Gradisca. A terra, come bestie



Gradisca. A terra, come bestie

Gradisca, 1 marzo. Il CIE è ormai inagibile da giorni: le rivolte e gli
incendi della scorsa settimana hanno distrutto quasi tutto. Restano in
piedi le aree comuni e una stanza da soli otto letti, per i cento
immigrati.
Maroni non sa più che pesci prendere: i CIE sono stracolmi e non c’è più
posto da nessuna parte. Ammettere il fallimento nelle politiche repressive
verso i clandestini sarebbe uno smacco troppo grande per un Ministro
dell’Interno leghista, che sulla “durezza” verso gli immigrati ha
costruito gran parte delle proprie fortune. Per questo, infischiandosene
allegramente delle condizioni di vita dei reclusi, Maroni fa finta che
nulla sia capitato.
Maroni deve anche fare i conti con la Questura goriziana, che da tempo
vuole che il CIE sia chiuso durante i lavori di ristrutturazione e mal
tollera la scelta di mantenere comunque aperta la struttura.
Viene il dubbio che la scarsa solerzia dimostrata durante l’ultima rivolta
- gli stessi reclusi davano per spariti i poliziotti – non sia stata del
tutto casuale.
Domani i poliziotti dell’UGL faranno un presidio alla prefettura di
Gorizia per protestare contro il mancato intervento del Viminale.
Naturalmente agli uomini e alle donne in divisa non importa nulla degli
immigrati: vorrebbero solo più personale, per evitare che tocchi a loro
occuparsi di “questa tipologia di persone”. Una tipologia con spiccata
attitudine alla resistenza, alla rivolta, alla libertà.
A rendere la vita difficile al povero Maroni ci si mettono anche gli
antirazzisti, che provano a rompere il muro di silenzio che circonda i
CIE.
Questa mattina sul sito di Fortresse Europe sono comparse alcune foto
scattate il primo marzo nel CIE di Gradisca. I prigionieri dormono e
mangiano in terra, in giacigli di fortuna, come bestie.
Vale la pena di far girare queste immagini, perché tutti sappiano quello
che succede all’interno dei moderni lager della democrazia.

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