Telegrammi. 1250



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1250 del 20 aprile 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Peppe Sini: La cosa piu' semplice, la cosa piu' utile

2. Frattanto l'ignobile governo Monti continua a commettere nefandezze

3. Le prime due cose da fare

4. Per l'anniversario dell'insurrezione del ghetto di Varsavia

5. Le testimonianze di Etty Hillesum e di Germaine Tillion

6. In ricordo di Tonino Bello, un incontro a Viterbo

7. Segnalazioni librarie

8. Alcuni testi del mese di marzo 2003 (parte terza e conclusiva)

9. Primo: con l'azione diretta nonviolenta bloccare l'operativita' delle basi militari in territorio italiano impegnate nella guerra illegale e criminale, terrorista e stragista

10. Secondo: con l'azione nonviolenta costringere il governo golpista e complice di crimini di guerra e crimini contro l'umanita' alle dimissioni

11. Terzo: denunciare alle competenti magistrature i complici italiani della guerra stragista e terrorista

12. Quarto: mobilitare tutte le istituzioni contro la guerra, in difesa della legalita' costituzionale, del diritto internazionale, del diritto alla vita di ogni essere umano

13. Sette indispensabili regole di condotta per partecipare ad azioni dirette nonviolente

14. Bozza di ordinanza urgente ad uso di sindaci nel territorio dei cui Comuni si trovino basi militari di potenze straniere (o di alleanze inclusive di potenze straniere) impegnate nella guerra illegale e criminale in corso

15. La "Carta" del Movimento Nonviolento

16. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: LA COSA PIU' SEMPLICE, LA COSA PIU' UTILE

 

Che tutti i "grandi elettori" dell'area a favore della democrazia e del diritto, o perlomeno dell'area che non vuole essere complice dell'eversione dall'alto berlusconiana, votino Stefano Rodota' alla Presidenza della Repubblica.

La cosa piu' semplice, la cosa piu' utile. Per l'intero popolo italiano.

 

2. OPEN YOUR EYES. FRATTANTO L'IGNOBILE GOVERNO MONTI CONTINUA A COMMETTERE NEFANDEZZE

 

Grazie a quanti si sono adoperati per impedire un governo democratico e antifascista guidato da chi ha vinto le elezioni (le ha vinte la coalizione di centrosinistra, per chi non lo ricordasse) e' tuttora in carica lo sciagurato governo Monti, che senza alcun controllo continua la sua scellerata politica antipopolare, antidemocratica, anticostituzionale.

 

3. I COMPITI DELL'ORA. LE PRIME DUE COSE DA FARE

 

Ripetiamolo una volta ancora:

1. che cessi immediatamente la criminale partecipazione italiana alla guerra afgana che ogni giorno miete vittime innocenti;

2. che siano abrogate immediatamente le infami misure razziste che perseguitano, schiavizzano, mandano a morte i migranti.

 

4. MEMORIA. PER L'ANNIVERSARIO DELL'INSURREZIONE DEL GHETTO DI VARSAVIA

 

Qui

in tempo di Pesach

l'umanita' insorse contro il male.

 

Nel settantesimo anniversario dell'insurrezione del Ghetto di Varsavia Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ha reso omaggio agli insorti con una commemorazione, nel corso della quale sono state lette alcune testimonianze degli eroici combattenti per la liberta' e la dignita' umana.

La memoria degli insorti del ghetto possa accompagnarci sempre ed esserci di guida nei compiti dell'ora.

 

5. VERSO IL 25 APRILE. LE TESTIMONIANZE DI ETTY HILLESUM E DI GERMAINE TILLION

 

Si e' svolto nel pomeriggio di venerdi' 19 aprile 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio sul tema: "Per una cultura e una prassi dell'antifascismo vivente e operante: le testimonianza di Etty Hillesum e di Germaine Tillion".

Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati alcuni scritti e alcune lettere delle due grandi testimoni della dignita' umana.

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L'incontro era parte di un ciclo di incontri di studio in preparazione del 25 aprile, incontri nel corso dei quali si vengono leggendo e commentando alcuni testi classici dell'antifascismo e della cultura democratica: nei precedenti incontri sono stati letti testi di Rosa Luxemburg, Hannah Arendt, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Giacomo Matteotti, Carlo e Nello Rosselli, i martiri della Rosa Bianca, Dietrich Bonhoeffer, Primo Levi, Nelson Mandela, lettere dei caduti della Resistenza e brani della Costituzione della Repubblica Italiana.

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Etty Hillesum e' nata a Middelburg nel 1914 e deceduta ad Auschwitz nel 1943, il suo diario e le sue lettere costituiscono documenti di altissimo valore e in questi ultimi anni sempre di piu' la sua figura e la sua meditazione diventano oggetto di studio e punto di riferimento per la riflessione. Opere di Etty Hillesum: Diario 1941-1943, Adelphi, Milano 1985, 1996; Lettere 1942-1943, Adelphi, Milano 1990, 2001. Opere su Etty Hillesum: AA. VV., La resistenza esistenziale di Etty Hillesum, fascicolo di "Alfazeta", n. 60, novembre-dicembre 1996, Parma; Nadia Neri, Un'estrema compassione, Bruno Mondadori Editore, Milano 1999; Pascal Dreyer, Etty Hillesum. Una testimone del Novecento, Edizioni Lavoro, Roma 2000; Sylvie Germain, Etty Hillesum. Una coscienza ispirata, Edizioni Lavoro, Roma 2000; Wanda Tommasi, Etty Hillesum. L'intelligenza del cuore, Edizioni Messaggero, Padova 2002; Maria Pia Mazziotti, Gerrit Van Oord (a cura di), Etty Hillesum. Diario 1941-1943. Un mondo 'altro' e' possibile, Apeiron, Sant'Oreste (Roma) 2002; Maria Giovanna Noccelli, Oltre la ragione, Apeiron, Sant'Oreste (Roma) 2004; Luciana Breggia, Parole con Etty, Claudiana, Torino 2011.

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Germaine Tillion (1907-2008) e' una delle piu' grandi figure morali del Novecento; allieva di Marcel Mauss, etnologa e antropologa, ricercatrice in Algeria e solidale col popolo algerino, poi animatrice in Francia della Resistenza, deportata nel lager di Ravensbrueck; antirazzista ed anticolonialista, impegnata contro tutti i totalitarismi, contro la guerra, contro la tortura, nella solidarieta' con i popoli oppressi, per i diritti delle donne, per i diritti umani; ha condotto e preso parte a iniziative di pace, di verita' e giustizia, e scritto libri fondamentali. E' ancora incredibilmente pressoche' sconosciuta in Italia. Su Germaine Tillion hanno scritto testi notevoli tra altri Jean Lacouture e Tzvetan Todorov. Cfr. anche i "Telegrammi della nonviolenza in cammino" n. 562 e 654.

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Di seguito due epigrafi per Etty Hillesum e per Germaine Tillion gia' apparse anni fa sul notiziario "La nonviolenza e' in cammino".

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Etty Hillesum

 

Finche' le scorse sangue nelle vene

sempre fu giusta, lieta, solidale

sempre si oppose integralmente al male:

chi vuole il bene faccia solo il bene.

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Germaine Tillion

 

Se un volto sempre avra' la Resistenza

e' il volto di Germaine che mai cedette,

sempre volle giustizia e mai vendette:

per sempre volto della nonviolenza.

 

6. MAESTRI E COMPAGNI. IN RICORDO DI TONINO BELLO, UN INCONTRO A VITERBO

 

Ricorre il 20 aprile il ventesimo anniversario della morte del vescovo Antonio Bello (nato ad Alessano nel 1935 e deceduto a Molfetta nel 1993), per tutte le persone di volonta' buona don Tonino Bello.

Sabato 20 aprile 2013 a Viterbo il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" lo ricordera' con un incontro di commemorazione, nel corso del quale saranno letti e commentati vari suoi scritti.

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Tonino Bello e' nato ad Alessano nel 1935, vescovo di Molfetta, presidente nazionale di Pax Christi, e' scomparso nel 1993; costantemente impegnato dalla parte degli ultimi, promotore di iniziative di solidarieta' con gli immigrati, per il disarmo, per i diritti dei popoli e la dignita' umana, ideatore ed animatore di grandi iniziative nonviolente, e' stato un grande costruttore di pace e profeta di nonviolenza. Opere di Tonino Bello: segnaliamo particolarmente, tra le molte sue pubblicazioni, I sentieri di Isaia, La Meridiana, Molfetta 1989; Il vangelo del coraggio, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 1996; e' in corso la pubblicazione di tutte le opere in Scritti di mons. Antonio Bello, Mezzina, Molfetta 1993 sgg., volumi vari. Opere su Tonino Bello: cfr. per un avvio Luigi Bettazzi, Don Tonino Bello. Invito alla lettura, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2001; Claudio Ragaini, Don Tonino, fratello vescovo, Edizioni Paoline, Milano 1994; Alessandro D'Elia, E liberaci dalla rassegnazione. La teologia della pace in don Tonino Bello, La Meridiana, Molfetta (Ba) 2000. Nella rete telematica materiali utili di e su Tonino Bello sono nel sito di Pax Christi: www.paxchristi.it, in quello de La Meridiana: www.lameridiana.it e in molti altri ancora.

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Porsi all'ascolto di Tonino Bello e' chiarire a se stessi le ragioni della dignita' umana, della pace, della salvaguardia della biosfera, della responsabilita' e della solidarieta' che tutte le persone e l'intero mondo vivente riconosce e raggiunge e sostiene.

Porsi all'ascolto di Tonino Bello e' scegliere la nonviolenza, forza della verita' ed impegno di liberazione dell'umanita'.

Porsi all'ascolto di Tonino Bello e' decidersi alla lotta contro tutte le violenze.

La nonviolenza e' in cammino.

 

7. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Letture

- Josep Pla i Carrera, Euclide. La geometria, Rba Italia, Milano 2013, pp. 168, euro 9,99.

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Riedizioni

- Jane Austen, Lady Susan, Newton Compton, Roma 2010, 2013, pp. 128, euro 0,99.

- Eugenio Montale, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1984, 2013, pp. LXXX + 1246, euro 12,90 (in supplemento a vari periodici Mondadori).

- Flannery O'Connor, Il cielo e' dei violenti, Einaudi, Torino 1965, 2008, Il sole 24 ore, Milano 2013, pp. 176, euro 9,90.

 

8. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI MARZO 2003 (PARTE TERZA E CONCLUSIVA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di marzo 2003.

 

9. PRIMO: CON L'AZIONE DIRETTA NONVIOLENTA BLOCCARE L'OPERATIVITA' DELLE BASI MILITARI IN TERRITORIO ITALIANO IMPEGNATE NELLA GUERRA ILLEGALE E CRIMINALE, TERRORISTA E STRAGISTA

 

L'arrivo sul teatro delle operazioni belliche dei paracadutisti provenienti da una base americana in territorio italiano e' la conferma ultima e definitiva che le basi militari Usa in territorio italiano sono coinvolte nella guerra a tutti gli effetti.

Questo signifca che esse, ipso facto, violano la Costituzione italiana, che la loro presenza e la loro attivita' sono fuorilegge e pericolose per la nostra stessa popolazione e il nostro stesso territorio, e sono corresponsabili della commissione di crimini di guerra e di crimini contro l'umanita'.

Dovrebbero essere i pubblici poteri italiani a bloccarne ogni attivita', ogni operativita', ad intervenire ope legis sequestrando le strutture ed arrestando e processando chi vi opera. Se i pubblici poteri non lo fanno (e non facendolo si rendono complici di crimini di guerra e crimini contro l'umanita', e di violazione del dettato costituzionale e di precisi obblighi di legge), e' in capo ad ogni cittadino italiano il diritto e il dovere, l'obbligazione giuridica e l'esigenza morale, di fermare la guerra illegale e criminale nella sua articolazione dislocata in territorio italiano. Cosi' ci impone la Costituzione della Repubblica Italiana, cui vogliamo e dobbiamo essere fedeli. E cosi' ci impone la coscienza.

E per rendere inoperanti le basi terroriste e stragiste dell'esercito Usa in territorio italiano occorre l'azione diretta nonviolenta. Adesso. Per salvare le vite umane delle vittime della guerra, per salvare la nostra stessa popolazione dai fin troppo prevedibili possibili tragici sviluppi della guerra su scala planetaria, per salvare l'umanita'; per ripristinare la legalita' costituzionale e il diritto internazionale; per difendere le Nazioni Unite, e last but not least per difendere l'indipendenza del nostro stesso paese dalla ferocia e dalla follia degli stragisti colonialisti e degli altri terroristi loro allievi e sodali.

E' l'ora dell'azione diretta nonviolenta: per la legalita', per la democrazia, per l'umanita'. Contro le uccisioni, il terrorismo, le dittature, la guerra, l'apocalisse.

 

10. SECONDO: CON L'AZIONE NONVIOLENTA COSTRINGERE IL GOVERNO GOLPISTA E COMPLICE DI CRIMINI DI GUERRA E CRIMINI CONTRO L'UMANITA' ALLE DIMISSIONI

 

Il governo italiano, con la sua scellerata, sciagurata condotta, ha reso il nostro paese complice di una guerra illegale e criminale. Per far questo ha violato la Costituzione e si e' reso fuorilegge. In attesa dell'intervento necessario ed urgente delle forze dell'ordine e delle competenti magistrature per arrestare, processare e punire i criminali al governo, occorre costringere alle dimissioni il governo golpista e complice di crimini di guerra e crimini contro l'umanita'. Per imporne le dimissioni lo strumento fondamentale e' lo sciopero generale, la piu' classica delle azioni nonviolente. Occorre promuovere lo sciopero generale a oltranza contro la guerra, con il preciso obiettivo delle dimissioni del governo che ha trascinato l'Italia in guerra; con il preciso obiettivo del ripristino della legalita' costituzionale italiana; con il preciso obiettivo di un nuovo governo fedele alla legge, alla democrazia, all'umanita', un governo che si impegni a rispettare ed adempiere il mandato della Costituzione della Repubblica Italiana: opporsi alla guerra.

 

11. TERZO: DENUNCIARE ALLE COMPETENTI MAGISTRATURE I COMPLICI ITALIANI DELLA GUERRA STRAGISTA E TERRORISTA

 

Occorre promuovere una campagna di massa di denuncia alle competenti magistrature dei complici italiani della guerra stragista e terrorista, dei golpisti che hanno attentato alla Costituzione e che si sono resi complici dei crimini di guerra e dei crimini contro l'umanita' in corso. Alcuni esposti sono gia' stati presentati in questi ultimi mesi, settimane, giorni: presentiamone presso tutti gli uffici giudiziari, presso tutte le questure, presso tutte le caserme dei Carabinieri. Chiediamo alle istituzioni preposte all'ordine pubblico e all'azione penale di intervenire per arrestare i criminali, per metterli in condizione di non nuocere; chiediamo alle competenti autorita' giudiziarie di intervenire per arrestare, processare e punire gli assassini ed i complici degli assassini.

 

12. QUARTO: MOBILITARE TUTTE LE ISTITUZIONI CONTRO LA GUERRA, IN DIFESA DELLA LEGALITA' COSTITUZIONALE, DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, DEL DIRITTO ALLA VITA DI OGNI ESSERE UMANO

 

Per fermare la guerra, ripristinare la legalita', salvare innumerevoli vite umane, nulla deve restare intentato di quanto e' legittimo, giusto, doveroso e necessario fare, ancorando la nostra azione ad una scelta ed una condotta rigorosamente ed esclusivamente nonviolenta; tra le cose piu' urgenti da fare occorre anche mobilitare tutte le istituzioni in difesa della legalita' costituzionale, del diritto internazionale, del diritto alla vita di ogni essere umano.

A cominciare dai sindaci: che hanno il potere di emettere ordinanze urgenti per bloccare l'attivita' delle basi militari collocate in territorio italiano attualmente illegalmente impegnate nella guerra fuorilegge, stragista e terrorista. E oltre i sindaci i consigli comunali;: ed oltre i Comuni anche le Provincie e le Regioni; ed i prefetti e i questori, e tutte le autorita' pubbliche che nell'ambito delle loro rispettive competenze possono e devono agire per ripristinare la legalita' costituzionale e salvare le vite umane che la guerra minaccia ed uccide.

 

13. SETTE INDISPENSABILI REGOLE DI CONDOTTA PER PARTECIPARE AD AZIONI DIRETTE NONVIOLENTE

[Il testo seguente e' la riproposizione, adattata alla proposta specifica di bloccare con la nonviolenza l'operativita' delle basi militari impegnate nella guerra dislocate in territorio italiano, di un testo gia' precedentemente piu' volte diffuso]

 

1. A un'azione diretta nonviolenta possono partecipare solo le persone che accettano incondizionatamente di attenersi alle regole della nonviolenza durante tutto lo svolgimento dell'azione diretta nonviolenta stessa.

2. Tutti i partecipanti devono saper comunicare parlando con chiarezza, con tranquillita', con rispetto per tutti, e senza mai offendere nessuno.

3. Tutti i partecipanti devono conoscere perfettamente senso e fini dell'azione diretta nonviolenta cui prendono parte, nel caso specifico del blocco delle basi militari di potenze e alleanze inclusive di potenze impegnate nella guerra cio' significa fare un'azione rigorosamente nonviolenta e concretamente efficace:

- per fermare la guerra, le stragi, le devastazioni; cioe' per salvare delle vite umane, come e' diritto e dovere di ogni essere umano;

- per rispettare ed inverare con il proprio impegno personale la legalita' costituzionale e il diritto internazionale che proibiscono questa guerra.

4. Tutti i partecipanti devono conoscere perfettamente anche le possibili conseguenze personali della partecipazione all'azione diretta nonviolenta cui prendono parte, nel caso specifico del blocco delle basi impegnate nella guerra cio' vale a dire essere consapevoli che ogni singolo partecipante puo' andare incontro alla possibilita' di denuncia, di fermo e di arresto, di procedimento penale e di condanna a sanzione sia pecuniaria che detentiva.

Queste possibilita' vanno seriamente esaminate prima di prendere parte all'azione diretta nonviolenta; una volta decisisi a partecipare e se esse si verificassero si ha il dovere di accettare pacificamente e onestamente tali conseguenze, e ad esse nessuno deve cercare di sottrarsi.

Varie e gravi sono le imputazioni possibili, con l'aggravante del concorso essendo in piu' persone a compiere l'azione diretta nonviolenta.

Tutti i partecipanti devono essere muniti di documenti di identita' e devono esibirli su richiesta delle forze dell'ordine (non farlo e' reato); tutti i partecipanti hanno il dovere di non provocare danni alle persone, all'ambiente o ai beni; tutti i partecipanti devono avere un atteggiamento di massimo rispetto nei confronti di tutte le persone e soprattutto nei confronti delle forze dell'ordine.

Tutti i partecipanti devono saper spiegare le ragioni dell'iniziativa nonviolenta e chiarire che la propria condotta sara' comunque rigorosamente nonviolenta; e poiche' si occuperanno aree pubbliche con il proprio corpo, qualora si venga spostati di peso non si deve in alcun modo ne' opporre resistenza, ne' lanciare offese ne' minacce: e' bene continuare a parlare serenamente e rispettosamente anche con le persone che materialmente sposteranno i partecipanti, rassicurandoli che la nostra azione non e' affatto contro di loro e non intendiamo in alcun modo ne' offenderli ne' far loro del male, e che anzi l'azione diretta nonviolenta e' eseguita per difendere la legalita' costituzionale che e' stata violata da chi illegalmente e criminalmente ha promosso o sta favoreggiando la guerra in corso.

5. Tutti devono rispettare i seguenti principi della nonviolenza:

- non fare del male a nessuno: se una sola persona tra i partecipanti all'azione diretta nonviolenta dice o fa delle stupidaggini, o una sola persona per responsabilita' dei partecipanti all'azione diretta nonviolenta si fa male, l'azione diretta nonviolenta e' irrimediabilmente e totalmente fallita, e deve essere immediatamente sospesa;

- spiegare a tutti (amici, autorita', interlocutori, interpositori, eventuali oppositori) cosa si intende fare, e che l'azione diretta nonviolenta non e' rivolta contro qualcuno, ma contro la violenza (in questo caso lo scopo e' fermare la guerra, cercar di impedire che avvengano altre stragi ed atrocita', salvare delle vite umane, difendere la legalita' costituzionale e il diritto internazionale);

- dire sempre e solo la verita';

- fare solo le cose decise prima insieme con il metodo del consenso ed annunciate pubblicamente (cioe' a tutti note e da tutti condivise); nessuno deve prendere iniziative personali di nessun genere; la nonviolenza richiede lealta' e disciplina;

- assumersi pienamente la responsabilita' delle proprie azioni e quindi subire anche le conseguenze che ne derivano;

- mantenere una condotta nonviolenta anche di fronte all'eventuale violenza altrui.

6. Occorre chiarire che chi non accetta queste regole non puo' partecipare all'azione diretta nonviolenta, poiche' sarebbe di pericolo per se', per gli altri e per la riuscita dell'iniziativa che e' e deve essere rigorosamente nonviolenta.

7. E' bene che chi promuove azioni dirette nonviolente fornisca a tutti i partecipanti per iscritto le regole di condotta condivise, e meglio ancora sarebbe se esse venissero discusse e definite tra tutti i partecipanti col metodo del consenso.

Questo testo puo' essere un canovaccio utilizzabile a tal fine: se condiviso puo' essere riprodotto in volantini e cartelloni.

E' inoltre bene che le regole di condotta condivise dai partecipanti all'azione diretta nonviolenta vengano fatte conoscere anche alle forze dell'ordine, alle varie autorita' ed a tutte le altre persone che si trovassero nel luogo in cui si svolge l'azione diretta nonviolenta dandone una copia scritta ad ogni persona presente, oltre che a tutti i mezzi d'informazione.

*

Il testo che precede e' un adattamento di un paragrafo della "Guida pratica all'azione diretta nonviolenta delle mongolfiere della pace" del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, diffusa ed utilizzata nel 1999.

Ai fini delle possibili conseguenze civili e penali (se questo testo venisse considerato "istigazione a delinquere" essendo, come e', un invito a realizzare azioni dirette nonviolente per fermare la guerra illegale e criminale) il responsabile di questo testo e' Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo.

 

14. BOZZA DI ORDINANZA URGENTE AD USO DI SINDACI NEL TERRITORIO DEI CUI COMUNI SI TROVINO BASI MILITARI DI POTENZE STRANIERE (O DI ALLEANZE INCLUSIVE DI POTENZE STRANIERE) IMPEGNATE NELLA GUERRA ILLEGALE E CRIMINALE IN CORSO

[La seguente bozza di ordinanza urgente, e' stata diffusa oggi dal "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo, con proposta a tutti gli itnerlocutori di esaminarla, discuterla ed inoltrarla - eventualmente modificata ed integrata nelle parti ove vi sembrasse necessario - ai Sindaci dei Comuni interessati affinche' intervengano con un atto concreto ed efficace in difesa della legalita' costituzionale e del diritto a vivere di tutti gli esseri umani, per fermare la guerra e le stragi]

 

Comune di ...

Il Sindaco

Premesso che

- nel territorio del Comune si trova una base militare di potenza straniera attualmente impegnata nella guerra in corso in Iraq (o di alleanza inclusiva di potenze straniere attualmente impegnate nella guerra in corso in Iraq);

- ai sensi della legislazione italiana e secondo il diritto internazionale tale guerra e' illegale e criminale, e si configura come stragista e terroristica, di invasione e coloniale;

- l'art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana fa obbligo alle istituzioni italiane e al popolo italiano di opporsi alla guerra sia come "strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli", sia come "mezzo di risoluzione delle controversie internazionali";

- lo stesso Consiglio di Sicurezza dell'Onu, per una volta fedele ai principi e al dettato della Carta istitutiva delle Nazioni Unite, non ha dato ne' legittimazione ne' avallo alla guerra in corso, che si configura pertanto inequivocabilmente sia come aggressione criminale e stragista, sia come attentato alla sicurezza dei popoli del mondo, sia come proditorio attacco alle istituzioni internazionali, al diritto internazionale, ad un ordinamento pacifico e democratico del mondo;

- alla luce della Costituzione della Repubblica Italiana ed altresi' alla luce della Carta delle Nazioni Unite e dei trattati internazionali dall'Italia sottoscritti, il nostro paese non puo' in alcun modo ne' avallare ne' sostenere ne' prender parte in alcun modo - anche indiretto - a tale guerra illegale e criminale; non solo: il nostro paese e' vincolato sia dalla sua legge fondamentale che dagli impegni assunti in sede internazionale ad impegnarsi contro la guerra, e quindi hic et nunc per la sua immediata cessazione, stante l'imperativo cogente alla base del nostro ordinamento giuridico e democratico del ripudio della guerra;

Considerato che

- la presenza e l'attivita' della base militare de quo costituisce pertanto - nelle circostanze presenti - una flagrante violazione della legalita' costituzionale e del diritto internazionale, configurandosi - tale presenza ed attivita' di base militare di potenza straniera impegnata in una guerra illegale e criminale - come direttamente implicata e implicante nella guerra illegale e criminale, della guerra partecipe in quanto effettuale articolazione della macchina bellica impegnata nella guerra;

- sic stantibus rebus tale presenza e attivita' della base militare de quo si configura altresi' come criminale e criminogena, confliggente con la legge italiana e con il diritto internazionale in quanto effettualmente intesa alla commissione ed al sostegno alla commissione di crimini di guerra e di crimini contro l'umanita';

- ne discende conseguentemente che tale presenza e attivita' oltre ad essere illegale e criminale de jure e de facto, costituisce evidente motivo di pericolo per la pubblica incolumita', sia per il territorio che per la cittadinanza del Comune, sia per i territori e le popolazioni che della guerra sono oggi vittime dirette;

- tale pericolo per la pubblica incolumita' costituito dalla presenza e dall'attivita' della citata base si estrinseca sia nel fatto che essa e' parte della macchina bellica che materialmente sta commettendo stragi e sta mettendo in pericolo l'umanita' intera con la guerra illegale e criminale in corso; sia nel fatto che tale presenza ed attivita' espone il territorio italiano e segnatamente il territorio di questo Comune a divenire teatro e bersaglio di azioni di guerra e di terrorismo;

Considerato inoltre che

- la vigente legislazione fa obbligo a tutte le autorita' istituzionali che hanno giurato fedelta' alla Costituzione della Repubblica Italiana nell'atto di assumere il mandato pubblico ad esse conferito di adempiere a quanto dalla Costituzione stabilito, e la Costituzione stabilisce il dovere di legge di ripudiare la guerra, e quindi di impedire l'attivita' bellica illegale e criminale;

- la vigente legislazione attribuisce specificamente al Sindaco il potere e il dovere di assumere provvedimenti contingibili ed urgenti nei casi in cui si presenti la necessita' e l'urgenza ad intervenire a difesa della pubblica incolumita';

- nella presente circostanza ricorrono tutti i requisiti previsti dalla legge perche' venga con adeguata motivazione e piena legittimita' emessa un'ordinanza urgente; e particolarmente:

a) la presenza di un "pericolo grave" tale da costituire "minaccia alla pubblica incolumita'" (e non vi e' dubbio che una guerra illegale e criminale sia tale, e che la presenza sul territorio comunale di apparati bellici di potenza straniera impegnati - direttamente o indirettamente - nella guerra illecita, terroristica e stragista, costituisca anch'essa un "pericolo grave" tale da costituire "minaccia alla pubblica incolumita'");

b) l'ordinanza si riferisca ad almeno una delle seguenti materie: sanita', edilizia, polizia locale (e non vi e' dubbio che la peculiare attuale situazione di "pericolo grave", situazione configurata dalla guerra e dalla presenza ed attivita' della macchina bellica, rientri nell'ambito della difesa del diritto alla salute, di cui il mantenimento della vita umana e' il fondamento e la "conditio sine qua non", e specificatamente configuri una "minaccia alla pubblica incolumita'" che e' considerato per unanime consenso il caso canonico di motivazione di un'ordinanza in tale ambito; ne' vi e' dubbio che la presenza di una base militare e delle relative infrastrutture rientri altresi' nell'ambito edilizio e di gestione del territorio; ne' vi e' dubbio che l'intervento necessario sia palesemente intervento di polizia locale, trattandosi di impedire la commissione di omicidi, la violazione della legalita' costituzionale, l'attivita' finalizzata a stragi);

c) l'ordinanza oltre ad avere i requisiti di urgenza ha anche quello della contingibilita' poiche' e' evidente che - come confermano le reiterate pronunce del Consiglio di Stato in materia - si tratta di fronteggiare d'urgenza un pericolo subitaneamente manifestatosi (con l'inizio della guerra), naturalmente in attesa di altri ulteriori adeguati interventi da parte delle altre autorita' istituzionali ciascuna nell'ambito delle competenze ad essa specificamente attribuite;

d) ricorre altresi' il requisito dell'urgenza, stante la pericolosita' immediata (la guerra illegale e criminale e' in corso; quotidianamente innumerevoli esseri umani vengono da essa uccisi; e se si volesse argomentare ad abundantiam vi e' altresi' crescente pericolo dell'estensione del conflitto a tutte quelle aree territoriali che nell'epoca delle cosiddette "guerre asimmetriche" possono essere considerate nella guerra implicate: ed il territorio che ospita una base militare di un esercito impegnato nella guerra - e come aggressore, ed in una guerra illegale, terroristica e stragista - e' evidentemente ad altissimo rischio di subire azioni belliche e/o terroristiche);

e) ricorre inoltre il requisito dell'interesse pubblico: l'ordinanza e' intesa infatti non a tutelare i diritti di un singolo, ma un interesse generale e i diritti di intere popolazioni, sia le popolazioni vittime dirette della guerra in corso, sia la popolazione locale che viene esposta ad essere bersaglio di attacchi bellici e terroristici in quanto residente in area contigua a base militare impegnata nella guerra terrorista e stragista;

f) la legge prevede altresi' che vi sia proporzione tra l'ordine impartito con l'ordinanza del Sindaco ed il pericolo cui far fronte: criterio inteso ad evitare eccessi di potere repressivo da parte del Sindaco: ma in questo caso vi e' piuttosto sproporzione nel senso opposto, poiche' l'intervento del Sindaco e' ben piccola cosa rispetto all'orrore della guerra illegale e criminale, e quindi non si configura in alcun modo un eccesso di potere da parte dell'autorita' comunale, la cui ordinanza e' evidentemente soltanto un atto dovuto inoppugnabilmente legittimo, necessario, urgente;

Ritenuto quindi che

a) ricorrano le condizioni previste per l'assunzione della presente ordinanza;

b) sia obbligo di legge difendere la legalita' costituzionale e il diritto alla vita delle persone minacciate dalla guerra illegale e criminale, terroristica e stragista;

c) stante l'urgenza a provvedere per fronteggiare il pericolo grave che minaccia la pubblica incolumita';

Visti

- la Costituzione della Repubblica Italiana;

- la legislazione relativa all'ordinamento degli enti locali e specificamente relativa alle competenze e agli obblighi di legge del Sindaco;

- il Codice Penale;

- lo Statuto Comunale;

ordina

1. l'immediata cessazione nel territorio comunale di ogni attivita' finalizzata, anche indirettamente, alla guerra criminale e illegale in corso;

2. il sequestro degli oggetti e degli immobili siti nel territorio comunale che siano anche solo potenzialmente funzionali e/o finalizzati al sostegno, anche indiretto, della guerra illegale e criminale in corso;

3. la denuncia all'autorita' giudiziaria di tutte le persone coinvolte nell'attivita' della base militare de quo per complicita' nella guerra illegale e criminale, terrorista e stragista, guerra che non solo costituisce flagrante violazione della legalita' costituzionale e del diritto internazionale, ma che altresi' consiste nella commissione di crimini di guerra e crimini contro l'umanita' che costituiscono reati previsti e puniti dall'ordinamento penale italiano.

L'ufficio di Polizia Municipale e' incaricato di dare esecuzione alla presente ordinanza.

La Polizia Municipale e le forze dell'ordine sono incaricate di far rispettare la presente ordinanza.

Dispone inoltre

I. l'invio all'autorita' giudiziaria territorialmente competente del presente atto quale formale denuncia dell'attivita' criminale, terroristica e stragista implicata e costituita dalla presenza e dall'attivita' nel territorio italiano - e segnatamente di questo Comune - di base militare di potenza straniera impegnata in una guerra illegale e criminale;

II. l'invio del presente atto al Questore ed al Prefetto territorialmente competenti, ed al Presidente della Repubblica ed al Presidente del Consiglio dei Ministri; oltre che al Presidente del Tribunale ed al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale giurisdizionalmente competenti; invio effettuato ad ogni buon fine, per opportuna conoscenza ed ai fini dell'adozione ope legis dei provvedimenti di specifica competenza;

III. l'affissione della presente ordinanza con manifesti murali nel territorio comunale e la pubblicazione di essa sui principali organi d'informazione locali e nazionali.

Luogo, data

Il Sindaco

 

15. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

16. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1250 del 20 aprile 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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