La domenica della nonviolenza. 215



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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it
Numero 215 del 10 maggio 2009

In questo numero:
1. Una strenna, di nuovo
2. Ricciardo Aloisi: Elogio degli aquiloni

1. EDITORIALE. UNA STRENNA, DI NUOVO

Riproponiamo qui i testi che gia' pubblicammo ne "La domenica della
nonviolenza" n. 22 del 22 maggio 2005. Che allora presentammo cosi': "Il
nostro vecchio amico Ricciardo Aloisi ha pensato di farci dono di alcuni
testi in versi estratti da una sua vecchia, anzi stravecchia raccolta. Come
e' noto non amiamo pubblicare versi sul nostro foglio: un notiziario
quotidiano non e' la sede migliore per un adeguato apprezzamento di questo
genere di scritture, e sovente ci pare che si scriva in versi quel che non
si riesce a dir bene in prosa, cercando nel gesto, nell'intonazione, un
sostegno a un discorso che si avverte in se' periclitante. A cio' si
aggiunga che tra i nostri amici piu' cari abbiamo anziani poeti popolari a
braccio, abilissimi improvvisatori di consumata perizia metrica, che
storcono il naso ogni volta che trovano versi che non siano endecasillabi
perfetti concatenati in regolari rime: hai voglia a dir loro delle delizie
del Carducci barbaro, della purezza dell'alessandrino, della musica sorda
del blank verse; ti guardano come fossi una mucca e ti danno manate sulle
spalle per consolarti della tua insipienza. Ma Ricciardo Aloisi e' un
vecchio amico, e molte di queste cantilene e filastrocche furono scritte fra
trenta e vent'anni fa per amici che avevano bambini allora molto piccoli e
che adesso sono donnoni ed omoni fatti e finiti e cosi' potra' far loro
piacere rileggere queste quisquilie, che infine ci sembra che rechino pur
qualche ombra di rosa, e qualche spina nella carne ancora.

2. RICCIARDO ALOISI:  ELOGIO DEGLI AQUILONI

ninna nanna dell'agnellino

dormi dormi batuffolo di lana
entra nel mondo nel mondo dei sogni
dove ti aspetta il lupo che sbrana
dove rintocca lontana la campana
che ti risveglia che piangi e sei felice
di tornare a vivere e tremare.

*

ninna nanna delle ultime alture

ninna nanna
calimero umbratile
effimera libellula
farfalla impollinata
vibratile betulla
fuori c'e' il freddo c'e' il buio c'e' il nulla
ma qui c'e' la tua mamma
che ti culla.

*

ninna nanna della limpida lampada

ninna nanna
ambra ombra
brumba limbo
dormi dormi
dormi bimbo.

*

ninna nanna dell'arciere

I.
lo senti dal sibilo lieve e sottile
il dardo che vola su ali di vento
che fischia e sospira un lunare lamento
che adesca e trapassa il fuggiasco senile.

lo vedi avvampare sicuro e silente
il dardo che squarcia le nuvole nere
che velano l'occhio del pio cavaliere
che resta accecato dal bianco del niente.

II.
e allora fai la ninna e fai la nanna
e non pensarci che anche la tua freccia
gia' fu scoccata e ti trafiggera'.
nel sonno flebile ne senti il volo
la vedi che veleggia in un sussurro
e ne singulti e ne senti il profumo
d'autunno e speri il secco dell'inverno.
l'aroma della fiamma possa darti
il riso di una donna, e poi lo schianto.
la folgore t'uccida e non il canchero
arrugginito e flaccido e grommoso.
e allora fai la ninna e fai la nanna
e non pensarci che anche la tua freccia
gia' fu scoccata e ti trafiggera'.

*

ninna nanna per una lucciola settembrina

pissi pissi biribissi
bussa altrove vola e vola
ah le ali degli ulissi
sul vascello - trista fola -
che vaneggia sugli abissi
gia' la falce sulla mola
fa scintille, stride ellissi.

stella limpida e silente
senti il vento sugli olivi
alitante dolci e lente
cantilene ai rami vivi
bronzo e argento che fremente
prega l'anima che oblivi
la paura di esser niente.

bimba bella sassolino
che strascicheranno le onde
si', minuto porcospino
fonde fonde fonde fonde
sarai solo fosti trino
suggerai gioie feconde
ninna, nanna, ninnolino.

*

ninna nanna del delfino

dormi dormi pisellino
figlio del re turco turchino
figlio del papa testa di rapa
figlio del vento cento e trecento
nato dal ballo la stella e il cavallo
che trotta che trotta e ti bacia la bocca.

*

gutta petita gutta bumbiva
bimba lucente limpida oliva
gutta che lava obliva belava
gutta serena beata cantava

*

coma comare
chiarore lunare
coma comizio
suppli' come supplizio
coma como'
cocorico'.

*

indovinello

dicono che non ho colore:
ma ho i colori di mille e mille pesci luccicanti
del cielo dove passeggiano favolosi palazzi di nuvole
dello specchio e della grotta e delle barchette di carta
e le mobili facce di chiunque mi guarda.

dicono che non ho sapore, che non so di niente:
ma mi si gettano addosso ad accarezzarmi
ed io li abbraccio tutti.

e non passa giorno che le loro labbra non mi bacino.

*
indovinello

e' ragazza, e' la mamma dei gatti
quando e' triste la guardano e piangono.

e' un frutto freschissimo e candido
qualche volta si vede che e' morso.

e' un pallone fuggito a un bambino
e' uno spicciolo d'acqua e d'argento.

catturartela ti basta un pozzo.

*

indovinello

come se fossi morto
mi sotterro' un villano
insieme a mille altri
con gesto largo e piano.

ma qui fermento con serenita'
nel caldo rosso umore
e se ne avro' l'amore
giorno verra' che rivedro' la luce.

in me cosi' piccolo e' una volonta'
che rigermogliera' e dare' gran frutti.

*

le filastrocche

le filastrocche
sono piu' dolci delle albicocche
sono piu' morbide della lana
piu' belle di una stella lontana
sono piu' svelte di chi e' senza freno
piu' colorate dell'arcobaleno
sono piu' amate del fuoco e del vento
che tutto abbracciano in un momento
sono piu' furbe degli occhi del gatto
e chi le scrive e' sempre un po' matto.

*

per essere piu' belli

conosco un segreto per essere piu' belli:
basta avere fili d'oro per capelli,
basta avere due stelle nel fondo degli occhi
che fanno luce ai furbi e agli sciocchi,
basta avere i denti fatti di perle
e ad ogni sorriso si puo' vederle,
basta avere le guance come una pesca
rossa e dorata, morbida e fresca,
basta avere le labbra color delle fragole
che sappiano dire bellissime favole,
ma questo e' un segreto di quelli complicati!
ne so uno più facile:
basta essere amati.

*

io so tutte le storie e per un soldo
vi racconto quella eroica di Bertoldo
per un dindo
quella gaia e colorata di Aurobindo
per due scudi
quella che a lungo ti ci illudi

ma se mi fai un sorriso
ti racconto la storia piu' bella, che parla di te.

*

vecchi trucchi per scrivere le poesie

basta prendere un gatto e un anello
e il gatto se lo mette per cappello
ma quando piove si bagna la testa perche' e' vuoto in mezzo.

oppure trovare nella pastasciutta uno spaghetto cosi' lungo
che arriva da casa tua fino in America
e un equilibrista ci passa sopra e ci attraversa il mare
senza ammollarsi e senza vomitare.

oppure dire le parole buffe
come l'arte culinaria.

ma il trucco piu' bello e' quando dici la verita'.

*

apotropaica

che bella parola: coprolalia
ci monti in groppa e fuggi via

che bell'idea
accogliere la cosa a colpi di diarrea

che gran piacere
aprire gli occhi e tornare a vedere
luce, ancora luce

avere una tigna
che ne' la spugna, ne' la raspa, ne' il martello
te la scrosta di dosso
e allora sei vivo.

*

storia di un ometto troppo lesto

c'era una volta
un ometto cosi' lesto
che anche se faceva tardi
arrivava sempre presto.
era cosi' svelto
fin da piccolino
che divento' vecchio
gia' da bambino.
era tanto veloce
a fare e a dire
che si alzava prima
di andare a dormire.
era tanto veloce
a dire e a fare
che aveva detto tutto
ancor prima di parlare.
tanto era svelto
in modo speciale
da piangere prima
di farsi male.

arrivo' a esser sazio
prima di mangiare
ed e' per questo
che e' morto di fame.

*

a casa mia c'e' un ragno
di nome Gedeone
sta fermo in un cantone
e non si muove mai.

ma la notte,
quando non lo guarda nessuno,
seguendo una musica che sente solo lui
sulle lunghe sottili zampine
danza lievissimo ed incanta gli angeli.

*

il canto del grillo

di giorno e di notte per ore per ore
c'e' un grillo che canta canzoni d'amore
al cielo alle nuvole all'albero e al fiore
che si vergognano un po'
di questo amore indiscreto
sorridono imbarazzati, esclamano "ma no!"
gli ridono dietro.

*

la promessa del topolino

cosa faro' per te?
ti daro' un bacio
in cambio di due soldi
e un po' di cacio.

*

un gatto di nome Gomitolo
catturo' un sorcio per la cosa
e gli si sfece tutto giu'.

*

avessi un gatto
di nome Coriandolo
che odora d'intenso profumo di mandorlo
e suona il mandolino
e ad ogni soffio di vento vola via
e mi tocca inseguirlo per le strade
per afferrarlo quando casca giu'
ed abbracciarlo forte forte forte
che ci vogliamo proprio tanto bene.

*

Il cane Ciondolo e' stravagante
ha un osso a dondolo
e un bel paio di mutande
che indossa per nuotare

beato lui, che vive a Tarquinia
che c'e' sempre il mare.

*

un elefante con un ombrellino
quantunque obeso agile e gentile
danza soave sui fili della luce.

*

questa giraffa, lo credereste?
abita a Roma e pranza a Trieste.

*

un signore di Roccacannuccia
mangiava la buccia delle caraffe d'acqua
e diventava tutto trasparente.

*

c'era una volta un fantasma di Belluno
che si credeva di esser chissacchi'
e non era nessuno.

*

Scaramuccia ed Arlecchino
vanno a far le serenate
alle bimbe disperate
disperate per amore

che gli gettino giu' un fiore.

*

storiella viterbese

nella fontana
di piazza della Rocca
c'e' una puttana
che soffia in una brocca
ad incresparne l'acqua
per non specchiarsi cosi' bella
che le viene da piangere.

*

breve storia della delusione

c'era Brighella che aveva una stella
e se la stella non era di latta
ci si comprava un fucile e una gatta.

c'era Arlecchino che aveva un violino
e se il violino non era di pane
ci s'incantava la luna e le rane.

*

felicita' dell'insonnia

alle due meno dieci
la sveglia mi sorride.

*

un torsolo di mela che si sentiva nudo
l'ho tutto infagottato con un rotolo di scotch.

faccio le buone azioni quotidiane.

*

ultime di cronaca

Rinvenuto Machiavelli in bicicletta!
Geronimo sconfigge Mike Bongiorno!
alla Bardot gli cresce un pisellino!
Marx abbandona la politica per fare il parrucchiere!
io vengo nominato faraone!

*

noi diciamo la parola nuova
che mai piu' nessuno passi sotto il tavolino
noi diciamo la parola nuova
che a nessuno si neghi il bicchiere di vino
noi diciamo la parola bella
ogni uomo fratello ogni donna sorella
noi diciamo la parola forte
tutti gli uomini uniti
contro il male e la morte
noi diciamo la parola sapiente
tutti gli sfruttatori e la violenza
finiscano nel niente.

con le nostre mani, con i nostri gesti
noi diciamo la parola pace.

*

canzonetta

il libretto di un poeta
che ti dona un militante
e' cosa un po' indiscreta
e forse inelegante

ma nella trama morbida
di graziose figurine
si combatton senza fine
l'arte e la vita torbida

stanche sono le righe
ed incalzanti i mali
ma le favole son spighe
azzurrine e musicali.

*

certo che semino sassi
so bene che tutto germoglia.

*

poesia scritta dal basso verso l’alto

                                                      volasse
                                          volasse
e azzurro nel cielo volasse
dall'affresco sbiadito si staccasse
se un angelo, un uccello
come sarebbe bello

*

dire cose senza senso
perche' mai non si puo' fare?
le bisbiglian ramo e vento,
scoglio e onda in riva al mare,
nel baciarsi e ribaciarsi.

*

io, ammaestratore di nuvole
spadaccino trafittore di coriandoli
grande maestro di gioco dell'oca
io me la rido della morte camusa.

*

Dove vi spiego che vuol dire amo

io getto l'amo e me ne sto tranquillo
ad aspettare che venga il mio pesce.
il trucco e' tutto qui, nell'aspettare:
il pesciolino d'oro arriva sempre.

*

elogio degli aquiloni

felici voi leggeri
appena strozzati da un filo
nell'aria magnifica che si lascia solcare
senza sforzo, volate
semplici ed esatti
eleganti, colorati di tanti colori
felici voi leggeri
appena strozzati da un filo.

e per quanto sia davvero bizzarro
e' proprio quel filo che vi fa volare.

*

storiella

soffiando nella bocca dei cannoni
di notte mentre tutti dormivano
l'uomo dai polmoni piu' gonfi del mondo
fece scoppiare tutti i carrarmati
come palloncini.
poi tutto soddisfatto corse via
fischiando una marcetta bersagliera.

*

un gigante pacioccone
sbucciava i missili
e si mangiava la polpa che era dentro.

e faceva arrabbiare i signori della guerra.

*

a forza di portare l'elmetto si sa
il cervello si abitua al buio.

a forza di avere il petto ingombro di medaglie
si sa che zitto zitto s'indurisce
il cuore, e si fa piccolo e di sasso.

io si' che li capisco i generali.

*

due scopini di Bomarzo
andarono in guerra il mese di marzo.
quando marzo ritorno'
l'immondizia c'era ancora, ma loro no.

*

una stranezza

qui
le cose sembrano abbastanza chiare
noi siamo gli amici e i nemici sono loro.

ma un amico mio
che vive la' da loro
mi dice che li'
sono tutti sicurissimi
di essere loro gli amici e che i nemici siamo noi.

qui c'e' qualcosa che non mi convince.

*

del rapporto tra i mezzi e i fini

siccome se pianto un seme di mela
di mele mi cresce una pianta
mica un attaccapanni o una candela

cosi' chi riempie di armi la terra
ha voglia a chiacchierare, mica c'incanta:
non vuole la pace, prepara la guerra.

e che si puo' fare per vincere il male
dell'artiglio guerriero che strozza e che agguanta?
alle spese di morte obiezione fiscale.

*

A un vecchio compagno

la vita e' questo circo pauroso
che ad uno ad uno ci tocca
gettarci nel vuoto dal trapezio

sperando che mani compagne ci afferrino al volo
Ezio.

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