliate considerare: a quasi un decimo dell'intera popolazione italiana (oltre cinque milioni di nostri conterranei) e' oggi negato il diritto di voto, solo perche' queste persone non sono nate qui. Ma qui vivono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui fanno crescere i loro figli.
Di questo paese sono effettivi abitanti.
Di questa comunita' fanno parte.
E i loro diritti di esseri umani, o saranno riconosciuti e rispettati qui dove realmente vivono, o non lo saranno in nessun luogo.
Una repubblica democratica, come l'Italia e', non puo' negare il primo diritto democratico - il diritto di voto - a un decimo della sua popolazione, perche' cesserebbe di essere una repubblica democratica.
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Gentili senatrici, gentili senatori,
avete oggi l'occasione di legiferare finalmente il riconoscimento del diritto di voto per tutte le persone stabilmente residenti in Italia, per l'intera reale popolazione italiana, per tutto il popolo italiano cosi' come esso effettualmente oggi e'.
Vogliate considerare: un progetto di legge elaborato alcuni anni fa dall'Associazione nazionale dei Comuni d'Italia, e quindi ovviamente riferito alle sole elezioni amministrative, propone che accedano al diritto di voto tutte le persone che risiedono in Italia da almeno cinque anni. Non e' una proposta ragionevole? In altri paesi europei gia' si accede al voto amministrativo dopo un lasso di tempo di gran lunga inferiore. Non vi e' qui materia e motivo di riflessione e di assunzione di responsabilita'?
Voi, oggi, potete decidere di inverare pienamente la democrazia nel nostro paese, in piena coerenza con la volonta' dei costituenti, che certo non avrebbero ammesso che un decimo della popolazione del paese fosse esclusa dal fondamentale diritto che caratterizza la democrazia; perche' su questo principio la democrazia riposa: una persona, un voto.
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Gentili senatrici, gentili senatori,
si', voi oggi potete prendere una saggia, una giusta decisione. Non rinunciate a riflettere ed esprimervi su questo. Ve lo chiedono le migliaia di persone che hanno sottoscritto l'appello "Una persona, un voto", e tra esse 187 vostre colleghe e vostri colleghi parlamentari in carica e tre ministri emeriti. E ve lo chiede la voce che nel vostro cuore parla in nome dell'umanita'.
Sappiamo quanto forte possa essere su molte e molti di voi la pressione a ratificare senza alcuna discussione il testo gia' licenziato dalla Camera dei Deputati. Ma sarebbe un errore. E sarebbe un venir meno ai vostri doveri di delegate e delegati del popolo italiano a fare le leggi ponderandole al meglio delle vostre capacita' in pro del bene comune. Non rinunciate a questo vostro dovere, a questo vostro diritto. La Costituzione vi attribuisce il compito di legiferare senza vincoli di mandato, ognuno di voi esprimendosi in piena coscienza. Non rinunciate a farlo.
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Gentili senatrici, gentili senatori,
dispiace dirlo, ma il testo della nuova legge elettorale approvato alla Camera dei Deputati ed ora sottoposto al vostro esame, secondo il nostro modesto punto di vista, e prescindendo da ogni altra considerazione, non e' adeguato. Quel testo e' cieco dinanzi alla realta' effettuale di oltre cinque milioni di nostri conterranei vittime di un'iniquita'; quel testo e' muto dinanzi alla domanda che esplicitamente vi pongono autorevolissime personalita' della cultura, dell'impegno civile, della riflessione morale, delle istituzioni democratiche, che hanno aderito all'appello promosso da padre Alessandro Zanotelli e dalla partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace.
E' saggezza non eludere le questioni di grande momento ma prenderne atto e affrontarle; e' saggezza non negare la realta' ma prenderne atto e affrontarla; e' saggezza agire per affermare la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.
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Gentili senatrici, gentili senatori,
riaprite quest'oggi l'esame della nuova legge elettorale e discutete finalmente dell'esigenza che tante persone ragionevoli (e tra esse molte vostre colleghe e molti vostri colleghi parlamentari, quasi un quinto delle due Camere) vi pongono: riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che fanno parte della popolazione di questo paese, e cosi' inverare pienamente il principio a fondamento della democrazia: una persona, un voto.
Grazie per l'attenzione.

La redazione de "La nonviolenza e' in cammino"

Viterbo, 24 ottobre 2017

Mittente: la redazione del notiziatio telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino", c/o "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com