un patto di programma fra societa' civile e governo



da vita.it

 
   
 
 
  
  Lunedì, 21 gennaio 2002
   
 
 
Forum Terzo settore e Ong scrivono a Berlusconi

di Redazione (redazione at vita.it)

19/01/2002    
 
 
 
 
Una lettera aperta per proporre un "patto di programma che permetta di di
consolidare il rapporto tra la società civile e gli organi di governo del
nostro Paese" 
 
 
 
 
Egregio Signor Presidente, 


Lo scenario internazionale profondamente mutato a seguito degli ultimi
tragici avvenimenti che hanno sconvolto la comunità internazionale, ci ha
spinto una volta di più a riflettere, valutare e confrontarci sul ruolo che
le Associazioni di società civile e le ONG svolgono per la costruzione di
un futuro di giustizia e di convivenza pacifica tra i popoli portandoci ad
adottare un documento condiviso su "L'impegno politico del Forum sulle
principali questioni internazionali". 
La profonda convinzione che solo con una piena partecipazione dei cittadini
e delle loro organizzazioni nella elaborazione delle politiche dei
rispettivi Paesi si possa perseguire questo comune obiettivo, si coniuga
con la comprovata volontà delle nostre organizzazioni di rendere
disponibile l'enorme patrimonio di esperienza accumulato in decenni di
lavoro al fianco delle popolazioni dei Paesi dei Sud del mondo e di
avanzare proposte qualificate verso l'individuazione di politiche
rispettose dei diritti di tutti e di una maggior giustizia sociale. 
Nella consapevolezza che sia dovere di ogni buon governo promuovere e
tutelare gli interessi diversificati dei cittadini dei rispettivi Paesi,
non possiamo non sottolineare come oggi sia più che mai urgente ed
irrinunciabile riporre una altissima priorità nella cooperazione allo
sviluppo ed nella solidarietà internazionale. Una cooperazione allo
sviluppo che sia realmente parte integrante e criterio di orientamento
della politica estera del nostro Paese e della Unione Europea, e strumento
principe nella lotta al terrorismo e nella costruzione di una pace
duratura, così come ribadito nel dibattito politico che ha fatto seguito ai
fatti dello scorso settembre nel nostro Parlamento come a livello delle
istituzioni internazionali. La legislazione vigente in materia nel nostro
Paese, necessita una urgente riforma che consenta, in continuità degli
obiettivi di solidarietà in essa espressi, l'individuazione di strumenti e
meccanismi che valorizzino appieno la soggettività delle organizzazioni e
delle associazioni del terzo settore e della cittadinanza attiva del nostro
Paese e rendano possibili attività di cooperazione allo sviluppo adeguate
ai nuovi scenari internazionali. Chiediamo una politica estera efficace nel
rispondere ai diritti delle popolazioni dei Sud del mondo ed incisiva nel
far fronte allo scandalo della povertà che ancora rende schiavi centinaia
di milioni di donne e di uomini del pianeta. 
La fame, il degrado ambientale e l'eccessivo sfruttamento delle risorse
naturali, il commercio delle armi, il debito estero ed i paradisi fiscali,
le speculazioni finanziarie, la tratta delle persone, lo sfruttamento del
lavoro minorile, le discriminazioni razziali e religiose, sono alcuni degli
scandali che all'alba del terzo millennio la comunità internazionale ha il
dovere di sradicare dal pianeta, senza distogliere l'attenzione dalla
altrettanto necessaria azione per il consolidamento dei tessuti democratici
e dei sistemi di garanzie sociali già presenti in alcuni Paesi. Al tempo
stesso, questi sono alcuni degli ambiti nei quali le nostre organizzazioni
hanno da decenni investito la disponibilità e la professionalità delle
centinaia di migliaia di persone che partecipano e condividono il lavoro
quotidianamente svolto al servizio dei poveri, degli oppressi e degli
emarginati. 
La straordinaria sequenza di appuntamenti internazionali che cadenzano i
prossimi mesi e che coinvolgeranno i Governi e le società civili nella
definizione di politiche e azioni volte a concretizzare soluzioni
sostenibili alle grandi problematiche di questo momento fondamentale per la
costruzione di nuove relazioni tra la comunità internazionale, ci portano a
riaffermare con decisione la nostra fiducia nel ruolo e nelle funzioni che
devono svolgere le Nazioni Unite. Il sostegno ad un sistema ONU riformato
alla luce di una maggiore efficienza e democraticità deve essere un
obiettivo prioritario per la politica estera del nostro Paese. 

Tutto ciò impone un rinnovato e deciso impegno del Governo affinché vengano
allocate le risorse economiche ed umane necessarie al fine di rendere
concrete le volontà politiche spesso reiterate. La legge finanziaria per
l'anno 2002 recentemente approvata dal nostro Parlamento, infatti, non
sembra corrispondere con misure adeguate all'impegno richiesto ad un Paese
come l'Italia inserito nel novero dei Paesi ricchi, ponendolo in una
situazione di palese inferiorità, in quanto a destinazione dei fondi, nei
confronti della media degli altri Paesi donatori. 

Signor Presidente, è a partire dalle considerazioni sinteticamente sopra
esposte che ci rivolgiamo a Lei, anche nella veste di Ministro degli Esteri
ad interim, per richiedere con forza che ci venga garantito un ambito
istituzionale nel quale poter proseguire il confronto ed il dialogo che da
sempre abbiamo dimostrato di saper mantenere con il Governo ed in
particolare con il Ministero degli Esteri. 
Come Lei sa, abbiamo proposto a questo, come ai precedenti governi, un
“patto di programma” che vorremmo poter approfondire e discutere al fine di
consolidare ulteriormente il rapporto tra la società civile e gli organi di
governo del nostro Paese. 

Sappiamo di poter contribuire in maniera significativa, politicamente e
professionalmente qualificata alla individuazione delle scelte che il
nostro Paese dovrà compiere nei prossimi mesi. 
Contiamo sulla disponibilità del Governo da Lei presieduto affinché le
istanze da noi rappresentate e quelle di cui ci facciamo portavoce trovino
una attenta valutazione nel comune obiettivo della costruzione di un futuro
di pace, e di giustizia per tutte le donne e tutti gli uomini del pianeta. 

Sergio Marelli 
Presidente Associazione delle Ong 
Giampiero Rasimelli Edo Patriarca 
portavoce Forum