il prezzo del riso e dei creali continuerà a salire, la fame pure



da carta.org
 
Il prezzo del riso continuerà a salire
Enzo Mangini
[11 Aprile 2008]

L'aumento del prezzo dei cereali di base e del riso mette in tensione i governi di molti paesi del sud del mondo. L'allarme non è destinato a rientare.
In Egitto il presidente Hosni Mubarak fa molta fatica a convincere i suoi cittadini-sudditi che la situazione tornerà presto alla normalità. Il mercato nero del Cairo e delle altre città fa affari d’oro. La farina calmierata e il pane a prezzi imposti spariscono rapidamente dai forni della metropoli egiziana. Il contrabbando impazza. Ad Haiti, dall’altra parte del mondo, l’Onu non riesce a contenere le proteste contro il caro-vita e contro la fame. Situazione simile in altri paesi, dall’Africa subsahariana all’Asia meridionale, lungo tutta la «cintura del riso», quella vasta fetta dove il riso è l’alimento principale, soprattutto delle fasce sociali più deboli. Il riso è l’alimento base per tre miliardi di persone. L’allarme è destinato a durare. L’ultimo rapporto dell’International rice research institute [Irri], diffuso venerdì, dice che la tendenza all’aumento del prezzo continuerà per tutto il 2008 e probabilmente anche oltre. Nell’ultimo anno, secondo l’Irri–che ha sede nelle Filippine–il prezzo del riso è cresciuto di oltre il 70 per cento. Sushil Pandey, ricercatore dell’Irri spiega così l’aumento ai cronisti dell’emittente britannica Bbc: «Lo squilibrio tra la domanda di lungo periodo e l’offerta è chiaramente visibile nella diminuzione degli stock, che è in corso da molti anni–dice Pandey–Stiamo consumando molto più di quanto riusciamo a produrre e la ricerca per aumentare la resa dei terreni è molto indietro».
A spingere verso l’alto da domanda di riso sono, secondo il rapporto dell’Irri, diversi fattori. L’aumento del potere di acquisto delle classi medie delle economie asiatiche emergenti, come la Cina, l’India, il Vietnam, ha causato un consumo maggiore e più concentrato. I cambiamenti più drammatici sono avvenuti sul lato dell’offerta. Il modello alimentare delle classi medie emergenti dei paesi asiatici punta su un maggior apporto di carne e prodotti lattieri, il che ha spinto a ridurre la produzione di riso a favore di prodotti più redditizi. Inoltre vaste zone agricole sono state perse a causa dell’espansione delle città e dell’aumento degli insediamenti industriali, ma anche per l’inquinamento e i cambiamenti climatici. In India, per esempio, secondo l’Irri, la resa dei suoli è peggiorata negli ultimi tre anni a causa dei pesticidi e anche se nel colosso asiatico [secondo produttore mondiale] non ci sono ancora i segni della crisi, il prezzo è già aumentato del 20 per cento. Il risultato dell’azione di tutti questi fattori è che molti paesi sono stati costretti a immettere sul mercato le scorte strategiche, di solito usate per far fronte a carestie localizzate. Infine, il cattivo tempo fuori stagione, come le inondazioni in Bangladesh e Indonesia e il freddo in Cina e Vietnam ha ridotto la produzione. La risposta dei governi è stata di cercare di tagliare le esportazioni per rifornire il mercato interno. Solo che le esportazioni rendono meglio e la restrizione improvvisa, dopo anni di politiche agricole orientate verso l’export, non è facile da attuare.
Non sono solo cause «naturali» a spingere il prezzo del riso e di altri alimenti di base. Gli investimenti in agrocombustibili stanno sottraendo terreno alla produzione alimentare umana e animale, ma, poiché i mercati scommettono sul continuo rialzo dei prezzi, ci sono anche manovre speculative sui mercati mondiali. L’aumento del prezzo delle azioni delle grandi multinazionali alimentari corrisponde, a livello locale, al classico accaparramento che aumenta l’effetto carestia. Chi può accumula riso in previsione di ulteriori aumenti del prezzo. India, Cina e Vietnam, tre dei maggiori produttori mondiali di riso, hanno già emanato direttive per ridurre le esportazioni. E i paesi importatori, come le Filippine, l’Afghanistan e il Bangladesh hanno già subito l’effetto del rialzo del prezzo: meno riso per i cittadini e a un prezzo molto più caro.