in merito alle " missioni di pace"



Vi inoltro l’ intervento della consigliera Anita Sonego fatto in consiglio comunale di Milano ieri,  10 giugno, riguardo alla morte in Afghanistan del soldato italiano Giuseppe La Rosa. Vi invito a scrivere alla ministro degli esteri Emma Bonino e al ministro della difesa Mario Mauro invitandoli a ripensare alle nostre missioni di pace ( qui sotto riporto la mail che ho inviato)

Amalia Navoni . coordinamento Nord Sud del Mondo

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Da: amalia.navoni [mailto:amalia.navoni at fastwebnet.it]
Inviato: lunedì 10 giugno 2013 22:06
A: 'emma.bonino at esteri.it'; 'mario.mauro at difesa.it'
Oggetto: in merito alle missioni di pace

 

Gentili ministri,

sappiamo che a ottobre le    missioni di pace     dovranno essere rifinanziate. Non  sarebbe meglio destinare quei soldi a debellare la fame nel mondo? Molti Stati ci chiedono aiuti concreti in quel settore dove c’è ancora molto da lavorare.  

Confidando  in un vostro ripensamento, porgiamo cordiali saluti.   

Amalia navoni – coordinamento Nord Sud del Mondo

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CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 GIUGNO 2013

 

INTERVENTO DI ANITA SONEGO (CAPOGRUPPO SINISTRA PER PISAPIA -  FEDERAZIONE DELLA SINISTRA)

 

 

Signor Presidente, Lei ci ha invitato poco fa ad un minuto di silenzio per ricordare la morte di Giuseppe La Rosa, un soldato italiano di 33 anni morto due giorni fa in Afghanistan.

In quel minuto ho pensato all’assurdità (per non dire inutilità) di questa ennesima morte.

Ricordo che è il 53° soldato italiano morto durante una guerra (chiamata missione di pace) fatta in nome di alleanze internazionali in assoluto contrasto con l’articolo 11 della Costituzione Italiana.

Ricordiamo tutti che quella guerra è stata la risposta all’11 settembre 2001 e che con il pretesto di dare la caccia a Bin Laden si è creata una forza di invasione di un paese straniero che non ci ha mai minacciato.

Posso dire che le espressioni di profondo cordoglio da parte delle varie autorità non mi convincono? Non sono sola in questo giudizio.

Gino Strada, che sa di cosa parla, ha dichiarato, tra l’altro, “negli ultimi anni di guerra che molti preferiscono chiamare pace  la situazione è notevolmente peggiorata. Molti politici internazionali e anche italiani vengono qui, si fermano solo nelle basi militari, non visitano il paese per rendersi conto di com’è la reale situazione e di come si vive oggi”.

Nel nuovo parlamento sia SEL che il Movimento 5 Stelle hanno presentato delle mozioni per il ritiro dei soldati italiani, ma purtroppo la nostra ministra degli esteri ha dichiarato , proprio ieri, che “il rientro delle truppe in anticipo rispetto alla data prevista del 2014 non è all’ordine del giorno”.

Addirittura il ministro della difesa ha dichiarato che “un’accelerazione finirebbe con l’esporre i nostri uomini a molti rischi. Un conflitto è un conflitto e rimuoverne le ragioni comporta degli oneri”.

Caro onorevole Mauro, sono proprio le ragioni di questo conflitto che nessuno riesce a capire visto che come è evidente non sono quelle di riportare la pace in quel paese.

Il nostro paese con l’impegno di 3034 soldati nella missione ISAF iniziata nel gennaio 2002 ha sacrificato vite umane e sperperato miliardi di euro che sarebbero stati usati con miglior profitto se investiti per risollevare la grave crisi economica del nostro paese.

Ma il fatto ancora più grave è trapelato in questi giorni quando si è saputo che l’Italia si è già impegnata (senza nessun confronto parlamentare) a contribuire militarmente al Resolute Support: la missione Nato che dall’inizio 2015 sostituirà la missione ISAF.

Infatti al termine del vertice interministeriale Nato del 4-5 giugno il segretario della difesa USA ha dichiarato “Apprezziamo gli impegni che altre nazioni stanno assumendo , inclusi gli annunci fatti dalla Germania e dall’Italia secondo i quali assumeranno il compito di nazioni-guida per le aree settentrionali e occidentali”.

Giuseppe La Rosa è morto tre giorni dopo queste dichiarazioni e questo fatto fa pensare.

Sarebbe importante che questo consiglio comunale oltre al cordoglio si esprimesse in un chiaro invito al rispetto della Costituzione che resta alla base della nostra convivenza democratica e penso che il distacco tra i cittadini e le istituzioni che si evidenzia anche nella bassa affluenza ai seggi di questi giorni, forse è dovuto anche alla distanza tra le dichiarazioni e gli atti politici che spesso esulano totalmente da quanto espressamente richiesto dalla nostra carta costituzionale.