OSSERVATORIO E LABORATORIO ANALITICO DEI DIRITTI UMANI



Fonte: MISNA 22 FEB 2000 (16:11)

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ANNUNCIATA ISTITUZIONE DI UN OSSERVATORIO E DI UN LABORATORIO ANALITICO DEI
DIRITTI UMANI (STANDARD, PEACE/JUSTICE)  
  
In occasione dei cinquant’anni della convenzione Europea sui diritti Umani,
che cadrà il 4 novembre 2000 si e’ tenuto oggi a Roma un forum di due
giorni delle organizzazioni non governative europee (ONG) sotto il
patrocinio del Consiglio d’Europa. Il Forum ha dato alcuni suggerimenti per
il futuro dei diritti umani in Europa. Un valido sistema di monitoraggio,
una più ampio coinvolgimento delle ONG nei fori di discussione
istituzionali europei e più risorse destinate ai diritti umani: queste le
linee guida del documento finale della Conferenza. Il rapporto delle ONG
sarà considerato in vista del Piano d’Azione, per rilanciare il ruolo del
Consiglio d’Europa in questo ambito, che sarà adottato alla conferenza
commemorativa dei 50 anni della Carta Europea, che si terrà a Roma, il 3-4
novembre prossimo. Madrina del Forum, l’Italia assumerà la presidenza del
Consiglio dei Ministri del Consiglio d’Europa da maggio al 4 novembre, con
attenzione particolare alla “giustizia e aiagli affari sociali” ha
sottolineato l’Ambasciatore Claudio Moreno, Presidente della Commissione
interministeriale per i diritti umani. “Caratterizzare l’inizio del nuovo
millennio come l’anno dedicato ai diritti umani e alla loro difesa”: è
questa l’intenzione italiana per questo semestre di Presidenza secondo il
sen. Aniello Palumbo, Sottosegretario agli esteri per i diritti umani. In
questo spirito il Senatore ha annunciato, stamane al Forum, l’istituzione
in Italia di un Osservatorio e di un Laboratorio analitico per i Diritti
Umani. Le due istituzioni umanitarie troveranno la loro locazione naturale
nelle Università, tra cui quella di Padova e di Venezia sede di un Master
sui Diritti Umani, collegato ad altre 14 Università europee. L’Osservatorio
e il Laboratorio analitico saranno consultabili in rete, dove svolgeranno
la loro attività con intensi scambi di informazioni con il resto
dell’Europa. (di Arianna Orazi) (CO)