[Teoria e Politica economica] OGM: IL MINISTERO USA DENUNCIATO DAI CONSUMATORI



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Messaggio: 1         
     Data: Mon, 12 Jun 2006 10:46:47 +0200 (CEST)
       Da: fr_abbe <fr_abbe at yahoo.it>
  Oggetto: OGM: IL MINISTERO USA DENUNCIATO DAI CONSUMATORI

Il Center for Food Safety cita la Food and Drug
Administration per costringere il governo a rivedere
le norme sugli OGM e a prevederne l'etichettatura
obbligatoria.

(UPI) Il perché gli statunitensi non sembrino
minimamente interessati alla diffusione
dell'ingegneria genetica in alcune delle loro
coltivazioni più importanti ha sempre suscitato
curiosità fra i consumatori in Europa, Australia,
Giappone e in alcune aree dell'Africa, nazioni che
hanno in materia di tolleranza per gli OGM
l’atteggiamento più rigido che le leggi consentono
loro.

Ma ora i consumatori americani potrebbero trovarsi a
dover riflettere sulla loro codiscendenza con gli OGM.

Questa settimana, il Center for Food Safety
http://www.centerforfoodsafety.org/ ha avviato
un’azione legale contro la Food and Drug
Administration per costringere il governo a stabilire
una revisione obbligatoria degli alimenti
geneticamente modificati e, una volta che fossero
definitivamente approvati, per dotarli di una chiara
etichettatura che ne identifichi la caratteristica
OGM.

Questa azione eclatante viene dopo sei anni di mancata
risposta da parte della FDA alla petizione legale in
cui oltre 50 associazioni di consumatori e
ambientaliste chiedevano normative più meticolose
sugli alimenti biotech e una specifica etichettatura.

Perchè la FDA - così ansiosa di proteggere la salute
con consigli su paure alimentari come l’eccesso di
mercurio nei pesci o la pastorizzazione dei formaggi
freschi a base di latte crudo- non vuole dare
un’occhiata rigorosa per conto nostro alle alterazioni
irreversibili alla natura provocate dalla scienza
legata all’industria? 

Anche l’Inspector General del ministero
dell'agricoltura è rimasto sconcertato dalla gestione
dei test OGM in campo aperto da parte dell’USDA.

Come l'United Press aveva rivelato qualche mese fa, il
rapporto dell'ispettore accusava l’Usda di non aver
provveduto a ispezionare i campi sperimentali OGM e di
non essersi accertata che -a raccolto ultimato- le
piante fossero distrutte, per proteggere da
contaminazioni le aziende agricole vicine.

Le prime piante OGM coltivate estesamente in lungo e
in largo per gli Stati Uniti sono mais, soia e colza
da olio. 
L’Europa, spinta dalla gran contrarietà dei 
consumatori, ha fatto ogni sforzo per resistere
all'ingresso nei suoi mercati dei prodotti da
coltivazioni geneticamente modificate (e ha disposto
che gli alimenti che ne contengono debbano
necessariamente essere etichettati), ma è stata
sottoposta a forti pressioni dagli Stati Uniti
attraverso la World Trade Organization  perchè
modificasse la sua posizione e consentisse l’accesso
al mercato dei prodotti OGM statunitensi.

Anche il protocollo Onu di Cartagena sulla
biosicurezza  autorizza gli Stati membri, nel caso di
incertezza scientifica, a adottare il principio di
precauzione per normare le coltivazioni biotech.

Negli Stati Uniti non è obbligatoria nessuna
etichettatura sugli OGM, e neppure sono obbligatori
dei test sugli alimenti che contengono OGM o loro
derivati.

I consumatori europei - e molti nella comunità
scientifica - temono che la ristrutturazione della
composizione genetica di una pianta introducendo geni
estranei – di altre specie vegetali o addirittura
animali - possa avere un effetto sulla salute. 

Temono che il cosiddetto "Frankenfood" possa indurre
resistenza agli antibiotici, produrre nuove tossine
alimentari e causare allergie alimentari. 
I coltivatori sono attratti dalle rese maggiori e dai
minori investimenti in  antiparassitari e in tempo che
le coltivazioni geneticamente modificate offrono. 
I loro creatori, come Monsanto, promuovono il
messaggio filantropico che gli OGM potrebbero essere
lo strumento per la riduzione della fame e della
povertà del mondo. 
Sostengono, anzi, che anziché violare l’ambiente, le
piante geneticamente modificate lo rendono più sicuro.

I critici delle coltivazioni e degli alimenti biotech
sostengono che la veridicità di nessuna di queste
opinioni è mai stata sottoposta a una verifica
corretta, e che stessa sorte è toccata alle
problematiche ecologiche, sanitarie e sociali che sono
state avanzate con preoccupazione.

C’è da sperare che la causa intentata dal Center for
Food Safety abbia una tale pubblicità da mettere
finalmente in guardia i consumatori statunitensi su
una questione che ha comportato preoccupazione in gran
parte del resto del mondo. 

United Press International, Consumer Health/Eat To
Live: FDA sued over biotech foods, 9 giugno 2006
Traduzione di Roberto Pinton per Greenplanet
 
Vai alla pagina della campagna
http://ga3.org/campaign/Label_GE_Food 

Fonte: http://www.greenplanet.net/Articolo15841.html



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