Mercanti d'armi a Nuova Delhi



Mercanti d'armi a Nuova Delhi

Si sta svolgendo in questi giorni, dal 19 al 23 febbraio, la seconda 
edizione di Defexpo [1], la piu' importante fiera di armi dell'India.
Organizzata a Nuova Delhi dal ministero della difesa e dalla 
confederazione delle industrie indiane, vede la partecipazione di 
produttori di armi di tutto il mondo, particolarmente interessati al 
mercato indiano.
L'India ha infatti in corso un processo di aggiornamento delle 
proprie forze armate che prevede spese militari crescenti in questi 
anni e per il futuro. Il bilancio per l'anno 2001-02 parla chiaro: 15 
miliardi di euro, con un aumento del 13% rispetto all'anno 
precedente [2] (quando a sua volta era aumentato del 28% [3]). 
Programmi ambiziosi di rinnovamento della marina e 
dell'aeronautica, oltre al noto e discusso programma nucleare, 
recentemente intensificato (e testato) a causa della crescente 
tensione con il Pakistan.


Il Kashmir conteso

La regione del Kashmir da piu' di 50 anni e' oggetto di tensioni, a 
causa dell'ennesima divisione tracciata dalle potenze coloniali 
occidentali (in questo caso la Gran Bretagna). Dopo due guerre 
(1947 e 1965) e scontri che negli ultimi dieci anni hanno provocato 
circa 30.000 vittime, la situazione resta molto tesa e si e' aggravata 
di recente dopo l'attacco terroristico al parlamento di Nuova Delhi di 
quest'anno, per il quale l'India ha accusato esplicitamente il 
Pakistan.
Pakistan che nel frattempo, dopo l'appoggio alla guerra in 
Afghanistan, ha riacquistato la fiducia statunitense, che si e' 
materializzata in aiuti e prestiti finanziari da parte di USA, EU, UK,  
Giappone e Fondo Monetario Internazionale. [4]
Mentre da un lato tutti sembrano concordi nel voler evitare che il 
conflitto degeneri (ricordando che sia India che Pakistan sono in 
possesso di armi atomiche), dall'altro un'eventuale guerra 
sembrerebbe rispondere agli interessi geopolitici e economici 
occidentali in questa regione di grande importanza strategica.
A completare il quadro, i crescenti investimenti in campo militare di 
India e Pakistan, alimentati anche dai finanziamenti occidentali, 
inevitabilmente rientrerebbero nelle tasche dei produttori bellici 
europei e statunitensi.


Chi sono i fornitori?

In passato l'India ha acquistato armi soprattutto dalla Russia, 
mentre il Pakistan si riforniva prevalentemente dalla Cina.
Da qualche anno pero' si sono affacciati nuovi fornitori e in 
particolare industrie francesi e israeliane hanno concluso importanti 
affari in India. [5]
Nonostante l'embargo sulla tecnologia nucleare e in genere sugli 
armamenti imposto dagli USA prima al Pakistan e in seguito anche 
all'India, le stesse industrie belliche statunitensi hanno continuato 
a mercanteggiare nella regione mediante le loro succursali europee.
Di recente abbiamo assistito a un curioso pellegrinaggio di ministri 
inglesi (prima Blair in persona, seguito da Prescott, Hoon, Griffith e 
Straw) allo scopo di concludere con il governo indiano un affare in 
sospeso da una decina di anni, ovvero la vendita di 66 jet Hawk 
prodotti dalla britannica BAE, per un valore di un miliardo di 
sterline. [6]
Ed infine lo stesso Bush ha sciolto l'embargo con l'India, 
autorizzando la vendita di 20 pezzi vari (in gran parte motori per 
aerei da combattimento) e concordando esercitazioni militari in 
comune. [7]


Alla fiera dell'est

Defexpo 2002 vede quindi la partecipazione di 228 espositori [8] 
che si ritrovano non certo per affari da due soldi.
L'Italia stessa partecipa in grande stile: Alenia Aeronautica e 
Galileo Avionica con un proprio stand, mentre Aerea, Aermacchi, 
Elettronica, Fincantieri, Intermarine, Oto Melara, Simmel Difesa e  
Whitehead Alenia Sistemi Subacquei sono presenti al workshop 
del 21 febbraio. [9]
Da considerare inoltre le societa' a partecipazione italiana (Alenia 
Marconi Systems, Agusta Westland, Eurocopter), anch'esse 
presenti con propri stand.

In Gran Bretagna il fatto che l'ente governativo DESO (Defence 
Export Services Organisation) partecipi alla fiera e sponsorizzi di 
fatto la presenza dell'industria bellica britannica con denaro 
pubblico, ha suscitato non poche polemiche [10], visto che 
l'amministrazione Blair da tempo dichiara di appoggiare il processo 
di pace nella regione, mentre dalla partecipazione a Defexpo e dai 
pellegrinaggi di cui sopra appare evidente che ci sono ben altri 
interessi, legati soprattutto all'industria degli armamenti.

In Italia invece tutto tace e proprio mentre si cerca di abbattere 
l'ultimo ostacolo al commercio libero delle armi rappresentato dalla 
legge 185, scopriamo che l'ICE, Istituto nazionale per il Commercio 
Estero, ente pubblico [11], e' presente a Defexpo con uno stand 
insieme all'AIAD, l'associazione di categoria delle industrie belliche 
italiane [12] e Segredifesa.
Un chiaro segnale della politica estera italiana, per la quale il 
commercio degli armamenti ha un ruolo primario.

Per chi volesse verificare, l'aggiornato sito di Defexpo mostra anche 
delle inequivocabili foto con tanto di bandiere italiane. [13] [14]


Francesco Iannuzzelli
Associazione PeaceLink


Fonti:

[1] http://www.defexpo.com
[2] http://www.janes.com/defence/news/jdw/jdw010307_2_n.shtml
[3] http://www.defencejournal.com/2000/june/blitz.htm
[4] http://www.janes.com/security/international_security/news/jdw/jdw011019_1_n.shtml
[5] SIPRI yearbook 2001
[6] http://www.guardian.co.uk/armstrade/story/0,10674,631669,00.html
[7] http://www.janes.com/defence/air_forces/news/jdw/jdw020212_1_n.shtml
[8] http://www.defexpo.com/liveupdates/list_exhibitors.htm
[9] http://www.aiad.it/pubblico/italiano/eventi/saloni/manifestazioni.htm
[10] http://www.caat.org.uk/news/newsletter/0202/kashmir.html
[11] http://www.ice.it
[12] http://www.aiad.it
[13] http://www.defexpo.com/liveupdates/photogallery/stalls/italy_pavilion.jpg
[14] http://www.defexpo.com/liveupdates/photogallery/conferences/Italian+industry+for+Defence+and+Aerospace+Systems.jpg




francesco iannuzzelli   francesco at href.org
associazione peacelink - sez. disarmo
http://www.peacelink.it/tematiche/disarmo
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(proverbio kikuyu)