WWF: UE tenta di sovrasfruttare il mare



WWF: l'UE tenta di sovrasfruttare ulteriormente le risorse ittiche Senegalesi
Fonte: WWF International http://panda.org/news
Traduzione di Fabio Quattrocchi mailto:FABIOCCHI at Genie.it
10 Aprile 2001
 
Gland, Svizzera - Il tentativo dell'UE di aumentare l'accesso alle risorse ittiche delle acque territoriali Senegalesi, gia' ampiamente sovrasfruttate, minaccia la loro sopravvivenza e la possibilita' di sfruttarle in maniera sostenibile. La mossa scorretta della Commissione contraddice la linea politica dell'UE.
 
Claude Martin, direttore generale del WWF international, ha scritto al commissario europeo Fischler affermando "La commissione europea conosce benissimo gli effetti devastanti delle risorse ittiche mal sfruttate, tant'e' che anche le acque europee hanno avuto molti problemi dovuti al sovrasfruttamento. E' inconcepibile pensare che la Commissione usi le tasse dei contribuenti per esportare questa pratica di pesca insostenibile nelle coste, gia' minacciate, dell'Africa Occidentale."
 
Ogni anno, l'UE spende circa 270 milioni di euro per aggiudicarsi i diritti di pesca nelle acque di altri paesi, gran parte dei quali Africani. Questo porta denaro nelle casse statali di quei paesi, ma in realta' i pagamenti sono spesso molto piu' bassi del vero valore di mercato del pesato totale, e quindi e' sempre l'UE che ci guadagna. L'attuale accordo tra UE e Senegal finisce nel Maggio 2001, e il prossimo round di negoziati comincera' il 20 Aprile 2001 a Brussels. Accordi simili fatti con Mauritania e Guinea Bissau stanno per finire presto, ma la Commissione li rinnovera'. I negoziati dovrebbero stabilire le quote pescabili in base alle valutazioni di pesca sostenibile attualmente disponibili, ovvero tutto il contrario di quello che sta tentando di fare l'UE.
 
Secondo Claude Martin i punti di partenza per gli accordi con i paesi in via di sviluppo dovrebbero essere l'uso sostenibile delle risorse ittiche e la loro conservazione, non gli interessi di breve termine dell'Unione. Il Green Paper formulato dalla Commissione, e pubblicato un mese fa, ambisce esplicitamente a sfruttare le risorse del mare nei paesi poveri, ma senza minacciare lo sfruttamento sostenibile delle risorse stesse.
 
Il WWF crede che l'Unione Europea dovrebbe ora passare dalle parole ai fatti. Lo sfruttamento sostenibile delle risorse marine portera' benefici sia all'Europa che all'Africa occidentale.