Re: incontro No-Tav 13/12/05



>Perché Torino deve essere NO-TAV
>
>martedì 13 dicembre 2005
>ore 20,30
>presso il Centro "El Barrio"
>strada Cuorgnè 81, Torino
>
>La lotta della Valle di Susa ha assunto un significato più generale,

Ottimo! Forse allora le seguenti considerazioni potrebbero non essere fuor di luogo:



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La risposta definitiva alla TAV
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Quanto sta accadendo in Val di Susa dimostra la complessiva incapacità di fare un pur piccolo, microscopico passo avanti in relazione alla comprensione reale di un problema ed al reperimento della sua soluzione ottimale.

Da una parte c'è un governo che vuole ad ogni costo la TAV, dall'altra vi è un grande, ormai manifestamente enorme, movimento di persone che non la vuole. Ebbene: ci vuol tanto a farsi domande appropriate, che non contemplino il caso specifico, d'interesse locale, bensì un'intera, organica visione delle cose, ed a darsi risposte chiarificatrici e di conseguenza risolutive?

La domanda principe, direi imperativa, è: perchè la TAV?

La risposta, probabilmente almeno in parte in buona fede, è: perché la TAV è un elemento strategico importante per cercare di mantenere il nostro Paese ai primi posti nel complessivo ordine economico mondiale.

La successiva domanda a questo punto dovrebbe essere: e con ciò? non possiamo retrocedere, magari dando un buon esempio di come si possa decrescere felicemente?

La relativa, probabilmente per lo più sincera, risposta sarebbe: NO! Altrimenti facciamo una brutta fine. Il buon esempio lo si potrebbe forse provare a dare se la situazione non fosse grave, così come in effetti è. Se indugiamo anche un solo momento, se lasciamo che gli altri Paesi acquistino un vantaggio rispetto a noi, ci ritroveremo nei guai più seri, e non si tratterà solo di minor lussi per i più ricchi, bensì avremo in breve tempo da patir tutti tristi, molto tristi, conseguenze.

Trovate che questo ipotetico dialogo potrebbe realmente avvenire? Se sì, perchè non fare allora un ulteriore piccolo sforzo mentale e concepire una risposta appropriata da dare ad un governo che, tutto sommato, pur male che si sta comportando come sua pessima tradizione, pur incapace di avere una sola idea buona, sta cercando in fin dei conti, come meglio sa e può, e cioè nel modo peggiore possibile, di preservarci da un futuro ben più brutto del presente?

Quale potrebbe essere la risposta? Come si può fare a risolvere questo problema planetario, in cui tutti i Paesi si ritrovano ad essere al contempo vittime e carnefici?

Di risposta, probabilmente, ce n'è una sola: il problema, quello vero, effettivo, che genera tutti gli altri problemi, anche quello della TAV, è globale, affligge un intero Pianeta. E la risposta a questo problema non può quindi che essere globale, planetaria anch'essa.

I Governi dei Paesi più sviluppati hanno il dovere di concentrare le proprie energie nella stipulazione di patti indissolubili, patti che ci conducano ad una pace di concezione e livello di molto superiori a quella che finora abbiamo potuto immaginare e perseguire. Tali patti dovranno necessariamente comprendere norme di autocontenimento economico, demografico e tecnologico.

Occorre adoprarsi affinchè ogni Paese, di concerto, si doti di mezzi costituzionali per autodisciplinarsi in modo da mantenere entro livelli moderati ciò che altrimenti, inevitabilmente, condurrebbe ad uno straripamento massiccio, foss'anche dapprima solo commerciale o culturale, nei territori altrui.

Occorre istituire, con estrema urgenza, apposite norme e commissioni internazionali che stabiliscano i livelli dei vari tipi di sviluppo raggiungibili da ogni Paese e con obiettività tengano sotto controllo i livelli raggiunti.

Perchè la pace, così come oggi concepita, non è più sufficiente nè sicura, ed occorre immaginare i modi per raggiungere una pace più profonda, più solida e tenace. 

Ve la sentite, amici Progressisti, amici che dichiarate ad ogni istante di desiderare e perseguire un mondo diverso, un mondo migliore, di fare questo piccolo salto di paradigma?

E voi governi ottusi, che dichiarate di perseguire il bene dei vostri popoli, ve la sentite di accettare e dichiarare la situazione per quella che è, nella sua tragica realtà?

Ve la sentite tutti di impegnarvi nella concretizzazione di quell'unica misura di sicurezza che può farci uscire definitivamente, con un successo garantito su tutti i fronti (perchè si tratta di una questione fondamentale, alla base di ogni altro problema), dalla situazione per ora di stallo ma presto di scacco matto globale in cui ci siamo cacciati ed in cui stiamo, ahinoi, per finire?

Invito gli esperti in tecniche per la risoluzione dei conflitti ad occuparsi della questione TAV e di tutte le altre come questa: è l'opportunità più grande della vostra vita, ed anche di quella di noi tutti!


Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonia
Via Fonte Regina, 23
64100 Teramo - Italy


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NOTAV V1.3 - 36/12/09