SOS ambiente rivolto al Quirinale.



SOS ambiente rivolto al Quirinale.
 www.wwf.it

Gli ambientalisti chiedono un incontro sui Disegni di Legge che scardinano
la tutela ambientale.
Per Natale il Governo prepara un regalo ad inquinatori e costruttori
abusivi: nessun controllo turberà più le loro attività illecite. Il Governo
la chiama semplificazione e nel pacco-dono ha inserito anche grandi
infrastrutture "finalmente libere" dall'ostacolo della Valutazione di
Impatto Ambientale. Magari saranno inutili o pericolose, l'importante è che
si facciano in fretta e senza controlli.

Questi i risultati paradossali che spingono il Senato ad accelerare sui
disegni di legge presentati dal Governo per la cosiddetta emersione del
lavoro nero e per la legge obiettivo (DDL 373-374).

Il WWF Italia, Italia Nostra, il FAI ed il Comitato per la Bellezza hanno
chiesto un incontro urgente al Presidente della Repubblica Ciampi ed al
Presidente del Consiglio Berlusconi per denunciare le gravissime
ripercussioni ambientali delle nuove norme. Nelle lettere, sottoscritte da
Fulco Pratesi, Desideria Pasolini dall'Onda, Giulia Maria Mozzoni Crespi e
Vittorio Emiliani, si chiede di approfondire temi "che sono stati visti più
sotto il profilo degli interessi economici e delle produzioni che non per l'
interesse pubblico della tutela e della salvaguardia". Le associazioni
sollevano anche dubbi di ordine costituzionale per la dichiarata volontà del
Governo di introdurre con legge delega una amnistia dei reati ambientali
(seppur quelli cosiddetti formali o di pericolo, cioè di prevenzione); dubbi
anche sulla conformità delle direttive europee sulla Valutazione d'Impatto
Ambientale e sullo Smaltimento dei rifiuti. Preoccupazione anche per le 220
associazioni non governative riunite sotto Europa Nostra che dagli altri
paesi della Comunità seguono con apprensione questo processo di
deregulation.

Le ragioni degli ambientalisti, raccolte in 10 brevi risposte realizzate con
l'aiuto dei Magistrati Gianfranco Amendola e Maurizio Santoloci, sono
consultabili su internet all'indirizzo www.italianostra.org/DecalogoNero o
www.wwf.it.

"Questi provvedimenti evidenziano la non conoscenza delle questioni
ambientali, ma il Governo non è disponibile al confronto" ha dichiarato
Gaetano Benedetto, responsabile dei Rapporti Istituzionali del WWF "Abbiamo
chiesto di documentare come sia possibile in materia ambientale abrogare
obblighi formali senza esporre a pericolo il territorio, i beni naturali, la
salute: nessuna risposta da parte del Governo. Parlano di semplificazione ma
preparano la deregulation. Questo Governo è ancora legato al cemento ed al
consumo del territorio: su risanamento, restauro e messa in sicurezza del
territorio non ha il più vago progetto. Si parla di opere pubbliche con la
stessa impostazione degli anni '60, con capitali privati e con concessioni
ultratrentennali".

"Il nuovo esecutivo sembra chiudere gli occhi di fronte all'immenso valore
del nostro paesaggio - ha dichiarato Vittorio Emiliani, Presidente del
Comitato per la Bellezza - Se si dichiara di voler essere attenti all'
economia e allo sviluppo non si dovrebbero allora dimenticare i 25 mila
miliardi di fatturato e i due milioni di occupati che gravitano intorno al
turismo. Qualcuno ancora pensa che tutelare le bellezze italiane non sia
economicamente vantaggioso?".

"Ci si chiede perche' un Governo che vorrebbe rappresentare una rottura col
passato abbia scelto come esordio in Parlamento la presentazione di un
condono-amnistia in materia di lavoro nero e di reati ambientali - ha
dichiarato l'avvocato Ezio Antonini, consigliere del FAI - Se si tratta per
esplicito riconoscimento di adempiere ad una promessa elettorale, perche'
ripagare in modo cosi' frettoloso e prioritario categorie come gli evasori
fiscali e previdenziali, gli inquinatori ambientali, i costruttori
insofferenti dei vincoli urbanistici e simili?".



Ecco in sintesi cosa chiedono i disegni di legge sotto accusa:

Settore Infrastrutturale: IL GOVERNO CHIEDE CARTA BIANCA

In tema di infrastrutture il Governo chiede delega a "riformare le procedure
per la V.I.A" ma senza precisare i criteri; chiede, inoltre, nuove procedure
semplificate per l'approvazione di "varianti migliorative" ai progetti senza
definire alcun limite, ad esempio, in termini di aumento di volumetria o
modifica dei tracciati. Falsa la relazione introduttiva che parla di blocco
trentennale delle opere pubbliche. E falsi i dati sulla Valutazione d'
Impatto Ambientale che nel nostro Paese ha dato esito positivo nell'82% dei
casi e che - per obbligo comunitario - deve rimanere procedura separata da
quella amministrativa e politica. .



Settore Edile: EDIFICI STORICI SOTTRATTI ALLE SOPRINTENDENZE E CONSEGNATI AL
BRICOLAGE

Il Segretario Generale di Italia Nostra, Gaia Pallottino, giudica pericolosa
la liberalizzazione delle ristrutturazioni di immobili: "Non si riconoscono
forme di tutela per gli immobili di interesse storico, che potranno essere
demoliti o modificati con una semplice dichiarazione di inizio attività, in
contrasto con il Testo unico sui Beni Culturali. Una norma pericolosa,
inoltre, per l'incolumità pubblica: si autorizza la costruzione di volumi
aggiuntivi senza valutare le pessime condizioni del patrimonio edilizio
italiano."

Settore Rifiuti: SMANTELLATI I CONTROLLI, LE ECOMAFIE RINGRAZIANO

Dal 1991 la UE ha l'obiettivo di controllare i rifiuti "dalla culla alla
tomba". A questo servono i registri e le autorizzazioni che il governo
Berlusconi ha deciso di sopprimere, a beneficio delle imprese. "Scompare, ad
esempio, l'obbligo di comunicare quanti rifiuti, inclusi quelli pericolosi,
sono stati prodotti in un anno: lo Stato non sara' piu' in grado di
verificare se un'azienda ha smaltito legalmente i propri rifiuti poiche'
mancheranno i dati sulla corrispondenza tra quelli prodotti e quelli
smaltiti. Uno schiaffo alle imprese che agiscono legalmente con prevedibili
i danni all'ambiente e alla salute pubblica" ha dichiarato Gianfranco
Amendola, consigliere del WWF Italia e di Italia Nostra.

IN ALLEGATO: IL "DECALOGO NERO" SUI NUOVI DISEGNI DI LEGGE 373-374

Roma, 26 luglio 2001

Ufficio Stampa WWF Italia - tel. 06-84497377 o 329-8315725
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