CENTINAIA DI LAVORATORI ALFA ROMEO DI ARESE



COMUNICATO STAMPA



CENTINAIA DI LAVORATORI ALFA ROMEO DI ARESE

ALLA CAUSA CONTRO LA FIAT.

FIOM-CGIL E SLAI-COBAS DENUNCIANO LA FIAT

PER ATTIVITA' ANTISINDACALI

I CORSI FORMAZIONE PER I LAVORATORI DELL'ALFA SARANNO TENUTI IN FABBRICA.



Questa mattina centinaia di lavoratori in cig dell'Alfa Romeo di arese
hanno manifestato da piazza San Babila al tribunale di milano per assistere
alla causa promossa dalla Fiom e dallo Slai Cobas.

Il dott. Atanasio dopo aver ascoltato i rappresentanti sindacali e la Fiat
ha aggiornato la causa per l'udienza conclusiva del 10 luglio prossimo.



Riportiamo di seguito parti della causa promossa dai sindacati.



Dall'inizio dello scorso mese di aprile - nonostante la ribadita
disponibilità degli Enti Locali (Regione Lombardia e Comuni interessati) di
favorire il potenziamento in Arese delle attività connesse all'auto
ecologica.  Fiat Auto ha iniziato un processo - non ancora ultimato - di
graduale trasferimento a Torino dei macchinari relativi sia alla produzione
del Vamia (compresi quelli acquistati con gli interventi della regione
Lombardia) sia alle Costruzioni sperimentali. Per quanto riguarda il Vamia
risulta che a Torino è recentemente iniziata la produzione con le stesse
lavorazioni (Multipla a metano). Ugualmente a Torino vengono oggi svolte le
attività precedentemente realizzate da Costruzioni sperimentali in Arese
relative al Prototipo della c.d. 939.

Fiat Auto, prima di procedere allo spostamento a Torino delle attività di
Produzione del Vamia e delle attività inerenti alle Costruzioni
sperimentali non ha dato alcuna informazione in proposito né ha comunicato
alcunché alle RSU, né alla Fiom di Milano, né al Coordinamento provinciale
dello Slai Cobas,

Con lettera in data 18/3/2003 la Fiom-CGIL di Milano aveva ricordato alla
Fiat gli impegni giuridici (presi con la stessa Fiom - CGIL di Milano)
finalizzati " all'obbiettivo industriale e sociale di preservare una
struttura produttiva fiale e funzionante di circa 4.000 dipendenti, ubicata
sempre nello stesso sito ( fortemente ridimensionato, ma finalmente
ammodernato rispetto alle necessità del mercato) di Arese"

Con successiva lettera in data 27/3/2003 Fiom-CGIL e Slai Cobas (insieme ad
altre OO.SS.) avevano indirizzato a Fiat la seguente richiesta :



" I recenti accordi sindacali del 18.2.03 ( con ABP e Immobiliare Estate
Sei) e del 26.2.03 ( con Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di
Arese,  Comune di Garbagnate, Comune di Lainate, Comune di Rho, ABP SpA,
Estate Sei Srl ) che delineano lo sviluppo "sviluppo dell'area di Arese"
presuppongono la piena disponibilità del gruppo Fiat  Auto a collaborare
per la ricerca e lo sviluppo nel campo degli autoveicoli a minimo impatto
ambientale ( VAMIA). Vi preghiamo di farci sapere come pensate di rendere
effettiva e concreta tale disponibilità. Ovviamente siamo a vostra
disposizione per un apposito accordo"



Si tratta dunque di vedere se Fiat intende almeno collaborare con Regione
Lombardia, Enea, Ispra e Politecnico per lo sviluppo ad Arese della
produzione di mezzi di trasporto non inquinanti, o se invece intende
"sfilarsi" anche in relazione a tale tentativo di reindustrializzazione
dell'area di Arese, o addirittura ostacolarlo.

La causa per condotta antisindacale è stata rinviata al 10 luglio, quanto
il Giudice - in difetto di chiarimenti su questo aspetto centrale e
conseguenti soluzioni conciliative - deciderà le questioni denunciate con
il ricorso, e cioè :



a)    il contrasto delle attuali sospensioni in cassa integrazione di 1.000
dipendenti dello stabilimento di Arese con il precetto legale che vieta al
datore di lavoro, di precostituire o di aggravare le cause della
sospensione, tanto più quando ciò avviene in violazione degli impegni
assunti in sede di contrattazione collettiva sul risanamento e sulla
missione produttiva dello stesso stabilimento e comunque sulla salvaguardia
occupazionale al termine della ristrutturazione (di cui agli accordi di
programma del 20/2/1994, 28/6/1996, 26/6/1997, 5/5/2000), il che espone il
Sindacato milanese, al più completo discredito agli occhi dei propri
lavoratori, potendo apparire non in grado di difenderli, neppure di fronte
all'illegalità manifesta

b)   la violazione dei diritti di informazione previsti a favore delle RSU
e delle OO.SS,. provinciali dall'art. 6.5 Parte Generale sezione prima del
CCNL di settore, violazione che ha ostacolato alle  OO.SS. ricorrenti e
alle rispettive Rsu lo svolgimento del loro ruolo di difesa dei lavoratori;

c)    la violazione degli obblighi informativi previsti dalla L 164/1975,
nonché dalla L 223/1991 al  momento dell' avvio dell' ultima procedura per
la Cigs 9/12/2002

d)           l'omessa motivazione dell'esclusione della rotazione



CONTINUA QUINDI LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DI ARESE CHE PROPRIO OGGI
GIORNO DELLA PRESENTAZIONE DEL NUOVO PIANO FIAT HANNO DECISO DI FAR SAPERE
CHE NON INTENDONO ASSISTERE ALLO SMANTELLAMENTO DELLA FABBRICA.

Questa mattina in un incontro in Regione Lombardia si è concordato che i
corsi di formazione previsti verranno effettuati nella sede dell'Alfa
Romeo: come i lavoratori avevano richiesto.