20 Ottobre? No, grazie. Abbiamo altri programmi



20 Ottobre? No, grazie. Abbiamo altri programmi.

L’assemblea del movimento NO-TAV riunita a Villardora il 3 Ottobre 2007
valuta che non vi siano le condizioni e i presupposti per partecipare alla
manifestazione del 20 Ottobre a Roma.

Non si contano le scelte di politica economica e sociale che hanno
peggiorato da molti mesi a questa parte le condizioni di vita e di lavoro
nel nostro paese producendo nuove povertà, erodendo diritti e spazi di
democrazia, aumentando la precarietà e negando una speranza di futuro
migliore ai giovani una forte protesta e una richiesta di un netto cambio
di rotta sarebbero dunque più che giustificate, ma l’appello che ha
lanciato la manifestazione del 20 ottobre è particolarmente ambiguo e non
a caso si è da subito prestato a diverse interpretazioni anche di segno
opposto.

A nostro avviso la manifestazione si configura, al di là dei tentativi di
raddrizzarne il tiro da parte di alcuni dei promotori stessi, come un
estremo quanto inutile tentativo di dare più forza a quei partiti
dell’area di governo che subiscono le scelte più conservatrici e
reazionarie della maggioranza: agitando lo spauracchio del salto nel buio
e del rientro in gioco di Berlusconi rappresenta oggettivamente un
sostegno a Prodi. Richiamare oggi il governo, a un anno e mezzo dalla sua
nascita, al mantenimento del suo programma elettorale risulta ben poco
credibile alla luce delle scelte fino ad oggi operate con l’oggettivo
sostegno di tutta la maggioranza, a partire dal dodecalogo di marzo.
Nell’appello risulta quantomeno equivoco chiamare il movimento NO-TAV
all’appuntamento del 20: un movimento che vuole rimanere se stesso e non
intende farsi usare dai partiti nel tentativo illusorio di spostare
delicati equilibri all’interno della maggioranza.

L’assemblea respinge le accuse di una Val di Susa rinchiusa su se stessa e
incurante del welfare, della precarietà, degli squilibri nella
distribuzione delle ricchezze, della subordinazione del nostro paese alle
politiche di guerra dell’amministrazione Bush, dei problemi del lavoro. Al
contrario è grande l’attenzione della valle su questi temi a cominciare
dalla solidarietà ed il sostegno concreto nei confronti della FIOM e di
quelle forze sindacali non omologate e ancora capaci di ascoltare i
lavoratori e interpretarne i bisogni. E’ la stessa attenzione che ha
dimostrato scendendo in piazza anche quando altri territori venivano
minacciati, quando diritti e democrazia venivano calpestati, e continuerà
certo a dimostrarlo in futuro.

La Valle di Susa sta misurando oggi in casa propria quanto il governo
“amico” renda sempre più difficile mantenere quel rapporto di fiducia con
le amministrazioni locali che ha contribuito fino ad oggi a fermare la
devastazione del TAV: è ingenuo credere che il 20 ottobre eviti il rischio
di guai peggiori e rivendichi un cambiamento vero.

L’assemblea del movimento NO-TAV ritiene che questo cambiamento non possa
che nascere da un diverso modo di “fare” politica che tolga spazio alle
segreterie dei partiti per consegnarlo alla partecipazione vera dei
cittadini, a cominciare dai livelli locali e dalle lotte che in tante
parti del paese cercano di difendere i beni comuni.
Tanti “piccoli cortili” non sono certo in grado di governare un intero
paese, ma è da là che occorre ripartire.

“Gli amici si dicon sinceri, ma veramente sinceri sono i nemici”
(Schopenhauer)

Villardora, 3 Ottobre 2007