energie rinnovabili e' il momento della crescita



da affari e finanza

 
 
RAPPORTO / ENERGIA lunedi 08 Luglio 2002 
 
 Le previsioni parlano di un decennio di grande sviluppo. 2002, stanziati
altri 54 milioni di euro

Rinnovabili, è il momento della crescita

GIULIO DI PALMA

Per anni, è stata la Cenerentola dei paesi industrializzati. Ora, sulle
"rinnovabili" anche l'Italia sta velocemente recuperando posizioni. Negli
ultimi tre anni, ad esempio, il fotovoltaico è cresciuto al ritmo del 38%
l'anno. Nel 2000, precisano al ministero dell'Ambiente, sono stati prodotti
288 megawatt: il 45% dalle industrie giapponesi, il 26% da quelle
statunitensi, il 21% da quelle europee. Ragion per cui, secondo le stime
del ministero, è ragionevole prevedere un intero decennio di crescita
vertiginosa che consentirà a questa tecnologia di raggiungere la piena
competitività senza incentivazioni pubbliche. Per ora, infatti, non c'è
rinnovabile senza contributo pubblico: ingente, visto che copre il 70%
della spesa, ma difficile da ottenere visto che le domande hanno superato
di tre volte la disponibilità.
Per il 2002, comunque, governo e Regioni hanno stanziato altri 54 milioni
di euro. Recentemente, ad esempio, il ministero ha selezionato quattro
impianti fotovoltaici ad alta valenza architettonica cui destinare 1,6
milioni di euro: l'ospedale Meyer di Firenze, una scuola di Rovigo, un
centro sportivo a Trevignano e il palazzetto dello sport di Imperia.
«L'eolico afferma Altero Matteoli, ministro dell'Ambiente il solare, il
geotermico, le fonti rinnovabili in genere costituiscono una fonte di
produzione di energia che ha ancora un'incidenza marginale nel panorama
italiano. Il ministero sta lavorando per aumentare il peso di questa
energia a basso impatto sull'ambiente. Il programma dei tetti fotovoltaici,
ad esempio, i penitenziari polarizzati (il programma che, dopo la fase
pilota nel carcere di Rebibbia, prevede la realizzazione di 3 mila metri
quadrati di collettori solari termici in cinque anni destinati alla
produzione di acqua calda sanitaria nei penitenziari italiani, ndr), i
programmi per fornire le piccole isole con energie alternative e altri
progetti in corso perseguono questo fine. Oggi, comunque, l'Italia non è
piazzata male: è infatti terza nel mondo per quanto riguarda la geotermia,
quinta per il fotovoltaico e sesta per l'eolico. Inoltre, anche
l'introduzione dei certificati verdi può rappresentare un nuovo meccanismo
di incentivazione dell'elettricità prodotta dalle fonti rinnovabili».
L'obiettivo dell'Unione Europea è un milione di sistemi fotovoltaici
installati nel 2003 (650 mila in Europa, il resto nei paesi in via di
sviluppo). La Germania da sola occuperà metà di questo mercato anche grazie
al successo del programma "100 mila tetti solari". L'Olanda punta ad avere
250 megawatt nel 2007, la Spagna si sta attivando seriamente anche grazie
alla decisione della Bp di installare nella penisola iberica uno dei più
grandi impianti del mondo (60 megawatt) che dovrebbe entrare in produzione
verso la fine dell'anno. «Sul biodiesel, invece, è stata innalzata a 300
mila tonnellate/anno la quota che può essere prodotta e distribuita senza
accise. Per facilitarne la diffusione, è stato firmato un protocollo
d'intesa tra ministeri, enti locali, mondo industriale e mondo agricolo. E
particolare attenzione viene prestata anche ai biocarburanti».
Una delle frontiere più promettenti per le rinnovabili, infine, sta
nell'accoppiata sole più vento per servire le aree non coperte dalla rete
elettrica. In Italia, per ora, i progetti sono mirati alle piccole isole:
un ambiente in cui, per i costi del trasporto del combustibile,
l'abbinamento rappresenta un'ottima opportunità.