Coi piedi per terra. 450



 

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COI PIEDI PER TERRA

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino"

Numero 450 del 19 dicembre 2010

 

In questo numero:

1. Associazione "Respirare": Lettera aperta al Presidente della Repubblica sulla questione dell'arsenico nelle acque destinate a consumo umano

2. Antonella Litta: Una corretta gestione pubblica dell'acqua a garanzia della sua potabilita' e salubrita'

3. Per contattare il comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo

 

1. APPELLI. ASSOCIAZIONE "RESPIRARE": LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SULLA QUESTIONE DELL'ARSENICO NELLE ACQUE DESTINATE A CONSUMO UMANO

 

Signor Presidente della Repubblica,

come le sara' gia' noto l'Unione Europea ha stabilito da anni che il limite massimo di presenza dell'arsenico nelle acque potabili e' di 10 microgrammi/litro.

L'arsenico, chiunque lo sa, e' un potente veleno; e le massime autorita' sanitarie e i piu' prestigiosi istituti di ricerca a livello mondiale ovviamente raccomandano che non ve ne sia traccia nell'acqua ingerita dagli esseri umani.

In Italia in alcune regioni per anni e' stata disattesa la normativa europea pur dall'Italia recepita: in queste regioni si sono per anni imposte delle deroghe tali da condannare le popolazioni, in massima parte ignare, a bere acqua con presenza di arsenico fino a 50 microgrammi per litro.

Con atto dell'ottobre 2010 l'Unione Europea ha posto fine a questa criminale follia, rigettando la richiesta di prolungare ulteriormente il regime di deroga, tenuto altresi' conto che quelle deroghe erano state concesse a suo tempo sulla base dell'impegno (quasi sempre menzognero ed in effetti quasi ovunque scandalosamente disatteso) dei soggetti richiedenti a provvedere a rientrare al piu' presto nel parametro europeo attraverso interventi di dearsenficazione che invece in molti casi (nel viterbese nella quasi totalita' dei casi) non sono stati eseguiti affatto.

Col rigetto delle richieste di ulteriori deroghe, allo stato attuale la venefica frode (e con essa il conseguente irresponsabile sciagurato danno alla salute) e' stata definitivamente smascherata e il suo eventuale protrarsi configura pertanto una esplicita, inequivocabile violazione di un obbligo di legge.

Ne consegue quindi che nei territori in cui la presenza di arsenico nelle acque destinate a consumo umano supera i 10 microgrammi per litro la legge fa obbligo ai pubblici poteri - nella fattispecie ai sindaci - di emettere ordinanza di non potabilita'; e fa obbligo altresi' ai pubblici poteri - non solo i sindaci dei Comuni ma tutta l'articolazione istituzionale dello stato variamente competente in materia - di informare adeguatamente la popolazione del pericolo, di garantire comunque alle comunita' locali acqua potabile, di realizzare ove occorra e nel piu' breve tempo possibile (le tecnologie lo consentono agevolmente) i necessari impianti di dearsenificazione.

La prestigiosa "Associazione italiana medici per l'ambiente" (sezione italiana della "International Society of Doctors for the Environment"), che in questi ultimi mesi ha svolto un fondamentale e altamente meritorio ruolo di informazione, documentazione e denuncia in materia, ha chiarito esaustivamente i termini reali - e drammatici - della questione e quali siano gli interventi che urgentemente la pubblica amministrazione deve adottare alla luce della vigente legislazione come alla luce delle evidenze scientifiche non piu' discutibili. Occorre il piu' rigoroso rispetto del parametro stabilito dall'Unione Europea e gia' recepito da anni dall'Italia (ma fin qui scandalosamente disatteso), ed anzi occorre muovere verso la completa dearsenficazione delle acque destinate a consumo umano.

*

Signor Presidente della Repubblica,

a fronte di questa situazione, di cui abbiamo sommariamente ricostruito i termini de jure e de facto, cosa sta invece assurdamente accadendo?

Sta accadendo che pubblici amministratori insipienti ed irresponsabili, favoreggiati da funzionari fedifraghi e omertosi, non solo rifiutano di assumere tempestivamente gli interventi indispensabili, in primis et ante omnia l'emissione delle ordinanze sindacali di non potabilita' delle acque destinate a consumo umano che recano una presenza di arsenico superiore ai 10 microgrammi/litro, ma addirittura stanno protervamente ed insensatamente operando nel senso di mistificare la realta', sottovalutare il pericolo, e continuare irresponsabilmente ad esporre le popolazioni a un grave danno alla salute e alla vita stessa.

*

Signor Presidente della Repubblica,

lei che e' il garante ultimo del rispetto delle leggi del nostro ordinamento giuridico e ipso facto dei diritti a tutti i cittadini garantiti dalla Costituzione della Repubbica Italiana, puo' e deve autorevolmente intervenire, nelle forme che riterra' opportune e adeguate tra quelle che l'ordinamento prevede nell'ambito dei poteri che l'ordinamento medesimo le attribuisce, affinche' si rispetti rigorosamente la legge e rigorosamente si tuteli la salute della popolazione.

*

In fiduciosa attesa di un tempestivo suo intervento, voglia gradire distinti saluti,

l'associazione "Respirare"

Viterbo, 19 dicembre 2010

L'associazione "Respirare" e' stata promossa a Viterbo da associazioni e movimenti ecopacifisti e nonviolenti, per il diritto alla salute e la difesa dell'ambiente.

 

2. EDITORIALE. ANTONELLA LITTA: UNA CORRETTA GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA A GARANZIA DELLA SUA POTABILITA' E SALUBRITA'

[Riprendiamo il seguente articolo apparso su "Left" n. 49 del 17 dicembre 2010 col titolo "I bambini vittime della pandemia silenziosa" e il sottotitolo "Le sostanze tossiche e cancergene presenti nelleacque provocano tumori infantili e danni al sistema neurologico".

Antonella Litta svolge l'attivita' di medico di medicina generale a Nepi. E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia) e per questa associazione e' responsabile e coordinatrice nazionale del gruppo di studio su "Trasporto aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute". E' referente per l'Ordine dei medici di Viterbo per l'iniziativa congiunta Fnomceo-Isde "Tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e ad un ambiente salubre". Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarieta' locali ed internazionali. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. E' la portavoce del Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti. Come rappresentante dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde-Italia) ha promosso una rilevante iniziativa per il risanamento delle acque del lago di Vico e in difesa della salute della popolazione dei comuni circumlacuali. E' oggi in Italia figura di riferimento nella denuncia della presenza dell'arsenico nelle acque destinate a consumo umano, e nella proposta di iniziative specifiche e adeguate da parte delle istituzioni per la dearsenificazione delle acque e la difesa della salute della popolazione]

 

L'acqua e' un elemento fondamentale e prezioso per la vita del pianeta e di ogni essere umano.

E' una risorsa non illimitata che va protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione, con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, con il miglioramento del sistema degli acquedotti e con il contrasto ad ogni suo possibile inquinamento.

L'accesso e la disponibilita' di acque, salubri, pulite e di qualita', sono le condizioni necessarie ed indispensabili per vivere in modo sano e per proteggere lo stato di salute di tutte le persone ed in particolare dei bambini che sono, dal punto di vista biologico, organismi in rapido accrescimento, con un sistema immunitario ancora in fase di maturazione, con un metabolismo molto accelerato e che consumano quantitativi di acqua, come di aria, molto piu' elevati rispetto ai soggetti adulti.

Il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D. Lgs. 27/02, disciplina in Italia la qualita' delle acque potabili destinate al consumo umano, garantendone salubrita' e pulizia, in recepimento della Direttiva  europea 98/83/CE, e all'art. 4 afferma: " 1. Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite. 2. Al fine di cui al comma 1, le acque destinate al consumo umano: a) non devono contenere microrganismi e parassiti, ne' altre sostanze, in quantita' o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana".

La presenza di arsenico, vanadio, selenio, fluoro, mercurio, di metalli pesanti, radionuclidi, di pesticidi, di fitofarmaci, di diossine, di sottoprodotti della disinfezione dell'acqua per clorazione, batteri, virus, parassiti, alghe, microcistine, etc., possono invece fare dell'acqua una vera e propria minaccia alla salute delle persone, anche attraverso la contaminazione di alimenti che con essa vengono preparati e piu' in generale con la contaminazione di specie ittiche e vegetali.

Questa minaccia contiene in se' alcuni aspetti ancora piu' subdoli e insidiosi, spesso trascurati e posti poco o marginalmente in correlazione con l'assunzione di acqua non salubre.

Molti elementi tossici e cancerogeni infatti, presenti anche a livelli ritenuti ammissibili per legge nelle acque consumate da soggetti adulti, possono nel periodo della gravidanza, attraverso l'esposizione materno-fetale ad acque contaminate assunte cronicamente, superare la barriera placentare ed emato-cerebrale fetale e quindi compromettere la salute del futuro nascituro aumentando il rischio di malattie in eta' infantile ed adulta.

Recenti indagini hanno rilevato che un bambino su sei negli Stati Uniti d'America e' affetto da  disturbi dell'apprendimento, disordini e/o deficit del livello di attenzione e problemi di tipo comportamentale. Per quanto riguarda i Paesi europei i dati sono simili.

Patologie del neurosviluppo (NDD) - autismo,disturbo da deficit dell'attenzione (ADD - attention deficit disorder), disturbo dell'attenzione da iperattivita' (ADHD - attention deficit hyperactivity disorder) e ritardo mentale, come un aumentato rischio di morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer e altre malattie neuro-degenerative e neoplastiche, sono infatti, con sempre maggiori evidenze scientifiche, correlate anche all'esposizione materna ad inquinanti chimici ambientali veicolati anche attraverso l'assunzione di acqua.

In una rassegna della letteratura scientifica, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica "The Lancet" nel 2006  (volume 368, issue 9553, pages 2167-78) dai ricercatori P. Grandjean, della Harvard School of Public Health, e da P.J. Landrigan, del Mount Sinai School of Medicine, sono stati presi in esame i dati pubblici disponibili sulla tossicita' chimica per identificare le sostanze che con maggior probabilita' interferiscono nello sviluppo delle strutture cerebrali: 202 sostanze chimiche industriali sono state identificate come capaci di danneggiare il cervello umano.

I due ricercatori fanno presente che questo elenco non puo' essere considerato completo; infatti il numero di sostanze chimiche in grado di causare neurotossicita' in test su animali di laboratorio supera il numero di 1.000. I due autori  hanno quindi esaminato le pubblicazioni relative alle sole cinque sostanze dell'elenco - piombo, metilmercurio, arsenico, i PCB (bifenili policlorurati) e toluene - la cui tossicita' per il cervello in via di sviluppo era stata gia' sufficientemente documentata; sostanze che spesso ritroviamo proprio nelle acque destinate a consumo umano.

Il lavoro succitato rappresenta una pietra miliare in questo particolare campo d'indagine e si conclude con la forte ed impegnativa affermazione che l'inquinamento chimico puo' aver danneggiato milioni di bambini in tutto il mondo determinando quella che viene ora definita "la pandemia silenziosa" poiche' gli effetti tossici delle sostanze chimiche industriali sui bambini sono stati e sono in genere trascurati.

Il Registro tumori italiano (www.registri-tumori.it) ci informa che ogni anno in Italia si stimano circa 250.000 nuove diagnosi di tumore, mentre dieci anni fa erano 225.000.

I tumori infantili sono una patologia estremamente rara, ma il numero di bambini e adolescenti colpiti ogni anno e' in aumento.

Nel " Rapporto 2008 Tumori infantili. Incidenza, sopravvivenza, andamenti temporali " (pubblicato su "Epidemiologia & Prevenzione" 2008; 32 (2) Supplemento 2: 1-112), il tasso di incidenza per tutti i tumori pediatrici in Italia nel periodo osservato risulta il piu' alto di quello rilevato negli anni Novanta negli Stati Uniti e in Europa.

Si tratta di un fenomeno che riguarda tutti i paesi occidentali e l'incidenza dei tumori infantili in Italia, nel primo anno di vita, ha un incremento annuale che e' il doppio rispetto a quello degli altri paesi europei.

Questo dati e le conoscenze scientifiche che evidenziano un ruolo sempre piu' determinante dell'ambiente nella genesi delle patologie tumorali e cronico-degenerative, dovrebbero imporre subito una seria politica di riduzione dell'esposizione delle popolazioni e in particolare dei bambini e delle donne in gravidanza a sostanze tossiche e inquinanti, e il pieno rispetto di quanto stabilito dal gia' citato Decreto legislativo n. 31/2001 in materia di potabilita' delle acque.

Quindi bene ha fatto la Commissione Europea che il 28 ottobre 2010 con il documento n. C (2010)7605 ha risposto negativamente alla  richiesta del governo italiano per una ulteriore  deroga al parametro arsenico (fino a 50 microgrammi/litro), ribadendo che il  livello massimo  per questa sostanza nelle acque destinate a consumo umano non deve superare i 10 microgrammi/litro.

L'arsenico infatti e' un elemento cancerogeno certo di classe 1, secondo l'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.), ed ha una correlazione diretta con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.

Inoltre l'esposizione cronica all'arsenico attraverso l'acqua assunta come bevanda e' stata associata anche a cancro del fegato e del colon.

Una corposa documentazione scientifica associa l'arsenico, sempre attraverso l'assunzione cronica di acque contaminate, anche a patologie cardiovascolari, neurologiche e neurocomportamentali; diabete di tipo 2; lesioni cutanee; disturbi respiratori; disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

E sempre bene ha fatto la Commissione Europea, gia' dal 20 dicembre 2001, che, con la direttiva 2001/928/Euratom, tuttora largamente disattesa, ha richiamato l'attenzione dell'Italia  sulla necessita' di tutelare le  popolazioni contro l'esposizione al radon nell'acqua potabile: un gas radioattivo responsabile del cancro del polmone, un contaminate ambientale di cui si parla troppo poco quando si pensa alla potabilita' delle acque.

Garantire la totale potabilita' e salubrita' delle acque e' possibile attraverso il pieno rispetto delle leggi che disciplinano questa materia, il contrasto ad ogni forma d'inquinamento e l'uso di moderne e sperimentate tecnologie di depurazione e potabilizzazione delle acque.

Parallelamente a queste azioni deve iniziare pero' anche una sana politica di trasformazione e controllo di tutte quelle attivita' che immettono nell'ambiente un numero sempre piu' elevato di sostanze tossiche e dagli effetti ancora poco conosciuti.

Solo in questa maniera una auspicabile e corretta gestione pubblica dell'acqua potra' garantire acqua veramente potabile e portatrice solo di salute.

 

3. RIFERIMENTI. PER CONTATTARE IL COMITATO CHE SI OPPONE AL MEGA-AEROPORTO DI VITERBO E S'IMPEGNA PER LA RIDUZIONE DEL TRASPORTO AEREO

 

Per informazioni e contatti: Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito: www.coipiediperterra.org

Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at gmail.com

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Numero 450 del 19 dicembre 2010

 

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