Minime. 86



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 86 dell'11 maggio 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Danilo Dolci: Dell'etica professionale
2. Enrico Piovesana: Altri 21 civili uccisi in un bombardamento Nato
3. Maso Notarianni: Fare qualcosa
4. Si e' svolta la "Settimana della nonviolenza" in Iraq
5. A Messina il 12 maggio la nonviolenza delle donne
6. Assemblea annuale del Centro studi difesa civile
7. In ottobre un convegno a Pienza su "La pedagogia di Aldo Capitini tra
profezia e liberazione"
8. Il Centro femminista separatista aderisce alla proposta di legge "50 e 50
ovunque si decide"
9. Il 5 per mille al Movimento Nonviolento
10. Benedetto Vecchi presenta "La ricchezza della rete" di Yochai Benkler
11. Letture: Gustavo Zagrebelsky, Lo Stato e la Chiesa
12. La "Carta" del Movimento Nonviolento
13. Per saperne di piu'

1. MAESTRI. DANILO DOLCI: DELL'ETICA PROFESSIONALE
[Da Danilo Dolci, Una rivoluzione nonviolenta, Terre di mezzo -
Altreconomia, Milano 2007, p. 112 (e' un frammento da Nessi fra esperienza
etica e politica, Lacaita, Manduria 1993).
Danilo Dolci e' nato a Sesana (Trieste) nel 1924, arrestato a Genova nel '43
dai nazifascisti riesce a fuggire; nel '50 partecipa all'esperienza di
Nomadelfia a Fossoli; dal '52 si trasferisce nella Sicilia occidentale
(Trappeto, Partinico) in cui promuove indimenticabili lotte nonviolente
contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti, il lavoro e la dignita'.
Subisce persecuzioni e processi. Sociologo, educatore, e' tra le figure di
massimo rilievo della nonviolenza nel mondo. E' scomparso sul finire del
1997. Di seguito riportiamo una sintetica ma accurata notizia biografica
scritta da Giuseppe Barone (comparsa col titolo "Costruire il cambiamento"
ad apertura del libriccino di scritti di Danilo, Girando per case e
botteghe, Libreria Dante & Descartes, Napoli 2002): "Danilo Dolci nasce il
28 giugno 1924 a Sesana, in provincia di Trieste. Nel 1952, dopo aver
lavorato per due anni nella Nomadelfia di don Zeno Saltini, si trasferisce a
Trappeto, a meta' strada tra Palermo e Trapani, in una delle terre piu'
povere e dimenticate del paese. Il 14 ottobre dello stesso anno da' inizio
al primo dei suoi numerosi digiuni, sul letto di un bambino morto per la
denutrizione. La protesta viene interrotta solo quando le autorita' si
impegnano pubblicamente a eseguire alcuni interventi urgenti, come la
costruzione di una fogna. Nel 1955 esce per i tipi di Laterza Banditi a
Partinico, che fa conoscere all'opinione pubblica italiana e mondiale le
disperate condizioni di vita nella Sicilia occidentale. Sono anni di lavoro
intenso, talvolta frenetico: le iniziative si susseguono incalzanti. Il 2
febbraio 1956 ha luogo lo "sciopero alla rovescia", con centinaia di
disoccupati - subito fermati dalla polizia - impegnati a riattivare una
strada comunale abbandonata. Con i soldi del Premio Lenin per la Pace (1958)
si costituisce il "Centro studi e iniziative per la piena occupazione".
Centinaia e centinaia di volontari giungono in Sicilia per consolidare
questo straordinario fronte civile, "continuazione della Resistenza, senza
sparare". Si intensifica, intanto, l'attivita' di studio e di denuncia del
fenomeno mafioso e dei suoi rapporti col sistema politico, fino alle
accuse - gravi e circostanziate - rivolte a esponenti di primo piano della
vita politica siciliana e nazionale, incluso l'allora ministro Bernardo
Mattarella (si veda la documentazione raccolta in Spreco, Einaudi, Torino
1960 e Chi gioca solo, Einaudi, Torino 1966). Ma mentre si moltiplicano gli
attestati di stima e solidarieta', in Italia e all'estero (da Norberto
Bobbio a Aldo Capitini, da Italo Calvino a Carlo Levi, da Aldous Huxley a
Jean Piaget, da Bertrand Russell a Erich Fromm), per tanti avversari Dolci
e' solo un pericoloso sovversivo, da ostacolare, denigrare, sottoporre a
processo, incarcerare. Ma quello che e' davvero rivoluzionario e' il suo
metodo di lavoro: Dolci non si atteggia a guru, non propina verita'
preconfezionate, non pretende di insegnare come e cosa pensare, fare. E'
convinto che nessun vero cambiamento possa prescindere dal coinvolgimento,
dalla partecipazione diretta degli interessati. La sua idea di progresso non
nega, al contrario valorizza, la cultura e le competenze locali. Diversi
libri documentano le riunioni di quegli anni, in cui ciascuno si interroga,
impara a confrontarsi con gli altri, ad ascoltare e ascoltarsi, a scegliere
e pianificare. La maieutica cessa di essere una parola dal sapore antico
sepolta in polverosi tomi di filosofia e torna, rinnovata, a concretarsi
nell'estremo angolo occidentale della Sicilia. E' proprio nel corso di
alcune riunioni con contadini e pescatori che prende corpo l'idea di
costruire la diga sul fiume Jato, indispensabile per dare un futuro
economico alla zona e per sottrarre un'arma importante alla mafia, che
faceva del controllo delle modeste risorse idriche disponibili uno strumento
di dominio sui cittadini. Ancora una volta, pero', la richiesta di acqua per
tutti, di "acqua democratica", incontrera' ostacoli d'ogni tipo: saranno
necessarie lunghe battaglie, incisive mobilitazioni popolari, nuovi digiuni,
per veder realizzato il progetto. Oggi la diga esiste (e altre ne sono sorte
successivamente in tutta la Sicilia), e ha modificato la storia di decine di
migliaia di persone: una terra prima aridissima e' ora coltivabile;
l'irrigazione ha consentito la nascita e lo sviluppo di numerose aziende e
cooperative, divenendo occasione di cambiamento economico, sociale, civile.
Negli anni Settanta, naturale prosecuzione del lavoro precedente, cresce
l'attenzione alla qualita' dello sviluppo: il Centro promuove iniziative per
valorizzare l'artigianato e l'espressione artistica locali. L'impegno
educativo assume un ruolo centrale: viene approfondito lo studio, sempre
connesso all'effettiva sperimentazione, della struttura maieutica, tentando
di comprenderne appieno le potenzialita'. Col contributo di esperti
internazionali si avvia l'esperienza del Centro Educativo di Mirto,
frequentato da centinaia di bambini. Il lavoro di ricerca, condotto con
numerosi collaboratori, si fa sempre piu' intenso: muovendo dalla
distinzione tra trasmettere e comunicare e tra potere e dominio, Dolci
evidenzia i rischi di involuzione democratica delle nostre societa' connessi
al procedere della massificazione, all'emarginazione di ogni area di
effettivo dissenso, al controllo sociale esercitato attraverso la diffusione
capillare dei mass-media; attento al punto di vista della "scienza della
complessita'" e alle nuove scoperte in campo biologico, propone
"all'educatore che e' in ognuno al mondo" una rifondazione dei rapporti, a
tutti i livelli, basata sulla nonviolenza, sulla maieutica, sul "reciproco
adattamento creativo" (tra i tanti titoli che raccolgono gli esiti piu'
recenti del pensiero di Dolci, mi limito qui a segnalare Nessi fra
esperienza etica e politica, Lacaita, Manduria 1993; La struttura maieutica
e l'evolverci, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1996; e Comunicare, legge
della vita, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1997). Quando la mattina del 30
dicembre 1997, al termine di una lunga e dolorosa malattia, un infarto lo
spegne, Danilo Dolci e' ancora impegnato, con tutte le energie residue, nel
portare avanti un lavoro al quale ha dedicato ogni giorno della sua vita".
Tra le molte opere di Danilo Dolci, per un percorso minimo di accostamento
segnaliamo almeno le seguenti: una antologia degli scritti di intervento e
di analisi e' Esperienze e riflessioni, Laterza, Bari 1974; tra i libri di
poesia: Creatura di creature, Feltrinelli, Milano 1979; tra i libri di
riflessione piu' recenti: Dal trasmettere al comunicare, Sonda, Torino 1988;
La struttura maieutica e l'evolverci, La Nuova Italia, Firenze 1996. Tra le
opere su Danilo Dolci: Giuseppe Fontanelli, Dolci, La Nuova Italia, Firenze
1984; Adriana Chemello, La parola maieutica, Vallecchi, Firenze 1988
(sull'opera poetica di Dolci); Antonino Mangano, Danilo Dolci educatore,
Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1992; Giuseppe
Barone, La forza della nonviolenza. Bibliografia e profilo critico di Danilo
Dolci, Libreria Dante & Descartes, Napoli 2000, 2004 (un lavoro
fondamentale); Lucio C. Giummo, Carlo Marchese (a cura di), Danilo Dolci e
la via della nonviolenza, Lacaita, Manduria-Bari-Roma 2005. Tra i materiali
audiovisivi su Danilo Dolci cfr. il dvd di Alberto Castiglione, Danilo
Dolci. Memoria e utopia, 2004. Tra i vari siti che contengono molti utili
materiali di e su Danilo Dolci segnaliamo almeno www.danilodolci.net,
www.danilodolci.toscana.it, danilo1970.interfree.it, www.nonviolenti.org]

Un boia puo' scannare tranquillamente perche' lo Stato lo incarica? Il boia
e il politico possono decidere di uccidere in virtu' di un'"etica
professionale"?

2. AFGHANISTAN. ENRICO PIOVESANA: ALTRI 21 CIVILI UCCISI IN UN BOMBARDAMENTO
NATO
[Dal sito di "Peacereporter" (www.peacereporter.net) riprendiamo il seguente
articolo del 9 maggio 2007, li' apparso col titolo "Bombe di pace.
Afghanistan: altri 21 civili uccisi in un bombardamento Nato".
Enrico Piovesana, giornalista, lavora a "Peacereporter", per cui segue la
zona dell'Asia centrale e del Caucaso; e' stato piu' volte in Afghanistan in
qualita' di inviato]

Per ignoranza o per convenienza, i politici italiani continuano a presentare
la missione militare cui noi partecipiamo, Isaf, come una missione "buona" e
pacifica, contrapposta a quella "cattiva" e aggressiva, Enduring Freedom.
"Creare maggior coordinamento per evitare sovrapposizioni", ripetono a Roma
dopo la sanguinosa offensiva Usa in Herat, dimenticando che da mesi le due
missioni hanno di fatto un comando unificato, statunitense, nella persona
del generale Dan McNeill - che con se stesso dovrebbe riuscire a coordinarsi
bene - e fingendo che Isaf sia una missione umanitaria.
Con le parole si puo' giocare quanto si vuole, ma le immagini parlano
chiaro.
Vi proponiamo quindi la visione di tre brevissimi ma illuminanti filmati,
disponibili in rete su YouTube.
*
Ecco la missione di pace
Il primo e' una rassegna di bombardamenti aerei effettuati a marzo su
Sangin, in Helmand - dove ancora la notte scorsa 21 civili sono rimasti
uccisi in un raid aereo. Non riguardano l'operazione Enduring Freedom, come
quelli di Herat: sono bombardamenti dell'operazione Achille, condotta dalle
forze della missione Isaf. Difficile notare differenze.
Il secondo, sempre risalente a marzo, mostra una battaglia dell'operazione
Achille nella quale le forze Isaf britanniche conquistano un villaggio a
nord di Grishk, anch'esso nella provincia di Helmand.
Il terzo filmato (per vederlo dovete iscrivervi a YouTube) riguarda
indirettamente le truppe italiane, poiche' mostra le attivita' dei fanti
spagnoli della Brigata "Cacciatori di Montagna" della Forza di Reazione
Rapida italo-spagnola che agisce nel settore occidentale del Paese sotto
comando italiano.
*
Italia sempre piu' coinvolta
Questi sono solo i piu' recenti tra i tanti video che mostrano il vero volto
della missione militare "buona" e pacifica a cui l'Italia partecipa con
duemila soldati, di cui alcuni direttamente impegnati in combattimento (in
particolare quattro distaccamenti di forze speciali). Una missione di guerra
nella quale l'Italia, su pressione degli Usa, si trova e si trovera' sempre
piu' coinvolta, come dimostra il prossimo invio di uomini e mezzi di
rinforzo: almeno due compagnie di soldati, carri armati cingolati ed
elicotteri da attacco. Una scelta interventista che i politici continuano a
presentare come obbligata e senza alternative in quanto l'Italia sarebbe
vincolata in tal senso dalla sua appartenenza alla Nato. Anche la Francia e'
nella Nato: ciononostante alcuni mesi fa Chirac ha ritirato dall'Afghanistan
200 soldati delle forze speciali francesi che, come le nostre, combattevano
nell'ambito di Enduring Freedom, e nei giorni scorsi Sarkozy ha proposto di
ritirare tutti i mille soldati del contingente francese di Isaf.

3. AFGHANISTAN. MASO NOTARIANNI: FARE QUALCOSA
[Dal sito di "Peacereporter" (www.peacereporter.net) riprendiamo il seguente
articolo del 7 maggio 2007, li' apparso col titolo "Forse dobbiamo fare
qualcosa. Il ministro della Difesa italiano e' in Afghanistan, e il governo
afgano confisca gli ospedali di Emergency".
Maso Notarianni, giornalista, e' impegnato nell'esperienza
dell'organizzazione umanitaria Emergency e dirige "Peacereporter"]

Nel giorno della visita del ministro della Difesa italiano in Afghanistan,
il governo afgano confisca, espropria, occupa gli ospedali italiani di
Emergency. E nessuno dice nulla. Tantomeno il ministro della Difesa italiano
attualmente in Afghanistan. Ospedali pagati con i soldi di tanti cittadini
italiani, che hanno dato una mano e qualche soldo ciascuno ad Emergency.
Pochi giorni fa, l'ambasciatore italiano Ettore Sequi e' costretto ad andare
a prendere lo staff italiano di Emergency con le macchine dell'ambasciata
d'Italia, a ospitarlo una notte nella nostra rappresentanza diplomatica e
poi ad accompagnarlo in aeroporto per evitare di farlo finire nelle grinfie
della polizia afgana. Sia le macchine che l'edificio dell'ambasciata,
infatti, sono fuori dal territorio e dalla cosiddetta giurisdizione afgana.
Questo, in termini di diritto internazionale, si chiama incidente
diplomatico. Gli incidenti diplomatici accadono raramente tra governi
"nemici", non accadono tra governi amici, o alleati.
E comunque, quando accadono, di solito il governo che ha subito l'affronto
reagisce, piu' o meno duramente.
Del resto, il governo afgano detiene oramai da due mesi un dipendente di una
associzione italiana, pur cittadino afgano, al di fuori da qualsiasi
legalita' costituzionale. Senza una accusa, senza che gli sia stato permesso
di vedere un parente, senza che gli sia stato concesso di vedere un
avvocato. E questo cittadino afgano e' detenuto per aver agito per conto del
governo italiano.
Forse sarebbe il caso di fare qualche cosa. Forse?

4. INIZIATIVE. SI E' SVOLTA LA "SETTIMANA DELLA NONVIOLENZA" IN IRAQ
[Dall'ufficio stampa di "Un ponte per" (per contatti: stampa at unponteper.it)
riceviamo e diffondiamo]

Resistenza. Questa la parola d'ordine che ha attraversato per una settimana
(dal 29 aprile al 6 maggio) lo scenario di guerra iracheno.
Il volto di un altro Iraq, quello dei civili , donne e uomini, degli
studenti e dei sindacati che si sono opposti ai conflitti intestini alla
loro terra, segnata non da ultimo dall'attentato nella citt' di Kufa dove
sono morte 16 persone e 38 sono restate ferite.
La voce di un Iraq nonviolento, che ha marciato in silenzio, ha liberato
palloncini colorati e colombe bianche. Ha piantato alberi di ulivo e palme,
simboli di questa terra, che vuole seminare e sperare ancora nella vita, la'
dove intorno ci sono solo macerie.
I luoghi di Baghdad, Kut, Basra, Erbil, Kirkuk, Hawija e molti altri sono
stati attraversati da iniziative, incontri, dibattiti presso le universita',
come in quella di al-Mustansirya, colpita da due attentati nei mesi scorsi e
le cui vittime sono state ricordate con l'allestimento di una mostra
fotografica e di pitture.
Resistere e ricordare. Educare le nuove generazioni alla conquista dei
propri diritti con mezzi che non siano la sopraffazione e l'odio.
La raccolta di firme a Baghdad per una proposta di legge che proibisca
l'importazione di giochi che incitano i bambini alla violenza e' una delle
tante chiavi di volta, la voce-contro di un'altra societa' in Iraq, che
crede e muove le sue azioni con intelligenza e nel rispetto.
Lo strumento del dialogo, della pace, della nonviolenza, di una via
alternativa alla guerra. Questo e' cio' che gli attivisti della rete Laonf
insieme alla societa' civile irachena, sostenuta dalle associazioni "Un
ponte per" e dalla catalana "Nova - Centre per a la innovacio' social" hanno
messo in campo.
*
Per informazioni e contatti: Paola Gasparoli: tel. 0644702906, e-mail:
paola.gasparoli at unponteper.it, sito: www.laonf.org

5. INCONTRI. A MESSINA IL 12 MAGGIO LA NONVIOLENZA DELLE DONNE
[Da varie persone amiche riceviamo e diffondiamo.
Giovanna Providenti (per contatti: g.providenti at uniroma3.it) e' ricercatrice
nel campo dei peace studies e women's and gender studies presso
l'Universita' Roma Tre, saggista, si occupa di nonviolenza, studi sulla pace
e di genere, con particolare attenzione alla prospettiva pedagogica. Ha due
figli. Partecipa  al Circolo Bateson di Roma. Scrive per la rivista "Noi
donne". Ha curato il volume Spostando mattoni a mani nude. Per pensare le
differenze, Franco Angeli, Milano 2003, e il volume La nonviolenza delle
donne, "Quaderni satyagraha", Firenze-Pisa 2006; ha pubblicato numerosi
saggi su rivista e in volume, tra cui: Cristianesimo sociale, democrazia e
nonviolenza in Jane Addams, in "Rassegna di Teologia", n. 45, dicembre 2004;
Imparare ad amare la madre leggendo romanzi. Riflessioni sul femminile nella
formazione, in M. Durst (a cura di), Identita' femminili in formazione.
Generazioni e genealogie delle memorie, Franco Angeli, Milano 2005;
L'educazione come progetto di pace. Maria Montessori e Jane Addams, in
Attualita' di Maria Montessori, Franco Angeli, Milano 2004. Scrive anche
racconti e ha in cantiere un libro dal titolo Donne per, sulle figure di
Jane Addams, Mirra Alfassa e Maria Montessori.
Carmen Curro', avvocatessa, e' presidente del Cedav - Centro Donne
Antiviolenza di Messina.
Luisa Barbaro, ginecologa, e' dirigente dell'Asl di Messina.
Maria Froncillo Nicosia e' poetessa, scrittrice, editrice, promotrice di
cultura, impegnata nel movimento delle donne, amica della nonviolenza]

Sabato 12 maggio 2007 alle ore 18 presso la sala delle conferenze del Teatro
Vittorio Emanuele, a Messina, si svolgera' la presentazione del volume a
cura di Giovanna Providenti, La nonviolenza delle donne, "Quaderni
satyagraha" - Libreria Editrice Fiorentina, Pisa-Firenze 2006.
Il volume sara' presentato da Carmen Curro' e Luisa Barbaro, coordinera'
Maria Froncillo Nicosia, sara' presente la curatrice Giovanna Providenti.
*
I dati essenziali del libro: Giovanna Providenti (a cura di), La nonviolenza
delle donne, "Quaderni Satyagraha" - Libreria editrice fiorentina,
Pisa-Firenze 2006, pp. 288, euro 16. Contributi, oltre che della curatrice,
di Lidia Menapace, Luisa Muraro, Valeria Ando', Patrizia Caporossi, Fabrizia
Abbate, Debora Tonelli, Elisabetta Donini, Luisa Del Turco, Ada Donno,
Federica Ruggiero, Sandra Endrizzi, Luana Pistone, Itala Ricaldone, Diego
Marani, Cecilia Brighi, Adriana Chemello, Monica Lanfranco, Giancarla
Codrignani, Maria G. Di Rienzo, Elena Zdravomyslova, Livia Alga.
Per richieste: presso la casa editrice Libreria Editrice Fiorentina, via
Giambologna 5, 50132 Firenze, tel. 055579921, fax: 0553905997, e-mail:
editrice at lef.firenze.it; o anche presso la redazione dei "Quaderni
satyagraha", Centro Gandhi, via Santa Cecilia 30, 56127 Pisa, tel.
050542573, e-mail: roccoaltieri at interfree.it, sito: www.centrogandhi.it

6. INCONTRI. ASSEMBLEA ANNUALE DEL CENTRO STUDI DIFESA CIVILE
[Dal Centro studi difesa civile (per contatti: info at pacedifesa.org)
riceviamo e diffondiamo]

Si svolgera' domenica 13 maggio 2007 alle ore 7 in prima convocazione e alle
ore 10 in seconda convocazione presso la Casa della pace, viale Trastevere
66, a Roma l'assemblea annuale dell'associazione di promozione sociale
"Centro Studi difesa civile".
Ore 10: accoglienza.
Ore 10.30: apertura dell'assemblea,verifica del numero legale, presentazione
agenda e metodologia di lavoro.
Ore 11-11.30: saluto e relazione introduttiva di Giorgio Giannini,
presidente.
Ore 11.30-12.15: relazioni sulle attivita' dell'anno trascorso.
Ore 12.15-13.15: discussione sulle attivita' dell'anno trascorso.
Ore 13.15-13.45: discussione e approvazione del bilancio consuntivo 2006 e
preventivo 2007.
Ore 13.45-14.30: pausa pranzo.
Ore 14.30-15.30: discussione sul programma e sulle attivita' per il biennio
2007/2009.
Ore 15.15-16: elezione delle cariche vacanti: tesoriere, direttore.
Ore 16-16.30: disponibilita' dei soci per collaborazioni mirate alle
attivita' del Centro.
Ore 16.30-17: valutazione e chiusura dell'assemblea.
*
Per informazioni e contatti: Centro Studi Difesa Civile, sede legale: via
della cellulosa 112, 00166 Roma, tel. 068419.672, fax: 068841749, e-mail:
roma at pacedifesa.org, sito: www.pacedifesa.org

7. INCONTRI. IN OTTOBRE UN CONVEGNO A PIENZA SU "LA PEDAGOGIA DI ALDO
CAPITINI TRA PROFEZIA E LIBERAZIONE"
[Da Luciano Capitini (per contatti: capitps at libero.it) riceviamo e
diffondiamo.
Luciano Capitini e' impegnato nel Movimento Nonviolento, nell'associazione
nazionale "Amici di Aldo Capitini", nella Rete di Lilliput e in numerose
altre esperienze e iniziative nonviolente; persona di straordinaria mitezza
e disponibilita' all'ascolto e all'aiuto, ha condotto a Pesaro una
esperienza di mediazione sociale nonviolenta; e' tra i coordinatori della
campagna "Scelgo la nonviolenza".
Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato,
docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la
nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande
pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Opere di Aldo Capitini:
la miglior antologia degli scritti e' (a cura di Giovanni Cacioppo e vari
collaboratori), Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che
contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale -
ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca -
bibliografia degli scritti di Capitini); recentemente e' stato ripubblicato
il saggio Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989; una
raccolta di scritti autobiografici, Opposizione e liberazione, Linea
d'ombra, Milano 1991, nuova edizione presso L'ancora del Mediterraneo,
Napoli 2003; e gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996;
segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri,
Edizioni Associate, Roma 1991; e la recentissima antologia degli scritti (a
cura di Mario Martini, benemerito degli studi capitiniani) Le ragioni della
nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004. Presso la redazione di "Azione
nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org)
sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi ed opuscoli di
Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui i fondamentali Elementi di
un'esperienza religiosa, 1937, e Il potere di tutti, 1969). Negli anni '90
e' iniziata la pubblicazione di una edizione di opere scelte: sono fin qui
apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992, e un
volume di Scritti filosofici e religiosi, Perugia 1994, seconda edizione
ampliata, Fondazione centro studi Aldo Capitini, Perugia 1998. Opere su Aldo
Capitini: oltre alle introduzioni alle singole sezioni del sopra citato Il
messaggio di Aldo Capitini, tra le pubblicazioni recenti si veda almeno:
Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci, Torino 1988; Clara Cutini (a cura di),
Uno schedato politico: Aldo Capitini, Editoriale Umbra, Perugia 1988;
Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di
Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La pedagogia del nuovo di Aldo Capitini.
Tra religione ed etica laica, Clueb, Bologna 1991; Fondazione "Centro studi
Aldo Capitini", Elementi dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova
Italia, Scandicci (Fi) 1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per
una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini,
Pisa 1998, 2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume
monografico de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante,
La realta' liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del
Rosone, Foggia 1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta
2001; Federica Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini,
Cittadella, Assisi 2004; Massimo Pomi, Al servizio dell'impossibile. Un
profilo pedagogico di Aldo Capitini, Rcs - La Nuova Italia, Milano-Firenze
2005; Andrea Tortoreto, La filosofia di Aldo Capitini, Clinamen, Firenze
2005; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi,
Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; per una
bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito
citato; numerosi utilissimi materiali di e su Aldo Capitini sono nel sito
dell'Associazione nazionale amici di Aldo Capitini: www.aldocapitini.it,
altri materiali nel sito www.cosinrete.it; una assai utile mostra e un
altrettanto utile dvd su Aldo Capitini possono essere richiesti scrivendo a
Luciano Capitini: capitps at libero.it, o anche a Lanfranco Mencaroni:
l.mencaroni at libero.it, o anche al Movimento Nonviolento: tel. 0458009803,
fax: 0458009212, e-mail: azionenonviolenta at sis.it o anche
redazione@nonviolenti:org, sito: www.nonviolenti.org]

Il Comune di Pienza, la Regione Toscana, la Provincia di Siena,
l'associazione nazionale "Amici di Aldo Capitini", il Movimento Nonviolento
indicono un convegno dal 5 al 7 ottobre 2007 su "La pedagogia di Aldo
Capitini tra profezia e liberazione".
*
Anche in Italia in questi ultimi anni si sono registrati interessi diffusi
ed adesioni pubbliche alla nonviolenza. Hanno sicuramente contribuito a tale
attenzione gli studi e le pubblicazioni su Aldo Capitini, fondatore e padre
della nonviolenza in Italia.
L'associazione nazionale "Amici di Aldo Capitini" ed il Movimento
Nonviolento intendono portare un ulteriore contributo a tale conoscenza  ed
a tale approfondimento, promuovendo un convegno su un aspetto della
riflessione e dell'impegno di Aldo Capitini fino ad oggi non adeguatamente
affrontato ed indagato: la riflessione e l'impegno per l'educazione aperta.
La scelta e' di mettere a fuoco, in tale ambito, la specificita',
l'originalita' e la profondita' dei contributi di Aldo Capitini.
Il convegno si avvarra' dell'apporto di studiosi, di ricercatori, e di
esperti portatori tutti di competenze specifiche sia negli intrecci tra la
pedagogia e gli altri momenti del pensiero di Capitini, sia nei rapporti con
i temi ed i protagonisti piu' significativi della pedagogia italiana del
Novecento.
Il convegno si svolgera' a Pienza, la bellissima ed ospitale cittadina
vicinissima a Montepulciano, dove ci riuniremo la sera del 5 ottobre
(venerdi') per un saluto e la presentazione dei lavori, che avranno poi
luogo in un suggestivo edificio (l'ex Conservatorio S.Carlo) il giorno
successivo, sabato 6 ottobre.
La mattina del 7 (domenica) sara' a disposizione di coloro che vorranno
trattenersi per continuare il dibattito, presentare interventi scritti (da
allegare agli atti che verranno pubblicati); molti vorranno invece
trasferirsi a Perugia, da dove partira' quella domenica la marcia della
pace.
Il Movimento Nonviolento e l'associazione nazionale "Amici di Aldo Capitini"
ringraziano fin da ora tutte le amministrazioni - ed in primo luogo il
Comune di Pienza - e quanti stanno a vario titolo sostenendo questo loro
impegno.
*
La sera del 5 ottobre si terra' un incontro con i cittadini e con i
rappresentanti delle istituzioni ed amministrazioni locali; in tale
occasione il professor Mario Martini, dell'universita' Di Perugia, facolta'
di filosofia, terra' una relazione sulla persona ed il pensiero di Aldo
Capitini, seguira' un intrattenimento musicale, di cui daremo notizia piu'
avanti.
Ad oggi possiamo annoverare tra i relatori che esporranno i loro interventi
nella giornata di sabato 6 - dalle ore 10 alle 13, e poi dalle 15 alle 18,30
(con pausa per un leggero pranzo conviviale): il prof. F. Cambi, "Aldo
Capitini e la pedagogia della comunicazione"; la professoressa L. Santelli,
"Non solo parole. La pedagogia dell'impegno di Aldo Capitini" (titolo
provvisorio); la professoressa T. Pironi, "Le proposte educative di Aldo
Capitini nella societa' del secondo dopoguerra"; il professor M. Pomi,
titolo della relazione da comunicare; il professor R. Pompeo, titolo della
relazione da comunicare. E' prevista la presenza di altri due relatori.
Conduce il convegno il dottor Lanfranco Mencaroni.
Nella giornata conclusiva - domenica 7 ottobre, dalle ore 9,30 alle ore
12,30 - verranno presentate brevi relazioni, testi e contributi scritti.
*
Le relazioni ed i contributi verranno raccolti in un volume prodotto a cura
dell'associazione nazionale "Amici di Aldo Capitini", con il sostegno della
Provincia di Siena.
La segreteria scientifica del convegno e' affidata alla professoressa
Gabriella Falcicchio.
La sede  di tutti gli incontri e' la sala convegni comunale,
ex-conservatorio S. Carlo.

8. INIZIATIVE. IL CENTRO FEMMINISTA SEPARATISTA ADERISCE ALLA PROPOSTA DI
LEGGE "50 E 50 OVUNQUE SI DECIDE"
[Dal sito www.50e50.it riprendiamo il seguente intervento.
Per informazioni, documentazione e contatti per sostenere la campagna e la
proposta di legge promossa dall'Unione donne in Italia (Udi) per la
democrazia paritaria e duale "50 e 50 ovunque si decide" si veda il sito
www.50e50.it]

Il Centro femminista separatista (Coordinamento lesbiche romane e
Collegamento lesbiche italiane) aderisce alla proposta di legge di
iniziativa popolare lanciata dall'Udi "50 e 50 ovunque si decide".
Riteniamo fondamentale la presenza delle donne all'interno delle
istituzioni, cosi' come in tutti gli altri luoghi dove si decidono e si
attuano i cambiamenti sociali che incidono sulla vita di noi tutte/i: le
donne hanno (o dovrebbero avere) uno sguardo diverso, un altro stile di
vita, una differente capacita' rispetto agli uomini di entrare in contatto
diretto con le istanze del mondo.
Queste diverse sensibilita' dovrebbero essere una ricchezza per tutte/i: in
realta', nonostante i dettati della Costituzione (art. 51) e di altri
dispositivi legali della cosiddetta "democrazia paritaria", la
partecipazione delle donne viene contrastata e ridotta a semplice icona
della "democraticita'" degli uomini, che non intendono perdere nemmeno uno
dei loro innumerevoli privilegi: la presenza di poche donne, spesso in punti
decisamente non strategici, garantisce al potere un aspetto piu' moderno,
meno feroce, ma contemporaneamente ne mette a  nudo la falsita'.
Per questo siamo d'accordo sulla necessita' di organizzare una democrazia
fondata sulla "cittadinanza duale", per consentire alle donne di essere
presenti a tutti gli effetti sulla scena politica e sociale.
Questo puo' accadere, secondo noi, solo a condizione che sia possibile
stringere un patto con le donne della politica, fondato su elementi
condivisi e scambi continui: come abbiamo avuto modo di ribadire in piu'
occasioni, la forma politica che ci sembra piu' incisiva e che quindi
scegliamo come nostra, e' non gia' la rappresentanza, ma la delega che, per
sua natura prevede, appunto, un patto preciso, circoscritto e revocabile,
continuamente sottoponibile a verifica.
All'interno di questo patto la fiducia ha un posto estremamente
significativo: ci fidiamo le une delle altre perche' stabiliamo insieme, di
volta in volta, cosa fara' e dira' la delegata e perche', in questo modo, il
contatto diretto con le altre, le deleganti, non sara' interrotto.
Abbiamo mutuato questa pratica dalla nostra esperienza nel femminismo
lesbo-separatista: il movimento femminista degli anni Settanta, assunta
coscienza di se', ha elaborato un forte senso di estraneita' nei confronti
di un mondo che prende forma e si sviluppa avendo come unico referente
l'universo maschile.
Crediamo sia possibile esportare questa modalita' di azione anche
all'esterno, anche negli ambiti istituzionali: per farlo occorrera' tempo,
tenacia, e grande senso di responsabilita'.
Ancora una volta, tutto questo, lo chiediamo alle nostre referenti
principali, le donne: quelle dei collettivi, delle associazioni, del
parlamento e tutte quelle che vogliono mettersi nuovamente in gioco, per
cambiare il mondo.

9. PROPOSTA. IL 5 PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Si puo' destinare la quota del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle
persone fisiche, relativa al periodo di imposta 2006, apponendo la firma
nell'apposito spazio della dichiarazione dei redditi destinato a "sostegno
delle organizzazioni non lucrative di utilita' sociale" e indicando il
codice fiscale del Movimento Nonviolento: 93100500235; coloro che si fanno
compilare la dichiarazione dei redditi dal commercialista, o dal Caf, o da
qualsiasi altro ente preposto - sindacato, patronato, Cud, ecc. - devono
dire esplicitamente che intendono destinare il 5 per mille al Movimento
Nonviolento, e fornirne il codice fiscale, poi il modulo va consegnato in
banca o alla posta.
Per ulteriori informazioni e per contattare direttamente il Movimento
Nonviolento: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212,
e-mail: an at nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

10. LIBRI. BENEDETTO VECCHI PRESENTA "LA RICCHEZZA DELLA RETE" DI YOCHAI
BENKLER
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 3 maggio 2007.
Benedetto Vecchi e' redattore delle pagine culturali del quotidiano "Il
manifesto"; nel 2003 ha pubblicato per Laterza una Intervista sull'identita'
a Zygmunt Bauman.
Yochai Benkler, docente di giurisprudenza alla Yale Law School, ha studiato
a Tel Aviv e ad Harvard, ha praticato l'avvocatura tra il 1994 e il 1996, e
ha insegnato anche alla New York University School of Law, alla Harvard Law
School, all'Universita' di Tel Aviv; il suo interesse principale e'
costituito dalle implicazioni sociali e politiche della nascita della
societa' dell'informazione in rete e della produzione peer-to-peer. Tra le
opere di Yochai Benkler: The Wealth of Networks, Yale University Press,
tradotto in italiano come La ricchezza della rete, Universita' Bocconi,
Milano 2007]

Il libro di Yochai Benkler La ricchezza della rete (Universita' Bocconi, pp.
624, euro 34,50) e' decisamente ambizioso e bene hanno fatto queste pagine a
dedicargli attenzione ("Il manifesto" del 26 aprile 2007).
In oltre seicento pagine vuol mettere a fuoco come e perche' Internet ha
cambiamo i rapporti sociali di produzione, la costruzione dell'opinione
pubblica e l'attivita' di governo nelle societa' capitalistiche. Da questo
punto di vista e' un saggio che si colloca nel solco tracciato da Manuel
Castells nella trilogia The age of information (tradotta sempre
dall'Universita' Bocconi con il titolo L'eta' dell'informazione), ma con la
convinzione che, mentre lo studioso catalano fissava le coordinate di una
transizione dalla societa' industriale a quella informazionale, ora quella
fase si e' definitivamente conclusa lasciando in eredita' un'"attivita'
cooperativa non proprietaria" che e' diventata, attraverso Internet e l'uso
diffuso delle tecnologie digitali, l'elemento propulsivo delle economie
capitalistiche contemporanee.
Da questo punto di vista, l'analisi di Benkler e' pero' piu' radicale nella
critica di un certo determinismo tecnologico di quanto non lo sia quella di
Castells, perche' considera dirimente elaborare la portata di quella
cooperazione sociale e produttiva che ha la sue esemplificazioni nella
produzione di software open source, nel giornalismo amatoriale, in
wikipedia, nell'esperienza di siti come YouTube, MySpace, ma anche in quei
peer review che vedono il coinvolgimento attivo dei consumatori
nell'attivare processi innovativi tanto di prodotto che del processo
lavorativo.
*
Una contraddizione all'opera
Il punto di partenza de La ricchezza della rete sono quelle attitudini
collettive e modi di essere che considerano l'informazione e la conoscenza
un "bene comune" che non puo' essere privatizzato e che e' usato come
materia prima per la produzione di merci (qui la distinzione tra produzione
materiale e immateriale e' a ragione lasciata alle ortiche). Da qui la
contraddizione che Benkler prova a risolvere, quella che concerne una
materia prima che non e' di proprieta' di nessuno e che tale deve rimanere,
ma che viene usata per sviluppare attivita' economiche che rispondono a una
logica capitalistica.
In passato, agli albori dello sviluppo capitalistico, c'erano altre materie
prime che venivano considerate beni comuni, ma con la stagione delle
enclosures sono divenute, e' cosa nota, proprieta' privata di qualcuno. Non
che questo non avvenga nel capitalismo informazionale, ma chi resiste alla
privatizzazione dell'informazione e della conoscenza persegue, secondo
Benkler, l'obiettivo di sviluppare un'attivita' economica che consegue
profitti e al tempo stesso preserva il carattere comune dell'informazione e
della conoscenza.
La contraddizione che Benkler segnala e' dunque quella tra un'attivita'
cooperativa non proprietaria e un'economia capitalistica che vede nella
proprieta' privata un suo architrave. Il case study a portata di mano e'
ovviamente il software open source o quello del free-software. Lo studioso
americano ricorda il successo del sistema operativo Gnu-Linux e di come
minacci da vicino l'egemonia di Microsoft, dopo averne demolito il monopolio
nei sistemi operativi. Le ragioni del successo di Linux sta, sostiene
Benkler, in quella dimensione cooperativa che vede il coinvolgimento di
centinaia di migliaia di programmatori, analisti di sistema e softwaristi
per hobby che sono riusciti a creare un modello organizzativo basato sulla
condivisione, l'assenza di gerarchie e, qui l'elemento non previsto, i cui
risultati possono essere usati da chiunque rispetti la logica non
proprietaria che hanno portato a produrre il software.
Ma e' questa la logica che muove la produzione di informazione nel web. Da
questo punto di vista, la rete consente di sviluppare siti informativi che
vedono il coinvolgimento di chiunque acceda, tramite un semplice click del
mouse, al sito, perche' sono pagine Internet gestite con un software, quasi
sempre non proprietario, che prevede l'interattivita' tra tutte le persone
che vi scrivono o depositano materiali video. Per Benkler, i blog, come i
siti informativi, non stanno distruggendo i media tradizionali, ma ne stanno
minando il monopolio. Che poi diventino siti che attraggono inserzioni
pubblicitarie, portando dollari nelle tasche di chi li gestisce - i casi, ad
esempio, dei blog slashdot o boing boing, solo per citare i piu' noti, non
significa che perdono la loro vocazione originaria: essere cioe' attivita'
cooperative non proprietarie. Lo stesso si puo' dire per la produzione e
circolazione di conoscenza, se si pensa al successo di wikipedia.
Il giornalismo on line modifica inoltre la formazione dell'opinione pubblica
e dunque il rapporto tra governo e governati, perche', sostiene sempre
Benkler, la circolazione delle informazione permette un controllo diffuso
sull'operato tanto dei governi che delle imprese. Per lo studioso americano,
Internet e' quanto piu' si avvicina all'agora' di aristotelica memoria, un
regno cioe' della democrazia assoluta in cui e' possibile esercitare un
potere di interdizione sull'operato del sovrano usando una tastiera e un
mouse.
*
La cooperazione vincente
Siamo dunque in una realta' profondamente differente dalle societa'
industriali, anche se La ricchezza della rete paga un pedaggio troppo alto a
una visione acritica dei fenomeni in atto. Ma il libro di Benkler non si
propone pero' come una critica del capitalismo informazionale. La sua
importanza risiede nel definire appunto quella contraddizione tra attivita'
cooperativa non proprietaria ed economia capitalistica.
Cosi', le leggi draconiane sulla proprieta' intellettuale non riescono a
bloccare la condivisione di sapere e conoscenze in quanto tratto distintivo
di Internet (lo studioso finlandese Pekka Himanen ha parlato di una inedita
riedizione di quel "comunismo dei ricercatori" che animava in passato la
comunita' scientifica). Allo stesso tempo, l'open source e' la
rappresentazione del conflitto tra l'"attivita' cooperativa non
proprietaria" e la produzione capitalistica en general. E altrettanto
condivisibile e' la sottolineatura che l'autore fa su come le strategie
imprenditoriali stiano facendo proprie le tecniche del networking sociale.
In altri termini, cio' che mette a fuoco Benkler e' il conflitto tra una
cooperazione sociale produttiva e le regole della societa' capitalistica. E'
su questo crinale, oltre alla mole di dati che il libro presenta, che emerge
la rilevanza delle analisi presenti ne La ricchezza della rete. Non e' tanto
quindi la compatibilita' tra il networking sociale e il capitalismo, ma nel
considerare centrale il conflitto tra questa attivita' cooperativa non
proprietaria e il capitalismo.

11. LETTURE. GUSTAVO ZAGREBELSKY: LO STATO E LA CHIESA
Gustavo Zagrebelsky, Lo Stato e la Chiesa, Gruppo editoriale L'Espresso,
Roma 2007, pp. 176, euro 6,90 (in supplemento al quotidiano "La
Repubblica"). Una raccolta di interventi dell'illustre giurista scritti tra
2001 e 2007 con la consueta chiarezza espositiva e il consueto rigore
intellettuale; una puntuale difesa della laicita' dello stato e della
democrazia come metodo e come sistema. Con un'introduzione di Ezio Mauro.

12. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

13. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.peacelink.it/users/mir; per contatti: mir at peacelink.it,
luciano.benini at tin.it, sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 86 dell'11 maggio 2007

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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