Re: chi usa gli ultimi della terra




Sono d'accordo con te, Nando.
Del resto, basterebbe guardare i numeri delle leggi che sono passate e il confronto tra i due poli per vedere che il nostri paese sta morendo per la presenza degli avvoltoi e degli struzzi.
 

Non basta a Berlusconi avere 100 deputati in più alla Camera. La maggioranza continua a sbraitare ma non è affatto forte come dice. Le sorti di Berlusconi sono attaccate a un filo e non c’è sondaggio che possa salvarlo da una rovinosa caduta.

In questa legislatura, cioè in 21 mesi, il Governo è stato battuto 35 volte e lo sarebbe stato anche di più se il Pd non avesse graziosamente concesso le sue assenze in votazioni decisive come lo scudo fiscale o le centrali nucleari; uno passa per 20 voti con 23 assenti nell’opposizione, l’altro vede ben 116 assenze.

Berlusconi continua ad attaccare Fini in modo vergognoso, coi suoi giornali, o continua a rimandare il federalismo, prendendo per il naso la Lega, e tutto quello che ormai fa è imporre leggi per non essere processato mandando a rotoli la giustizia e annullando centinaia di processi, o favorendo i capitali sporchi della mafia e degli evasori, ma questo scempio non può durare all’infinito. Le assenze dell’opposizione sono vergognose (Pd e Udc fanno veramente schifo) e il continuo ricorso ai decreti d’urgenza e alla fiducia quando il paese va a rotoli e l’unica urgenza visibile è quella di B di salvarsi il culo ha stressato ormai tutti, come il suo intento di delegittimare il parlamento o di svuotare di senso Corte dei Conti, Corte Costituzionale, Magistratura e organi locali, ma ha anche disgustato la sequela di inciuci da D’Alema a Veltroni, da Violante a Morando. Basta che all’ennesimo voto di fiducia le assenze o le presenze si distribuiscano in modo diverso e cadrà.

 

La Camera vede:

Pdl 276+Lega 60=336 seggi;  Pd 217+IdV 29=246;  con Udc 36

Senza l’Udc la differenza tra i due poli è di 90, con l’Udc è di soli 54 voti

(poi ci sono altri 12 sparsi)

 

Senato

Pdl 146 +Lega 26 =172;  Pd 119+IdV 14= 103; Udc 3 e altri 11 sparsi

La differenza tra i due Poli è di soli 66  voti

 

Ma se Fini si arrabbia e le assenze le fanno anche i suoi o se il Pd la smette finalmente di avere deputati e senatori che sono dappertutto fuorché in aula, si fa presto a cambiare le sorti.

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E come si dovrebbero leggere le candidature del Pd in Puglia o Lazio?

Se Vendola è stato emarginato grazie a un D'Alema che intende ignorare chi ha il consenso popolare per gestire un proprio candidato, nel Lazio ci troviamo di fronte una Polverini a una Bonino? Che ha che fare la Bonino col popolo della sx? A parte che raccatta solo l'1% del consenso e dunque è destianata a perdere, poi va benissimo se si parla di diritti civili, ma va malissimo se si parla di economia,  di lavoro o di ambiente.

La Polverini tira su voti solo dai fascisti da un sindacato il cui unico scopo è diventare una corporazione filogovernativa come ai tempi del fascismo, fatta solo di yesman (besti vedere il patto per l'Italia) ed è gestita dall'alto con criteri antidemocratici e paternalistici. La Bonino, al di là della sua difesa di encomiabli diritti umani, è sempre stata dalla parte del neoliberismo anche il più efferato, è a favore di ogni sorta di privatizzazione anche dei beni e servizi pubblici, non ha mai speso una parola a favore dell'ambiente o delle energie alternative, né tanto meno su un controllo di sprechi e abusi locali. Come può essere la rappresentante della cosiddetta sx nel Lazio? E con che faccia l'attuale segreteria Pd può negare le primarie per regioni dove non intende minimamente conto dei suoi elettori?

 
Viviana
 

Lerner è un sionista affiliato alle clientele PD, ma stavolta (con il calcolo delle probabilità può succedere) ha fatto il giornalista serio e la sua riflessione è condivisibile. Manca solo una riflessione sul perchè, trattandosi di un "fenomeno" ultradecennale, sia amministratori locali di centrosinistra che i governi di centrosinistra abbiano fatto gli struzzi.

Nando.

----Messaggio originale----
Da: lonanoda at tin.it
Data: 14/01/2010 6.36
A: "economia"<economia at peacelink.it>
Ogg: chi usa gli ultimi della terra

 daEddyburg
 
Chi usa gli ultimi della Terra
Data di pubblicazione: 09.01.2010

Autore: Lerner, Gad

L’inciviltà dei fatti di Rosarno è frutto delle politiche governative e delle organizzazioni criminali: uguali nello sfruttamento dei più deboli. Da la Repubblica, 9 gennaio 2010 (m.p.g.)

Viviamo a Rosarno una pagina oscura della storia italiana. Le ronde criminali scatenate nell´assalto agli africani, le sprangate in testa e le fucilate alle gambe degli immigrati, rappresentano una vergogna di fronte a cui possiamo solo sperare in un moto collettivo di ripulsa morale.
Di quale tolleranza, "troppa tolleranza", parla il ministro Maroni? Ignora forse che da trent’anni l’agricoltura del Mezzogiorno d’Italia si regge economicamente sull’impiego di manodopera maschile immigrata, sospinta al nomadismo stagionale fra Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, con paghe di sussistenza alla giornata, ricoveri di fortuna in edifici fatiscenti, criteri d’assunzione malavitosi, senza la minima tutela sanitaria e sindacale?

Ora non li vogliono più, s’illudono di espellerli come un corpo estraneo dopo che li avevano convocati alla raccolta degli agrumi. Ma è dal 1980 che le colture specializzate meridionali non possono fare a meno delle migliaia di ragazzi africani trattati né più né meno come bestiame. E al tramonto, se la mandria non fa ritorno disciplinato nei recinti abusivi delle aree industriali dismesse, non trova certo istituzioni disponibili a riconoscerne l’umanità. Gli italiani con cui entrano in contatto questi lavoratori senza diritti sono solo di due tipi: i caporali spesso affiliati alla criminalità organizzata; e i volontari di Libera, della Caritas e di Medici senza frontiere. Le forze dell’ordine si sono limitate finora a un blando presidio territoriale per evitare frizioni pericolose con la popolazione locale. Ma l’importante era che il ciclo produttivo non si interrompesse: la mattina dopo il reclutamento ai bordi della strada non subiva intralci.

Chi ha tollerato che cosa, ministro Maroni?
Rosarno era teatro da anni di una conflittualità quotidiana, pestaggi isolati, sfide tra giovanissimi divisi dal colore della pelle ma accomunati da una miseria culturale che li induce a viversi come nemici. Dopo i colpi di fucile che hanno ferito due immigrati, giovedì la furia degli immigrati ha colpito indiscriminatamente la popolazione calabrese. Ieri, per rappresaglia, è scattata la "caccia al nero": disordini razziali che evocano scenari di un’America d’altri tempi. Di nuovo sparatorie a casaccio per terrorizzare i miserabili che hanno osato ribellarsi, insanguinando la Piana di Gioia Tauro dove governano ben altre autorità che non lo Stato democratico.

La riconversione legale dell’agricoltura del Sud implicherebbe, accanto agli investimenti economici, un’opera di civilizzazione che mal si concilia con l’offensiva propagandistica imperniata sulla criminalizzazione del clandestino. Non solo i mass media ma anche i portavoce della destra governativa hanno eccitato, legittimato sentimenti d’ostilità da cui oggi scaturiscono comportamenti barbari, indegni di un paese civile.
Se a Castelvolturno, nel settembre 2008, fu la camorra a sterminare sei braccianti africani, a Rosarno assistiamo a un degrado ulteriore: settori di cittadinanza coinvolti in un’azione di repulisti inconsulta. La chiamata alle armi contro i dannati della terra che certo non potevano garantire – con la sola forza disciplinata delle loro braccia - il benessere di un’area rimasta povera.

Vi sono probabilmente motivazioni sotterranee, indicibili, alla base di questo conflitto. Non tutti i 25 euro di paga giornaliera finiscono nelle tasche dei braccianti illegali. Pare che debbano versare due euro e mezzo agli autisti dei pulmini che li trasportano nelle piantagioni. Si vocifera addirittura di una odiosa "tassa di soggiorno" di 5 euro pretesa dalla ‘ndrangheta. Di certo non sono associazioni legali quelle che pattuiscono le prestazioni di lavoro. Ma soprattutto è chiaro che una relazione trasparente con la manodopera immigrata viene ostacolata, resa pressoché impossibile dalla legislazione vigente.

Altro che pericolo islamico: qui la religione non c’entra un bel nulla. L’Italia dell’economia illegale, non solo al Sud, lucra sulla farraginosità normativa che sottomette il lavoratore immigrato a procedure arbitrarie sia in materia contrattuale, sia nel rilascio del permesso di soggiorno. Quando Angelo Panebianco, sul "Corriere della Sera", asserisce che affrontare il tema della cittadinanza significherebbe "partire dalla coda anziché dalla testa", ignora che restiamo l’unico paese europeo in cui le procedure di regolarizzazione e di naturalizzazione non contemplano alcuna certezza di tempi e requisiti. Assecondando, di fatto, un’informalità di relazioni per cui ai doveri non corrispondono mai i diritti.

Sulla scia di un’analoga iniziativa francese, circola fra gli stranieri residenti in Italia l’idea di dare vita a marzo a una iniziativa forse velleitaria ma dal forte significato simbolico: "24h senza di noi". Che cosa succederebbe se per un giorno tutti gli immigrati si astenessero dal lavoro? Quanto reggerebbe il nostro sistema di vita senza il loro apporto? Farebbero bene, i sindacati, a prendere in seria considerazione questa iniziativa, contribuendo con la loro forza organizzativa al moto spontaneo. Ma prima ancora è l’intero arco delle forze politiche, culturali e religiose che rifiutano la contrapposizione incivile fra italiani e stranieri a doversi mobilitare: l’inciviltà dei pogrom è contagiosa.