Contadinità





Salute!


Più volte mi sono espresso contro coloro che difendono il paesaggio senza aver compiuto nessuno studio preliminare, senza prima aver acquisito una visione completa della situazione. I paesaggisti intervengono per giunta in modo forzoso, senza nemmeno l'umiltà di confrontarsi in un pubblico Forum. Essi, approfittando della fiducia che sono riusciti a strappare a persone perfino meno informate di loro, raccolgono anche migliaia di firme su documenti che vanno contro l'interesse di quegli stessi che lo hanno firmato.

Presento di seguito un intervento che, pur nella sua stringatezza, riesce ad avvicinarsi al quadro di una assurda situazione che vede il movimento progressista, sprovvisto com'è di un ampio progetto coerente coi suoi stessi ideali, darsi quasi sempre la zappa sopra i piedi da solo. Vi prego di confrontarlo coi miei diversi inviti a difendere il sacro diritto di ogni essere umano a vivere sulla propria terra, pur non essendo dotato di quella malefica partita iva che vuole pagare gli stipendi a torme di improduttivi statali controllori.

Danilo D'Antonio




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from: marcochiletti at insiberia.net

Come contadino incazzato, rammento che il comma 
37, art. 2, della Legge 286/2006 - ovverosia la 
'finanziaria 2007' del governo Prodi (l'ultima 
poco prima della sua caduta) - ha apportato una 
modifica /l'Italia unica al mondo/ stravolgente 
ed estremamente significativa dello status di 
<contadinita'>:
un fabbricato rurale può continuare ad essere 
considerato tale esclusivamente qualora il 
soggetto che lo possiede (...) rivesta la 
qualifica di imprenditore agricolo e risulti 
iscritto alla Camera di Commercio.
In altri termini: se 1) sei Imprenditore e 2) 
produci per il Dio Mercato, si riconosce che la 
tua abitazione, dislocata per lo piu' in mezzo 
ai campi e ad essi funzionale (dunque disagiata 
rispetto ai servizi di cui usufruisce il resto 
della cittadinanza) goda, per compenso, di 
determinate agevolazioni fiscali; ma se sei un 
volgare contadino che produce *solo* per 
soddisfare le necessita' primarie per la 
sopravvivenza propria e della sua famiglia 
(senza percio' contribuire alla crescita del 
sacro PIL!) devi iscrivere l'edificio al catasto 
urbano (sic!), per sovrappiu' sborsando, per la 
pratica, decine di migliaia di euro.

E intanto, proprio in questi giorni e' comparso 
per òe strade un manifesto elettorale con lo 
slogan <La Liguria merita piu' lavoro!>

Il sacro <Lavoro> come valore primario della 
Costituzione Italiana, prima della pace o della 
fratellanza o della solidarieta' o, o, o,...


Marco

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RITAGLIO DA:

IL POTERE NON PROPRIO TERRA TERRA
Josè Bové, 3 novembre 2009

Essere contadino non è una professione, non è un 
mestiere. È un modo di vivere. Il sistema 
economico capitalistico ha trasformato milioni 
di americani ed europei in consumatori schiavi 
dell’industria
agroalimentare e dipendenti al 100% dal salario 
che devono procurarsi per riempire dispense e 
frigoriferi. I contadini, che producevano in 
primo luogo per nutrire le proprie famiglie e le 
città e i villaggi dei dintorni, sono scomparsi. 
Scomparsa anche la reale forma di autonomia che 
essi avevano saputo conservare rispetto 
all’economia di mercato, dove tutto si compra e 
si vende. ...

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Danilo termina invitandovi a notare la differenza tra i documenti che si trovano in circolazione tesi a salvare il paesaggio menefregandosene delle persone da quello che è invece il modo corretto di gestire il territorio, salvaguardando tanto questo quanto le persone che hanno tutto il diritto di vivervi:

http://www.hyperlinker.com/change/terra_e_liberta.htm


Se avete firmato un qualche documento a difesa del paesaggio che però se ne frega degli esseri umani, addirittura dimenticandone l'esistenza, fate dunque marcia indietro. Le cose vanno fatte per bene od è meglio non fare nulla. Invitate i promotori delle iniziative in corso a venire qui o su altro pubblico Forum a confrontarsi democraticamente.

Altrimenti quella complessa realtà che essi hanno voluto ignorare li svergognerà fino in fondo.


Terra e Libertà!


Danilo D'Antonio