Nonviolenza. Femminile plurale. 343



 

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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 343 del 12 maggio 2011

 

In questo numero:

1. L'alternativa necessaria e urgente a sfruttamento, inquinamento e devastazione ambientale, guerra, razzismo, maschilismo e patriarcato

2. Eleonora Bellini: Pina Ballario

3. Loredana Massa: Jane Austen

4. Giovanna Minardi: Maria Amparo Davila

5. Giovanna Minardi: Carmen Boullosa

6. Vincenza Silvestrini: Anna Banti

7. Vincenza Silvestrini: Caterina Benincasa (Santa Caterina da Siena)

8. Vincenza Silvestrini: Bettina Brentano

9. Vincenza Silvestrini: Benedetta Cappa Marinetti

10. Il 5 per mille al Movimento Nonviolento

11. Riferimenti utili per l'informazione sui referendum. Per fermare il nucleare e per l'acqua bene comune

 

1. EDITORIALE. L'ALTERNATIVA NECESSARIA E URGENTE A SFRUTTAMENTO, INQUINAMENTO E DEVASTAZIONE AMBIENTALE, GUERRA, RAZZISMO, MASCHILISMO E PATRIARCATO

 

L'alternativa necessaria e urgente e' la nonviolenza, femminista, plurale.

La consapevolezza necessaria e urgente e' la nonviolenza, femminista, plurale.

La lotta necessaria e urgente e' la nonviolenza, femminista, plurale.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

2. PROFILI. ELEONORA BELLINI: PINA BALLARIO

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae" (segnaliamo che queste schede risalgono ad alcuni anni fa).

Eleonora Bellini, impegnata per la pace, l'ambiente, i diritti umani di tutti gli esseri umani, e' poetessa e saggista; e' nata a Belgirate, sul lago Maggiore; laureata in filosofia, ha insegnato per qualche tempo nelle scuole elementari e medie ed ora lavora da molti anni nella biblioteca di Borgomanero, in provincia di Novara. Dall'ampia intervista in "Coi piedi per terra" n. 294 riprendiamo la seguente notizia autobiografica: "Sono nata sulla sponda piemontese del Lago Maggiore poco dopo la meta' del secolo scorso. Ho studiato materie classiche e poi filosofia. Dopo alcuni anni di insegnamento sono diventata bibliotecaria e lo sono anche ora. Mi sono occupata dell'attivita' editoriale della biblioteca in cui lavoro. In questa tengo anche il coordinamento delle iniziative culturali (mostre, conferenze) e laboratori di poesia e di storia del libro per bambini e ragazzi. Tra le pubblicazioni - traduzioni, poesie, racconti e saggi - mi piace ricordarne qualcuna piu' recente: Il rumore dei treni, poesie con nota di Ariodante Marianni; Fuori dal nido, romanzo in cui la giovanissima protagonista impara a conoscere e ad affrontare diversita' e morte; Ninna nanna per una pecorella, libro filastrocca per i piu' piccini dal finale inatteso e fiducioso; Demone di malinconia, antologia di testi sull'accidia dal IV al XIV secolo. Tengo due blog, uno come assessore alla cultura di un piccolo Comune (culturalborgo.splinder.com), l'altro dedicato, molto liberamente, a libri e letture (leletturedidonchisciotte.blogspot.com)". Dal sito wwww.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda di alcuni anni fa: "Eleonora Bellini, nata a Belgirate (Vb), il primo settembre 1952, laureata in filosofia all'Universita' degli Studi di Milano, ha insegnato per alcuni anni nelle scuole medie ed e' attualmente direttrice della Biblioteca Pubblica della Fondazione "Achille Marazza" di Borgomanero (No). Opere: a) poesia: Metadizionario, Lalli 1980; Note a margine, Seledizioni 1980; Tracce, Sabatelli - Quaderni di Resine 1993; Agenda feriale, Rhegium Julii 1997; Via Ernesto Breda, in "Resine" 96/2003; I nemici svegli, Edizioni ArtEuropa 2004; in rete: utenti.lycos.it/eleonorabellini/index.html; narrativa: Con il motore al minimo, Eos 1999; Il calendario dell'avvento, R. Vecchi 1999; I sei giorni del sole. La spedizione di Carlo Pisacane a Sapri nel racconto di un bambino, Laser 2000; Fuori dal nido, Edizioni Non Solo Parole Com 2003; c) traduzioni: J. Danielou, Diari spirituali, Piemme 1998; A. de Lamartine, Ditemi il vostro segreto. Carteggio con Giulia di Barolo, San Paolo 2000; d) testi di storia letteraria e locale: C. Carena, E. Bellini, La madonna della Bocciola e i culti mariani del lago d'Orta, Comune di Bolzano Novarese 1993; Finche' ci sia respiro. Liriche di Saffo, Interlinea 1996; E. Bellini, D. Tessari, Borgo Ticino e Divignano. Storie di gente, luoghi di memoria, Eos 1996; S. Ussia, E. Bellini, Le muse sacre, Fondazione Marazza 1999. Ha curato inoltre pubblicazioni a carattere bibliografico della Fondazione in cui lavora (Le cinquecentine della Biblioteca Molli, Il Novarese nelle stampe della Fondazione Marazza, La magia e il diavolo, Incontro manzoniano, Quaderni del Premio Marazza) e nella quale si occupa da oltre un decennio anche delle attivita' di invito alla lettura per bambini e ragazzi, svolte in laboratori di scrittura creativa. I quaderni che documentano questo aspetto dell'attivita' sinora usciti sono Piccoli Libri, Fondazione Marazza 2000; Piccole Rime, Fondazione Marazza 2001"]

 

Pina Ballario nacque a Novara nel 1899, e trascorse l'infanzia e la prima giovinezza viaggiando qua e la' per il mondo al seguito del padre, compositore e direttore d'orchestra. Cio' non le impedi' di laurearsi in Lettere all'Universita' di Torino e di iniziare contemporaneamente la propria carriera letteraria scrivendo a soli vent'anni, "per svelenirsi dall'uggia" degli studi universitari e per assecondare il proprio temperamento creativo ed inquieto, un romanzo: Se trovassi l'ignoto. Pubblico' il primo libro, Fiabe e leggende delle Dolomiti, nel 1924, iniziando cosi' un cammino di notevole fecondita' nel campo della divulgazione letteraria, e particolarmente di quella rivolta ai giovani ed ai bambini, se pure non mancarono nella sua produzione opere destinate ad un pubblico adulto. Patria e liberta', tolleranza ed eroismo, amore della giustizia ed introspezione psicologica (concetti tuttavia considerati in astratto, con atteggiamento spesso acritico e non privo di contraddizioni, soprattutto riguardo ai concreti contesti storici nei quali le vicende romanzesche vengono ambientate) sono le costanti di una produzione narrativa molto feconda e dallo stile spesso arguto, anche se in genere finalizzato ad intenti didascalici. Oltre che scrittrice la Ballario fu anche per lunghi anni insegnante di lettere nelle scuole medie superiori della sua citta', a conferma della vocazione didattica che ne contraddistinse l'opera. Fu giornalista, tra l'altro, de "La Gazzetta del popolo", "Grazia", "Il Corriere dei piccoli". Traduttrice dall'inglese e dal francese, nonche' animatrice culturale, divenne presidente del Soroptimist Club di Novara; fondo' l'"Antologia parlata dei Moderni", attività di studio e di divulgazione sul tema della promozione della lettura tra i giovani, culminata nel Convegno di Stresa del 1961. Fu membro del Direttorio Nazionale Autori e Scrittori per il Piemonte e curo' diversi sceneggiati per l'infanzia per conto della Rai. Nel 1965 le venne assegnato il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio. Mori' a Milano nel 1971.

Opere: Le leggende delle Dolomiti, Firenze, Giunti Bemporad Marzocco, 1924; Tutto puo' l'amore di una mamma, 1925; Mirilli non ha cuore, Milano, La Prora, 1926; Spettacolo al castello, 1927; Aglauro detto il Moro, 1927; La mitologia dei fanciulli, 1928; Nassuloi, aquilotto del Tigrai, 1935; Ragazzi d'Italia nel mondo, 1935; Le case del diavolo, Milano, Mondadori, 1935; Il sole non cessa di splendere, ivi, 1938; I disperati della Guarda, 1939 (Premio Bologna Letteratura Infantile); La zucca dai semi d'oro, Bologna, Cappelli, 1940; Balletto giamaico, Milano, Mondadori, 1940; Quartiere Corridoni. Libro di lettura per la II classe elementare delle scuole dei centri urbani, Roma, La Libreria dello Stato, 1941; Tutto da rifare, 1943; Servizio segreto, Torino, Paravia, 1943; Nennolina e i milioni, 1945; Redicuori, Milano, Mondadori, 1945; Il sole torna alla fattoria, Torino, Sei, 1948, poi ristampato con il titolo Il sole ritorna, Milano, Mursia, 1968; L'omino di zucchero al pistacchio, Novara, De Agostini, 1948; Storia di due bambini buoni, 1948; L'Orco bruno, 1950; La bambina del Circo Aurora, 1952; Cris e la sua stella, 1955; Maria Adelaide, Torino, Sei, 1956; La vita e' meravigliosa, Bologna, Malipiero, 1946; Russia, oggi come ieri, Torino, Sei, 1958; Novara, terra senza pace, ivi, 1959 (Premio Turismo nel 1961); L'omino che rideva sempre, 1960; Fiabe d'ogni paese, 1961; L'erba cresce d'estate. Storia della Repubblica dell'Ossola, Firenze, Giunti Marzocco, 1962 (I Premio Piemonte 1965); La settimana dei miracoli, Torino, Sei, 1962; La giornata di Gianangelo, 1963; Bibliana e la sua strana famiglia, Milano, Bietti, 1964; Una ragazza salvera' la Francia, Milano, Mursia, 1965 (ristampato ancora nel 1981 con il titolo Giovanna D'Arco, la ragazza che salvo' la Francia); La matta giornata dei piccoli sei, Milano, Bietti, 1966; La casa sulla collina, Torino, Paravia, 1966; Un ladro in Paradiso, Maggiora, Del Forno, 1984.

Bibliografia: La Ballario viene presa in considerazione soprattutto dai critici che si occupano di letteratura per l'infanzia e la giovinezza. Citata da A. Lugli in Storia della letteratura per l'infanzia, Firenze, Sansoni, 1961; analizzata da A. Faeti in Letteratura per l'infanzia, Firenze, La Nuova Italia, 1977, p. 82; e da P. Boero e C. De Luca in La letteratura per l'infanzia, Bari, Laterza, 1995, p. 199 e sgg.; A. Broccati Stradella, in "Specchio del libro per ragazzi", luglio-settembre 1967.

 

3. PROFILI. LOREDANA MASSA: JANE AUSTEN

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae" (segnaliamo che queste schede risalgono ad alcuni anni fa).

Jane Austen (1775-1817) e' scrittrice di acutezza sovrana e sensibilita' cosi' profonda e vibratile che leggendola ci si chiede sovente se non sia sottovalutata per il fatto che nella scrittura e nell'invenzione evito' sempre il fracasso e il vortice, e quel linguaggio espressionistico che equivale all'abuso dei timpani in un'esecuzione musicale, preferendo invece la levita', l'ironia, l'ellissi, il ritegno espressivo, l'arte del fluire e del sottrarre anziche' quella delle cataste e delle cascate. Opere di Jane Austen: Senno e sensibilita' (1811), Orgoglio e pregiudizio (1813), Mansfield Park (1814), Emma (1816), L'abbazia di Northanger (1817), Persuasione (1817); cfr. anche almeno "Nonviolenza. Femminile plurale", n. 314]

 

Jane Austen (1775-1817).

Nella storia della letteratura di tutti i tempi, Jane Austen si colloca senza dubbio tra le autrici piu' universalmente note, le piu' universalmente amate e soprattutto tra le piu' universalmente lette; la sua celebrita' e la sua fortuna letteraria e' tale ancora oggi al punto che sembra difficile poter parlare di lei senza scadere nell'ambito del gia' detto e del gia' conosciuto: tutto il suo mondo e' stato indagato nei meandri e pressoche' ogni aspetto della sua opera e' stato, da sempre, minuziosamente studiato e ricondotto alle tappe della sua vita. E la sua vita e' spesso inscindibile dalla sua opera; ogni romanzo ci invia echi della quieta esistenza di Jane nel suo sereno microcosmo familiare. Ripercorrendo i momenti della sua vita senza scosse, ci si accorge che non vi e' alcuna traccia del mito letterario che caratterizza oggi questa autrice, autentico "patrimonio dell'umanita'".

La principale fonte di informazione biografica sulla celebre Austen e' il vasto epistolario familiare e specialmente il centinaio di lettere destinate alla sorella maggiore Cassandra, dal 1796 in poi.

Settima di otto figli, Jane nasce il 16 dicembre 1775 a Steventon, presso Basigstoke, nell'Hampshire, da una famiglia di scarsi mezzi, ma rispettabile; il padre e' un pastore della Chiesa d'Inghilterra che sopperisce ai bisogni della numerosa prole facendo l'istitutore nella scuola del villaggio (senza, tuttavia, poter costituire una cospicua dote per le due figlie Jane e Cassandra, proprio come il Mr. Bennet di Orgoglio e pregiudizio). Forse riflessa nelle pagine di Northanger Abbey, l'infazia trascorre felice in campagna, nella profonda vicinanza alla sorella Cassandra, compagna di giochi da maschiacci e di studi frettolosi: Jane viene infatti istruita, prima, a Oxford presso una zia, Mrs. Crawley e dal 1785 entra alla Abbey Bording School di Reading (scuola che assomiglia alla casual school di Mrs. Goddard in Emma), ma il completamento dell'istruzione proseguira', successivamente, a casa in famiglia. Jane impara a disegnare e a suonare il piano, e soprattutto a leggere, beneficiando dei cinquecento libri della biblioteca paterna. Avida lettrice di storie popolari e di romanzi del Settecento, comincia ad appassionarsi al novel, apprezzando specialmente il Sir Charles Grandison di Fielding e i romanzi di Fanny Burney (in particolare Cecilia da cui trarra' il titolo Orgoglio e pregiudizio, e nel 1796 Camilla). I romanzi della Burney e di Mary Edgeworth saranno, infatti, ampiamente lodati nella sua Defense of the Novel e costituiscono un punto di influenza notevole per la narrativa della Austen.

Dal 1782 all'84 la Austen family mette in scena diverse commedie amatoriali presso l'oratorio di Steventon e dal 1787 l'attivita' teatrale si fa piu' intensa, grazie all'iniziativa della sofisticata cognata Eliza de Feuillide; Jane, tuttavia, non sembra apprezzare il teatro e il suo ambiente (come piu' tardi lascera' intendere nel romanzo Mansfield Park) e si dedica alle parodie delle opere letterarie e all'umorismo: sono infatti del periodo 1787-1793 i primi juvenilia scritti per divertimento e destinati all'ambito familiare e agli amici, come il romanzo Love and Friendship e, dal 1795 al 1799, anche le primissime versioni dei suoi celebri novels, Sense and Sensibility (Ragione e sentimento, che originariamente intitola Elinor and Marianne), Pride and Prejudice (Orgoglio e pregiudizio, che si intitolava First Impression), Northanger Abbey (L'abbazia di Northanger) e Lady Susan. Nel 1797, il padre Gorge, notando le capacita' della figlia, cerca di fare pubblicare First Impression / Pride and Prejudice, ma l'editore non esamina neppure il manoscritto e rifiuta la proposta.

I libri di Jane sembrano rimanere solo un piacevole svago per parenti e amici e la vita prosegue nella tranquillita' domestica; le sue lettere raccontano di balli e di feste nell'Hampshire, di qualche visita a Londra, a Southampton e a Bath, "a caccia di marito", come riferisce malignamente una certa Mrs. Mitford ("the prettiest, silliest, most affected, husband-hunting butterfly she ever remembers" "la farfalla a caccia di marito piu' graziosa, piu' sciocca e piu' pretenziosa che mai ricordi"). In realta', l'atteggiamento della giovane in pubblico pare piuttosto discreto e defilato e le frequentazioni non vanno al di la' degli amici di famiglia; dopo qualche breve simpatia, nel 1795, Jane ha un fugace flirt, ricambiato, con Thomas Lefroy, cugino irlandese della cara amica Mrs. Anne Lefroy. Il 14 gennaio 1796, a vent'anni, scrive alla sorella Cassandra: "At length the day is come on which I am to flirt my last with Tom Lefroy, and when you receive this it will be over. My tears flow at the melancholy idea" ("Alla fine e' giunto il giorno in cui civettero' per l'ultima volta con Tom Lefroy e quando riceverai questa (lettera) sara' finita. Ho le lacrime agli occhi alla malinconia dell'idea"). Il disincanto e' forse motivato dal fatto di sapere che Lefroy non la sposera' per via della scarsa dote, e Jane si chiude nella stretta cerchia familiare, nonostante gli sforzi di Mrs Lefroy per combinare un altro fidanzamento con il pastore Samuel Blackall.

Nel 1800 la famiglia Austen decide di trasferirsi a Bath. Pur non amando Bath, la permanenza e' serena e le lettere riferiscono di vacanze al mare e di estati miti. Nel corso di una vacanza nel Devonshire si verifica un misterioso episodio, "romantico" da romanzo, forse l'unico avvenimento che realmente scuote la vita della scrittrice. Cassandra racconta di aver incontrato, nei pressi di Lyme, un giovane innamorato di Jane e intenzionato a sposarla, ma poco dopo prematuramente scomparso, lasciando alla Austen l'ennesima delusione. Non si hanno altri dettagli circa questo incontro e non si sa quanto questa vicenda possa aver influenzato Jane e la sua mente creativa; sembra, pero', che buona parte di questa misteriosa esperienza sia ricreata nel romanzo Persuasion e nelle vicende della protagonista Anne Ellinot. Il 2 dicembre 1802, durante un soggiorno a Manydown, presso la famiglia Bigg, con Cassandra, Jane riceve una proposta di matrimonio da Harris Bigg-Whiter, di sei anni piu' giovane, e accetta, pur non avendo il minimo interesse, ma il giorno dopo ci ripensa, rompe la promessa e, con l'imbarazzo delle famiglie, decide di tornare a Bath con la sorella. Ne' Jane ne' Cassandra si sposeranno.

Nel 1803 l'editore Crosby acquista dalla Austen i manoscritti di Northanger Abbey per la miserabile cifra di dieci sterline, ma il romanzo non verra' pubblicato che quattordici anni dopo; nello stesso anno lavora al racconto The Watsons ma lo interrompe e non ne resta che qualche frammento. Alla morte del padre, nel gennaio 1805, la situazione finanziaria della famiglia (ormai composta soltanto dalle due sorelle e da Mrs. Austen) si fa critica. Grazie all'intervento dei fratelli e delle cognate, Jane riesce a trasferirsi prima a Clifton poi a  Southampton, nell'autunno 1806, lasciando con gioia Bath (a Cassandra scrive: "what happy feelings of escape!"). Nel 1809 torna, con la madre e Cassandra, nei luoghi d'infanzia dell'Hampshire e si stabilisce a Chawton, villaggio vicino a Steventon. Qui riassume tutta la sua attivita' letteraria: revisiona Ragione e sentimento, accettato per la pubblicazione nel 1810 e, grazie al fratello Henry e alla cognata Eliza, apparso anonimo nell'ottobre 1811 con la firma "by a Lady". Il libro e' un successo e guadagna centoquaranta sterline. Incoraggiata, revisiona e appronta per la stampa anche Orgoglio e pregiudizio, che esce nel gennaio 1813 presso l'editore Egerton.

Intanto, pur sforzandosi di mantenere l'anonimato, comincia a trapelare la sua identita' di autrice, prima nota solo alla famiglia; nel 1814, ancora presso Egerton, pubblica anche Mansfield Park, che e' esaurito in sei mesi. Comincia allora un nuovo romanzo, Emma, pubblicato, ancora anonimo, nel 1815 da John Murray, che le vale le lodi di Walter Scott, dalle pagine della "Quarterly Review". Sulla strada ormai collaudata delle pubblicazioni e aiutata nelle trattative editoriali dal fratello Henry, nell'agosto 1816 Jane fa stampare Persuasion. In questo periodo appaiono anche i primi segnali di malattia (forse il morbo di Addison) che nell'aprile 1817 la costringono ad interrompere la stesura di Sanditon, e il 24 maggio a trasferirsi a Winchester per curarsi.

A Winchester Jane Austen muore il 18 luglio 1817, all'eta' di quarantuno anni. Sepolta nella Cattedrale di Winchester il 24 luglio, e' ricordata nell'epigrafe, convenzionale, solo per l'umilta' cristiana e la dolcezza d'animo ("the benevolence of her heart, the sweetness of her temper") senza alcuna menzione del suo lavoro letterario; solo un'allusione "to the extraordinary endowments of her mind", alle straordinarie doti intellettuali, ma niente piu' di un modesto ricordo.

La modestia e la discrezione furono la cifra di tutta la vita di Jane Austen e sono trasfuse nelle sue storie di rapporti familiari e di tormentate quanto silenziose esistenze domestiche, quasi inosservate, come fu la sua parabola artistica e biografica. Probabilmente, se avesse continuato a scrivere e a pubblicare avrebbe potuto diventare realmente celebre, benche' lei stessa non apprezzasse gli effetti della fama e dell'interesse attorno alla sua opera. Northanger Abbey e Persuasion saranno pubblicati postumi a cura del fratello Henry e il resto della famiglia Austen comincera' a rendere nota la sua identita' di scrittrice e il merito letterario dei suoi romanzi, creando un vero e proprio mito, giunto incrollabile ai giorni nostri.

Opere: Sense and Sensibiliy (1811); Pride and Prejudice (1813); Mansfield Park (1814); Emma (1816); Northanger Abbey (1817, postumo); Persuasion (1817, postumo).

Bibliografia: Veramente sterminata e' la bibliografia su vita e opere della Austen e numerose sono le Jane Austen societies nel mondo. Segue qui una selezione personale dei principali studi. Austen-Leigh, J.E., A Memoir of Jane Austen, London, Bentley (1870); Austen-Leigh, W. Richard A., Jane Austen, Her Life and Letters: A Family Record, (1913) revised and enlarged by Dierdre Le Faye. Jane Austen: A Family Record, The British Library (1989); Bradbrook, F.W., Jane Austen and her Predecessors, Cambridge, Cambridge University Press (1966); Burrows, J., Computation into Criticism: A Study of Jane Austen's Novels, and an Experiment in Method, Oxford, Oxford University Press (1987); Butler, M., Jane Austen and the War of Ideas, London, Clarendon Press (1987); Cecil, D., Portrait of Jane Austen, London, Penguin (1978); Craik, W.A., Jane Austen: The Six Novels, London, Methuen (1965); Craik, W.A., Jane Austen in her Time,  London, Nelson (1969); Fergus, J., Jane Austen and the Didactic Novel, Cambridge, C.U.P. (1983); Grey, J. D., ed., A. Walton Litz, B. Southam, The Jane Austen Companion (with A Dictionary of Jane Austen's Life and Works by H. Abigail Bok), London, Macmillan, (1986); Grey, J. D., ed., Jane Austen's Beginnings: The Juvenilia and Lady Susan, Umi Research Press (1989); Heath, W., Discussions of Jane Austen, New York, D.C. Heath (1961); Jenkins, E., Jane Austen: A biography, Gollancz (1938); Johnson, C.L., Jane Austen: Women, Politics, and the Novel, (1988); Kirkham, M., Jane Austen, Feminism and Fiction, London Harvester Press / Barnes & Noble (1983); Lascelles, M., Jane Austen and her Art, Oxford University Press (1939, 1954); Laski, M., Jane Austen and her World, Oslo,Viking (1969); Leavis, F.R., The Great Tradition, London, Chatto and Windus (1947); Le Faye, D. ed., Jane Austen's Letters, 3rd. ed. Oxford University Press (1995); Mudrick, M., Jane Austen: Irony as Defense and Discovery, Los Angeles, University of California Press (1952); Nicolson, N., The World of Jane Austen, London, Weidenfield and Nicolson (1991); Southam, B.C., Jane Austen: The Critical Heritage, London, Routledge & K. Paul (1968), vol. 2, 1870-1940 (1987); Southam, B.C., ed., Jane Austen: Sense and Sensibility, Pride and Prejudice and Mansfield Park: A Casebook, Macmillan (1976); Southam, B.C., ed., Northanger Abbey and Persuasion: A Casebook, Macmillan (1976); Tanner, T., Jane Austen, London, Macmillan (1986); Thompson, J.P., Between Self and World: The Novels of Jane Austen (1988); Tucker, G., Jane Austen the Woman: Some Biographical Insights, London, St. Martins (1994); Watt, Ian, ed., Jane Austen: A Collection of Critical Essays, (1963); Weldon, F., Letters to Alice on First Reading Jane Austen, Edimbrugh, Michael Joseph (1984); Wilkes, B., Jane Austen, London, Hammond (1978); Woolf, V., "Jane Austen at Sixty", Nation, vol. XXXIV (15 December 1923), p. 433.

Per i testi principali, lo stato degli studi  e le piu' varie curiosita' sul mondo Jane Austen si rimanda al sito www.jasa.net.au della Jane Austen Society of Australia, ed a www.janeausten.com sito del centro Austen di Bath.

 

4. PROFILI. GIOVANNA MINARDI: MARIA AMPARO DAVILA

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae" (segnaliamo che queste schede risalgono ad alcuni anni fa).

Dal medesimo sito riprendiamo per stralci la seguente notizia sull'autrice: "Giovanna Minardi, nata a Palermo il 21 aprile 1958, docente di ruolo di Spagnolo presso l'Istituto Magistrale "Regina Margherita" di Palermo e collaboratrice della Cattedra di Lingua e Letteratura spagnola dell'Universita' di Palermo. Laureate in Lingue e letterature straniere (Spagnolo) presso la Facolta' di Lettere e Filosofia dell'Universita' di Palermo con una tesi su "Le poesie minori di Jorge Manrique"; laureata in Filologia spagnola presso l'Università di Oviedo (Spagna); dottorato di ricerca in Letterature iberiche e iberoamericane presso l'Universita' di Palermo, con tesi su "Teoria e pratica del racconto in Julio Ramon Ribeyro". Ha studiato e insegnato in vari paesi europei e latinoamericani... Appartiene a varie associazioni culturali di area ispanica: Associazione ispanisti italiani (Aispi); Asociacion internacional de hispanistas (Aih); Associazione siciliana per lo studio delle culture iberiche; Instituto Literario y Cultural Hispanico; Instituto internacional de Literatura iberoamericana. Opere: Una hora con Julio Ramon Ribeyro, in "Quaderno dell'Istituto di Lingue e Letterature straniere della Facolta' di Lettere dell'Universita' di Palermo", n. 29, 1990, pp. 39-56; Voci poetiche femminili dell'America del Sud nel primo '900, in R. Calabrese (a cura), Felicita' del dialogo. Relazioni tra donne, Ila Palma, Palermo, 1991, pp. 183-95; Silvio nel roseto (traduzione racconti di Julio R. Ribeyro), Dharba, Palermo, 1992; Una voz del Peru': Julio Ramon Ribeyro, in Encuentros hispanoamericanos. Realidad y ficcion, Ayuntamiento de Oviedo, 1992, pp. 299-301; El arte poetica de Julio Ramon Ribeyro, in "La casa de carton", Lima, invierno 1993, pp. 20-25; Una hora con Rosina Valcarcel, in "Alba de America", Buenos Aires, julio 1993, 20-21, pp. 465-69; L'influenza della cultura italiana nel Peru' d'inizio secolo, in L'apporto italiano alla tradizione degli studi ispanici, Atti del Congresso Aispi, Instituto Cervantes, Roma, 1993, pp. 211-17 (La influencia de la cultura italiana en Riva-Aguero, Valdelomar y Mariategui, in "La casa de carton", Lima, invierno 1994, 4, pp. 12-17; Un rapido paseo a traves de la narrativa de mujeres en el Peru' contemporaneo, in "Fem", Mexico, mayo 1994, 135, pp. 35-38 (Que' escriben ultimamente las mujeres en el Peru'?, in "Alba de America, Montevideo, julio 1995, 24-25, pp. 355-65); La donna peruviana attraverso la storia, in "Leggere Donna", Ferrara, maggio-giugno 1994, pp. 34 e 36-7; Carmen, il caudillo e la liberta', in "Cronache parlamentari siciliane", Palermo, agosto 1994, 18, pp. 77-9; Una mujer canta en medio del caos: Rosina Valcarcel, in "Alba de America", Buenos Aires, julio 1994, 22-23, pp. 425-35; La letteratura delle donne nella Spagna degli anni '70: "El mismo mar de todos los veranos" di Esther Tusquets, in "Quaderno dell'Istituto di Lingue e Letterature straniere della Facolta' di Lettere", Universita' di Palermo, n. 6, 1994, pp. 9-22; Conversando con Julio Ramon Ribeyro, ganador del premio Juan Rulfo de Literatura latinoamericana 1994, in "Alba de America", Montevideo, julio 1995, 24-25, pp. 469-76 (riassunto in "Revista Universidad del Valle", Cali, noviembre 1995, 12, pp. 34-9); La escritura delirante de Julio Ramon Ribeyro, in P. Frohlicher - G. Guntert, Teoria e interpretacion del cuento, Peter Lang Ed., Bern 1995, pp. 475-87; Encuentro con ocho escritoras mexicanas, in "Hispamerica", Gaithersburg, agosto 1994, 68, pp. 61-71; Las coreutas. Antologia de narradoras mexicanas del siglo XX, Unmsm, Lima, 1995; L''America Latina vista dall'Europa, in "Latinoamerica", Roma, settembre-dicembre 1996, pp. 69-74; La letteratura delle donne in Colombia, in "Leggere Donna", Ferrara, nov.-dic. 1997, pp. 23-25; Josefina Pla'. Una voz a recuperar, in "Letras femeninas", University of Nebraska, I-II (primavera-autunno 1998), pp. 157-72; El imaginario femenino en la cuentistica de Ribeyro, in AA. VV., Primer Encuentro de Peruanistas (Lima, 4-6 de septiembre de 1996), Lima, Universidad de Lima, 1998, t. II, pp. 409-12; La donna nell'immaginario femminile di Julio Ramon Ribeyro. In "Quaderno dell'Istituto di Lingue e Letterature straniere della Facolta' di Lettere dell'Universita' di Palermo", 15 (1998), pp. 51-70 (La mujer en el imaginario femenino de Julio Ramon Ribeyro, in Actas XIII Congreso A. I. H., Castalia, Madrid 2000, tomo III, pp. 251-59); Bibliografia ragionata e commentata su Le letterature del Terzo Mondo, in AA. VV., Il mondo e' un'isola, Palermo, Ciss, 1998; Passione e scrittura. Antologia di narratrici messicane del XX secolo, Palermo, Anteprima, 1998; Julio Ramon Ribeyro: El juego de la narracion, in P. Odber de Baubeta (a cura di), Actas del XII Congreso de la Asociacion Internacional de Hispanistas (agosto de 1995), Birmingham, University of Birmingham, 1998, t. II, pp. 110-18; La narrativa femenina del Peru' del siglo XX, in "La casa de carton", Lima, 17 (verano-otono de 1999), pp. 48-55; Duerme: La mascarada, perdida o conquista de una identidad?, in B. Droscher, C. Rincon, Acercamientos a Carmen Boullosa, Berlin, Ed. Tranvia, 1999, pp. 153-61; La critica letteraria in Peru' alle soglie del Duemila, in AA. VV., Fine secolo e scrittura: Dal medioevo ai giorni nostri, Bulzoni, Roma 1999, p. 499-508; La narrativa femminile nel Peru' del XX secolo. Intervista alla scrittrice peruviana Carmen Olle', in "Latinoamerica", Roma, 71, sett.-dic. '99, pp. 109-14 (Entrevista a Carmen Olle', in "Hispamerica", Gaithersburg, 83, agosto '99, pp. 55-9; Letteratura plurietnica e autobiografie di donne in America latina, in D. Corona (a cura di), Autobiografie e contesti culturali, Annali della Facolta' di Lettere, Universita' di Palermo, 1999, pp. 193-203; Cuentas. Narradoras peruanas del siglo XX, El Santo Oficio y Ed. Flora Tristan, Lima, 2000; Messico: il caso di tre pittrici scrittrici (Leonora Carrington, Remedios Varo, Frida Kahlo), in Atti XIX Convegno Aispi, Roma, settembre 1999. Partecipazione a convegni in qualita' di relatrice: comunicazione su L'influenza della cultura italiana nel Peru' d'inizio secolo, in Congresso Aispi, L'apporto italiano alla tradizione degli studi ispanici, Napoli 30 gennaio - I febbraio 1992; comunicazione su "De sobremesa" de Jose' Asuncion Silva: aproximacion a una lectura postmoderna, in Simposio internazionale di Letteratura Modernidad, modernismo y postmodernidad en la literatura latinoamericana, organizzato dall'Instituto Literario y cultural hispanico (California) a Montevideo nell'agosto 1993; comunicazione su Un rapido paseo a traves de la narrativa de mujeres en el Peru', in Incontro internazionale su Mujer y literatura latinoamericana organizzato da "Casa de las Americas" a L'Avana nel gennaio 1994; comunicazione su Julio Ramon Ribeyro o el juego de la narracion, in XII Congresso dell'A. I. H. organizzato dall'Universita' di Birmingham nell'agosto 1995; comunicazione su El imaginario femenino en la cuentistica de Julio Ramon Ribeyro, in I Encuentro de peruanistas organizzato dalla Universidad de Lima nel settembre 1996; comunicazione su Tina Modotti, in Taller internacional 60mo aniversario Guerra civil espanola organizzato dallo Instituto de Historia de Cuba di L'Avana nel novembre 1996; comunicazione su "Duerme" de Carmen Boullosa: la mascarada, o perdida o conquista de una identidad, in Simposio su Carmen Boullosa organizzato dalla Freie Universitat di Berlino nel novembre 1997; comunicazione su La critica letteraria nel Peru' alle soglie del Duemila, in Convegno dell'Aispi organizzato dall'Universita' di Siena nel marzo 1998; comunicazione su La mujer en el imaginario femenino de Julio Ramon Ribeyro, in XIII Congresso dell'A. I. H. organizzato dalla Uned di Madrid nel luglio 1998; comunicazione su La mujer en la cuentistica de Ribeyro, in Primer Encuentro de narradores organizzato dall'Universita' di Chiclayo (Peru') nell'ottobre 1998; comunicazione su Gli italiani nel Peru', in Giornate di incontri su "Memoria e diaspora", organizzate dall'Universita' di Lecce, 15-19 aprile 1999; comunicazione su Messico: Tre pittrici-scrittrici: L. Carrington, R. Varo, F. Khalo, in XIX Convegno dell'Aispi, Roma 16-18 settembre 1999; comunicazione su Literatura plurietnica y autobiografia de mujeres en America Latina, in Incontro internazionale su Europe-Amerique Latine a' l'aube du troisieme millenaire. Regards croises organizzato dall'Universita' di Pau, 2-6 novembre 1999; comunicazione su Il personaggio femminile nella narrativa di J. L. Borges, in Omaggio a Borges organizzato presso la Facolta' di Lettere, Palermo, dicembre 1999; quattro lezioni su Jorge Luis Borges presso la Facolta' di Lettere, Palermo, dicembre 1999 - gennaio 2000; comunicazione su Narrativa de mujeres en el Peru' del siglo XX, in XIX Simposio Internacional de Literatura de Ilch organizzato con "Universidad Mayor de San Marcos" 7-12 agosto 2000. Organizzazione di eventi culturali: Convegno Dal '98 a Garcia Lorca: lacerazioni e suture della cultura spagnola del Novecento, Palermo 11-12 maggio 1998, Universita' di Palermo - Facolta' di Lettere - Facolta' di Scienze della Formazione; Corso di aggiornamento Analisi dei linguaggi settoriali in spagnolo, 28 novembre 1997 - 5 febbraio 1998, Associazione Siciliana Studio Culture iberiche, Facolta' di Scienze della Formazione; Corso di aggiornamento La didattica della lingua spagnola, 15 aprile 1996 - 27 maggio 1996, Associazione Siciliana Studio Culture iberiche, Facolta' di Lettere; Convegno La cultura spagnola degli anni Ottanta, 4-6 maggio 1995, Cattedra di Spagnolo - Associazione Siciliana Studio Culture iberiche, Facolta' di Lettere; Rassegna cinematografica Il cinema spagnolo di genere nel dopoguerra, 29 novembre - 4 dicembre 1993, Universita' di Palermo - Associazione Siciliana Studio Culture iberiche, "Ars Nova"; Rassegna cinematografica Lo sguardo dell'altro, 10 dicembre 1996, Citta' di Palermo - Associazione Siciliana Studio Culture iberiche, Cinema Marconi di Palermo; Convegno Il Culto di San Benedetto il Moro in America Latina, 15 settembre 1999, Citta' di Palermo - Associazione Siciliana Studio Culture iberiche, Convento S. Maria del Gesu' di Palermo"]

 

Maria Amparo Davila, originaria dello stato di Zacatecas (Messico), nacque a Pinos nel 1928. Studio' a San Luis Potosi', dove comincio' a pubblicare le sue prime poesie nelle riviste "Estilo" e "Letras potosinas". Nel 1954 si trasferi' nella capitale e fu segretaria di Alfonso Reyes. Inizio' scrivendo poesia, ma piu' tardi trovo' nel racconto la sua naturale maniera d'espressione, scegliendo il cammino della letteratura fantastica ed esistenziale.

Opere: Tiempo destrozado (1959); Musica concreta (1964); Arboles petrificados (1977); Nueva narrativa hispanica (1977); Muerte en el bosque (1985); poesia: Almas bajo la luna (1950); Perfil de soledades (1950); Meditaciones a la otra orilla del sueno (1954).

Bibliografia: Giovanna Minardi, Passione e scrittura. Antologia de narratrici messicane del XX secolo, Palermo, Anteprima, 1998

 

5. PROFILI. GIOVANNA MINARDI: CARMEN BOULLOSA

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Carmen Boullosa, lasciati inconclusi gli studi di Lettere presso l'Universita' Iberoamericana di Citta' del Messico, si e' data alla letteratura "viva" e al teatro, ha collaborato con varie riviste e lavorato in centri culturali e sociali autogestiti di Citta' del Messico, tra i quali "El Cuervo". E' stata invitata da universita' americane ed europee a tenere conferenze e letture, e in Messico fa parte del "Sistema nacional de creadores". Una sua opera, La milagrosa, e' stata tradotta in italiano (La miracolosa, Vallecchi, Firenze 1995).

Opere: a) prosa: Mejor desaparece (1987); Antes (1989); Son vacas, somos puercos (1991); El medico de los piratas (1992); Llanto, novelas imposibles (1992); Isabel (1992); La milagrosa (1993); Duerme (1994); b) poesia: La salvaja (1989); Soledumbre (1992); c) teatro: Mi version de los hechos (1987); Teatro heretico (1988).

Bibliografia: Giovanna Minardi, Passione e scrittura. Antologia di narratrici messicane del sec. XX, Palermo, Anteprima, 1998.

 

6. PROFILI. VINCENZA SILVESTRINI: ANNA BANTI

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae" (segnaliamo che queste schede risalgono ad alcuni anni fa)]

 

Anna Banti (1895-1985).

Lucia Lopresti, scrittrice nota con lo pseudonimo di Anna Banti. Nata a Firenze nel 1895, ha fondato, insieme al marito, il critico d'arte Roberto Longhi, la rivista "Paragone", di cui e' stata condirettrice. Scrittrice, nel 1952 per Le donne muoiono le e' stato assegnato il premio Viareggio. Come saggista ha pubblicato, tra l'altro, monografie su Beato Angelico, Velazquez, Monet, Lotto, e una su Matilde Serao. Collaboro' a giornali e riviste, tra cui: "Oggi", "L'illustrazione italiana", "Il mondo", "La Fiera Letteraria", il "Corriere della Sera", "Noi Donne". E' morta nel 1985 a Ronchi di Massa.

Opere: a) narrativa e prosa: Itinerario di Paolina, Roma, 1937; Il coraggio delle donne, Firenze, 1940; Sette lune, Milano, 1942; Le monache cantano, Roma, 1943; Artemisia, Firenze, 1947; Le donne muoiono, Milano, 1951; Il bastardo, Firenze, 1953 (poi col titolo La casa piccola, Milano, 1961); Allarme sul lago, Milano, 1954; La monaca di Sciangai e altri racconti, Milano, 1957; Le mosche d'oro, Milano, 1961; Campi Elisi, Milano, 1963; Noi credevamo, Milano 1967; Je vous ecris d'un pays lointain, Milano, 1971; La camicia bruciata, Milano, 1973; Da un paese vicino, Milano, 1975; Un grido lacerante, Milano, 1981; Opera di Anna Banti, a cura di E. Biagini, Olschki, 1997; b) teatro: Corte Savella, Milano, 1960; c) saggistica: Il coraggio delle donne, Firenze, 1940; Europa 1606, Milano, 1943; Le donne muoiono, Mailano, 1952; Lorenzo Lotto, Firenze, 1953; Fra' Angelico, Milano, 1953; Artemisia, Milano 1953; Diego Velazquez, ivi, 1955; Claude Monet, ivi, 1956; Opinioni, ivi, 1961; Matilde Serao, Torino, 1965; Giovanni da San Giovanni, pittore della contraddizione, Firenze, 1978; Quando anche le donne si misero a dipingere, Milano, 1982.

Bibliografia: E. Cecchi, Il primo libro di Anna Banti, (1937) in Id., Letteratura italiana del Novecento, vol. II, Milano, 1972; G. Contini, Parere ritardato su "Artemisia" (1949), in Id., Altri esercizi, Torino, 1972; numero dedicato a lei da "La Fiera Letteraria", 3 febbraio 1957; G. De Robertis, Anna Banti (tra Artemisia e Lavinia) (1952) e Il bastardo (1954), in Id., Altro Novecento, Firenze, 1962; A. Seroni, Racconti di Anna Banti, in Id., Esperimenti critici sul Novecento letterario, Milano, 1967; C. Varese, in Occasioni e valori della letteratura contemporanea, Bologna, 1967; G. A. Peritore, Anna Banti, in AA. VV., Letteratura italiana. I contemporanei, vol. III, Milano, 1969, pp. 211-34; E. Biagini, Anna Banti, ivi, 1978; V. Bramanti, Anna Banti da un paese vicino, in "Il Ponte", XXXIV (1958), 430, pp. 3-11; la "voce" di N. Giannetto nel vol. I del Dizionario critico della letteratura italiana, diretto da V. Branca, II ed., Torino, 1986, pp.188-91; Enciclopedia della letteratura, Garzanti, Milano, 1991, p. 84; Alma Forlani, Maria Savini (a cura di), Scrittrici d'Italia, Newton Compton, Roma, 1991; E. Cecchi, N. Sapegno, Storia della letteratura italiana, Garzanti, Milano, 1992, Il Novecento, tomo II, pp. 381-85 e 885-88.

 

7. PROFILI. VINCENZA SILVESTRINI: CATERINA BENINCASA (SANTA CATERINA DA SIENA)

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Caterina Benincasa, nata a Siena nel 1347. Penultima di venticinque figli, ebbe la prima visione all'eta' di sette anni, fu poi avviata alla vita religiosa da fra Tommaso Della Fonte. La morte della sorella Bonaventura nel 1362 rese piu' forte la sua vocazione. L'anno successivo, nonostante le resistenze dei suoi genitori, entro' nell'Ordine delle Mantellate domenicane. Si dedico' all'assistenza dei malati nell'Ospedale della Scala a Siena, nel Lebbrosario di San Lazzaro e nelle case dei vicini. Si interesso' di questioni politiche e caldeggio' il ritorno dei papi dall'esilio di Avignone per una riforma della Chiesa. Mori' a Roma nel 1380.

Opere: Il dialogo della Divina Provvidenza, a cura di M. Fiorillo, Bari, 1912; Lettere, ed. P. Misciattelli, Firenze, 1939-40; Citta' prestata. Consigli ai politici, Citta' Nuova, 1990; Io serva e schiava, Sellerio, 1991; Vestitevi di sangue. Lettere ai fedeli, Archinto, 1991.

Bibliografia: G. Bertoni, Il linguaggio mistico di Santa Caterina da Siena, in Id., Spunti, scorci e commenti, Firenze, 1928; L. Zanini, Bibliografia di Santa Caterina da Siena, in "Miscellanea del Centro di Studi Medioevali" I e II, Milano, 1956 e 1958, pp. 325-74 e 265-367; F. Mancini, Ispirazione e linguaggio di Santa Caterina da Siena, Trieste, 1951; G. Getto, La letteratura religiosa, Firenze, 1967; Dizionario enciclopedico della letteratura italiana, a cura di G. Petronio, Laterza, Bari, 1970, vol. I; G. Petrocchi, La pace in Santa Caterina da Siena, in "Rivista di storia e letteratura religiosa", XII, 1976, pp. 3-14; Atti del Simposio internazionale cateriniano-bernardiniano (Siena, 17-20 aprile 1980), a cura di D. Maffei e P. Nardi, Siena, 1982; G. Anodal, Il linguaggio cateriniano. Indice delle immagini, Cantagalli, 1983; D. Giunta, Gli attributi del dottorato nell'iconografia cateriniana, Istituto Nazionale di Arch., 1984; N. Mauri, Caterina da Siena. Fuoco e tenerezza di Dio, Edizioni Paoline, Roma, 1985; L. Aurigemma, Il volgare senese de "Il dialogo" di santa Caterina, Loffredo, 1988; G. Pozzi, C. Leonardi, Scrittrici mistiche italiane, Marietti, 1988; C. Leonardi, Caterina la mistica, in Medioevo al femminile, Laterza, 1989; R. De Maio, Donna e Rinascimento, Esi, Napoli, 1995; V. Peri, Io Catarina scrivo a voi..., Velar, 1995; T. Piccari, Caterina da Siena, mistica illetterata, Edizioni Paoline, 1995; B. Ancilli, S. Caterina. Vita e opere, Cantagalli, 1997; L. Ferretti, Santa Caterina da Siena, Ed. Francese, 1998; Con l'occhio e col lume. Atti del corso seminariale di studi su Caterina da Siena (dal 25 settembre al 7 ottobre 1995), a cura di L. Trenti, B. K. Addabbo, Cantagalli, 1999; Raimondo da Capua, Santa Caterina da Siena (Legenda maior), a cura di G. Tinagli, Cantagalli, 1999; Santa Caterina da Siena, Betti, 2000.

 

8. PROFILI. VINCENZA SILVESTRINI: BETTINA BRENTANO

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Bettina Brentano, nata a Francoforte nel 1785 da Pietro Antonio Brentano e da Massimiliana Laroche, figlia della letterata Sofia Laroche. Visse a lungo presso la nonna, dove conobbe Goethe e Beethoven. Nel 1818 sposo' il poeta Achim von Arnim, dal quale ebbe sette figli. Rimasta vedova si dedico' alla scrittura. Mori' a Berlino nel 1859.

Opere: Carteggio del Goethe con una fanciulla, 1835; La Gunderode, 1840, ora a cura di V. Perretta, Bulzoni, 1983; La corona primaverile, 1844.

Bibliografia: G. Dischner, Bettina Brentano, La Tartaruga, 1979; L. Secci (a cura di), Dal salotto al partito. Scrittrici tedesche tra Rivoluzione borghese e diritto di voto, Savelli, 1982; C. Wolf, Una lettera su Bettina, in Pini e sabbia del Brandeburgo, Edizioni e/o, 1991; M. L. Wandruszka, Orgoglio e misura. Quattro scrittrici tedesche, Rosemberg & Sellier, 1993; R. Calabrese, Costruisci in me il tuo mondo, tu che non conosci il dubbio: Bettina Brentano, in R. Calabrese, E. Chiavetta, Della stessa madre, dello stesso padre, Tufani, 1996.

 

9. PROFILI. VINCENZA SILVESTRINI: BENEDETTA CAPPA MARINETTI

[Dal sito www.arabafelice.it riprendiamo la seguente scheda biobibliografica della serie "Dominae"]

 

Benedetta Cappa Marinetti, conosciuta come "Benedetta", nacque a Roma nel 1899. Da giovane frequento' lo studio di G. Balla a Roma, dove conobbe il futuro marito Filippo Tommaso Marinetti. Con quest'ultimo tra il 1919 e il 1921 realizzo' le "Tavole tattili". Tenne una relazione sulla pittura futurista al primo congresso del movimento. Prese parte alle piu0 importanti mostre del Futurismo dal 1927 in poi, alla Quadriennale Romana e alla Biennale di Venezia. Firmo' alcuni manifesti come "L'aeropittura" nel 1929. E' morta nel 1980 a Venezia.

Opere: Le forze umane, Foligno, 1924; Viaggio di Garara, romanzo cosmico per teatro, Milano, 1931; Astra e il sottomarino. Vita trasognata, Napoli, 1935; Progetto futurista di reclutamento per la prossima guerra, Firenze, 1980.

Bibliografia: C. Salaris, Le futuriste, Edizioni delle donne, 1982; F. Zoccoli, Benedetta Cappa Marinetti. L'incantesimo della luce, Selene, 1996; Presenze futuriste in Sicilia. Benedetta. Catalogo della mostra, a cura di A. M. Ruta, Electa, 1998.

 

10. APPELLI. IL 5 PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO

[Riproponiamo il seguente appello]

 

Giova ripetere le cose che e' giusto fare.

Tra le cose sicuramente ragionevoli e buone che una persona onesta che paga le tasse in Italia puo' fare, c'e' la scelta di destinare il 5 per mille al Movimento Nonviolento.

"Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono: 1. l'opposizione integrale alla guerra; 2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione; 3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario; 4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo. Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica. Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli". Cosi' recita la "carta programmatica" del movimento fondato da Aldo Capitini.

Sostenere il Movimento Nonviolento e' un modo semplice e chiaro, esplicito e netto, per opporsi alla guerra e al razzismo, per opporsi alle stragi e alle persecuzioni.

Per destinare il 5 per mille delle proprie tasse al Movimento Nonviolento e' sufficiente apporre la propria firma nell'apposito spazio del modulo per la dichiarazione dei redditi e scrivere il numero di codice fiscale dell'associazione: 93100500235.

Per contattare il Movimento Nonviolento, per saperne di piu' e contribuire ad esso anche in altri modi (ad esempio aderendovi): via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

 

11. REPETITA IUVANT. RIFERIMENTI UTILI PER L'INFORMAZIONE SUI REFERENDUM. PER FERMARE IL NUCLEARE E PER L'ACQUA BENE COMUNE

[Riproponiamo la seguente segnalazione]

 

Segnaliamo il sito del Comitato nazionale "Vota si' per fermare il nucleare": www.fermiamoilnucleare.it

Segnaliamo il sito del Comitato referendario "2 si' per l'acqua bene comune": www.referendumacqua.it

Segnaliamo anche il sito del Forum italiano dei movimenti per l'acqua: www.acquabenecomune.org

Quattro si' ai referendum: per la legalita' e la dignita', per la democrazia ed il bene comune, per la biosfera e per l'umanita'.

 

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NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100

Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 343 del 12 maggio 2011

 

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