Fw: crimini e berlusconi



COMITATO "3 LUGLIO 1849"
Per i diritti umani, contro la pena di morte
Membro fondatore della World Coalition Against Death Penalty
web site http://www.mhumphrey.com/comitato
giusticlaudio at inwind.it


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Forlì,  17 ottobre 2002


Cari Amici,
Nella passata campagna elettorale il Dott. Silvio Berlusconi affermò che, a causa dell'incapacità
dei governi dell'Ulivo, gli omicidi erano triplicati.
A chi gli faceva notare che, al contrario, negli ultimi dieci anni il numero degli omicidi si è
quasi dimezzato rispose che gli italiani erano sfiduciati e non denunciavano tutti i crimini.
(Ovviamente a nessuno è passato per la testa di spiegargli che questo NON avviene per gli omicidi.)
La contro replica dei rari esperti del settore fu che in tutti i paesi del mondo solo una parte dei
crimini viene effettivamente denunciata alle autorità.  (Il fenomeno è noto come "numero nero" e
negli Stati Uniti ha proporzioni gigantesche)
Di fronte a questa innegabile verità scientifica venne tirato fuori il Victims' Crime Survey: una
specie di sondaggio d'opinione sulla quantità di crimine, nel quale l'Italia è seconda dopo l'
Australia. Visto che l'Australia non ha un piede nella fossa ci sarebbe molto da discutere sul vero
significato di questo sondaggio, che fornisce la misura della sensazione del crimine più che della
sua effettiva esistenza, ma anche qui nessuno dei nostri politici era in grado di aprire una
discussione decente e si lasciò che la demagogia scorresse. (allego un mio articolo sulla Tolleranza
Zero)
Oggi, a poco più di un anno da quella campagna, Berlusconi ha pomposamente annunciato che, grazie a
lui, il numero dei crimini DENUNCIATI è diminuito del dieci per cento. Mi sembra che nessuno si sia
preoccupato di controllare se questa affermazione ha una sia pur lontana relazione con la realtà e
nessuno si sia chiesto perché "B" ha aggiunto l'aggettivo DENUNCIATI alla parola crimini. Forse i
cittadini sono ancora più sfiduciati di prima e denunciano ancor meno delitti? Oppure i crimini
continuano a diminuire come già diminuivano durante i governi dell'Ulivo?  Eppure, se la propaganda
berlusconiana  fosse anche solo lontanamente vera, la rinnovata fiducia dei cittadini nelle
istituzioni e nella polizia dovrebbe portare ad un AUMENTO delle denuncie.
Certamente se, a parità di affermazioni, la raffica di spaventosi omicidi degli ultimi giorni fosse
avvenuta durante un governo ulivista saremmo stati sommersi dallo sghignazzo della destra. Ma ora l'
Italia è un paese normale, anzi normalizzato, e nessuno ha avuto il cattivo gusto di fare della
facile ironia sulle favolose affermazioni del Dott. Silvio Berlusconi.

Claudio Giusti


L'articoletto che segue venne pubblicato con il titolo "Come riparare le finestre e le vecchiette"
da Diario 02/03/2001 e indusse il settimanale della RAI  "TV7"  a intervistarmi come esperto dei
problemi della sicurezza

Forlì 11 febbraio 2001
Fixing Broken Windows
Si fa un gran parlare della lotta alla criminalità e della Tolleranza Zero. Nessuno sembra sapere
che la TZ di Giuliani è la corruzione fascista di una teoria e di una pratica ben più nobile ed
efficace nota come Fixing Broken Windows (letteralmente riparare le finestre rotte), ideata e
attuata a partire dal 1982 da Kelling e Wilson, ed applicata correttamente a Boston.
Non c'è quindi bisogno di andare a New York per sapere che FBW si basa su tre pilastri
1)     La quantità di crimine e percezione del crimine sono due cose diverse e non necessariamente
collegate fra di loro.
2)     La presenza della polizia non deve esser sentita dai cittadini come una occupazione militare.
3)     L'abbandono crea abbandono. Se una casa ha una finestra rotta e nessuno la ripara ben presto
tutte le finestre saranno rotte. Da qui il nome della teoria.
FBW prende il nome dall'esperimento di Zimbardo che ha constatato che se una cosa ha l'aria di
essere stata abbandonata dal proprietario in breve verrà distrutta. Una casa con una finestra col
vetro rotto le avrà ben presto tutte rotte. Quindi occorre intervenire subito contro il degrado,
(Questo detto in Italia fa morire dal ridere) perché la sensazione del crimine è strettamente
collegata al disordine. Come abbiamo visto a Milano all'inizio del 1999, ad un calo della
criminalità è seguita una crescita della sua sensazione. La cosa può sembrare impossibile, ma è
facile dimostrare come ciò accade.
Immaginiamo una anziana signora milanese che esca a fare la spesa. Trova sul suo portone un paio di
immigrati extracomunitari che parlottano fra loro. La signora non capisce cosa dicono e ne ha
istintivamente paura, anche se i due sono persone onestissime. Poi trova le solite auto parcheggiate
sul marciapiede, la spazzatura lasciata fuori dal cassonetto e magari una siringa. Al negozio
ascolta le solite lamentele del negoziante sul crimine e sulle tasse (che costui è solito evadere).
Tornando a casa viene importunata da un ragazzotto, dall'aria del drogato, che le chiede qualche
spicciolo. La nostra signora sente così una fortissima sensazione di degrado e di insicurezza, che
le viene amplificata dai giornali e dalle televisioni (in particolare quelle del Berlusconi) le cui
trasmissioni morbose sul crimine impestano l'etere.
Così la nostra vecchietta, che non è mai stata scippata, che non è mai stata rapinata, che è stata
truffata solo dalla sua banca e dallo Stato, che non ha mia visto un omicidio in tutta la sua vita,
se ne andrà a letto sicura di essere sfuggita solo per caso alle grinfie di un pericoloso serial
killer.
Il rimedio proposto da FBW è quello di fare girare per il quartiere un poliziotto a piedi. La sua
presenza sarà molto più incisiva di una volante e il nostro agente in breve sarà in grado di
conoscere vita morte e miracoli di tutti gli abitanti del suo quartiere. La sua presenza non ridurrà
i crimini gravi: l'imprenditore che ricicla i soldi della mafia non si preoccuperà minimamente della
sua presenza, come questa non fermerà la mano assassina di un marito geloso, ma il nostro poliziotto
di quartiere renderà molto difficile commettere le piccole infrazioni e i piccoli reati che tanti
italiani ritengono assolutamente normale commettere: lavoro nero, lavoro senza norme di sicurezza,
merci non fatturate, bambini maltrattati, auto in divieto di sosta, ecc. Il nostro poliziotto
ridurrà così il disordine dei nostri quartieri e la riduzione del disordine ridurrà la sensazione
del crimine e creerà una situazione favorevole alla collaborazione della popolazione con le forze
dell'ordine in modo da rendere più facile la soluzione dei crimini gravi. Inoltre una situazione di
forte controllo farà da prevenzione al crimine spicciolo.


COMITATO "3 LUGLIO 1849"
Per i diritti umani, contro la pena di morte
Membro fondatore della World Coalition Against Death Penalty
COMMITTEE "3rd JULY 1849"
For human rights, against the death penalty
Founding member of the World Coalition Against Death Penalty
web site http://www.mhumphrey.com/comitato
e-mail   comitato3luglio1849 at tiscali.it
c/o
DOTT. CLAUDIO GIUSTI
VIA NULLO BALDINI 14, 47100 FORLI',  ITALIA
TEL. 39/0543/550867  39/340/4872522
giusticlaudio at inwind.it
 La Repubblica Romana fu il primo stato sovrano a scrivere nella propria costituzione l'abolizione
totale della pena di morte, il 3 luglio 1849.
Il Comitato, ispirandosi alla tradizione libertaria ed abolizionista del nostro Paese, si batte
contro la pena di morte e per il rispetto dei diritti  umani indicati agli articoli  2 - 21 della
Dichiarazione Universale.
The Roman Republic was the first state to write in its constitution  the total abolition of the
death penalty, on 3rd July 1849 .
This Committee  follows this tradition fighting against the death penalty and for the human rights
listed in the articles 2-21 of the Universal Declaration of 10th December 1948.