rassegna stampa: Cina, bimbo positivo al virus dell'aviaria.



a cura di AltrAgricoltura Nord Est
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tratto da "Corriere.it" - 16/11/05
E' la prima ammissione di un caso di contagio umano della malattia Cina,
bimbo positivo al virus dell'aviaria.
PECHINO - Un alto funzionario cinese ha detto che sono stati individuati
anticorpi del virus H5n1 in un bambino di nove anni nella provincia di
Hunan, la prima ammissione di un caso di influenza aviaria su umani in Cina.
Lo ha riferito oggi il South China Morning Post. Il ministero della Salute
cinese non è stato immediatamente raggiungibile per un commento.
Il servizio di informazione semi ufficiale cinese News Service, citando Qi
Xiaoqiu, direttore del dipartimento del ministero della salute per il
controllo delle malattie, ha detto che il governo stava aspettando i
risultati di un'indagine congiunta con l'Organizzazione mondiale della
sanità prima di confermare se il bambino rappresenti o meno il primo caso di
influenza aviaria su un essere umano nel paese. Ma l'agenzia di stampa non
ha specificato per quale ceppo di influenza il bambino sarebbe positivo.
«Nelle prime fasi non sono stati trovati anticorpi ma ora il bambino è
positivo ai test sugli anticorpi», ha detto l'agenzia citando Qi.
16 novembre 2005
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Tratto da "lescienze.it" - 15.11.2005
L'infiammazione nell'influenza aviaria
H5N1 può indurre livelli più elevati di citochine e chemochine.
Alcuni ricercatori potrebbero aver identificato una delle ragioni per cui il
virus dell'influenza aviaria H5N1 è così letale per l'uomo. Uno studio
pubblicato sulla rivista "Respiratory Research" rivela che, nelle cellule
umane, il virus può innescare livelli di proteine infiammatorie oltre dieci
volte più alti rispetto al normale virus dell'influenza umana H1N1. Questo
contribuirebbe all'insolita gravità della malattia provocata nell'uomo da
H5N1, che può manifestarsi sotto forma di polmoniti e disturbi respiratori
acuti.
Michael Chan e colleghi dell'Università di Hong Kong e collaboratori in
Vietnam hanno studiato in vitro i livelli di alcune proteine
pro-infiammatorie, chiamate "citochine" e "chemochine", indotti dal virus
H5N1 in cellule polmonari umane. Gli autori hanno confrontato i livelli
indotti dalle varietà del virus H5N1 apparse a Hong Kong nel 1997 (H5N1/97)
e in Vietnam nel 2004 (H5N1/04) con quelli indotti dal virus dell'influenza
umana H1N1.
I risultati mostrano che H5N1 è un induttore di proteine pro-infiammatorie
molto più potente di H1N1. Ventiquattro ore dopo l'infezione con H5N1/04, i
livelli della chemiochina IP-10 nelle cellule epiteliali bronchiali hanno
raggiunto i 2200 pg/ml, mentre nelle cellule infette con H1N1 essi
raggiungono soltanto i 200 pg/ml. Nelle cellule infette da H5N1/97, i
livelli di IP-10 raggiungono i 1750 pg/ml. Risultati simili sono stati
trovati per altre chemochine e citochine.
Queste proteine sono "messaggeri del sistema immunitario" e hanno
un'importanza fondamentale nel coordinamento e nella regolazione della
risposta immunitaria. L'alterazione di questo equilibrio provoca una
risposta infiammatoria incontrollata nel polmone e probabilmente spiega,
almeno in parte, la gravità dei sintomi associati con l'influenza aviaria.

M.C.W. Chan, C.Y. Cheung, W.H. Chui, S.W. Tsao, J.M. Nicholls, Y.O. Chan,
R.W.Y.
Chan, H.T. Long, L.L.M. Poon, Y. Guan, J.S.M. Peiris, "Proinflammatory
cytokine responses induced by influenza A (H5N1) viruses in primary human
alveolar and bronchial epithelial cells". Respiratory Research (2005), in
stampa.(© 1999 - 2005 Le Scienze S.p.A)
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