[Disarmo] programmi elezioni



+Europa

Siamo perciò favorevoli al ritiro delle armi nucleari tattiche (bombe per aereo) statunitensi schierate in Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi, in parte assegnate per un eventuale uso alle aeronautiche nazionali di questi quattro paesi. Va posta, secondo +Europa, la questione di un’iniziativa diplomatica italiana per arrivare a un ritiro concordato con gli alleati della NATO di queste armi dal territorio europeo, mentre va ribadita l’importanza per la sicurezza europea e globale del Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari e del Trattato che ha eliminato le forze nucleari a raggio intermedio (INF). https://piueuropa.eu/programma/

M5S

Tutto oggi ruota attorno al Libro Bianco della Difesa, voluto dall’attuale Ministro e agli atti di Governo discendenti già varati o in fase di predisposizione che meritano tutta la nostra attenzione. È per questo che intendiamo svolgere un lavoro di integrazione di tale documento programmatico che meglio incida sulle aree già individuate e che saranno soggette ad interventi di riduzione o ottimizzazione dei costi di pertinenza ministeriale , in particolare alla gestione dei costi del per sonale, favorendo quanto previsto dalla legge 244/12 in merito al rapporto sulle risorse economiche disponibili 50/25/25, (50% per il personale, 25% per gli armamenti, 25% per la gestione ordinaria del dicastero) Bisognerà migliorare questi dati a vantaggio di ruoli operativi e di nuovi arruolamenti, anche alla luce delle continue minacce che nel breve e medio periodo ci dovranno trovare pronti con uomini e mezzi ben dislocati a difesa degli interessi nazionali in Italia e nelle sedi diplomatiche nel mondo https://www.dropbox.com/sh/u1sqr916nztbosn/AACb-SpdkL__N3BBQFHzAZP1a?dl=0&preview=M5S_Programma_Difesa_2017.pdf

Forza Italia

Lotta al terrorismo
Ripresa del controllo dei confini
Blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti e stipula di trattati e accordi con i Paesi di origine dei migranti economici
Piano Marshall per l’Africa
Rimpatrio di tutti i clandestini
Abolizione dell’anomalia solo italiana della concessione indiscriminata della sedicente protezione umanitaria mantenendo soltanto gli status di rifugiato e di eventuale protezione sussidiaria
Introduzione del principio che la difesa è sempre legittima
Adeguamento ai parametri medi occidentali degli stanziamenti per la Difesa
Carabinieri e poliziotti di quartiere e estensione dell’esperimento “strade sicure” con impiego delle Forze Armate per la sicurezza delle città Tutela della dignità delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate con stipendi dignitosi, dotazioni adeguate di personale, mezzi e tecnologie adeguati al contrasto del crimine e del
terrorismo
Inasprimento delle pene per violenza contro un pubblico ufficiale
Revisione della legge sulla tortura http://www.liberoquotidiano.it/userUpload/Programma_centrodestra_condiviso__10_PUNTI__FORZA_ITALIA.pdf

Potere al popolo
Il rischio che la “guerra a pezzi” che affligge il pianeta diventi organica e trascini il mondo in un devastante conflitto generale segna il nostro tempo. Non a caso riprende la corsa al riarmo con un ruolo particolarmente aggressivo dell’amministrazione Trump, che chiede a tutti i paesi della Nato di portare le proprie spese militari al 2% del PIL. Il nostro paese si è trovato e rischia di trovarsi sempre più coinvolto in guerre di aggressione a causa degli automatismi dell’adesione alla Nato e per la responsabilità piena e complice dei governi che si sono succeduti negli ultimi 30 anni; per il medesimo vincolo di subalternità sul nostro territorio proliferano basi militari vecchie e nuove (Sicilia, Campania, Sardegna), si installano nuove bombe nucleari a Ghedi ed Aviano, aumentano la produzione, le spese e gli impegni militari all’estero, sia nel quadro della Nato che del nascente esercito europeo: una spesa media di 800 milioni di euro l’anno per le “missioni” militari all’estero e per il riarmo, circa 500 milioni di euro all’anno per la diaria dei 50 mila soldati di stanza nelle basi militari Usa e Nato, 80 milioni di euro al giorno per le spese militari generali. La fuoriuscita dai trattati militari è la condizione per impedire il coinvolgimento del nostro paese nelle guerre imperialiste del XXI secolo, per una sostanziale riduzione delle spese militari, lo smantellamento delle armi nucleari e delle basi militari, per una politica di disarmo, neutralità e cooperazione internazionale. Per questo lottiamo per:

    la rottura del vincolo di subalternità che ci lega alla NATO e la rescissione di tutti i trattati militari;     la ratifica da parte dell’Italia del “Trattato ONU di interdizione delle armi nucleari” del 7 luglio 2017, in coerenza con l’art. 11 della Costituzione;
    il ritiro delle missioni militari all’estero;
    la cancellazione del programma F35 e degli altri programmi militari e la riconversione civile dell’industria bellica;     la cancellazione del MUOS in Sicilia, lo smantellamento delle basi militari in tutto il paese,la rimozione delle bombe nucleari presenti sul territorio e la restituzione a fini civili dell’uso del territorio, problema particolarmente grave in realtà come la Sardegna.
https://poterealpopolo.org/potere-al-popolo/programma/

Liberi e uguali
Di fronte a quella che viene definita la “terza guerra mondiale diffusa”, all’espansione del terrorismo internazionale, ai profughi che scappano dai Paesi devastati, occorre riaffermare pienamente il principio costituzionale del “ripudio della guerra”. È tempo, ormai, di cambiare le coordinate, a partire dalla conoscenza dei dati reali, e impostare politiche attive di pace e disarmo. I dati reali (analizzati e diffusi dall’”Osservatorio italiano sulle spese militari italiane”) ci dicono che negli ultimi 10 anni di recessione e di tagli in tutti i comparti sociali, la spesa pubblica militare italiana è invece aumentata del +21% con una crescita costante, che continua tuttora arrivando, con la Legge di Bilancio per il 2018, all’1,42% del Pil (più della Germania, ferma all’1,2%). Serve una politica estera di pace. Dobbiamo rafforzare le politiche di cooperazione e solidarietà internazionale, di promozione dei diritti umani attraverso l’applicazione delle convenzioni internazionali e rifiutare l’interventismo militare al servizio di una logica di guerra. Un investimento è già stato fatto con i corpi civili di pace, da sviluppare con l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, quale mezzo alternativo per promuovere iniziative multilaterali di risoluzione pacifica dei conflitti. Crediamo inoltre non rinviabile una riduzione delle spese militari, con un risparmio per la finanza pubblica. Occorre far rispettare all’industria italiana degli armamenti – integralmente e strettamente – le norme internazionali, europee e sulle limitazioni all’export bellico, a partire dalla legge 185/90, in particolare sui paesi in guerra. All’interno di questa cornice occorre interrompere l’autorizzazione dell’export bellico nei confronti dell’Arabia Saudita, in guerra con lo Yemen. L’Italia deve inoltre impegnarsi a sottoscrivere e promuovere il Trattato per la proibizione delle armi nucleari.
http://liberieuguali.it/programma/#pace

Partito Democratico
Cooperazione internazionale allo sviluppo e impegno per la pace
Non si può certo tacere in questa prospettiva di un maggior e più efficiente controllo sulla circolazione delle armi e prevenire che esse si rendano disponibili a gruppi o stati che non diano adeguate garanzie democratiche, di rispetto dei diritti umani e di uso legittimo e responsabile della forza. Le guerre e i conflitti sono cause di immense sofferenze e piaghe e senza un’azione ferma a contrastarli e prevenirli ogni sforzo di cooperazione rischia di essere  vano.
https://www.partitodemocratico.it/approfondimenti/cooperazione-internazionale-sviluppo/
http://ftp.partitodemocratico.it/programma2018/PD2018-programmaA4_5feb.pdf

Lega Nord
Quanto alle alleanze politiche in questi anni abbiamo costruito più ponti che in tutta la nostra storia recente di Movimento: dalla formazione del gruppo sovranista ENL al Parlamento Europeo, che ci ha fatto finalmente uscire dal limbo di alcune imbarazzanti apparentamenti del passato, fino alle intese con Russia Unita e le più recenti con il movimento di Donald Trump, senza dimenticare l'importanza del viaggio istituzionale in Israele, paese in prima linea da anni nella lotta al radicalismo mussulmano. http://www.leganord.org/component/content/article/217-notizie/16018-matteo-salvini-programma-e-lista-dei-candidati-al-consiglio-federale



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