Re: [forum_immoderato_degli_immoderati] post



Caro Di Monaco, che c'entra Bersani? chi mai ne ha parlato? Si sta controllando in certa misura la crisi perché le banche sono state prudenti nell'acquisto dei titoli spazzatura e nel gestire il risparmio; e perché gl'italiani sono risparmiatori. Ma il debito pubblico, portato da questo governo al 118%, e in cammino verso il 120, ci mette in pericolo, collocandoci subito dopo Spagna e Portogallo. Perché il governo non ha accolto il piano Prodi di riduzione del 3% annuale, che ci porterebbe al risanamento? E i risparmi di Tremonti? Ha proposto la riduzione del 5% ai parlamentari, poi del 10; noi gli avevamo chiesto almeno un terzo; la gente è stufa di questi sprechi. Se la prende con le pensioni d'invalidità, che significano ben poco. E le nuove aliquote IRPEF, tanto caldeggiate da Berlusconi, che favoriscono gli alti introiti? Di fronte a questi fatti bisogna aprire gli occhi.
Un saluto fraterno da Arrigo Colombo
 
 
----- Original Message -----
Sent: Sunday, June 20, 2010 10:03 AM
Subject: Re: [forum_immoderato_degli_immoderati] post

 

Le cose che dice, gentile Arrigo, sono le stesse che ripete Bersani. Con tutto il male che si dice del governo Berlusconi, sta di fatto che noi stiamo controllando la crisi meglio degli altri Paesi e ce ne viene dato atto in Europa. Riguardo a certi giornali stranieri, sa bene che le fonti a cui attingono sono dentro la sinistra nostrana.
Contraccambio i saluti.
Bartolomeo Di Monaco
 
 
----- Original Message -----
Sent: Sunday, June 20, 2010 3:22 AM
Subject: Re: [forum_immoderato_degli_immoderati] post

 
Caro Di Monaco,
guardi che Prodi aveva avviato un piano virtuoso per ridurre il debito pubblico che ci attanaglia e ci sottrae 70 miliardi d'interessi all'anno; e cioè ridurre il debito del 3% l'anno, sì da portarlo in 10 anni dal 103% a circa il 70%, cioè alla media comunitaria. Ora invece, con questo governo, siamo oltre il 118% e andiamo verso il 120.
Che in Europa si guardi all'Italia con rispetto è falso.Basta leggere la stampa estera e i suoi commenti alle imprese e alle sparate di Berlusconi, e a certe decisioni del suo governo. Quanto a Saramago, non ha avuto peli sulla lingua e ha detto chiaro che "Berlusconi è un delinquente".
Un cattolico non può stare con Berlusconi, e tanto meno ringraziare per questo il Padreterno. Basta vedere certe recenti proposte, come la riduzione delle aliquote dell'imposta diretta, a tutto favore degli alti redditi; o la famosa manovra di Tremonti. E tutte le falsità che Berlusconi racconta ogni giorno (l'ultima che 10 milioni d'italiani sono intercettati; mentre le intercettazioni sono solo 26 mila), e tutte le leggi inique cui ha costretto il Parlamento per liberarsi dai suoi processi.
Forse Di Monaco dovrebbe conoscere meglio quanto accade in Italia e riflettervi meglio.
Un saluto fraterno da Arrigo Colombo
 
 
 
 

Il prestigio dell’Italia cresce

19 giugno 2010

L’azione del nostro governo non si limita ad agire nei confronti della crisi che ci attanaglia e ci avrebbe sommerso, se al timone dell’Italia ci fosse stata l’attuale opposizione.

Chi è cattolico come me non può che ringraziare il Padreterno, che ha avuto un po’ di compassione e ci ha evitato il naufragio. Nella primavera del 2008 si accendeva nel mondo una crisi che si sarebbe poco dopo rilevata spaventosa e gli elettori, come se fossero stati guidati da una mano benevola, hanno fatto sloggiare da Palazzo Chigi il corridore Romano Prodi.

Ci si domanda perché il Padreterno non quieti anche la tempesta, che perdura, ma forse ci vuol far capire che è chiedere troppo. A superare la tempesta ci dobbiamo pensare noi. Lui ci ha evitato il naufragio.

Che sia difficile governare la nave nella tempesta, lo vediamo tutti i giorni. I rematori si sono divisi in due. Quelli che remano nella direzione giusta, là dove il cielo appare più sereno, e quelli che remano all’incontrario, cercando di farci ritornare sotto la nuvolaglia nera.  Non rinunciano al naufragio.

Tuttavia, le cose, contrariamente all’apparenza, non vanno bene alle cassandre. È vero, portano a segno qualche colpo, ma per il resto beccano certe sberle!

Come in Europa. E non solo.

Ormai in Europa si guarda all’Italia con rispetto. Siamo ascoltati. Le nostre proposte sono considerate sempre degne di attenzione, e spesso adottate. Così lo fu quando si discusse del come affrontare la crisi, allorché perfino la Germania era in preda allo smarrimento, e lo è stato l’altro giorno quando ha accolto le sue proposte sul debito pubblico.

Per non parlare poi del ruolo internazionale svolto per la risoluzione di conflitti delicati. L’amicizia con il mondo arabo – che fu il sogno di Andreotti – Berlusconi lo ha realizzato. Così anche l’amicizia con Putin gioca positivamente sullo scacchiere dei rapporti tra Stati.
Oggi si può dire che l’Italia, a partire dagli Stati Uniti e fino agli arabi e a Israele è riconosciuta come Nazione a cui ci si può affidare.

Ci sono ancora, è vero, giornali stranieri che sfruttano, da neri corvacci, perfino la morte di José Saramago per indirizzare strali a Berlusconi (si veda l’articolo di ieri su Le Monde di Philipe Riddet: “José Saramago en croisade contre la “chose” Berlusconi”). Senza che si faccia notare che quello che il povero Saramago sapeva dell’Italia era frutto delle letture che ne faceva sui giornali stranieri (qui la sua ammissione: “Le qualificazioni che ho dato di Berlusconi non nascono dalla mia testa ma si basa­no su informazioni giornali­stiche che ogni giorno appa­iono sulla stampa europea. Io semplicemente osservo e concludo.”) Figurarsi che idea possa essersi fatta del nostro Paese! Se fosse venuto ad abitare qui qualche anno, invece che immergersi nel bel clima delle Canarie, avrebbe potuto constatare che di libertà da noi ce n’è almeno quanto in Portogallo, se non di più. E avrebbe evitato di profferire contro Berlusconi epiteti infamanti. Che non ha mai rivolto alla dittatura di Fidel Castro, suo amico: “Nel 2004, dopo la primavera “negra” di Cuba, ruppe anche con Fidel Castro ma in seguito ci ripensò.” (qui).

Gli scrittori, più grandi sono e più spesso si perdono in un bicchier d’acqua. Davanti alla realtà diventano degli scioccherelli, facilmente influenzabili. Così è successo a Saramago, che prima di lanciare certe accuse non si è premurato di verificare di persona, così succede a Umberto Eco, per fare un esempio italiano. Eco ed altri scrittori nostrani (ci aggiungo Andrea Camilleri) sono ambasciatori di un’Italia che non c’è, e che è solo il frutto delle loro fantasie zoppicanti. Non amano l’Italia e non amano il popolo italiano. Questa è la verità. Naturalmente sono proletari danarosi, i nostri sinistrorsi. Niente a che fare con il proletariato vero, che guardano anzi con disgusto.

Mi meraviglio come i lavoratori delle catene di montaggio, degli altiforni, dei cantieri edili, delle cave e delle miniere, e così via, possano essere orgogliosi di avere dalla loro parte costoro, che sono proletari solo a parole, nelle opere che scrivono, ma nel momento che incassano i lauti diritti d’autore si guardano bene dal mescolarsi al popolino ignorante e miserabile.
È sempre stato così per certi intellettualoidi, a cui mancano il coraggio e la coerenza di un Tolstoj.

Tornando a bomba. Dei buoni risultati conseguiti anche all’estero dal nostro Paese, fateci caso, non si parla molto in casa nostra. E men che meno ne parla l’opposizione.
Alla quale interessa un fico secco che l’Italia aumenti il suo prestigio nel mondo. A lei importa arrivare al naufragio del Paese. Non dà una mano per corroborare gli sforzi del governo, ma dà una mano per affondare la nave. Di questo si nutre la sua corrosiva e devastante politica antitaliana.

Annotazione. “Io voglio rafforzare la mia costituzione – ha replicato Bersani – che è la più bella del mondo, e voglio contrastare il modello plebiscitario. Su questo, ripeto, sono aperte le iscrizioni”. L’invito era rivolto anche a Fini, che ha ironizzato (qui).

Ma quello che mi preme sottolineare è questa mentalità comunista che è dura a morire come la gramigna. Quando un politico avversario ha il consenso della maggioranza degli elettori (è il caso di Berlusconi), secondo la mentalità comunista, che ha imparato a memoria la favola della volpe e dell’uva, egli instaura nel Paese una dittatura, che Bersani chiama garbatamente “modello plebiscitario”.

Quante formule, quanti slogan fasulli ha intessuto la doppiezza comunista nel nostro Paese. Bisognerà che qualcuno un giorno ne vada in cerca per farne un florilegio. Che sarà di molte pagine, naturalmente.

Bartolomeo Di Monaco

(Pubblicato da Legno Storto)



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