uRGENTE



Gentile Redazione,
a seguito della notizia Ansa riteniamo  opportuno inviarVi anche la nostra
relazione 1° sem.tre 2004 riguardante la violenza o maltrattamenti
denunciati al Telefono Rosa di Torino.
Cordialità
Telefono Rosa Torino
per comunicazioni: 348.2644412
All:ti n. 1

I FATTI DEL GIORNO
       FAMIGLIA: AUMENTANO DELITTI COLLEGATI A SEPARAZIONI E CRISI
       ROMA - Che dai conflitti familiari scaturiscano spesso violenze e
delitti si sapeva gia', ma la novita' e' che questa tendenza non solo si
sta consolidando ma e' in aumento, e la principale causa risiede nella
contesa tra i genitori per l' affidamento dei figli. Almeno stando ai
risultati di una ricerca dell' Associazione 'Ex', centro di assistenza on
line per separati e divorziati, molto attiva in questo tipo di indagine.
Archiviando le notizie riportate dai principali organi di informazione, l'
associazione ha rilevato che dal gennaio 1994 al giugno 2004, in Italia, i
fatti di sangue collegati a separazioni, divorzi e crisi di coppia sono
stati 691 e hanno prodotto 976 decessi. Rispetto all' ultimo rilevamento,
che risale al giugno 2003, i dati di giugno 2004 mostrano un incremento di
53 delitti e 83 vittime.

      Nel 93% dei casi, secondo l' Associazione Ex, la causa di questi
drammatici risvolti nelle crisi familiari e' stata individuata ''nell'
assurda contesa tra genitori per il cosiddetto 'possesso dei figli', che
ancora oggi vengono affidati a uno solo di loro''. Sarebbe proprio questa
imposizione, sottolineano, a provocare ''inevitabili aumenti di
conflittualita'''. Ma guardiamo le cifre nei particolari, che fanno
riferimento a tutto il periodo gennaio 1994-giugno 2004: secondo la
ricerca, le violenze in famiglia legate a queste situazioni sono piu'
numerose al Centro (37,7%), meno al Nord (34,5%) e ancor meno al Sud
(27,8%). Stessa tendenza per le vittime: il 37% al Centro, il 33% al Nord e
il 30% al Sud. La stragrande maggioranza degli autori di queste violenze
sono uomini (76,6%), le donne costituiscono solo il 23% e i minori sono
quasi inesistenti. Al contrario, le vittime vedono al primo posto le donne
(50%), seguite dagli uomini (33,9%) e dai minori (16,1%). La fascia d' eta'
piu' ''violenta'' e' quella fra i 30 e i 40 anni, la modalita' preferita e'
l' arma da fuoco (45,3%), seguita dall' arma da taglio (25,4%) e dallo
strangolamento (13,6%).

      Tra le concause di questa violenza, insieme alla contesa per l'
affidamento dei figli, ci sono le questioni economiche come quelle relative
all' assegno di mantenimento per i figli (52%), l' assegnazione della casa
coniugale (23%), l' assegno alimentare per l' ex coniuge (18%). Secondo l'
Associazione Ex, quindi, ''e' evidente che una nuova indicazione
legislativa sulle problematiche nelle divisioni di coppia non soltanto puo'
contribuire a raffreddare i conflitti delle coppie in crisi, ma,
soprattutto, rendere giustizia agli incolpevoli figli che, nella sostanza
degli avvenimenti, vengono privati di uno dei due genitori''. L'
associazione chiede percio' il via libera alla nuova legge sull'
affidamento condiviso, che da anni il Parlamento sta discutendo. ''Stop,
quindi - afferma il presidente dell' associazione, Fabio Nestola - agli
affidamenti dei figli a senso unico, basta con il parassitario sistema del
mantenimento tramite un umiliante e obbligato finanziamento mensile e fine
dell' assurdita' di fare il bello e cattivo tempo con i figli utilizzandoli
come clave per colpire l'ex coniuge o l'ex partner''.
      15/09/2004 13:50



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