ancona: giovani coppie, il Comune apre ai gay



-----Messaggio Originale-----
Da: <list at gayitalia.org>
Data invio: sabato 22 dicembre 2001 2.42
Oggetto: [GayItalia-LIST] ancona: giovani coppie, il Comune apre ai gay


IL MESSAGERO ON LINE

ANCONA
Venerdì 21 Dicembre 2001
Lungo dibattito in Consiglio comunale. Il Ccd: «Così si viola il dettato
costituzionale sul nucleo familiare». La soddisfazione della
rappresentante
dell'Arcilesbica

Aiuti alle giovani coppie, il Comune apre ai gay

L'emendamento passa con l'impegno di fare riferimento alle "unioni
 affettive". Il centrodestra vota no

di MARCELLO PAGLIARI

Senigallia apre alle coppie gay? Sembra proprio che si vada in quella
direzione. Ha suscitato accese polemiche infatti l'emendamento alla
proposta
di bilancio che prevede aiuti economici per le giovani coppie, sposate e
non. Nel testo viene infatti specificata la definizione di giovane
coppia
con la quale si intende «la coppia unita in matrimonio da non più di due
anni al momento della richiesta del beneficio. In analogia con altre
normative regionali e statali, come i buoni casa, viene considerata
anche la
convivenza "more uxorio" (coppia non unita dal matrimonio, ndr)
protrattasi
per lo stesso periodo e anagraficamente documentabile». Nel corso del
dibattito nel Consiglio comunale di ieri i gruppi Verde e Rifondazione
comunista hanno chiesto esplicitamente che nel testo fosse fatto
riferimento
alla legge regionale in materia che oltre a definire all'art.7 la
famiglia
parla anche di «unione affettiva», indipendentemente, cioè, dal sesso
dei
componenti. Il gruppo della Margherita, che ha illustrato l'emendamento,
ha
quindi dichiarato che il documento proposto in Consiglio non è
discriminante
come si può pensare. Dichiarazione che ha suscitato le ire del
consigliere
del Ccd Gabriele Cameruccio che ha accusato la Margherita di essere
succube
dei Ds e che con questo atto contravviene al principio costituzionale
con il
quale viene definito il nucleo familiare. Il sindaco Luana Angeloni ha
quindi garantito che nel documento si farà pieno riferimento alla tanto
citata legge regionale. Con questo atto del sindaco, al quale dovrà
seguire
un regolamento per le domande per ottenere i contributi, la polemica si
è
placata e l'emendamento ha avuto il voto favorevole della maggioranza,
dei
Verdi e Rifondazione. Contrario il centro destra. Soddisfatti invece i
rappresentanti dei gay: «La decisione della Giunta di dare la
possibilità
alle famiglie di fatto di godere di un alloggio comunale - afferma
Barbara
Lanconi, vice presidente del circolo federativo Arcigay-Arcilesbica
Caleido
di Ancona - non può che farci piacere e rasserenarci in tempi come
questi,
in cui violenze, i sospetti ed i distinguo tra chi sta dalla parte del
"bene" e che da quella del "male" sono all'ordine del giorno. È un atto
di
maturità sociale innanzitutto, ma anche politica: dato che gli
amministratori locali sono i rappresentanti di tutti i cittadini va da
se
che è loro dovere tenere presente i diritti di tutti i cittadini». La
Lanconi poi prosegue: «Dopo il sacrosanto riconoscimento di una famiglia
laica (cioè non benedetta da qualsivoglia matrimonio), cosa impedisce ai
nostri rappresentanti di riconoscere un'unione omossessuale? Scrivo
unione e
non famiglia - conclude - chiedendo che venga presa una posizione chiara
per
rispetto di quelle persone che vedono in questo fondamento la propria
religiosità, ma non dimentichiamoci che una unione sessuale è una
comunione
di affetti, esattamente come il matrimonio».