Re: [ecologia] Dialogo sulla dieta naturale dell’uomo: “Cosa significa oggi essere vegetariani?”



Salve a tutti,

sicuramente i problemi della salute, dell'ambiente, della società ecc.
non derivano tutti dal consumo di carne, su questo non ci sono dubbi; ma
alla radice di questi problemi c'è la "mentalità" del mangiatore di
carne medio. Di colui/colei che compra al supermercato un prodotto (non
più un essere vivente la cui vita è stata sacrificata per gli umani)
come un qualsiasi altro oggetto inanimato. Ci sono bambine e bambini che
alla domanda:"da dove viene la carne" rispondono con la loro innocente
spensieratezza:"dal supermercato"; ci sono ragazze e ragazzi che forse
nella loro vita non vedranno mai una mucca dal vivo (qui in Italia forse
è difficile, ma nei paesi più "industrializzati" succede di frequente);
che grazie alla pubblicità della Milka davvero pensano che esistano
mucche (che poi si chiamano vacche) viola.
Il pensiero che c'è dietro un mangiatore di carne medio è quello dettato
dalla nostra società consumista, e cioè di consumare tutto e subito,
anche se non ne esiste la necessità.

Il fatto di mangiare carne di per sè non è da colpevolizzare (da un
punto di vista prettamente ambientalista ed ecologista, _non_
animalista!), ma tutta l'entourance che vi sta dietro sì. L'apatia e
lìindifferenza nell'acquistare un prodotto, proveniente da allevamenti
intensivi, che pompano gli Animali di steroidi, ormoni, antibiotici e
medicamenti, provocano delle reazioni a catena che distruggono questo
nostro unico mondo. I mangimi degli Animali allevati nell'EU sono fino
al 40% OGM (!), provengono da zone del mondo dove prima vi sorgevano
foreste ed ecosistemi incontaminati, adesso invece lì sorgono immensi
campi di soia o mais geneticamente modificati (della Monsanto o altre
multinazionali) che sfruttano sia la terra sia il lavoro degli umani che
vivono in quelle zone. Gli stabilimenti di allevamento non solo non
rispettano la vita Animale, ma neanche quella umana, infatti pur di
risparmiare non si spendono soldi in impianti di purificazione, si
distrugge l'ambiente pur di far posto ai pascoli (o a giganteschi
capannoni dove verranno stipati gli Animali), con gli antibiotici dati
preventivamente e gli altri medicamenti avviene una selezione naturale
di virus e batteri altamente pericolosi e difficili da combattere. Tutti
questi animali ammassati insieme rendono la propagazione di malattie, a
volte pericolose anche per l'uomo, molto più veloce e difficile da
contenere, soprattutto se si tratta di malattie con un lungo tempo di
incubazione prima che compaiano i sintomi.
E la lista continua all'infinito.

La soluzione è la consapevolezza, e chi prende la decisione di seguire
una dieta vegetariana, non è per forza obbligato a svilupparla. La
scelta di vita vegetariana dovrebbe comprendere anche una serie di
riflessioni che portino ad una maggiore presa di coscienza del fatto che
come consumatori *noi tutti* siamo in grado di influenzare l'andamento
economico, morale, politico e sociale di questo mondo.
Chi non mangia carne, ma prende la macchina per percorrere anche solo
qualche chilometro in una bellissima giornata estiva, che gusta in un
Fast-Food una bella insalatona gigante, che lascia accesa televisione,
stereo e computer per andare a comprarsi sigarette e alcol
all'hypermegasupermercato (in macchina, naturalmente), è a mio avviso
una persona disgustosa per non dire altro. Ho avuto la possibilità di
conoscere persone che pur essendo vegetariane nel senso stretto del
termine, continuavano a comprare vestiti in cuoio, che quindi vivevano
il loro essere vegetariani solamente come una qualsiasi altra dieta
onnivora.
Ci sono persone che mangiano carne una volta a settimana o ogni due (ma
veramente non più spesso!), attenti all'ambiente, al risparmio
energetico, ell'ecologia ecc., che vivono in maniera più sostenibilee
più consapevole dei vegetariani appena descritti.

Vorrei aggiungere che a parer mio (come del resto tutto il testo, sono
troppo pigro per voler ricercare fonti che sostengano le mie tesi,
prendetele come mere opinioni) il numero di vegetariani "inconsapevoli"
è uguale o minore degli onnivori "consapevoli". Anche perchè, alla fine,
spiluzzicando di qua e di là, chiudendo un occhi alle piccole abitudini
(distruttive) quotidiane la consapevolezza degli onnivori va a farsi
benedire. Le vegetariane e i vegetariani dimostrano già di poter
compiere grandi sforzi a nome di una causa giusta, e quindi è *più
probabile* (ma non scontato) che cambino anche il loro modo di vivere.
Le conclusioni di Caterina

> insomma ci sarebbe bisogno di una rivoluzione globale sul nostro stile di vita

sono l'unica soluzione possibile che porti a migliorare il mondo.

Vorrei infine concludere con una frase che penso esista da secoli, e che
ognuno spero si faccia propria:"Per cambiare il mondo, bisogna cambiare
se stessi"

Cordiali saluti

0023842


.

circolo.vegetariano at libero.it ha scritto:
> Caro Paolo, vorrei provare a scriverti qualcosa su quello che penso (???) riguardo a  ciò  che scrive Franco Libero Manco nella lettera che hai pubblicato dopo il mio stralcio.... ( http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/04/28/lessenza-del-vegetarismo-ovvero-come-agricoltura-ed-allevamento-naturale-si-trovano-daccordo-con-la-dieta-vegetariana/ )
>
> Mi sembra un po' esagerato dire che tutti i problemi della salute umana derivano dal consumo di carne! Egli cita come esempi la mucca pazza, i vitelli agli estrogeni, il pesce al mercurio, ecc. A parte che facendo un giro negli ospedali si può appurare che l'uomo si ammala per ben altre cose che non il consumo di carne: inquinamento atmosferico, abuso di farmaci, vita troppo stressante e poca attività fisica, cause dei problemi cardio-vascolari, alimentazione eccessiva in tutto,  troppa carne magari,  anche, ma anche troppi zuccheri, troppo alcool, troppo fumo. 
>
> I morti per morbo della mucca pazza si contano in poche unità, ma quanti sono quelli che muoiono per incidenti stradali o incidenti sul lavoro? I problemi che l'uomo può avere consumando carne o altri prodotti di origine animale, a lungo andare, non dipendono tanto dal consumo di carne in sé ma dal fatto che l'uomo a volte usa sostante vietate nell’allevamento (ormoni) o sostanze che non sono vietate ma non vengono usate correttamente  (farmaci) o nelle carni vanno a finire sostanze dannose che provengono dall'inquinamento ambientale....... quindi è l'uomo che è un "cattivo" amministratore dell’ambiente, non è specificatamente l’ingestione della carne che lo è.....  insomma ci sarebbe bisogno di una rivoluzione globale sul nostro stile di vita (tu mi sembri un bell'esempio) ....... chissà come sarà il mondo anche solo fra 50 anni! 
>
> Ciao e grazie,  Caterina Regazzini
> ……………..
>
> Hai perfettamente ragione, cara  Caterina, infatti Franco Libero  a volte si esprime come un  “talebano” vegetariano.... ma siccome io sono sincretico, capisco le sue ragioni ed anche le tue, ed ho rapporti  epistolari con lui e con te.  Io personalmente non mangio carne dal 1973 e debbo dirti che ne ho trovato un grande giovamento, mi rendo però conto delle difficoltà insite in questo “riaggiustamento”  del corpo umano. Il fatto è che i nostro organismo si “adatta” a digerire ed assimilare proteine etc. dalla carne  e lo fa  attraverso la creazione di appositi enzimi digestivi.  Dopo anni che lo stomaco si è “adattato” ad assorbire dalla carne i nutrienti necessari (un po’ come succede per lo zucchero raffinato che dopo lungo consumo vizia lo stomaco sino al punto che poi risulta molto difficile l’assorbimento degli zuccheri dalla frutta, etc.)  ci vuole pazienza nel riprendere pian piano l’abitudine alimentare giusta, ovvero ridurre la carne ed i prodotti di origine animal!
>  e a non più del 10% del totale cibo assunto.  Comunque è vero che  secondo le latitudini il consumo di carne e suoi derivati è più o meno accentuato, e qui dovremmo fare una digressione sul tipo di alimentazione seguita in Italia per migliaia di anni dai nostri padri…. 
>
> Sono comunque dell’opinione che ognuno deve ritrovare per sé stesso il suo equilibrio, io non voglio forzare nessuno, nemmeno i miei figli sono strettamente vegetariani,  mangiano poca carne, questo sì,  ma lo fanno in modo rispettoso… Ad esempio mio figlio Felix, che vive anch’egli qui a Calcata (e malgrado la sua giovane età, è del 1984, ha già due   bambini, un maschio ed una femmina), coltiva l'orto, lavora manualmente ed alleva animali che di tanto in tanto uccide con le sue mani... Questo mi sembra un atteggiamento “ecologico”, anche se io personalmente  non potrei farlo, per mie caratteristiche psichiche, ma non ci vedo nulla di anormale nella sua vita e nemmeno vedrei nulla di strano nella vita degli uomini moderni se sviluppassero un rapporto  meno  indifferente verso gli animali.  
>
> Non mi piace che le persone deleghino al macellaio l’uccisione  e poi vadano al supermercato ad acquistare  cadaveri confezionati…. Mi sembrano però ragionevoli le tue obiezioni sulla salute e sulle cause di morte e malattia, spesso vedo che parecchie persone sollevano  gli stessi dubbi... ed è importante chiarire i vari punti senza eccedere da un lato o dall'altro...  Sostanzialmente, secondo me,  il problema subentra quando si  ignora l’ecologia del corpo umano oppure quando si diventa vegetariani per motivi "etici"  e conseguentemente  si assume un atteggiamento  da credente religioso, in entrambi i casi  è difficile mantenere un'equanimità di giudizio…. Si resta fuorviati dal concetto etico e morale del vegetarianesimo spinto oppure si continua a non considerare qual è la vera  struttura anatomica del corpo umano… l’uomo è un animale frugivoro come le altre scimmie antropomorfe, i suini, gli orsi, etc. 
>
> Il 1° maggio, primo giorno dei festeggiamenti per il XXV anniversario del Circolo,  sono venute diverse persone a trovarmi.  Due professori che avevano letto di noi da qualche parte, hanno avviato un discorso  sul vegetarismo, più o meno nei termini del discorso che stiamo facendo adesso,   ne abbiamo parlato passeggiando, senza enfasi alcuna, infatti  ritengo importante affrontare questo tema con spirito laico...  questo perché  penso che ognuno deve sviluppare le proprie opinioni e scelte senza coercizioni di sorta (né da una parte né dall’altra).
>  
> Son contento dell’occasione che mi hai dato di approfondire il dialogo sulla dieta naturale dell’uomo.  
>
> A dopo, Paolo  D’Arpini 
> www.circolovegetarianocalcata.it  
>
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> --
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