smog: tre milioni di morti



da repubblica di martedi 24 settembre 2002
 
  
Rapporto dell'Oms: il 5 per cento della mortalità
dipende dall'aria. In 8 città italiane 3.500 vittime
Smog, l'allarme è mondiale
tre milioni di morti l'anno
di ANTONIO CIANCIULLO


ROMA - Ogni venti persone che muoiono una è uccisa dallo smog.
L'inquinamento atmosferico, prodotto in larga parte dal trasporto, fa tre
milioni di vittime l'anno: tre volte più degli incidenti stradali. Il dato
è contenuto in uno studio dell'Organizzazione mondiale di sanità (Oms) e
conferma una ricerca condotta in Italia: nelle 8 principali città lo smog
costa ogni anno la vita a 3.500 persone.

"All'indagine italiana si è aggiunta ora una ricerca molto recente su tutta
l'Europa che convalida il dato: il 5 per cento della mortalità totale
dipende dai veleni contenuti nell'aria", spiega Roberto Bertollini,
coordinatore Oms per la ricerca in Europa. "Nel vecchio continente le
vittime annuali dell'inquinamento atmosferico sono almeno 100 mila. Il
settore trasporto è responsabile del 55-70 per cento del danno globale
prodotto dallo smog: le quote restanti vanno attribuite al riscaldamento e
alle industrie".

La denuncia è stata ripresa in un articolo firmato da Bernie
Fischlowitz-Roberts e apparso sul sito dell'Earth Policy Institute (il
centro studi presieduto dall'ecologo Lester Brown) che ricorda anche altre
analoghe ricerche. Ad esempio uno studio pubblicato sulla rivista "Lancet"
valuta in 40 mila morti l'anno il costo dell'inquinamento atmosferico in
Francia, Svizzera e Austria. Negli Stati Uniti le vittime sono 70 mila, una
cifra equivalente alla somma dei morti per cancro al polmone e alla
prostata e decisamente superiore a quella delle vittime di incidenti
stradali (40 mila).

Le preoccupazioni maggiori sono legate alle polveri sottili (quelle sotto i
dieci micron di diametro): penetrano all'interno degli alvei polmonari
causando irritazione e trasportando in profondità sostanze tossiche e
cancerogene come il benzene. In particolare potrebbe essere ancora
sottostimato il ruolo delle più minute di queste particelle, quelle sotto i
2,5 micron di diametro su cui l'Oms sta completando un'indagine. "Quando
s'inala particolato sottile e ozono alle concentrazioni abituali nelle
grandi città", scrive Bernie Fischlowitz-Roberts, "le arterie si
restringono e quindi si riduce l'afflusso di sangue e ossigeno al cuore.
L'ozono e il particolato hanno effetti negativi pure a livelli molto bassi".

Anche dal punto di vista economico le ricadute sono pesanti. Secondo
l'istituto di Lester Brown, alla sola provincia canadese dell'Ontario lo
smog costa un miliardo di dollari l'anno in ricoveri ospedalieri, visite
mediche e assenze dal lavoro. In Cina si arriva al 5 per cento del prodotto
interno lordo.

"Per ridurre questo rischio bisognerebbe ridurre il traffico: ma si va in
direzione opposta", commenta Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di
Legambiente. "In Italia ci sono 103 macchine per ogni chilometro di strada,
contro le 65 della Germania, le 57 del Regno Unito e le 29 della Francia.
Per le metropolitane la classifica funziona al contrario: l'Italia è ultima
con 122 chilometri, contro i 330 della Francia, i 531 del Regno Unito e i
717 della Germania".