il Negoziato



Novembre 2006, chiedono tutti un negoziato.
Nuotiamo, precari, in questa mare di negoziati.
Qualcuno sta sicuramente conducendo trattative per negoziare il
rinnovo dei contratti, le forniture dei consumi, le riforme, gli
sfratti, le tasse, le misure economiche, i prezzi al mercato, gli
investimenti piccoli e grandi, le manovre militari, gli spostamenti
parlamentari... insomma le tribolazioni nazionali.
Qualcuno sta sicuramente conducendo trattative per negoziare  nuovi
confini, criminalità-fame-terrorismo-ambiente-energia-economia-guerre...
    insomma le tribolazioni internazionali.
Non è cosa da poco negoziare, e così come noi siamo precari, sono
precari anche i negoziati, quindi la durata dei negoziati è incerta.
    Si può provare a mostrare  il disagio delle masse o dei piccoli
gruppi, si può manifestare apertamente, perbacco, quì da noi.
Nel frattempo sappiamo  che alacremente alcuni hanno lavorato affinchè
fossero stipulati accordi e  contratti tra le parti.
Eppure noi siamo lì, con tutti i tempi, ad aspettare questi magici
Negoziati,che anche il Papa invoca,a chiedere e ad essere
argomento del negoziato. Fino al punto di non riuscire a capire dove e
quando sia nato  il pollo e/o il pollivendolo,se siamo merce o mercanti.
Paghiamo per questi negoziatori di pace, paghiamo un prezzo altissimo,
tale che non possiamo più riscattarci, sommersi dagli interessi
astronomici che ci chiedono.
Imbambolati nei conti e nelle parole, attendiamo di essere riproposti
al centro dell'attenzione del tavolo delle trattative.
Si propongono scuole e corsi all'educazione della pace, dell'agire il
conflitto.
Ci sottoponiamo come tanti precarissimi supplenti alla speranza
sfinente di una
convocazione prossima, intanto la vendemmia è passata ed il raccolto
per i Negoziatori è stato eccezionale.
Tempo di migrare e migranti.

Doriana Goracci
Capranica 5.11.2006