Missione umanitaria in Afghanistan: uccisi oltre cento civili in un raid Usa



KABUL - Oltre cento morti, decine di case rase al suolo: in pratica,
secondo quanto riferito dal portavoce della Croce Rossa Jessica Barry, e
confermato dalla stessa polizia afghana e dalle autorità di governo, un
intero villaggio distrutto nella provincia di Farah, in Afghanistan. E,
tra le macerie, la stragrande maggioranza dei corpi appartiene a donne e
bambini. È questo il bilancio di diversi attacchi aerei delle forze
internazionali in Afghanistan, compiuti lunedì e martedì. «Sulla base dei
rapporti che abbiamo ricevuto in Parlamento dai residenti e le autorità
provinciali oltre 100 abitanti dei villaggi, compresi donne e bambini sono
rimasti uccisi» ha detto il deputato della provincia di Farah Mohammad
Musa Nasrat. E il collega Obaidullah Hilali ha aggiunto che il bilancio
delle vittime può salire ancora «perché molte persone sono ancora sotto le
macerie delle case distrutte». «Posso confermare che più di 100 non
combattenti sono stati uccisi nel corso di un'operazione nella provincia
di Farah», ha detto il capo della polizia Adbul Ghafar Watandar che in un
primo tempo aveva parlato di 30 civili uccisi. In un secondo momento, lo
stesso capo della polizia, ha precisato che tra nel bilancio totale delle
vittime rientrano anche dei guerriglieri uccisi durante i raid.

www.corriere.it 6/5/2009