OGM in Spagna



(7613-n) Greenpeace in azione in Spagna per fermare la soia Ogm,


per denunciare l'importazione di circa 4 milioni di tonnellate di soia Ogm
in Spagna


      (Comunicato n.7613-n) Ieri mattina, (20 aprile 2004) una cinquantina
di volontari di Greenpeace hanno occupato le strutture di trasformazione
della soia della Moyresa/Bunge a Cartagena, in Spagna per denunciare l'
importazione di circa 4 milioni di tonnellate di soia OGM in Spagna. Un
gruppo sta contrassegnando la struttura con lo slogan "Contiene soia OGM",
stessa scritta che viene richiesta dalla nuova norma europea sui prodotti
alimentari, pitturando i tetti dell'azienda.
      La Spagna è al secondo posto nell'import della soia in Europa,
importando 6 milioni di tonnellate l'anno da Stati Uniti, Argentina e
Brasile, dei quali più di 4 milioni di tonnellate sono stimati essere OGM, o
contaminati con OGM. Moyresa che controlla il 70% della frantumazione di
soia in Spagna, è la sussidiaria di Bunge, a sua volta il maggiore
trasformatore di soia e fornitore di olio vegetale a livello mondiale e tra
i principali esportatori.
      In questo periodo dell'anno, la soia in Europa arriva prevalentemente
dall'Argentina o dal Brasile. In Argentina il 98% delle coltivazioni di soia
sono OGM e il disastro ambientale e sociale che ne è stato prodotto sta
diventando visibile, grazie anche ad una recente articolo pubblicato su "New
Scientis" intitolato "Argentina`s Bitter Harvest". Nel sud del Brasile,
nello stato di Rio Grande do Sul, la contaminazione da OGM è stata
temporaneamente legalizzata dal governo di Lula, anche se milioni di
tonnellate di soia NON-OGM sono disponibili.
      "Moyresa/Bunge è responsabile per la sicurezza della salute umana e
ambientale dei prodotti che commercializza e ha un'influenza importante sul
mercato globale della soia potendo scegliere fra soia OGM o NON-OGM" afferma
Lindsay Keenan, di Greenpeace.

      Fonte: Greeenpeace