commoner:bush andra' avanti anche senza ue



da boiler.it di lunedi 4 giugno 2001

dal corriere della sera Lunedì 4 Giugno 2001 
 
 
L’INTERVISTA

Commoner: Bush andrà avanti anche senza la Ue


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE 
NEW YORK - «Un eventuale cambiamento della politica ambientale italiana
sarebbe un tradimento. Noi, qui in America, contavamo sull’aiuto degli
europei per far pressione sul presidente Bush, persuadendolo a ratificare
il protocollo di Kyoto». Parla Barry Commoner, 84 anni, lo scienziato
«verde» americano considerato uno dei padri del movimento ambientalista
moderno. «Adesso la palla passa agli altri governi europei illuminati -
spiega - che debbono perseguire nello sforzo per reclutare il maggior
numero possibile di adesioni pro-Kyoto». 
Come giudica la svolta dell’Italia? 
«La colpa è dei vostri politici, anche di sinistra, che non hanno spiegato
con sufficiente chiarezza che sarà la gente comune a pagare il prezzo più
devastante dell’effetto serra. E così l’opinione pubblica sottovaluta i
rischi ambientali, illudendosi che siano lontani, remoti». 
E invece? 
«Invece il surriscaldamento atmosferico ha già cambiato in maniera
drammatica le condizioni meteorologiche. E condizioni meteorologiche
avverse, come hanno dimostrato le catastrofi degli ultimi anni, possono
uccidere, devastare intere economie e creare sofferenze e dolore. La
spiegazione è fin troppo elementare. Le condizioni meteorologiche sono
determinate dall’energia che la Terra riceve dal Sole. E più questa energia
cresce, più gli eventi atmosferici si fanno drammatici: venti più forti,
aria più calda e più fredda». 
Un problema che riguarda tutti. 
«Proprio così. La prossima volta che l’Italia sarà devastata da
un’alluvione o da uno smottamento la gente saprà chi sono i veri
responsabili». 
Perché Berlusconi potrebbe dire no al protocollo di Kyoto? 
«Perché è un uomo che sposa istintivamente le cause più conservatrici. Il
governo Bush, e penso anche quello di Berlusconi, ritengono di avere un
mandato dalle corporation che li appoggiano. In realtà molte di queste, tra
cui le multinazionali assicurative, hanno fatto analisi accurate che
mostrano come l’effetto serra avrà un costo economico devastante per tutti,
loro incluse. Oggi anche molte multinazionali petrolifere hanno effettuato
una svolta ambientalista. Nessun leader, anche di destra, può permettersi
di invertire le lancette dell’orologio su un obiettivo progressista
mondiale». 
Come cambia adesso la strategia americana? 
«Bush andrà avanti per la sua strada da solo, come se nulla fosse, forte
del sostegno delle lobby petrolifere che l’hanno messo al potere. Il
sostegno di Berlusconi o Aznar non cambierà di una virgola la sua
posizione. Non dimentichiamoci che la politica italiana qui in America è
invisibile. Se Berlusconi voleva ottenere il favore della nuova
amministrazione, spalleggiandola, si sbaglia». 
Cosa ci riserva il futuro? 
«La gente capirà la posta in gioco e sia qui che in America tornerà ad
eleggere governi pro-ambiente. Perché non possiamo permettere agli
interessi miopi della politica di uccidere i nostri figli». 
 
Alessandra Farkas