Pensioni: Berlusconi come Wanna Marchi



Roma 1 ottobre 2003

Vi trasmettiamo, in allegato, il comunicato inerente la riforma pensionistica.

Cordiali saluti.

RdB Tesoro
www.rdbtesoro.it (http://tesoro.rdbcub.it)
info at tesoro.rdbcub.it
tel. 0647616129/6130
fax 0647614356/4369





PENSIONI: Berlusconi modello Wanna Marchi

"Care amiche e cari amici",
c'è un uomo che dopo aver venduto sogni e bufale a piene mani (persino
canzoni!), come ad esempio il fantomatico aumento ad milione di lire al
mese per tutti i pensionati e la certificazione dei diritti pensionistici
maturati dai lavoratori, vuole rifilare una nuova bufala: quell'uomo è
Berlusconi.
La sera del 29 settembre 2003, ha fatto irruzione nelle case degli italiani
con un messaggio, a reti unificate, non tanto per chiedere scusa dei
disservizi creati da un blackout (mai verificatosi quando l'Enel era
pubblica), ma per annunciare un nuovo pesante attacco alle pensioni.
Come al solito l'argomento, logoro quanto abusato, è il crack del sistema
pensionistico pubblico.

NON E' VERO!

La spesa sociale in Italia è sotto di due punti rispetto alla media europea
e di almeno quattro rispetto ai paesi più grandi: dentro questa spesa,
gonfiata con i trucchi, c'è il calcolo del TFR ed è, inoltre, calcolata
comprendendo le tasse che sono la quota che torna allo Stato.
Non è lo Stato che paga le pensioni ma gli Enti di previdenza con i soldi
dei contributi versati.
Semmai, i bilanci degli Enti di Previdenza sono saccheggiati dalla politica
economica di questa compagine governativa rivolta a sostenere i processi di
ristrutturazione, in favore agli sgravi alle imprese, per la
decontribuzione e, infine, per il sostegno all'evasione contributiva di
dimensioni abnormi.
Per ultimo, "la politica creativa" del centro-destra, in continuità con i
precedenti governi di centrosinistra, sta scippando il patrimonio
immobiliare degli Enti (acquisito con i contributi dei lavoratori), si è
appropriato di cinque miliardi di euro dell'INPDAP (somma questa destinata,
una volta, al credito per i dipendenti pubblici), ha "scaricato" sull'Inps
il debito di oltre 1.400 miliardi di vecchie lire (all'anno) accumulato
dall'Inpdai, l'ente pensionistico gestito da Confindustria e Federmanager.
Quello che vuole imporci Berlusconi non è una vera riforma ma è solo un
ennesimo, pesante taglio senza alcun respiro riformista!
Ci batteremo contro questo imbroglio, oltre che per il ritiro della delega
e per il superamento della legge Dini che, di fatto, già ha già fortemente
ridimensionato il sistema pensionistico.

PER:

- il ripristino del calcolo retributivo, per tutti, al fine di riprodurre
un interesse unitario tra generazioni distrutto dall'introduzione del
crinale dei 18 anni di contributi e del calcolo contributivo dovuti alla
tanto decantata quanto famigerata legge Dini;
- la difesa del potere d'acquisto delle pensioni in essere attraverso un
aggancio all'andamento reale dei prezzi e alla dinamica salariale;
- laa difesa del tempo di vita dal tempo di lavoro con la conferma
dell'attuale forbice di età per andare in pensione, 57-65 anni di età con
una relativa diversa rendita pensionistica;
- l'eliminazione della giungla contributiva e copertura di contribuzione
per tutte le forme di precariato esistenti;
- un TFR o liquidazione in un Fondo unico, a gestione pubblica e a
rendimento garantito, finalizzato ad investimenti proprio in quei settori (
ricerca,formazione, innovazione, infrastrutture e Mezzogiorno )
pesantemente trascurati che servono  a garantire un maggiore sviluppo
economico e di qualità. Un Fondo che lasci la libertà al momento di andare
in pensione di riscuotere il capitale così accumulato o la sua
trasformazione in quota ulteriore di rendita pensionistica.

Roma, 1 ottobre 2003
  Coordinamento Nazionale Ministero dell'Economia e delle Finanze
www.rdbtesoro.it - info at tesoro.rdbcub.it - tel. 0647616129/6130 - fax
0647614356/4369