La VIA "massonica" al rigassificatore di Taranto



Siamo tutti caduti dalle nuvole nell'apprendere che la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) relativa al rigassificatore di Taranto è "passata" senza che neppure sapessimo quando e dove consultarla.

Ci hanno considerato dei minchioni e come tali ci hanno trattato.

Ma, attenzione, qui si rompono i rapporti di fiducia e di credibilità.

La lettura dell'articolo di Michele Tursi sul Corriere del Giorno di oggi
("Rigassificatore, nessuna obiezione" http://italy.peacelink.org/tarantosociale/articles/art_15978.html) getta un'ombra sull'operato delle istituzioni e sul "sabotaggio" (compiuto non so da chi ma compiuto da qualcuno) di ogni forma di cittadinanza attiva e trasparenza su una questione così delicata come quella del rigassificatore e del suo impatto ambientale.

La cosa è così grave che mando in copia questo messaggio anche a Guglielmo Minervini, Assessore alla Trasparenza e alla cittadinanza attiva della Regione Puglia, e a Pietro Giacovelli, assessore alla trasparenza della Provincia di Taranto.

C'è una cosa che mi ha fatto riflettere. Nonostante fossero scaduti i termini, Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, è andato in Regione per vedere un po' questa VIA un po' "massonica" e così ben nascosta. Cosa ha scoperto?

- che la VIA è composta di 7 faldoni;
- che essi non erano stati neppure dissigillati (ossia in Regione non li avevano neppure sfogliati); - che, una volta dissigillati, essi non contenevano il CD-ROM per rendere "portatile" la consultazione, dato che non si possono portare a casa 7 faldoni.

La cosa me l'ha riferita l'ottimo Franco Zerruso di Legambiente che si è subito attivato per capire come mai gli ecologisti e i cittadini in generale sono stati tenuti all'oscuro della Valutazione di Impatto Ambientale.
Commenti? Spiegazioni? Giustificazioni?

Alessandro Marescotti
Cell. 3471463719