Ancora un lavoratore morto per incidente nella galleria TAV del Carlone (FI)



Associazione di volontariato Idra

Tel. e fax 055.233.76.65; e-mail: idrafir at tin.it; web:
http://associazioni.comune.firenze.it/idra/inizio.html;
http://idra.dadacasa.supereva.it/

COMUNICATO STAMPA      Firenze, 1.2.'03

NEI CANTIERI TOSCANI DELLA TAV, RECENTEMENTE "PREMIATI" DALL'EUROPA IN
MATERIA DI SICUREZZA, SE N'E' ANDATO UN ALTRO LAVORATORE DEL SUD.

Muore a Careggi nove giorni dopo il grave incidente in galleria all'arco
rovescio il carpentiere Giovanni Damiano, 42 anni, della provincia di
Benevento, sposato, con due figli.

E' il secondo operaio morto nella galleria "inaugurata" da Carlo Azeglio
Ciampi il 20 febbraio 2001, quando era costruita ancora solo per metà
(tutt'oggi largamente incompiuta). Non fu possibile in quella occasione al
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del cantiere, circondato da
un nutrito stuolo di dissuasori, raccontare al presidente della Repubblica
i motivi della grave sofferenza fisica, sociale e morale che i lavoratori
deportati dal Sud nel Mugello della TAV vivono tutti i giorni. Era un
giorno di "festa obbligata": guai a sciuparla! Il presidente Ciampi non
risulta aver mai risposto neppure alle lettere aperte inviategli in quella
e in altre circostanze dai lavoratori, dall'associazione di volontariato
Idra e dalla cooperativa Medicina Democratica.

Ancora una volta Idra esprime oggi tutta la propria indignazione civile per
l'ennesimo "infortunio mortale annunciato", che si somma ai tanti altri che
costellano la Grande Opera per antonomasia.

Forse domani i sindacati indiranno un'ora di sciopero. Una "prassi" che
potrebbe ormai quasi essere scritta sul contratto di lavoro di queste
centinaia di fratelli che dal Sud e da tutti i Sud d'Italia sono costretti
a emigrare per sopportare i rischi e l'umiliazione del "ciclo continuo"
nelle viscere dell'Appennino.

Questo il triste elenco delle altre cinque vittime dell'Alta velocità
ferroviaria fra Firenze e Bologna.

10 aprile 2001 Assuntina Spina, residente in Via Puccini a Sesto Fiorentino
(FI), 84 anni, ha perso la vita agganciata da un camion che usciva da uno
dei cantieri dell'Alta Velocità ferroviaria in costruzione fra Firenze e
Bologna.

Prima di lei, il 26 giugno 2000, ancora una volta sulla strada, moriva in
località Ponte Nuovo a Calenzano (FI) Giorgio Larcianelli, 53 anni, di
Scandicci, lui stesso camionista: trasportava terra per i cantieri
dell'Alta Velocità, di ritorno dalle cave del Mugello.

Le altre tre vittime sono lavoratori delle gallerie TAV.

Il 31 gennaio 2000, nel tunnel di Vaglia (FI), al Carlone, è morto Pasquale
Costanzo, 23 anni, elettricista di Petilia Policastro (Crotone), impiegato
da due mesi nell'Alta Velocità.

Il 1 settembre 2000 moriva invece nel cantiere della galleria TAV di
Monghidoro un operaio, Pietro Giampaolo, 58 anni, originario della
provincia di Chieti, schiacciato dalle ruote di un camion in retromarcia.

Il 5 gennaio 2001 moriva nel cantiere TAV FT2 di Sesto Fiorentino (FI)
Pasquale Adamo, 55 anni, di Quarto (NA), sposato e padre di tre figli,
stritolato dalla coclea di un posizionatore allâimbocco della galleria di
Monte Morello, a Quinto.

Ma il 29 novembre 2001 anche la tratta TAV Milano-Bologna ha conosciuto la
sua prima vittima. Nel cantiere CEPAV della TAV vicino Villa Dallari, sulla
strada per Campogalliano, a Modena, Francesco Minervino, 57 anni,
dipendente della Modena Scarl, è stato travolto da unâescavatrice che stava
procedendo in retromarcia allâinterno del cantiere.

E il 22 febbraio 2002 un grave incidente è occorso a Franco Marrazzo,
elettricista di 24 anni, ancora di Petilia Policastro, caduto da un
ponteggio nella galleria di Morticine (Comune di Scarperia, Mugello).