Minime. 216



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 216 del 18 settembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Il 21 settembre a Viterbo
2. Emily Dickinson: La speranza e' una strana invenzione
3. Gian Marco Martignoni: Le parole profetiche di Dario
4. Enzo Mazzi: Aderisco all'appello
5. Claudio Riolo: Bisogna avere il coraggio di opporsi
6. Silvano Tartarini: Dobbiamo smetterla di costruire inquinamento
7. Una rivelazione dagli Usa: In italia 90 bombe atomiche
8. Alessandro Marescotti: Sostenete Peacelink
9. Alessandro Marescotti: Cittadinanza attiva contro le emissioni inquinanti
10. Giulio Vittorangeli: Nicaragua, la rivoluzione dimenticata
11. Giulio Vittorangeli: Emergenza uragano Felix
12. Riletture: Ingeborg Bachmann, Il dicibile e l'indicibile
13. La "Carta" del Movimento Nonviolento
14. Per saperne di piu'

1. INCONTRI. IL 21 SETTEMBRE A VITERBO

Per informare e sensibilizzare la cittadinanza il comitato che si oppone
all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo ha
organizzato un convegno di studi il giorno venerdi' 21 settembre a Viterbo,
presso la sala conferenze della Provincia, Palazzo Gentili, in via Saffi,
con inizio alle ore 17.
Partecipano al convegno: il magistrato Ferdinando Imposimato, una delle
personalita' piu' illustri delle istituzioni italiane; il dottor Mauro
Mocci, medico, esperto di patologie derivanti da inquinamento; la dottoressa
Marinella Correggia, saggista, autrice di molti libri, esperta di temi
ambientali.
La cittadinanza e' invitata a partecipare.
*
Per informazioni e contatti: Comitato contro l'aeroporto di Viterbo e per la
riduzione del trasporto aereo: e-mail: info at coipiediperterra.org , sito:
www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa
Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta at libero.it

2. MAESTRE. EMILY DICKINSON: LA SPERANZA E' UNA STRANA INVENZIONE
[Da Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005, p. 1369
(e' la poesia n. 1392).
Emily Dickinson visse ad Amherst, Massachusetts, tra il 1830 e il 1886;
molte le edizioni delle sue poesie disponibili in italiano con testo
originale a fronte (tra cui quella integrale, a cura di Marisa Bulgheroni:
Emily Dickinson, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 1997, 2005; ma vorremmo
segnalare anche almeno la fondamentale antologia curata da Guido Errante:
Emily Dickinson, Poesie, Mondadori, Milano 1956, poi Guanda, Parma 1975, e
Bompiani, Milano 1978; e la vasta silloge dei versi e dell'epistolario
curata da Margherita Guidacci: Emily Dickinson, Poesie e lettere, Sansoni,
Firenze 1961, Bompiani, Milano 1993, 2000); per un accostamento alla sua
figura e alla sua opera: Barbara Lanati, Vita di Emily Dickinson. L'alfabeto
dell'estasi, Feltrinelli, Milano 1998, 2000; Marisa Bulgheroni, Nei
sobborghi di un segreto. Vita di Emily Dickinson, Mondadori, Milano 2002]

La speranza e' una strana invenzione -
un brevetto del cuore
il cui moto e' continuo
ma instancabile -

elettrico accessorio
di cui non si sa niente -
ma il suo impulso possente
rafforza ogni valore -

3. RIFLESSIONE. GIAN MARCO MARTIGNONI: LE PAROLE PROFETICHE DI DARIO
[Ringraziamo Gian Marco Martignoni (per contatti:
Flavia.Grassi at cgil.lombardia.it) per questo intervento.
Gian Marco Martignoni, impegnato nel movimento dei lavoratori e nella
sinistra piu' nitida e critica, con l'attivita' pratica nel sindacato e con
la promozione di numerose iniziative di informazione, discussione e
documentazione e' impegnato nella difesa della storia, dei valori e
dell'identita' della tradizione migliore della sinistra italiana ed
internazionale e nella lotta contro le nuove e piu' selvagge forme di
oppressione economica, politica e ideologica.
Dario Paccino, intellettuale e militante del movimento operaio, nato ad
Albenga nel 1918, ha preso parte alla Resistenza ed ha continuato per
l'intera vita in uno strenuo impegno antifascista, di liberazione degli
oppressi, di difesa della biosfera; studioso ed educatore, ha praticato un
giornalismo e un saggismo di documentazione e di denuncia intervenendo
efficacemente per smascherare le ideologie dominanti e la violenza del
potere; generosamente costantemente presente nelle lotte sociali, nella
riflessione teorica, nella solidarieta' concreta; e' deceduto il 4 giugno
2005. Tra le opere di Dario Paccino: Arrivano i nostri, Edizioni Avanti!,
Milano 1956; Domani il diluvio, Calderini, Bologna 1970; L'imbroglio
ecologico, Einaudi, Torino 1972; L'ombra di Confucio, Einaudi, Torino 1976;
Il diario di un provocatore, I libri del no, Roma 1977; La teppa all'assalto
del cielo, I libri del no, Roma 1978; La trappola della scienza, La
Salamandra, Milano 1979; I colonnelli verdi e la fine della storia,
Pellicani, Roma 1990; La guerra chiamata pace, Pellicani, Roma 1992; Gli
invendibili, Datanews, Roma 1994; Manuale di autodifesa linguistica,
Arterigere - Il lavoratore oltre, Varese 1996; (con Luigi Josi e Gian Marco
Martignoni), Il libero schiavo di Maastricht, Arterigere - Il lavoratore
oltre, Varese 1997; (a cura di), L'ultima volta, Arterigere - Il lavoratore
oltre, Varese 1997; Euro kaputt, Odradek, Roma 2000; Il padrone.
L'apocalisse, Notiziario Cdp, Pistoia 2003; I senzapatria. Resistenza ieri e
oggi, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 2006. Un ricordo di Dario Paccino e'
ne "La nonviolenza e' in cammino" n. 1445]

"Ma quest'epoca e' difficile e frenetica. Si deve andare veloci...
Il filosofo Kant trascorse tutta la sua vita a  Konigsberg eppure nei suoi
libri parlo' dell'universo intero.
Aveva molto tempo a disposizione e gli sono venute delle idee.
Ha viaggiato con la mente"
(Peter Bichsel, da "Questo  mondo di plastica")

Leggo dal Rapporto sullo Stato dell'Ambiente in Lombardia 2006 l'estratto
riguardante la provincia di Varese alla voce "trasporti": "La presenza
dell'aeroporto intercontinentale incide sul clima acustico circostante; ha
introdotto inoltre rilevanti modifiche nelle infrastrutture viarie afferenti
all'area di Malpensa 2000, con l'aggravamento dei flussi di traffico
stradale e conseguentemente delle emissioni in atmosfera di inquinanti, in
particolare di precursori dell'ozono troposferico (NOx e COV)".
Per inciso la superstrada 336 che collega l'autostrada dei laghi (A8) con
l'aeroporto e' considerata al quinto posto tra le strade piu' pericolose a
livello nazionale.
Alla voce "rifiuti" testualmente emerge che: "Malpensa 2000, centro di
consumi, produce mediamente un quantita' di rifiuti urbani al pari di una
citta' come Castellanza (14.600 abitanti)".
Alla voce "aria" non vi e' nulla di specifico riferito a Malpensa 2000,  ma
se si considera che la provincia di Varese ha il tasso di motorizzazione
piu' elevato della  Lombardia e che i parametri critici per il 2005
risultano essere l'ozono e il particolato, per i quali si registrano
ricorrenti superamenti dei limiti, e' lecito lasciare spazio
all'immaginazione sul contributo di un aeroporto situato dentro al Parco del
Ticino (che, come Virginio Bettini sa, non ha avuto alcuna autonomia
rispetto alle decisioni assunte a suo tempo dalla Regione Lombardia).
Se queste sono le ricadute misurate istituzionalmente di un insediamento
aeroportuale su un territorio estremamente antropizzato, siamo altresi'
coscienti dei tanti mali invisibili generati dal modo di produzione
capitalistico, dalla necessita' dell'accumulazione e della rappresentazione
dei falsi bisogni che colonizzano la mente.
*
Pertanto, nel comunicarvi la mia solidarieta' con la vostra lungimirante
battaglia come non concordare con le parole profetiche di Dario Paccino,
tratte da L'imbroglio ecologico, consapevoli, come lo siamo, che il
capitalismo e' una teologia di morte.
"Quindi, proprio per contrapporsi a questa teologia di morte, e' tutt'altro
che insensato, unitamente alle giuste mobilitazioni territoriali, attenersi
ognuno con le sue forze e la necessaria plasticita' mentale, ad un coerente
'dover essere', per demistificare la superiorita' dei mezzi rispetto ai fini
dell'uomo".

4. SOLIDARIETA'. ENZO MAZZI: ADERISCO ALL'APPELLO
[Ringraziamo Enzo Mazzi (per contatti: emazzi at videosoft.it) per questo
intervento.
Enzo Mazzi, animatore dell'esperienza della comunita' dell'Isolotto a
Firenze, e' una delle figure piu' vive dell'esperienza delle comunita'
cristiane di base, e della riflessione e delle prassi di pace, solidarieta',
liberazione, nonviolenza. Tra le opere di Enzo Mazzi e della Comunita' dell’
Isolotto segnaliamo almeno: Isolotto 1954/1969, Laterza, Bari 1969; Ernesto
Balducci e il dissenso creativo, Manifestolibri, Roma 2002]

Aderisco all'appello per la riduzione del trasporto aereo e vi ringrazio
dell'iniziativa.

5. RIFLESSIONE. CLAUDIO RIOLO: BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI OPPORSI
[Ringraziamo Claudio Riolo (per contatti: clriolo at tin.it) per questo
intervento.
Claudio Riolo, nato ad Agrigento nel 1951, autorevole militante e dirigente
politico ed acuto studioso, gia' direttore del Cepes (Centro studi di
politica economica in Sicilia), insegna Scienza politica all'Universita' di
Palermo; collabora a vari periodici. Tra le opere di Claudio Riolo:
L'identita' debole, La Zisa, Palermo 1989; Istituzioni e politica: il
consociativismo siciliano nella vicenda del Pci e del Pds (1993); Chi decide
a Palermo? Il processo decisionale per il risanamento della costa orientale
(1994); Politiche di industrializzazione e gruppi di pressione negli anni
cinquanta (1995); (a cura di) Dossier sulle riforme istituzionali in Italia
(1998); (a cura di), Liberta' di informazione, di critica e di ricerca nella
transizione italiana, La Zisa, Palermo 2004]

Caro Peppe,
ogni qual volta una mobilitazione locale si oppone a dei progetti, come
quello dell'aeroporto di Viterbo, che subordinano l'interesse generale alla
logica del profitto di pochi, nel nostro paese si grida allo scandalo. Cosi'
anche voi sarete accusati di opporvi alla "modernizzazione" e allo
"sviluppo".
Ho sempre diffidato di questi due termini privi di qualificazione: quale
modernizzazione e quale sviluppo? Se la modernizzazione e lo sviluppo
comportano danni all'ambiente, alla salute, allo sviluppo equilibrato del
territorio bisogna avere il coraggio di opporsi.
E, naturalmente, bisogna dimostrare, ad un tempo, che vi sono altre vie per
realizzare uno sviluppo e una modernizzazione compatibili con la qualita'
della vita. Mi sembra che il vostro comitato si muova con questa
ispirazione, non si limiti a dire no, ma avanzi delle proposte alternative.
Le vaste e qualificate adesioni che avete gia' ricevuto vi incoraggiano ad
andare avanti, a coniugare le forme di democrazia partecipata con le
competenze tecniche necessarie ad elaborare un progetto di sviluppo
credibile e alternativo per il vostro territorio.
Un abbraccio e un augurio.
Claudio Riolo

6. RIFLESSIONE. SILVANO TARTARINI: DOBBIAMO SMETTERLA DI COSTRUIRE
INQUINAMENTO
[Ringraziamo Silvano Tartarini (per contatti: berrettibianchi at virgilio.it)
per questo intervento.
"Silvano Tartarini e' poeta e costruttore di pace; nato a Forte dei Marmi
nel 1947, ha pubblicato Primi versi e Furto a nessuno, rispettivamente nel
1966 e 1967 (Giardini, Pisa), Poeti, nel 1992 (Pananti, Firenze) e L'uno e
il contrario, nel 1995 (Manni, Lecce). Con l'inedito L'uno e il contrario e'
stato finalista al Carducci nel 1994; sue poesie sono uscite su "Paragone",
"Erba d'Arno", "Pegaso", " La Contraddizione", "Sinopia" e altri periodici;
e' stato tra i fondatori della rivista "Nativa"; e' stato curatore delle
pagine di poesia della rivista "Sinopia" ed e' redattore - molto assente -
del mensile  "Guerre & Pace". Ha scritto tre saggi critici su Carlo Cassola:
uno di questi e' stato pubblicato negli atti del convegno "Carlo Cassola.
Letteratura e disarmo", Firenze, 4 aprile 1987, un altro e' stato pubblicato
dal Comune di Volterra a seguito del convegno "Volterra per Cassola" del 10
maggio 1996, mentre un altro servi' per un corso di aggiornamento per
insegnanti delle scuole medie organizzato su questo tema dalla Fondazione
Bianciardi di Grosseto. Di lui hanno scritto Romano Luperini, Gianfranco
Ciabatti, Giovanni Commare e Carlo Cassola; si sono altresi' occupati di lui
Cesare Garboli e Manlio Cancogni. E' stato segretario della Lega per Il
disarmo unilaterale dal 1984 al 2000; come segretario della L. D. U., ha
lanciato con altri nel 1990 l'iniziativa "Volontari di pace in Medio
Oriente", a cui hanno subito aderito Alberto L'Abate e Francesco Tullio;
sull'esperienza e' poi uscito un "Quaderno della Difesa popolare
nonviolenta": Volontari di pace in Medio Oriente, a cura di Alberto L'Abate
e Silvano Tartarini, La Meridiana, Molfetta (Ba) 1993. Ha partecipato
all'iniziativa di Mir Sada e nel maggio del 1999 era a Belgrado bombardata
anche dal governo italiano; e' stato in Iraq nel 1990, 1991, 1993 e nel 1998
con l'iniziativa "scudi umani". Ha promosso nel 1999 la fondazione
dell'associazione Berretti Bianchi onlus, di cui e' segretario. Da alcuni
anni coordina il lavoro organizzativo che, recentemente, ha visto la nascita
della Rete italiana dei Corpi civili di pace"]

Quando mi capita di veder in alto uno di quegli aerei supersonici militari
che sembrano voler bucare la volta del cielo. mi vengono in mente alcune
riflessioni: quanto aiuta la nostra sicurezza il volo di quell'aereo? quanto
inquina? quanto ci costa?
E finisco per pensare che sarebbe meglio che la smettesse di volare.
*
Quando, invece, vedo un aereo civile sarei portato a pensare che il mondo e'
diventato piccolo e che questa tecnologia ingombrante e rumorosa ci e'
necessaria perche' ci permette di arrivare in poco tempo in posti lontani e,
quindi, in definitiva sarei portato a pensare che ci migliora la vita.
Sarei portato a pensare questo se non sapessi che non e' cosi'. L'aereo e
gli aereoporti ci riguardano tutti ma solo per i danni arrecati all'ambiente
e alla salute e non certo per i vantaggi che non abbiamo o che sono ancora
di pochi.
Inoltre, il nostro pianeta e' messo cosi' male che prima o poi di vantaggi -
se di vantaggi si tratta - non ce ne saranno piu' per nessuno.
*
Che fare, dunque? Continuare a costruire inquinamento in nome di un
malinteso sviluppo o fermarci una buona volta su questa strada e inboccarne
finalmente un'altra?
Mi pare, che, ad oggi, le amministrazioni vadano dritto e contro le
preoccupazioni di tutti. Purtroppo, da troppo tempo sul nostro pianeta e'
cosi': si sotterra la pace e l'ambiente e si spera che da li', da quelle
enormi fosse comuni, fermenti la nostra felicita'.
Si', sono contro la costruzione di un nuovo aereoporto a Viterbo e, per quel
che vale una persona, ma per me vale, mi oppongo in nome della vita prima e
della democrazia dopo.

7. DOCUMENTAZIONE. UNA RIVELAZIONE DAGLI USA: IN ITALIA 90 BOMBE ATOMICHE
[Dal sito del quotidiano "La Repubblica" (www.Repubblica.it) riprendiamo il
seguente articolo del 15 settembre 2007, li' pubblicato col titolo
"Nucleare, rivelazione dagli Usa: 'In Italia 90 bombe atomiche'" e il
sommario "Secondo un rapporto, gli ordigni si trovano ad Aviano e Ghedi. La
loro presenza e' vietata dalla legge e da trattati internazionali"]

Lo vieta la legge e in piu' occasioni in passato lo ha dichiarato anche il
governo, ma l'Italia e' un paese nucleare. A rivelarlo e' uno studio
americano, secondo il quale sul territorio italiano ci sono 90 bombe
atomiche statunitensi. Una presenza della quale si parla molto poco, ma che
ha un peso strategico importante negli equilibri internazionali.
A rigor di legge, la presenza di questi ordigni non sarebbe consentita: la
legislazione la vieta espressamente dal 1990. Il nostro Paese ha inoltre
sottoscritto i trattati internazionali di non proliferazione nucleare e ha
dichiarato di non far parte del club atomico, con tutti gli obblighi
internazionali che ne derivano.
Secondo il rapporto "Us nuclear weapons in Europe" dell'analista
statunitense Hans Kristensen del Natural Resources Defence Council di
Washington, invece, l'Italia ospita 90 delle 481 bombe nucleari americane
presenti nel Vecchio continente. Cinquanta sono nella base di Aviano, in
Friuli, e altre 40 si trovano a Ghedi, nel bresciano.
Tra Italia e Stati Uniti esisterebbe anche un accordo segreto per la difesa
nucleare, rinnovato dopo il 2001. William Arkin, un esperto
dell'associazione degli scienziati nucleari, ne ha rivelato recentemente il
nome in codice: "Stone Ax" (Ascia di Pietra). Le bombe atomiche in Italia
sono di tre modelli: B 61-3, B 61-4 e B61-10. Il primo ha una potenza
massima di 107 kiloton, dieci volte superiore all'atomica di Hiroshima; il
secondo modello ha una potenza massima di 45 kiloton e il terzo di 80
kiloton.
Il governo di George Bush ha ribadito molte volte di non escludere l'opzione
nucleare per rispondere ad attacchi con armi biologiche o chimiche ed ha
avviato la produzione di bombe atomiche tattiche di potenza limitata, non
escludendo di servirsene contro i Paesi considerati terroristi. Almeno due
di questi, Siria e Iran, si trovano nel raggio dei bombardieri di stanza in
Italia.

8. APPELLI. ALESSANDRO MARESCOTTI: SOSTENETE PEACELINK
[Dal sito di Peacelink (www.peacelink.it) riprendiamo il seguente intervento
dal titolo "Facciamo corretta informazione sull'inquinamento e ci querelano.
Sostienici!" e il sommario "L'accusa e' di 'procurato allarme' e di 'notizie
esagerate e tendenziose'. Ecco perche' siamo stati querelati. Il nostro
'dossier mercurio' ha innervosito il piu' importante imprenditore
dell'acciaio che ha chiesto l'avvio di un procedimento penale".
Alessandro Marescotti (per contatti: a.marescotti at peacelink.it) e'
presidente di Peacelink, la piu' importante esperienza di telematica
pacifista in Italia. Nato nel 1958, abita a Taranto dove insegna; conduce
esperienze didattiche nel campo del disagio giovanile, dell'educazione alla
pace e alla legalita'; e' stato uno dei fondatori della rete telematica
Peacelink e ha dato in questo ambito un contributo fondamentale all’impegno
pacifista e solidale; e' impegnato in numerosissime iniziative per
l'ambiente, la pace, la nonviolenza, i diritti umani di tutti gli esseri
umani. Scrive su varie riviste. Tra le opere di Alessandro Marescotti: La
telematica per la pace, Eirene, Bergamo; (con Carlo Gubitosa ed Enrico
Marcandalli), Telematica per la pace, Apogeo, Milano; AA. VV., Una finestra
sul mondo, Multimage, Torino; Per una storia della nonviolenza e dei diritti
umani, Peacelink, Taranto; Vademecum delle buone azioni, Peacelink, Taranto.
Un profilo di Alessandro Marescotti e' ne "La nonviolenza e' in cammino" n.
441]

Un esplosivo "dossier mercurio" ha fatto andare su tutte le furie il piu'
importante industriale italiano dell'acciaio: Emilio Riva. Il presidente
dell'Ilva, ha cosi' querelato Francesco Sorrentino (Uil Taranto), Giulio
Farella (Comitato contro il rigassificatore) e... anche me.
Ma cosa avevamo fatto di male? In una conferenza stampa avevamo presentato
un dossier con dati (mai resi prima noti) relativi alle emissioni di
mercurio del colosso siderurgico di Taranto. Una stima complessiva di oltre
due tonnellate di mercurio in aria e in acqua nel solo 2005. Per la
precisione: 1385 chili in aria e 665 in acqua. Il tutto documentato con il
database Ines (Inventario delle Emissioni e loro Sorgenti). Il dossier e'
scaricabile da www.tarantosociale.org e le informazioni hanno fatto il giro
del web. Per Riva scatterebbe l'art. 656 del codice penale ("pubblicazione o
diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare
l'ordine pubblico") e anche l'art.  658 del codice penale ("procurato
allarme").
*
Ma andiamo con ordine. Partiamo dai dati.
Essi catapultano l'Ilva di Taranto al vertice della classifica nazionale,
precisamente a quota  49,1% delle emissioni complessive nazionali di
mercurio in atmosfera inventariate dall'Ines e a quota  62,5% per le
emissioni in acqua.
*
Passiamo quindi all'accusa di "falso allarme" e di "tendenziosita'" dei
dati.
L'obiezione di Emilio Riva e' che tali dati siano solo delle "stime" e non
dei "dati reali". Ma questo il dossier lo specifica molto bene. Ma secondo
Riva essi sarebbero "il fuorviante frutto di una ricerca effettuata su
parametri fittizi costituiti da limiti di rilevabilita' mai superati
dall'azienda ed in particolare effettuando una mera stima delle emissioni di
sostanza inquinante". Riva ritiene che i dati diffusi siano di "portata
esagerata e tendenziosa", proprio perche' i dati sarebbero fondati su stime
statistiche. In sostanza ritiene che le oltre due tonnellate di mercurio
stimate - tra emissioni in aria e emissioni in acqua nel 2005 - sarebbero
"dati non reali" ma solo "il frutto di un calcolo previsto per legge". Si',
ma da quel calcolo uscivano le due tonnellate. E chi ha fornito "per legge"
le informazioni per quel calcolo? L'Ilva. E' un vero paradosso essere stati
querelati per aver citato calcoli basati su dati forniti dall'Ilva.
*
E ora arriviamo al mercurio.
Anche a piccole dosi puo' danneggiare il sistema nervoso e provocare ritardi
di sviluppo nei bambini. Puo' avere conseguenze negative sul cuore e i reni.
Non ne parliamo sul feto. Il mercurio si concentra per "bioaccumulazione"
nei pesci predatori (pesce spada, tonno, ecc). Il Parlamento europeo ha
approvato una direttiva per sostituirlo persino nei termometri.
E infine vediamo la fonte dei dati. Se avete Internet andate sul sito
dell'Apat (Agenzia Protezione Ambiente e Servizi tecnici):
www.eper.sinanet.apat.it
La ricerca sulla stima delle emissioni dell'Ilva si avvia in particolare da
questo indirizzo
http://www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/Registro_INES/Ricerca_per_comples
so_industriale
Basta inserire la parola "Ilva" e appaiono i dati statistici sul mercurio
diffusi nel nostro dossier.
*
Per contribuire alle spese legali
Per sostenere le spese legali di Peacelink suo' puo' effettuare un
versamento sul conto corrente postale n. 13403746 intestato ad Associazione
PeaceLink. Nel caso la querela venga archiviata dal magistrato utilizzeremo
i contributi per fare analisi ambientali sull'inquinamento.

9. RIFLESSIONE. ALESSANDRO MARESCOTTI: CITTADINANZA ATTIVA CONTRO LE
EMISSIONI INQUINANTI
[Dal sito di Peacelink (www.peacelink.it) riprendiamo pressoche'
integralmente il seguente intervento dal titolo "Fai il ficcanaso, scopri
chi autorizza gli inquinatori" e il sommario "Cittadinanza attiva. Fai il
ficcanaso: usa il decreto 59/05 sulle emissioni inquinanti. Quanto puo'
emettere il camino dell'industria che ti inquina? Chi autorizza i valori
massimi? Anche tu puoi intervenire: usa i nuovi diritti ambientali. In
questo articolo parleremo di inquinamento e cittadinanza attiva"]

Vi hanno mai detto che una legge prevede la consultazione della cittadinanza
quando si rilasciano le autorizzazioni alle emissioni? Si', proprio cosi'. E
stiamo parlando delle emissioni inquinanti nell'aria, nell'acqua e nel
suolo.
A me questa cosa nessuno l'aveva mai detta. Neppure le grandi associazioni
ambientaliste: mi saro' sicuramente distratto. Ma l'ho scoperta per caso
l'altro giorno, sfogliando un giornale. C'era scritto: "Avviso pubblico di
avvio procedimento per il rilascio di Autorizzazione Integrata Ambientale,
ai sensi dell'art. 5, comma 7, del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n.
59". L'avviso era di una grande multinazionale. Pubblicato a sue spese,
riguardava il rilascio di un'autorizzazione a Porto Marghera.
La cosa mi ha insospettito. Sapevo che nel 2007 vengono rinnovate molte
autorizzazioni alle emissioni. E bisogna stare con gli occhi aperti.
Infatti ci puo' sempre essere la manina del tecnico compiacente disposto a
scrivere una cifra al posto di un'altra. Quanto puo' emettere quel camino?
La manina misteriosa scrive: 10 microgrammi a metro cubo di diossine. E' una
quantita' contenuta o esagerata? Poi scopri che e' un valore 25.000 volte
piu' alto rispetto ad un camino di un impianto simile autorizzato a mille
chilometri di distanza: e' successo veramente.
E intanto ti respiri la diossina. Fai i conti, moltiplichi quel dato per i
metri cubi e scopri che con quel parametro ti becchi il 90% di tutta la
diossina italiana: "a norma di legge". Perche' l'autorizzazione e' stata
data e tu ti sei fatto imbrogliare. Anzi: non lo sapevi neppure. E anche se
dopo protesti stai gridando al vento perche' chi emette 10 microgrammi di
diossina a metro cubo si e' fatto costruire una autorizzazione su misura per
avvelenarti a norma di legge.
*
Ma come puoi mettere il naso in queste cose gia' cosi' complicate? Sono
segrete? Sono pubbliche? Si puo' andare a parlare con qualcuno?
Bene: ci soccorre una direttiva europea. Precisamente la 96/61/CE del
Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e riduzione integrate
dell'inquinamento, poi modificata dalle direttive 2003/35/CE e 2003/87/CE.
Quell'Europa -di cui tanti uomini di partito si riempiono la bocca -
partorisce una normativa bellissima. E poiche' sancisce diritti di accesso
all'informazione e di consultazione delle popolazione... ecco che quegli
stessi uomini di partito chiudono la bocca invece di aprirla. Tacciono.
O perche' sono ignoranti (come lo ero io fino a pochi giorni fa) o perche'
non hanno alcun interesse a far conoscere i nuovi diritti ambientali. Che
tristezza, che vergogna.
*
E veniamo allora a quell'avviso sul giornale che mi aveva insospettito. Il
decreto legislativo (D. Lsg. 59/05) recepisce proprio le direttive che
consentono di mettere il naso nelle autorizzazioni alle emissioni.
Caspita: roba da gran ficcanasi! E' il diritto di partecipare, di svolgere
quel ruolo di cittadinanza attiva senza il quale non riesci a smascherare il
ruolo della manina criminale.
Riepiloghiamo dunque: il Decreto Legislativo 18 febbraio 2005, n. 59 serve
alla "Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla
prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento".
Letta tutta d'un colpo, questa cosa mi fa sentire bene. Sono per un attimo
anche io "orgoglioso di essere europeo". Nell'articolo 5 del suddetto
decreto si puo' leggere una cosa importantissima: "Entro 30 giorni dalla
data dell'annuncio (su quotidiano provinciale o regionale) i soggetti
interessati possono presentare in forma scritta, all'autorita' competente,
osservazioni sulla domanda".
Sempre in quell'articolo si legge che la domanda di autorizzazione alle
emissioni deve essere accessibile al pubblico. E qui il "pubblico" puo'
chiedere e ottenere che venga messa su Internet in modo che tutti possano
collegarsi e capire che tipo di impianto e', che materie prime usa, quali
sono le fonti di emissione e il loro impatto sull'ambiente, quali tecnologie
sono proposte per prevenire o ridurre le emissioni, ecc.
Come si puo' notare questa normativa sull'autorizzazione alle emissioni
sancisce il diritto di partecipazione della cittadinanza in quanto tratta
questioni che riguardano la salute e l'ambiente.
All'articolo 14 si legge che il Ministero dell'Ambiente "garantisce
sistematica informazione del pubblico sullo stato di avanzamento dei lavori"
(1).
E' una normativa che segue sostanzialmente quella sulla Valutazione di
Impatto Ambientale dei nuovi impianti, la quale prevede la partecipazione
del "pubblico". Segue inoltre la legge Seveso II che riguarda i rischi di
incidente rilevante, anch'essa contenente (art. 23) norme per la
consultazione del "pubblico". In queste tre normative il pubblico puo'
conoscere, partecipare, scrivere osservazioni.
*
Si rimane quasi estasiati a contemplare quali progressi stia facendo la
democrazia. Poi vai sul sito della Regione Puglia (2) e cosa scopri? Che
nessuno ti informa che hai il diritto di partecipare e di fare le tue
osservazioni sulle autorizzazioni alle emissioni. Il sito, anziche spiegare
ai cittadini come partecipare al procedimento, da' informazione alle aziende
che possono scaricare i moduli per le autorizzazioni...
*
Note
1. Il resto lo si puo' leggere su
www.parlamento.it/leggi/deleghe/05059dl.htm
2. Precisamente sul Portale Ambientale all'indirizzo
http://138.66.77.10/ecologia/default.asp?Id=354

10. RIFLESSIONE. GIULIO VITTORANGELI: NICARAGUA, LA RIVOLUZIONE DIMENTICATA
[Ringraziamo Giulio Vittorangeli (per contatti: giulio.vittorangeli at tin.it)
per questo intervento.
Giulio Vittorangeli e' uno dei fondamentali collaboratori di questo
notiziario; nato a Tuscania (Vt) il 18 dicembre 1953, impegnato da sempre
nei movimenti della sinistra di base e alternativa, ecopacifisti e di
solidarieta' internazionale, con una lucidita' di pensiero e un rigore di
condotta impareggiabili; e' il responsabile dell’Associazione
Italia-Nicaragua di Viterbo, ha promosso numerosi convegni ed occasioni di
studio e confronto, ed e' impegnato in rilevanti progetti di solidarieta'
concreta; ha costantemente svolto anche un'alacre attivita' di costruzione
di occasioni di incontro, coordinamento, riflessione e lavoro comune tra
soggetti diversi impegnati per la pace, la solidarieta', i diritti umani. Ha
svolto altresi' un'intensa attivita' pubblicistica di documentazione e
riflessione, dispersa in riviste ed atti di convegni; suoi rilevanti
interventi sono negli atti di diversi convegni; tra i convegni da lui
promossi ed introdotti di cui sono stati pubblicati gli atti segnaliamo, tra
altri di non minor rilevanza: Silvia, Gabriella e le altre, Viterbo, ottobre
1995; Innamorati della liberta', liberi di innamorarsi. Ernesto Che Guevara,
la storia e la memoria, Viterbo, gennaio 1996; Oscar Romero e il suo popolo,
Viterbo, marzo 1996; Il Centroamerica desaparecido, Celleno, luglio 1996;
Primo Levi, testimone della dignita' umana, Bolsena, maggio 1998; La
solidarieta' nell'era della globalizzazione, Celleno, luglio 1998; I
movimenti ecopacifisti e della solidarieta' da soggetto culturale a soggetto
politico, Viterbo, ottobre 1998; Rosa Luxemburg, una donna straordinaria,
una grande personalita' politica, Viterbo, maggio 1999; Nicaragua: tra
neoliberismo e catastrofi naturali, Celleno, luglio 1999; La sfida della
solidarieta' internazionale nell'epoca della globalizzazione, Celleno,
luglio 2000; Ripensiamo la solidarieta' internazionale, Celleno, luglio
2001; America Latina: il continente insubordinato, Viterbo, marzo 2003. Per
anni ha curato una rubrica di politica internazionale e sui temi della
solidarieta' sul settimanale viterbese "Sotto Voce" (periodico che ha
cessato le pubblicazioni nel 1997). Cura il notiziario "Quelli che
solidarieta'"]

La memoria e' un filo sottile.
Bisogna saper raccogliere quel filo e andare avanti nella lunga strada della
storia, perche' altre fili si possano unire per costruire un percorso di
liberazione per l'umanita' intera. Ma facilmente, troppo facilmente,
dimentichiamo; perdiamo il filo.
*
19 luglio 1979, Nicaragua, i sandinisti rovesciano il regime di Somoza.
Nasce una speranza da quell'alleanza tra rivoluzionari cristiani e marxisti
(Sandismo, marxismo, cristianesimo: la confluenza, recita il titolo di un
bellissimo e fondamentale libro di Giulio Girardi, edito da Borla nel 1986).
Un sogno durato undici anni, fino all'imprevista sconfitta elettorale dei
sandinisti nel febbraio del 1990.
La rivoluzione sandinista e' parsa, a livello mondiale, come lo strumento
per cambiare il mondo, uno specie di mantello di sogni, idee, utopie,
speranze. Un sogno condiviso, che per un attimo e' sembrato cosi' vicino, ma
che oggi e' incredibilmente distante.
Quella sandinista era una rivoluzione costruita nella poverta'. Erano laceri
quei sandinisti e sembrava proprio che sorgessero quasi dal nulla, dalla
terra. La rivoluzione che piu' che mai ci appariva costruita nella poverta'
e della poverta', era proprio il cosiddetto "terzo mondo" che si scuoteva.
Era una rivoluzione all'insegna dei principi del pluralismo politico,
dell'economia mista e del non allineamento internazonale, che mirava
all'utopica costruzione dell'hombre nuevo. Non solo, vedevamo in
quell'esperienza rivoluzionaria tracce di una scelta e di una cultura della
nonviolenza; la stessa che contemporaneamente nasceva in Italia con il
pacifismo degli anni Ottanta, che resta - con la sua radicalita' - al centro
della pratica dei movimenti.
Citiamo, per tutti, le parole di Ernesto Cardenal: "E posso dire che essi
presero le armi per amore, perche' volevano un paese colmo di scuole,
ospedali e luoghi per l'infanzia, senza analfabetismo e senza mendicanti e
sfruttamento". La rivoluzione aveva dovuto ricorrere alle armi per spezzare
la violenza schiacciante della dittatura, ma l'asse della sua strategia non
era la forza delle armi, bensi' la forza del diritto, la giustizia, la
solidarieta', l'amore.
Solo una strategia nonviolenta, proclamava il sandinismo, poteva fondare una
societa' nonviolenta e contribuire alla gestazione di una civilta'
alternativa. Prima di questa esperienza, la relazione tra strategia
liberatrice armata e nonviolenza era stata la diffidenza e la polemica. Per
i rivoluzionari, il discorso nonviolento copriva la violenza del sistema e,
pertanto, non reagiva in modo efficace contro di lei. La critica era verso
chi considerava normale la violenza dei piu' forti e demonizzava la violenza
dei piu' deboli. Per i nonviolenti, i rivoluzionari opponevano alla violenza
vigente un'altra forma di violenza e di conseguenza non riuscivano a
cambiare profondamente le cose perche' mezzi violenti potevano solo generare
nuove situazioni di violenza. Una contrapposizione radicale che, prima del
sandinismo, ha impoverito il loro impatto trasformatore della storia.
Il Nicaragua, invece, apriva fra le due tradizioni un dialogo e una
fecondazione reciproca.
*
Sappiamo poi come e' andata, con la rivoluzione soffocata dagli Stati Uniti
e dai propri errori. Sono seguiti sedici anni di capitalismo selvaggio, di
neoliberismo, di governi di destra.
Sedici anni di fallimenti, di saccheggio delle risorse nazionali, di
utilizzo dello Stato come trampolino per l'arricchimento personale, di
governi neoliberisti che hanno portato poverta', disuguaglianza,
disoccupazione e sottoccupazione (milioni di nicaraguensi continuano a
sopravvivere con meno di due dollari al giorno), con la gente costretta ad
accettare condizioni di lavoro disumane.
E' vero, lungo la strada, in questi sedici anni, sono restate (anche se in
forme e modalita' diverse), le utopie, le speranze ed anche la vita di tutti
quelli che nel sandinismo ci hanno creduto.
Pero' sono restate (e restano) anche le organizzazioni popolari e sociali,
che sono l'espressione del progetto storico di liberazione del popolo e la
consapevolezza che ogni prospettiva per un futuro migliore affonda le sue
radici nel sandinismo originario.
*
Infine, e' importante ricordare la nuova prospettiva che si e' aperta in
Nicaragua con la vittoria del Fronte Sandinista (Fsln), con Daniel Ortega,
nelle elezioni presidenziali del novembre 2006.
Certo non e' il ritorno della rivoluzione sandinista, quella ribellione dei
diseredati mossi dalla speranza di un futuro migliore, di un mondo piu'
giusto, che sollevo' una immensa ondata di speranza ben oltre il Nicaragua.
Il Fronte Sandinista che ha vinto le elezioni non e' quello che abbiamo
conosciuto il 19 luglio 1979.
La questione etica, l'accordo con l'allora presidente neosomozista Arnoldo
Aleman, fino alla votazione in Parlamento che ha cancellato l'aborto
terapeutico, nel caso in cui la vita della madre fosse in pericolo e che
esisteva nel codice penale da piu' di cento anni, sono la' a dimostrare
questa involuzione.
Premesso che nessun governo in Nicaragua potra' risolvere in cinque anni i
disastri provocati dal neoliberismo selvaggio, la speranza e' che la
vittoria di Ortega porti benefici ai settori piu' emarginati del paese,
migliorando le gravi condizioni in cui vivono milioni di nicaraguensi,
realizzando un processo di ridistribuzione effettiva della ricchezza.
*
Per tutto questo il Nicaragua non merita una tale rimozione.

11. APPELLI. GIULIO VITTORANGELI: EMERGENZA URAGANO FELIX
[Riproponiamo il seguente appello, invitando chi ci legge ad aderire]

L'Associazione Italia-Nicaragua lancia una campagna di raccolta di fondi
destinata all'emergenza e successivamente alla ricostruzione nella regione
colpita dall'uragano in Nicaragua.
I primi fondi raccolti verranno consegnati al Sinapred, il sistema nazionale
per la prevenzione e l'intervento nei disastri naturali.
Gli altri fondi verranno destinati a progetti di ricostruzione che
l'Associazione Italia-Nicaragua individuera' tra quelli proposti.
Per vedere l'appello: www.itanica.org
Coloro che vogliono contribuire possono destinare i contributi al seguente
conto corrente bancario: n. 19.990 Banca Popolare di Milano, agenzia 21,
intestato a: Coord. Associazione Italia-Nicaragua, via Mercantini 15, 20158
Milano, Abi: 05584 Cab: 01621 (specificare nella causale: "emergenza uragano
Felix").

12. RILETTURE. INGEBORG BACHMANN: IL DICIBILE E L'INDICIBILE
Ingeborg Bachmann, Il dicibile e l'indicibile, Adelphi, Milano 1998, pp.
158, lire 18.000. Quattro "saggi radiofonici" degli anni '50, su Robert
Musil, Ludwig Wittgenstein, Simone Weil, Marcel Proust. Piu' passa il tempo
e piu' l'opera di Ingeborg Bachmann ci convoca, ci interpella, ci commuove.

13. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

14. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 216 del 18 settembre 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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