PMLI, COBAS E SCIOPERO 18 OTTOBRE



COMUNICATO STAMPA

NO AL FRAZIONISMO DEI COBAS
Le manifestazioni separate sono un regalo al governo Berlusconi e ai padroni
In occasione dell'importante sciopero generale del 18 ottobre indetto dalla
Cgil contro il "patto per l'Italia", la legge finanziaria, le leggi delega
e la politica economica e sociale del governo Berlusconi, la Confederazione
dei Cobas (che riunisce gran parte del sindacalismo di base) invece di fare
fronte unito con la più grande Confederazione sindacale italiana ha deciso
di organizzare, nello stesso giorno, proprie manifestazioni a livello
provinciale e in certi casi regionale.
	Si tratta di una decisione palesemente sbagliata e deleteria che
rompe il fronte di lotta, di una decisione assunta con giustificazioni non
condivisibili che, di fatto, finisce per fare un regalo al neoduce
Berlusconi e ai padroni.
I leader dei Cobas, per giustificare il loro frazionismo, accampano la
scusa di avere una piattaforma diversa da quella del vertice della Cgil, e
si dicono offesi per non avere ricevuto risposta alla loro pretesa di
"gestire unitariamente" le manifestazioni. Sono scuse che non reggono e che
nascondono meri interessi di bottega. Altrimenti non si spiegherebbe la
massima evidenza che i quotidiani trotzkisti, "Liberazione" e "il
manifesto", hanno dato alla dichiarazione di Piero Bernocchi.
	Il PMLI, pur avendo posizioni di radicale dissenso, da sinistra,
prima con la segreteria Cofferati e ora con quella di Epifani, ha fatto una
scelta diversa tesa a non dividere e a non separarsi dalla parte
maggioritaria dei lavoratori, tesa a non indebolire ma a rafforzare il
fronte comune antiberlusconiano e antipadronale. Partecipando ai cortei
promossi dalla Cgil con le proprie bandiere e parole d'ordine.