[Disarmo] A Palermo il 12 e 13 novembre la conferenza sulla Libia - la proposta di un altersummit



Il giorno mer 3 ott 2018 alle ore 12:39 Alfonso Navarra < alfiononuke at gmail.com> ha scritto:

Tullio Filippone su Repubblica del 2 ottobre 2018

L'incontro fra i leader dei Paesi del Mediterraneo annunciato dal ministro degli Esteri Moavero: presente forse un esponente del governo Tobruk 

  La conferenza internazionale sulla Libia si svolgerà a Palermo e adesso si conoscono le date: lunedì 12 e martedì 13 novembre. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Enzo Moavero al Senato. La scelta del capoluogo siciliano non è casuale: “Palermo è un importante città italiana vicina allo scenario libico”, ha detto il ministro degli Esteri, ricordando che è stata scelta una città del Mediterraneo, sul quale l’Italia ha una proiezione geografica, storica e politica naturale che le assegna un ruolo di primo piano per la stabilizzazione del Paese nordafricano. 
Sicuramente in Sicilia saranno invitati tutti gli attori più importanti, sia a livello internazionale che regionale. Tra gli altri ci saranno rappresentanti di paesi come Arabia Saudita, Egitto, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Francia, Germania, Spagna, Marocco, Tunisia, Gran Bretagna, Canada, Ciad, Algeria, Cina, Giordania, Malta. Ma anche rappresentanti dell’Unione Europea, dell’Onu, della Lega araba e dell’Unione africana. E secondo quanto riferito dal ministro avrebbe confermato interesse a partecipare alla conferenza anche il generale libico Khalifa Haftar, uomo forte del governo cirenaico di Tobruk.

 
“La conferenza – ha detto Moavero – ha l’obiettivo di facilitare il dialogo. È importante che ci sia un approccio inclusivo e che vengano che vengano discusse delle tappe per la stabilizzazione. Non imporremo scadenza, e vorremo evitare di stabilire altre date per le elezioni”. Lunedì prossimo il ministro volerà a Mosca dove incontrerà l’omologo russo Sergej Lavrov, per discutere della conferenza di Palermo. 

 alcune osservazioni e proposte

si potrebbe organizzare un "altersummit della diplomazia popolare di base", a cura della costituenda Rete delle Ambasciate di pace, di cui sono promotori i Disarmisti esigenti (oltre la Consulta per la pace del Comune, la WILPF Italia, IPRI-CCP...)

l'assunto fondamentale è che non dobbiamo, noi italiani, alimentare guerre per procura con la posta del petrolio e del gas (= ENI contro TOTAL) nè aspirare, come Paese, al ruolo di media potenza che punta neocolonialmente a controllare il destino del territorio libico

la Libia è un crocevia di interessi internazionali di vecchio stampo, noi dovremmo provare a prospettare l'interesse nuovo ad un cosviluppo comune di tutta l'area all'insegna della conversione energetica ed ecologica

altrimenti chiunque vinca a colpi di cannone e simili non ci eviterà il futuro cui ci ammoniva la COP23 di Bonn: la piroga su cui tutti siamo imbarcati e che, secondo il parere degli scienziati climatologi, finirà inevitabilmente a mollo...

potremmo parlare, nell'ancoraggio al "diritto alla pace ONU", di "Piano per l'AFRICA" all'insegna del "New Green Deal" di cui stanno tracciando le linee i nuovi economisti "socialisti" che supportano la rivoluzione energetica ed antinucleare della California, forse oggi l'unica vera buona notizia di questo mondo che sta andando alla deriva, tra nuove recessioni globali in arrivo, massicci riarmi nucleari e militari, attacchi in preparazione all'"impero persiano" (vedi Limes di questo luglio), crescite esplosive del sovranismo nazionalistico e razzista...