come sostenere il risparmio energetico



da ecodallecittà.it
giovedi  27 maggio 2004

Solarexpo, come sostenere il risparmio energetico?
Spunti e resoconto dal nostro inviato
di Antonio Montinaro

Dal 20 al 22 Maggio si è tenuta a Vicenza, nei padiglioni della Fiera, la
quinta edizione di SOLAREXPO, Mostra e Convegno internazionale su energie
rinnovabili, generazione distribuita e architettura sostenibile.
L'affluenza del pubblico e degli espositori ha segnato un grande successo
rispetto all'edizione precedente, e nel programma convegnistico sono stati
affrontati i problemi fondamentali alla base delle difficoltà della
diffusione delle fonti rinnovabili.
Le tecnologie, ampiamente esposte, mostrano come dal punto di vista tecnico
e tecnologico gli strumenti siano maturi per un massiccio utilizzo anche in
Italia, ma allora dove nascono i problemi? I costi: alcune tecnologie, prima
fra tutte il fotovoltaico, sono ancora molto costose per via di alcune
peculiarità tecniche ma soprattutto per l'assenza di un mercato degno di
questo nome che possa muoversi senza i criteri assistenzialistici del
sostegno dei finanziamenti statali. Il quadro normativo e legislativo:
alcune regole non sono ancora state definite anche se a breve il Ministero
delle Attività Produttive darà un quadro certo e definitivo, si tratta del
passaggio dai finanziamenti in conto capitale ai finanziamenti in conto
energia.

Incentivi sì, incentivi no. Come sostenere il risparmio energetico? Parlano
gli addetti ai lavori.
Il SOLAREXPO di Vicenza è stato un momento di confronto oltre che di
esposizione. Di confronto sulle tendenze generali delle fonti rinnovabili,
sulle modalità di sostegno da parte dei vari soggetti pubblici all'
attivazione di un vero mercato del risparmio energetico. Da tempo sono allo
studio del governo misure di finanziamento per chi, pubblico, impresa o
privato, voglia utilizzare tecnologie per la produzione di energia a basso
impatto ambientale. Non che fino ad ora siano mancati interventi di sostegno
pubblico alle rinnovabili o al risparmio energetico, ma queste modalità sono
considerato ormai da tutti gli addetti ai lavori non idonee per un nuovo
mercato delle tecnologie.
Lo Stato, le Regioni e le Province concedono finanziamenti il più delle
volte in conto capitale per chi vuole installare dei pannelli solari sulla
propria abitazione o azienda, ma questo meccanismo pare ormai insufficiente
per vari motivi: innanzitutto i bandi a singhiozzo fanno innalzare il numero
di interventi solo in occasione dell'uscita del bando, quindi dalla chiusura
alla sua riapertura il mercato stagna nell'indifferenza di tutti; poi, il
finanziamento, utile sicuramente, coprendo il più delle volte una parte
della spesa sostenuta per realizzare l'impianto non premia l'alta
produttività dell'impianto stesso, perché più grande è la taglia dell'
impianto maggiore sarà il finanziamento, e l'aspetto più importante è avere
più finanziamenti pubblici possibili: si arriva al paradosso che per avere
più soldi di contributo, si facciano impianti smisurati al fabbisogno
effettivo.
La tendenza è quella di attivare dei meccanismi per cui venga finanziata,
pagata e comprata dai grandi distributori di energia elettrica l'energia
realmente prodotta da un impianto con fonti rinnovabili, quindi ad emissioni
zero. Questo comporterà impianti più efficienti e una continuità del
guadagno che ogni singolo micro-produttore di energia potrà avere. Il tutto
accompagnato da un sistema che obbliga i distributori di energia ad
avvalersi di titoli, certificati, acquisibili su un apposito mercato con i
quali si controbilanciano le emissioni di gas climalteranti dei loro
impianti. Quindi se il grande produttore di energia con fonti tradizionali
non produce una quota di energia da fonti rinnovabili dovrà acquistare
questi titoli da chi l'energia pulita invece la produce.

Ai convegni di Vicenza tali questioni sono venute fuori negli interventi dei
vari addetti ai lavori, formatori, rappresentanti delle aziende produttrici
di tecnologie pulite, associazioni.
Durante il convegno dal titolo "Promozione, Innovazione e nuovi mercati per
il solare termico" Sergio D'Alessandris, di Assolterm (Associazione Italiana
Solare Termico, associazione delle aziende produttrici di tecnologie per il
solare termico) dopo aver fatto il punto della situazione sulla diffusione
del solare termico in Italia e i confronti con il resto d'Europa, ha esposto
le politiche di successo che altri paesi o regioni dell'Europa hanno
adottato per sviluppare il loro mercato. Germania, Austria, Spagna e
Trentino Alto Adige hanno scelto la strada degli incentivi finanziari per
arrivare ad essere i paesi con le percentuali di pannelli installati più
alte del continente. Agli incentivi, alcune città della Spagna, hanno
affiancato, per le nuove costruzioni, l'obbligatorietà (Barcellona) di
installare sui tetti pannelli solari per la produzione di acqua calda
sanitaria. In Grecia ha funzionato benissimo una forte campagna
pubblicitaria di Pubblicità Progresso.
Quindi Assolterm sembra molto favorevole alla presenza di incentivi
finanziari che possano avviare un mercato stabile delle rinnovabili.
Tipologia di incentivi? Conto capitale o sistema di bandi aperti, cioè
sportelli continui di finanziamento.
Luciano Barra, del Ministero delle Attività Produttive, ha parlato delle
intenzioni del governo per quanto riguarda il passaggio dalla modalità di
finanziamento in conto capitale al conto energia, proponendo l'entità dell'
incentivo per l'energia termica prodotta dai pannelli solari, intorno ai
200?/tep (tonnellata di petrolio equivalente), valutando il risparmio annuo
di energia termica prodotta con fonti rinnovabili variabile fra 0,065 e 0,26
tep/mq di pannello installati, variabile secondo la fonte energetica
sostituita. Queste misura saranno presto rese effettive.
Pochi pannelli sui tetti, di chi è la colpa? Secondo Mario Gamberale, del
Ministero delle Attività Produttive, la colpa è delle istituzioni e delle
imprese. Il Libro Bianco delle Fonti Rinnovabili prevedeva che al 2010 in
Italia ci dovessero essere 3 milioni di metri quadri di panelli installati:
risultato impossibile, ai tassi attuali di crescita delle installazioni! Di
più: se fosse stata applicata correttamente la Legge 10/91 quegli obiettivi
sarebbero stati forse raggiunti, con un numero di nuovi edifici di circa
250.000 all'anno. Dimostrazione che il finanziamento in conto capitale ha
funzionato sì come ossigeno per le imprese produttrici ma non ha innescato
nessun mercato duraturo. In conclusione il Ministero tenderà a non emettere
più finanziamenti a fondo perduto, spenderà tutto in comunicazione sulle
fonti rinnovabili (e sul risparmio energetico, si spera), sostegno al
sistema di certificazione e controllo del risparmio energetico, promozione
di piani comunali con misure obbligatorie. I vecchi bandi di finanziamento?
Alle regioni e alle province che hanno la facoltà di farlo.
Gaio Croci, del Circolo Solartermia, è pienamente d'accordo con l'idea di
una massiccia campagna di comunicazione per la diffusione delle tecnologie
pulite al posto dei finanziamenti a fondo perduto per interventi spot.
La Provincia di Torino, per bocca di Silvio Denigris, ha attribuito la buona
riuscita delle sue politiche energetiche ad un mix di formazione a vari
livelli coinvolgendo le associazioni di categoria, di sostegno alla
progettazione di interventi di risparmio energetico, di incentivi alla loro
realizzazione e di forte pubblicizzazione dei risultati ottenuti.

MICROGEN - LA GENERAZIONE ELETTRICA DIFFUSA PER LA SICUREZZA DELLA FORNITURA
E L'EFFICIENZA ENERGETICA

Oltre ogni aspettativa, sono stati più di 200 i partecipanti al primo
convegno in calendario nella Solarexpo 2004 dedicato al microgen. Si tratta
di un successo reale quanto inaspettato, sul fronte di una tecnologia che è
da molti considerata "ibrida" nel mondo delle rinnovabili, a causa del suo
stretto legame con i combustibili tradizionali.

"La microcogenerazione si basa su un principio molto semplice - ha
commentato Gian Battista Zorzoli, chairman del convegno - che è quello di
sfruttare gli impianti non solo per l'energia elettrica che possono
produrre, ma anche per il loro carico termico, che trova numerose
applicazioni, da quelle sanitarie a quelle industriali. E' risaputo infatti
che il calore, a differenza dell'energia elettrica, non è traportabile e per
questo motivo la microgenerazione trova il suo terreno più adatto
all'interno di strutture che necessitano di energia termica per svolgere le
loro funzioni: piscine, aziende sanitarie, ospedali così come anche
condomini e centri commerciali".
"Il governo sta cercando di incentivare l'utilizzo di tecnologie che
ottimizzino la resa energetica e riducano le dispersioni - ha spiegato
invece Mario Gamberale, del Ministero dell'Ambiente - e con questo obiettivo
si sta modificando la normativa al fine di favorire l'erogazione di altri
fondi, oltre a quelli già esistenti. A guidare le scelte politiche non è
soltanto l'interesse per la co-generazione, ma una chiara volontà di
sostituire il finanziamento su progetto ad un finanziamento sulla produzione
di Kilowattora verdi da retribuire con una tariffa fissa. In questo modo,
piccoli e grandi impianti collegati alla rete possono reimmettere l'energia
non utilizzata e recuperarla sotto forma di sconto sulla bolletta
successiva".
Una ulteriore riprova delle indiscusse potenzialità di sfruttamento del
microgen è stato anche il tipo di pubblico in gran parte costituito, più che
da ambientalisti o sostenitori delle rinnovabili, da imprenditori e
produttori di impianti di cogenerazione su piccola scala. Agli interventi
dei relatori è infatti seguita una tavola rotonda che ha dato spazio sia
alle strutture che promuovono la ricerca (quali l'Università La Sapienza di
Roma, il Gifi, il Cesi e la Federazione Italiana Produttori Energie
Rinnovabili), sia alle aziende italiane attualmente più intraprendenti in
questo settore: da Berica Impianti Energia, a Baxter e European Power
System. Il dibattito, che ha coinvolto numerosi partecipanti, ha sollevato
numerose problematiche, prima tra tutte quella degli incentivi, una
problematica questa che troverà spazi e contenuti più ampi nel convegno di
domani mattina sullo sviluppo del solare fotovoltaico e le modalità di
inventivazione.