[Disarmo] Fwd: di ritorno da Riace




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From: <alfteresa at libero.it>
Date: mar 7 ago 2018, 16:59
Subject: di ritorno da Riace
To: <antirazzismo at yahoogroups.com>


 

Di Ritorno da Riace

Dopo 4 giorni intensi d’iniziative, d’incontri e di stimoli il “Riace in festival “si è concluso, ma la mobilitazione a sostegno dello sciopero della fame del sindaco Domenico Lucano e delle operatrici di Città futura, prosegue. Durante il festival e soprattutto durante le pause e le serate ci si è confrontati sul lavoro quotidiano ,che numerose associazioni  producono localmente, di resistenza al dilagante razzismo 

Personalmente ho avuto modo di partecipare a tutte le edizioni precedenti  ed al ritorno erano molto amareggiato per la constatazione che forse , finita la terza sindacatura di Domenico, questa edizione del Riace in festival potrebbe essere l’ultima; ancora più drammatica la constatazione che in un’Italia, dove i migranti  muoiono  per essere schiavizzati nelle campagne dal sistema del caporalato, sostenuto dalla Grande Distribuzione Organizzata  e da chi si arricchisce super sfruttando il lavoro  in nero  , zelanti funzionari del  (dis)ordine pubblico  si accaniscano a fare le pulci  ad una esperienza di reale accoglienza , riconosciuta anche a livello internazionale. Certo i riflettori accesi su Riace possono infastidire chi a pochi Km, sempre in Calabria, ha trasformato l’accoglienza in fiorente megabusiness , seguendo l’esempio di MafiaCapitale, per ingrassare le casse della ‘ndrangheta.  Oramai il senso delle parole è stato capovolto, le istituzioni  italiane ed europee criminalizzano le Ong delle navi umanitarie e  distruggono il diritto d’asilo di donne, uomini e bambini,  rifiutano canali d’ingresso legali ed hanno sdoganato la violenza razzista, favorendo la percezione dei e delle migranti come nemici e non come soluzione per ripopolare piccoli e medi centri di un  Meridione,  in via di spopolamento per assenza di un degno futuro .  Riace ha rappresentato un ottimo esempio di come si possa valorizzare la Solidarietà come preziosa risorsa per uno  sviluppo locale, ecocompatibile e socialmente equo.

Riace è stata scelta, il 20 luglio scorso, per la tappa conclusiva  del tour italiano di Caravana Abriendo Fronteras https://www.facebook.com/Caravana.AF/videos/2183481591883299/UzpfSTE1MzM1NjY0NDA6MTAyMTcwODM3MzA4MzU0Mzg/ ;  dopo l’arrivo a Ventimiglia il 14 luglio, circa 300 attiviste ed attivisti  spagnoli, catalani e baschi hanno manifestato in Sicilia contro le maggiori “vergogne” planetarie: Cara di Mineo, Base Usa del Muos a Niscemi, Hot spot a Pozzallo, sede Frontex a Catania; attraversando lo Stretto di Messina Caravana ha concluso il tour a Riace per  dimostrare che un’accoglienza degna  è possibile e che si può moltiplicare nel Meridione ed a livello nazionale ed europeo  ( molto incoraggiante la presenza  al festival della sindaca di Barcellona Ada Colau) . La sfida del razzismo istituzionale di affossare l’esperienza di Riace va raccolta con l’articolazione di una campagna popolare di sottoscrizione, lanciata a Riace da  ReCoSol ( Rete dei Comuni Solidali): https://www.facebook.com/Recosol/photos/a.892258590817953.1073741828.878049798905499/1927417243968744/?type=3&theater  e con iniziative locali di informazione e di sostegno.

In questi giorni , a  73 anni da Hiroshima e Nagasaki, primo olocausto nucleare, le maggiori potenze economiche e militari sono sempre più attive per  aumentare  le spese militari per fare la guerra , non alla povertà, ma alla maggioranza delle popolazioni povere;  affinchè  il sonno della ragione non continui a generare mostri , impegniamoci  a Restare Umani  ed a costruire ponti di solidarietà fra i popoli , liberandoci dalle guerre e dai razzismi.

No a Frontex ed a Salvini   La nostra Europa non ha confini!

Ct  7 agosto 2018                                                                   Alfonso Di Stefano della Rete Antirazzista Catanese