comunicato stampa



LA GIORNATA DEL 13 MAGGIO HA TOLTO L¹ULTIMO VELO  ALLE POLITICHE DI DESTRA DI
QUESTA GIUNTA

La Giunta che governa Bologna ha coperto e protetto il raduno nazi-fascista
organizzato da Forza Nuova, utilizzando la tattica del ‘’fare lo scemo per non
andare in guerra’’. 
Ha dato spazio alla deliberata provocazione messa in atto da chi si dichiara
espressamente erede del ‘’fascismo storico’’, all’oltraggio infame verso una
citta' che le ferite del ‘’fascismo storico’’ le porta ancora impresse nelle
sue strade e nei muri delle sue case, cosi' come nei corpi e nella memoria dei
suoi abitanti.
Ora ha paura di trovarsi sola di fronte alla rabbia sociale che ha scatenato, e
lancia inviti all’opposizione in Consiglio comunale perché si faccia complice
delle sue scelte perdenti.

Chi governa Bologna ha permesso ai nazi-fascisti armati di bastoni, spranghe e
catene di tenere il loro raduno, che non era autorizzato ma anzi esplicitamente
vietato; contemporaneamente, ha organizzato l¹aggressione che ha colpito con
violenza spropositata la manifestazione antifascista mentre accorreva in piazza
del Baraccano per portare aiuto a chi stava presidiando le sedi antifasciste a
Porta Santo Stefano: a un centinaio di metri, cioè, dal ‘’servizio d’ordine’’
di Forza Nuova, che scorazzava impunemente attraverso gli sbarramenti di
celerini e carabinieri che in teoria avrebbero dovuto lasciar passare solo i
residenti. E scorazzava avanti e indietro con tanto di bastoni e ‘’guanti da
lavoro’’, per non parlare del resto, come a un certo punto anche alcuni
residenti impauriti hanno fatto notare ai carabinieri - senza gran risultato
(eppure non erano certamente ‘’autonomi’’!).

Che questa scelta sia perdente, lo dimostrano le reazioni indignate dei
passanti
che hanno assistito all¹aggressione del corteo da parte delle forze
dell’ordine; lo dimostrano le migliaia di cittadini bolognesi accorsi in Piazza
Maggiore appena si è avuta notizia delle cariche alla manifestazione, le
migliaia di donne e uomini che hanno partecipato al secondo corteo fino al
Baraccano; lo dimostrano gli applausi e le parole di solidarietà gridate al
corteo che passava dalla gente affacciata alle finestre.
Contropiani rifiuta la distinzione dei manifestanti tra ‘’buoni’’ e
‘’cattivi’’:
le valutazioni politiche possono essere diverse, ma non c’erano differenze di
valori all¹interno della manifestazione: l’irriducibile inimicizia
‘’etica’’ era
tra noi manifestanti (tutti) e gli squadristi asserragliati al Baraccano.
Esistono pesanti e gravi responsabilità di chi gestisce l’ordine pubblico,
e non
sono solo a Bologna, e non sono solo del vicequestore Della Rocca, che ha
ordinato la carica ai manifestanti al grido di ‘’Massacrateli tutti!’’ (come
riportato anche dal quotidiano ‘’La Stampa’’ del 14 maggio).
Il ministro Bianco plaude all¹intervento della polizia in piazza, ma ha
dimenticato di ‘’spiegare’’ alcuni fatti alla cittadinanza di Bologna. 
Perché il raduno dei nazifascisti (non autorizzato ed espressamente
vietato) non
è stato disperso dalle forze dell¹ordine? 
Perché il loro servizio d’ordine in camicia azzurra poteva entrare e uscire
indisturbato dai cordoni della polizia, per di più armato?
Perché i nazifascisti sono stati imbarcati in fretta e furia sugli autobus solo
dopo che il corteo è partito da Piazza Maggiore?
Perché il vicequestore ha lanciato i suoi uomini alla carica immediatamente
dopo
aver intimato al corteo antifascista di disperdersi, e cioè senza dargli
comunque il tempo di farlo?
Perché sono stati sparati candelotti lacrimogeni tenendo il fucile puntato ad
altezza di persona, trasformando così i candeloti in proiettili? 
Perché sono state lanciate le camionette a tutta velocità contro i
manifestanti?
Perché, riassumendo, ai nazi-fascisti è stata accordata una totale impunità e
la più ampia (se non amichevole) tolleranza, mentre i manifestanti antifascisti
sono stati aggrediti con mezzi e modalità tali per cui si può considerare un
caso fortunato che ci siano stati ‘’solo’’ due feriti? 
E visto che si è mostrato così entusiasta dell’operato delle forze dell¹ordine,
ci dica il ministro Bianco, non intende per caso assumersi anche il merito
delle
coperture politiche concesse al raduno nazi-fascista, insieme alla Giunta di
Bologna che questa medaglia se l’è già guadagnata sul campo?
Come rete Contropiani diciamo anche che esistono pesanti responsabilità di
governo per questa onda lunga di politiche antisociali, di revisionismo
storico,
di cultura selvaggia del mercato, di attacco alle conquiste del mondo del
lavoro, di marginalizzazione delle culture minoritarie.
Come rete Contropiani affermiamo che per noi il fascismo non è un reperto del
passato da dimenticare; non è vero che destra e sinistra sono categorie di un
periodo ormai passato della nostra storia. La loro modernità sta tutta nei
programmi politici che destra istituzionale e sociale condividono: integralismo
religioso, razzismo, guerra ai poveri, attacco ai diritti delle donne,
criminalizzazione delle libere scelte sessuali.
Come rete Contropiani ribadiamo l¹invito a tutta la città a manifestare contro
l¹appuntamento dell¹OCSE, che a giugno si incontra a Bologna per
‘’migliorare la
competitività delle piccole e medie imprese nell¹era della globalizzazione’’:
cioè per garantire più profitti agli imprenditori, mentre i lavoratori e le
lavoratrici avranno meno diritti, meno sicurezza sul lavoro, meno soldi, meno
potere contrattuale, meno dignità.
Non ci interessano certo gli scontri con la polizia: ci interessa la ripresa di
una pratica politica condivisa e partecipata, di tutti coloro che si rifiutano
di subire passivamente questo ‘’nuovo ordine’’ mondiale, che non accettano di
subire un presente di crescente insicurezza economica, di nuovi autoritarismi.
Nelle scuole, nelle università, nei lughi di lavoro, la rete si moltiplicherà
in iniziative e mobilitazioni, per creare luoghi pubblici di discussione,
luoghi non gerarchici dove siano rispettate le identità di ognuno, dove non ci
siano divieti o egemonismi.
CONTROPIANI a giugno sarà una festa di strada, un incontro per approfondire i
contenuti della nostra opposizione, un appuntamento per organizzare il
boicottaggio di chi pensa di avere sufficiente potere, e sicuramente ha
sufficiente arroganza, per decidere delle nostre vite.

Redazione di Contropiani

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