R: [ecologia] A rischio la completa tracciabilità dei rifiuti



Ho un’esperienza diretta sul SISTRI, e una considerazione, sicuramente controcorrente.

 Sono un responsabile ambientale di un’azienda manifatturiera del napoletano; siamo certificati ISO 14001. I ns. rifiuti speciali sono da sempre uno degli aspetti fondamentali e più complessi del sistema di gestione. Differenziamo in totale circa 13 codici CER, ma quelli di più grande quantità sono fondamentalmente 5; di essi; solo due vanno a riciclo.

Abbiamo come da legge sempre operato tramite i formulari cartacei e nel tempo, abbiamo ridotto i quantitativi di rifiuti, obiettivo di miglioramento aziendale.

L’azienda ha 120 dipendenti (non so per quanto) ed ha utilizzato finora, per la gestione rifiuti, 2 persone (fisse) e 3 a tempo parziale. Con l’avvento del SISTRI, al quale siamo ovviamente iscritti, abbiamo immediatamente constatato la complessità delle operazioni da compiere; la piattaforma SISTRI non ha mai funzionato (anche durante il famoso click day).  

Fin qui l’esperienza; ora il parere.

La tracciabilità, a mio parere, è fondamentale per un sistema che voglia con semplicità raccogliere i dati sulla movimentazione dei rifiutii; farla attraverso i formulari esistenti è indubbiamente più antiquato. L’ISPRA e le camere di commercio stilano (più o meno annualmente) le sommatorie dei quantitativi. Volendo potrebbero indicare anche i siti di sversamento. Ma è questo il problema?

 

E’ ovvio che non sono questi i dati sensibili che i più credono che con il SISTRI uscirebbero fuori!

Ma vi chiedo: siete proprio sicuri che chi voglia commettere illegalità le dichiari al SISTRI?.. (perché con il SISTRI si comunica solo in tempo reale ai NOE quello che ora si comunica con i formulari, ed ossia che i miei rifiuti stanno andando in un sito).

Vi pare mai possibile che così si risolva il problema del controllo del territorio?

A mio parere, con un sistema del genere, non si è fatto altro che arricchire qualcuno e realizzare uno specchietto per le allodole per dimostrare la lotta alle ecomafie.

Le imprese, quelle serie, sono sicuramente le uniche che hanno pagato e pagheranno per il SISTRI, insieme a tutti i cittadini.

 

Antimo Di Martino


Da: ecologia-request at peacelink.it [mailto:ecologia-request at peacelink.it] Per conto di Alessandro Marescotti
Inviato: venerdì 19 agosto 2011 10.11
A: news at peacelink.it; ecologia at peacelink.it
Oggetto: [ecologia] A rischio la completa tracciabilità dei rifiuti

 

Le norme estive anti-ambiente colgono di sorpresa anche i ministri...

«Gravissima l'inaspettata norma contenuta nella manovra che cancella il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. Un vero e proprio regalo alle ecomafie», attacca in serata il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

Secondo il ministro il sistema Sistri «avrebbe consentito il controllo e la movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese che rappresentano l'80% di quelli prodotti. La tracciabilità dei rifiuti è un obbligo comunitario e tutti sanno che l'attuale sistema cartaceo consente frodi e abusi e non è in grado di fornire in tempo reale, tanto al ministero dell'Ambiente quanto alle forze dell'ordine, un quadro della movimentazione dei rifiuti. I dati nazionali disponibili hanno un ritardo di due anni».

Altre info su http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=40488&sez=HOME_INITALIA&npl&desc_sez