23/06 Roma: "PER UNA LEGGE EQUA ED EFFICACE SUL DIRITTO D'ASILO"



INVITO





Il Tavolo cittadino del Comune di Roma per i richiedenti asilo e rifugiati

in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato (20 giugno)



                                                invita la S.V. alla



Tavola rotonda

"PER UNA LEGGE EQUA ED EFFICACE SUL DIRITTO D'ASILO"



Roma 23 giugno 2004, ore 11.00

Centrale Montemartini, Via Ostiense n. 106





Nel pieno del dibattito parlamentare per l'approvazione di una legge sul
diritto di asilo in Italia che dia finalmente attuazione al dettato
costituzionale (art.10 comma 3 Cost.), i maggiori enti di tutela e
assistenza dei rifugiati in Italia alle confederazioni sindacali, insieme
ad alcune amministrazioni locali, organizzano un incontro per evidenziare i
punti critici del progetto di legge e ribadire gli elementi irrinunciabili
di tutela e garanzia per rifugiati e richiedenti asilo su cui è urgente
rivolgere l'attenzione della stampa e dell'opinione pubblica:



-          necessità di un ricorso effettivo davanti al giudice per chi si
vede rigettata la richiesta d'asilo e diritto a rimanere in Italia durante
il tempo di attesa del ricorso;

-          previsione di una procedura equa e dotata di sufficienti
garanzie per tutti i richiedenti asilo, inclusi coloro che hanno fatto
ingresso in Italia senza passaporto o che sono privi di un permesso di
soggiorno;

-          accoglienza dignitosa e diritto al lavoro per tutti i
richiedenti asilo, con il coinvolgimento degli enti locali nelle attività
di accoglienza e integrazione dei rifugiati;



Inviamo in allegato il testo dell'appello con il quale è stata lanciata la
campagna.





Interverranno alla Tavola Rotonda: Raffaela Milano, Assessore alle
Politiche Sociali e Promozione della Salute, Comune di Roma; Umberto
Saleri, Ufficio politiche immigrazione; Antonio Soda, Camera dei Deputati,
I Commissione Affari Costituzionali; Michele Manca Di Nissa, Vicedelegato
UNHCR in Italia - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati;
Le Quyen Ngo Dinh, Responsabile Asilo Caritas italiana.

Moderatore dell'incontro sarà il direttore del CIR, Christopher Hein.





Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa CIR  Consiglio Italiano per i Rifugiati

Tel. 06 69200114 - Fax 06 69200116 - E-mail:
<mailto:cirstampa@cir-onlus>cirstampa@cir-onlus





Si prega di confermare la partecipazione

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Enti promotori della campagna " Per una legge equa ed efficace sul diritto
d'asilo":



ACLI, ARCI, Associazione Centro Astalli, Caritas Italiana, Casa dei Diritti
Sociali - FOCUS, CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati, Comunità di
Sant'Egidio, CGIL, CISL, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia -
SRM, Fondazione Migrantes, Fondazione Franco Verga, ICS Consorzio Italiano
di Solidarietà, Unione Forense per la Tutela dei Diritti dell'Uomo, UIL.


Per una legge equa ed efficace sul diritto d'asilo



L'Italia si appresta, per la prima volta nella sua storia repubblicana, a
dare attuazione al diritto d'asilo costituzionale attraverso una legge del
Parlamento che potrà, finalmente, consentire una gestione coerente ed
organica dei vari aspetti concernenti le persone straniere che necessitano
di protezione internazionale, al momento dell'arrivo e durante la loro
presenza sul territorio nazionale.

Si tratta di un'opportunità storica. Da molti anni, l'Alto Commissariato
dell'ONU per i Rifugiati e tutte le associazioni ed organismi impegnati per
la difesa dei diritti umani e le libertà fondamentali della persona
auspicano l'adozione di una legge organica sull'asilo.

Le associazioni e gli organismi firmatari si appellano al Parlamento, al
Governo e all'opinione pubblica affinché questa opportunità non sia
inquinata da considerazioni restrittive, che enfatizzano unicamente la
prevenzione dell'abuso del diritto d'asilo. L'asilo è da sempre espressione
di umanità, generosità e solidarietà con chi è perseguitato nel proprio
paese. Non può in alcun modo essere considerato uno strumento per
combattere l'immigrazione irregolare.

I firmatari accolgono con favore la circostanza che molti elementi della
proposta di legge nel testo approvato dalla I Commissione della Camera dei
Deputati rispecchiano fedelmente lo spirito e la lettera del dettato
costituzionale, dei princìpi e del diritto internazionale e possono
rappresentare un importante passo verso un ordinamento equo ed efficace
della materia.

Ricordiamo, a titolo di esempio, la definizione della persona avente
diritto d'asilo; la menzione di "genere", di "orientamento sessuale" e di
"appartenenza a un gruppo etnico" quali elementi che possono portare al
riconoscimento dello status di rifugiato; il decentramento della procedura
per il riconoscimento dello status di rifugiato; l'indipendenza ed
autonomia delle commissioni territoriali; norme sul ricongiungimento
familiare; il diritto al lavoro per il richiedente asilo, anche se il
termine stabilito in sei mesi, che deve decorrere prima di poter instaurare
un regolare rapporto lavorativo, appare troppo ampio.



Purtroppo, il testo contiene altri elementi, quali, segnatamente, quelli
riguardanti le garanzie procedurali, che richiedono una diversa
impostazione per assicurare la conformità della legge ai princìpi
universali di protezione internazionale e con la nostra Costituzione. In
questa richiesta, le associazioni e gli organismi firmatari si vedono
confrontati con le recenti pronunce emanate sia dalla Corte Costituzionale
che dal Consiglio di Stato: appare oltremodo irrinunciabile la possibilità
di proporre un ricorso effettivo all'organo giurisdizionale contro il
diniego di concessione del diritto d'asilo<>[i]. Il richiedente deve essere
autorizzato a rimanere in Italia durante il tempo di attesa della decisione
dell'organo giurisdizionale, diversamente i rischi per la vita e
l'incolumità della persona potrebbero portare a danni gravi e irreparabili.
Si auspica d'altro canto che tale periodo sia il più breve possibile.

L'organo giurisdizionale deve avere la possibilità di ordinare il rilascio
del permesso di soggiorno per richiesta d'asilo quale misura cautelare,
valutando a tal fine fumus boni iuris e periculum in mora. Si ritiene
comunque che costituisce senz'altro un obbligo per il richiedente asilo
garantire la propria reperibilità durante tutta la procedura, purtuttavia
egli deve essere messo in grado di onorare tale obbligo attraverso un
sistema di accoglienza in strutture adeguate. Si rileva inoltre che la
mancanza di posti disponibili per l'accoglienza non può in nessun caso
danneggiare la posizione legale del richiedente asilo, tanto più in un
paese che deve senz'altro adoperarsi per incrementare la rete di
accoglienza<>[ii].

Non appare comunque adeguatamente giustificato in punto di diritto il
motivo per cui la persona che presenta spontaneamente la propria richiesta
d'asilo alle autorità competenti venga trattenuta in centri speciali e
sottoposta ad una procedura semplificata che offre un livello inferiore di
garanzie procedurali, rispetto alla procedura ordinaria, così come si
evince attualmente dal testo approvato in Commissione. La grande
maggioranza dei rifugiati in Italia e in tutta Europa arrivano nel Paese
d'asilo privi di passaporto, di visto o altri requisiti per l'ingresso
regolare. Tale circostanza non può assolutamente portare al sospetto
generalizzato che la persona intenda fare un uso strumentale del diritto
d'asilo. Il collegamento automatico tra l'istituto del "trattenimento" e
l'applicazione della "procedura semplificata" così come attualmente
configurato, non sembra dare sufficienti garanzie procedurali ai
richiedenti asilo in tale delicatissima fase.



Per quanto riguarda le misure di assistenza e di accoglienza, si auspica
che il testo sia emendato così da garantire un'accoglienza dignitosa a
tutti i richiedenti asilo e da recepire adeguatamente la recente Direttiva
dell'Unione Europea sulle condizioni minime di accoglienza.

Le associazioni e gli organismi firmatari, molti dei quali da anni
impegnati direttamente per l'accoglienza e l'integrazione di richiedenti
asilo e rifugiati, considerano che il coinvolgimento istituzionale degli
enti locali in tale attività, quale previsto dalla proposta di legge in
oggetto, sia ormai acquisito.

Tuttavia, emerge l'esigenza che lo Stato si impegni con continuità al fine
di garantire la copertura finanziaria delle spese degli enti locali per
l'accoglienza della totalità dei richiedenti asilo e dei rifugiati
bisognosi di assistenza.





Enti promotori:

ACLI

ARCI

Associazione Centro Astalli

Caritas Italiana

Casa dei Diritti Sociali - FOCUS

CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati

Comunità di Sant'Egidio

CGIL

CISL

Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia - SRM

Fondazione Migrantes

Fondazione Franco Verga

ICS Consorzio Italiano di Solidarietà

Unione Forense per la Tutela dei Diritti dell'Uomo

UIL



Hanno aderito:

ACISEL

Associazione Amici della Casa Marta Larcher - Milano

Associazione Armadillo

Associazione interculturale Grammelot

Associazione Les Cultures onlus

Associazione per i Popoli Minacciati - Sudtirol

Associazione PIMENTEL - Napoli

Associazione Popoli Insieme - Padova

Associazione Trama di terre, donne native e migranti - Imola

AUSER RisorsAnziani

Centro Astalli Sud

Centro Interculturale "Trame di Terra- donne native e migranti"

Centro Migranti (Ce.Mi)

CISP Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli

Comitato per la Promozione e la Protezione dei Diritti Umani

Consorzio PARSEC

Daniela Barberi-giornalista

Federazione Giovani Evangelici in Italia

Fondazione Di Liegro

Fondazione Emmanuel per il Sud del Mondo

"Insieme per fare" p.c.s. onlus

Luciana Castellina

Medici contro la Tortura

Medici Senza Frontiere

Pastora Silvia Rapisarda

Psichiatria Democratica

Sol. Co Roma

Suore Orsoline di Caserta

Tam Tam Village

Tavola Valdese

UCSEI - Don Remigio Musaragno

WILPF Women International League for Peace and Justice



Amministrazioni locali aderenti:

Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Sociali

Comune di Firenze

Comune di Ancona

Comune di San Lazzaro (BO)

Regione Emilia Romagna







<>[i] Nei vari paesi dell'Unione Europea, la percentuale dei rifugiati che
ottiene il riconoscimento dello status soltanto in seconda istanza, ovvero
dopo un iniziale diniego della domanda d'asilo, oscilla tra il 30 e il 60
per cento.

<>[ii] Nel 2003, 7600 richiedenti asilo sono risultati irreperibili - la
maggior parte di essi a causa della mancanza di posti in centri di
accoglienza.