08/02 Trento: CONTRO LA LEGGE BOSSI-FINI



SABATO 08 FEBBRAIO 2003    ore 15.00
MANIFESTAZIONE   di protesta e proposta..

CONTRO LA REPRESSIONE !
CONTRO LA LEGGE BOSSI-FINI  basta con le espulsioni!
VOGLIAMO POLITICHE REALI DI ACCOGLIENZA.

Invitiamo tutte le Associazioni, i Partiti, le Cooperative, ed i singoli
interessati
a mandare l'eventuale ADESIONE a:
redazione at altroadige.it
eztn at altroadige.it

Il ritrovo sarà per sabato pomeriggio ore 14.30 in Piazza Duomo.
In allegato il documento al quale poter aderire.

cortesemente
disobbedienti alla Bossi-Fini



Basta con la repressione!
Vogliamo politiche di accoglienza dignitose.

"La legge Bossi-Fini ha adottato una impostazione esclusivamente repressiva".
Questo il giudizio espresso dalla Cassazione in merito alla legge
sull'immigrazione.

Noi lo abbiamo detto da subito: la legge Bossi-Fini reprime la persona del
migrante, reprime per intero la sua dignità, fino ad incarcerarlo
fisicamente e psicologicamente nella gabbia della clandestinità.

 Siamo per la  libertà di movimento e di contaminazione culturale.
Con l'entrata in vigore della famigerata Bossi-Fini, il processo di
penalizzazione del migrante, trovatosi senza permesso di soggiorno, ha
superato ogni limite.

La legge tratta l'immigrazione come un fenomeno da cui difendersi,
considerando i cittadini e le cittadine migranti come potenziali criminali
da controllare, invece che affrontarla con politiche di accoglienza e
percorsi di integrazione.
Riduce il migrante ad una non-persona, ad un essere invisibile, valutandolo
solamente attraverso il ricatto/ contratto di lavoro.
Lontano dallo sguardo benpensante non gli resta che rinchiudersi in veri e
propri ghetti, dove al degrado dello spazio si unisce il degrado
dell'inesistenza, dove si ricreano confini identitari e comunitari sempre
più stretti ed escludenti.

Dopo gli ennesimi arresti e decreti di espulsione rilasciati nella città di
Trento [intensificatisi chissà per quale inaspettato destino, a seguito
della nostra pressione sul problema dei senza fissa dimora], richiamiamo
tutti ad una manifestazione di protesta e di proposta sabato 8 febbraio
2003 ad ore 15.

Chiediamo a tutta la cittadinanza, ed in particolare a tutti coloro che
quotidianamente operano in campo sociale a fianco dei migranti e delle loro
famiglie [con tutte le difficoltà ed i muri che questa legge con leggerezza
innalza],
di scendere in piazza con noi.

Vogliamo che il Comune di Trento si esprima chiaramente, dichiarando
pubblicamente la sua posizione a riguardo di questa legge che noi definiamo
razziale ed antisociale, nonché anticostituzionale, come più volte
sottolineato da alcuni giuristi.

Vogliamo che il Comune di Trento e l'Assessorato alle Politiche Sociali si
impegni in una politica non più sfuggente dalle sue responsabilità.
Vogliamo che la città di Trento, anche tramite la sua rappresentanza
politica, si esprima contro la vergognosa legge razziale Bossi-Fini.
Vogliamo essere certi di vivere su un territorio in cui i DIRITTI DI TUTTI
siano rispettati allo stesso modo. E per questo vogliamo garanzie; per
tutte le donne e gli uomini migranti che in questo territorio hanno deciso
di vivere o anche solo di passare.

Se l'Amministrazione Comunale non condanna politicamente la legge
Bossi-Fini, subendone l'ideologia razzista, non riuscirà né a difendere la
dignità dei migranti che vivono nella città di Trento, né ad attuare reali
politiche di accoglienza.
Anzi, sarà complice di processi istituzionali di clandestinizzazione,
attivando meccanismi permanenti di esclusione e di emergenza sociale.


Occorre:
- ripensare i centri/dormitorio di accoglienza:
I centri, così come sono stati finora concepiti, si sono rivelati meri
contenitori d'emarginazione sociale. Oggi, di fronte alla negazione dello
stesso concetto di accoglienza, si rende urgente ripensare tali strutture
ed impegnarsi per una loro trasformazione: non più non-luoghi adibiti a
semplice dormitorio ma centri che garantiscano, nel rispetto dell'identità
del migrante, condizioni dignitose, servizi igienico-sanitari adeguati,
luoghi di socializzazione, di culto, di apprendimento della lingua o
semplicemente di scambio culturale.
Insomma, uno spazio fisico di socialità nel quartiere, non più costretto
all'invisibilità.

1) Contenere il disagio delle fasce più deboli derivante
dall'inaccessibilità del mercato abitativo, attraverso una temporanea
sistemazione: una soluzione dignitosa, corredata da tutti i servizi
necessari alla persona, per rispondere alle necessità più immediate legate
alla ricerca di una sistemazione definitiva.

2) Recuperare strutture in completo stato di abbandono, edifici pubblici o
sovvenzionati con fondi pubblici attualmente non utilizzati, per una
gestione
alternativa e riqualificante degli spazi, nonché dei finanziamenti
altrimenti sprecati

Nell'attuazione di tali proposte, occorre promuovere e valorizzare la
volontà di autoresponsabilizzazione dei migranti stessi attraverso forme di
affidamento della gestione a cooperative e/o associazioni da essi
costituite.

Entrambi i percorsi presuppongono una valorizzazione dei migranti visti non
più come soggetti bisognosi d'aiuto ma come uomini e donne portatori della
richiesta di ottenere pari cittadinanza.
Su queste tematiche e su queste proposte si misurerà la capacità della
città di dare una risposta civile e concreta.
Infine crediamo che ognuno di noi sia chiamato a confrontarsi con questi
temi, non ultime le Istituzioni, seppur con diverse responsabilità e
competenze.

disobbedienti alla Bossi-Fini