Lettera aperta a Beppe Grillo



Spett. Redazione,
 
La preghiamo di pubblicare la seguente lettera aperta a Beppe Grillo, relativamente al "Vaff...Day".
 
Grazie fin d'ora e distinti saluti.
 
Yvan Rettore

Gruppo Sociale Progressista
 
"Lettera aperta a Beppe Grillo
 
Oggi, siamo venuti ad uno dei tanti tavolini allestiti in occasione del "Vaff...day".
Riteniamo che, pur essendoci sicuramente buona fede ed impegno nello svolgere simili attività, queste risultanto assolutamente inutili sul piano politico e sociale.
Infatti, al di fuori di un certo impatto mediatico e di una certa sensibilizzazione (comunque marginale) nei confronti di alcune tematiche del nostro tempo, non provoca, né potrà mai provocare quei cambiamenti politici e sociali che la gente comune richiede in silenzio da tanto, troppo tempo.
Passata la giornata odierna, fatta di tante chiacchiere, cosa resterà?! Una bella esperienza e nulla più!
Lo stesso dicasi della raccolta firme relativa alla vostra proposta di legge, i cui contenuti sono senz'altro condivisibili, ma che oltre a non provocare un radicale miglioramento delle condizioni di vita delle gente comune, non sarà manco considerata da questa classe politica. Ammesso e non concesso che riuscirete a raggiungere il fatidico traguardo delle firme necessarie alla sua presentazione, cosa crede che succederà poi? Una bella kermesse mediatica davanti ai palazzi del potere (cosa peraltro nemmeno scontata!) e poi questa bella proposta finirà ad ammuffire negli archivi sotterranei dell'ente preposto, col disinteresse totale di coloro che dovrebbero rappresentare il popolo sovrano.
Un esempio? La proposta di legge sulla responsabilità politica presentata dal Partito Umanista nel secolo scorso è finita dimenticata in uno di questi archivi. E se non lo sa già, ve lo diciamo noi, che si tratta di una proposta che andrebbe a modificare in senso sicuramente più profondo e rivoluzionario il modo stesso di fare politica in questo paese per il solo fatto che permetterebbe al popolo sovrano di licenziare i propri rappresentanti in caso di mancato rispetto dei propri impegni assunti in campagna elettorale o di inadempienza nel proprio operato.
Lei fu invitato già in quel periodo ad adoperarsi per incitare la classe politica ad avviare quantomeno una discussione su questa proposta di legge e come lei anche diversi altri esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, Quale fu la risposta? Silenzio assoluto!
Al di là di tutto questo, ribadiamo che ciò che state facendo, non è fare politica, perché il tutto si risolve in un puro fenomeno mediatico senza alcuna ripercussione sul piano sociale e politico.
Fare politica, Signor Grillo, è attivarsi concretamente in un gruppo costituito da persone di buona volontà, partendo dalla gente comune (quella che lavora, che fa sacrifici ogni giorno e che fatica a far quadrare i conti ogni mese!), lavorando sulle loro problematiche reali e cercando di unire le loro singole aspirazioni in un movimento fatto di azioni forti e coinvolgenti che permettano di cominciare a dare una svolta ed una tendenza diverse in questa società in cui il precariato e l'eliminazione crescente dei diritti di ognuno di noi stanno diventando una regola oltre che una pratica costante ed apparentemente inarrestabile.
Perciò, se vuole fare davvero politica, la invitiamo Signor Grillo a contattarci quanto prima, perché noi è proprio in questa direzione che vogliamo andare.
Altrimenti, tutto ciò che avrà realizzato finora e che continuerà a fare in futuro, pur se in buona fede, rischierà non soltanto di rimanere effimero, ma anche di diventare un elemento di folclore mediatico e nulla più. Ne vale la pena secondo lei?
 
Auguri di ogni bene.
 
Yvan Rettore
 
Gruppo Sociale Progressista



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