ripensare l'economia collassata a partire dai beni comuni



da greenreport.it
27/11/2008
 
La biodiversità: bene comune per ripensare l´economia collassata
di Lucia Venturi
 
«Il collasso della finanza impone di ripensare l’economia, a partire dalla biodiversità come bene comune, indivisibile e inalienabile». Con queste parole Mario Capanna, presidente della Fondazione dei diritti genetici ha aperto stamani i lavori del V congresso internazionale dedicato al tema della biodiversità intrecciata con i beni comuni.
«Riducendo la biodiversità, erodendola soprattutto negli ultimi 200 anni grazie al dominio devastante del profitto – ha denunciato Capanna - abbiamo impoverito colture e culture, alterando a un livello parossistico, mai raggiunto prima, la coesistenza delle compatibilità di vita del pianeta, fino al rischio estremo dei mutamenti climatici».

Ha poi citato Capanna il rapporto redatto dagli scienziati dell’Ipcc, ricordando come da quel consesso emerga in maniera unanime sia la diagnosi (i mutamenti climatici sono prodotti per circa il 90% dalle attività umane, ovvero dall’attuale modello di sviluppo a produzione distruttiva), che la cura (sono indispensabili tre rivoluzioni: la rivoluzione delle coscienze, la rivoluzione dell’economia, la rivoluzione dell’azione politica). «La ricomposizione e il ripristino della biodiversità e la sua difesa totale – ha proseguito dunque Capanna - sono il presupposto per le tre rivoluzioni da loro raccomandate».

Nel suo intervento, il presidente della Fondazione ha anche affrontato il tema del legame tra biodiversità ed economia. «Ora che la finanza collassa, che il Wto (casa dell’accordo Trips sui diritti di proprietà intellettuale) è nella palude, che il neoliberismo palesa i suoi risultati catastrofici, si apre l’occasione per un ripensamento generale dell’economia e del suo ancoraggio alle basi materiali che lo alimentano. A partire dalla diversità biologica».

Quindi la biodiversità come chiave di lettura dello sviluppo, in agricoltura come in biologia, nell’economia come nella società e per una volta esperti di discipline diverse si confrontano su questo tema affrontandolo in tutti i suoi molteplici aspetti, mettendolo al centro della riflessione della necessità di cambiare modello di sviluppo.

«La crisi finanziaria e gli eventi di questi ultimi mesi rovesciano il paradigma della sostenibilità definito dai riduzionismi – afferma in una anticipazione del suo intervento di oggi l’economista Leonardo Becchetti, che spiega - Di fronte a questa impostazione “tolemaica” esiste oggi un fronte sempre più nutrito di scienziati “copernicani” che mettono in luce le aporie e le contraddizioni del riduzionismo».
La benedizione al tema del congresso è arrivata anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, che in un messaggio inviato a Capanna ha scritto che «La varietà della vita è un valore primario per un equilibrato sviluppo del pianeta».