Re: Trasparenza prodotti Coop: un inequivocabile passo indietro.



gentile sig. Bagni,
mi inserisco anche io nel dibattito suscitato dalla
vostra intenzione di togliere dall'etichetta dei
prodotti a marchio Coop ogni riferimento al
produttore.
Condivido appieno e sottoscrivo quanto le ha già
scritto il sig. Piccioni: non ho niente da aggiungere.
Posso solo dirle che anche nella mia famiglia siamo
tutti soci Coop e che, fatto salvi per i prodotti che
acquistiamo attraverso canali e modalità alternative
di commercio, la nostra spesa è fatta pressochè
esclusivamente nelle Coop e con prodotti a marchio
Coop.
Forte di questo legame, vi prego perciò di voler
riconsiderare quanto da voi deciso.
la ringrazio per l'attenzione

MARCO MILANI - Firenze


--- Tiziana Noce e Luigi Piccioni
<t.noce at humnet.unipi.it> wrote:
> Ho inviato Riccardo Bagni, Vicepresidente di
> CoopItalia, la lettera che segue.
> 
> Gentile Dottor Bagni,
> 
> sto seguendo con estrema attenzione il dibattito
> sull'eliminazione da
> parte vostra di ogni riferimento ai produttori degli
> articoli a
> marchio Coop.
> 
> Trovo anch'io, sia nella mia veste di consumatore
> critico che in
> quella di antico socio Coop, che si tratta di un
> grave passo indietro
> rispetto alle buone pratiche di trasparenza invalse
> sino a questo
> momento in Coop.
> 
> Trovo pure, e in questo senso consento pienamente
> con Francesco
> Gesualdi, che questo gesto, invece di migliorare la
> presa di
> responsabilità della Coop stessa, priva consumatori
> e soci di un
> importantissimo strumento di giudizio autonomo sulle
> pratiche
> commerciali della Coop.
> 
> Utilizzando una terminologia che Lei conoscerà
> sicuramente bene direi
> che "oscurando" i vostri fornitori diminuite
> drasticamente la vostra
> accountability. E di conseguenza il vostro stesso
> senso di
> responsabilità.
> 
> Riguardo alla certificazione SA8000 mi permetta di
> farle notare che
> essa è per me e per molti altri misura del tutto
> insufficiente, per
> due motivi.
> 
> Il primo motivo è che il fornitore di limita a
> sottoscrivere un
> impegno, quindi ad autocertificarsi. La Coop
> infatti, stando a quanto
> Lei scrive, non effettua alcun tipo di controllo.
> Lei sa benissimo
> come la pratica dell'autocertificazione in campo
> etico è largamente
> osteggiata da tutto l'associazionismo delmondo nel
> campo i diritti
> civili, umani e del lavoro oltre che da quello
> ambientale e sa anche
> che su questo c'è una lunga e tenace battaglia a
> livello di organismi
> internazionali e di opinione pubblica. Un conto è
> firmare una
> dichiarazione di buoni intenti, un conto è
> sottoporsi a controlli
> stringenti.
> 
> Il secondo motivo, assai più importante, è che in
> questi anni il
> consumo critico è venuto elaborando a livello
> internazionale dei
> criteri di eticità e delle metodologie di controllo
> piuttosto severe.
> Criteri e metodologie cui Coop ha sempre tributato
> grande attenzione,
> come testimonia l'ampia collaborazione (che ricordo
> bene
> personalmente) nella fase di raccolta dati e
> realizzazione della
> "Guida al consumo critico" del Centro Nuovo Modello
> di Sviluppo.
> Nessuno ha mai chiesto a Coop di togliere dagli
> scaffali i prodotti
> delle imprese "incriminate" (anche se la cosa
> sarebbe sicuramente
> auspicabile a livello di principio) ma la scelta di
> dare un buon
> punteggio ai prodotti a marchio Coop derivava dalla
> certezza che essi
> costituivano un'alternativa trasparente e pulita
> (nella grandissima
> parte dei casi) ai prodotti di imprese (soprattutto
> multinazionali)
> sicuramente protagoniste di atti e comportamenti non
> etici. Nel
> momento in cui la Coop "oscura" la provenienza dei
> propri prodotti e
> mette tra i propri fornitori imprese non-etiche cade
> qualsiasi
> certezza di eticità del prodotto a marchio Coop. Di
> qui non si
> scappa, e bene ha certamente fatto Francesco
> Gesualdi scrivendole a
> ventilare la possibilità di iniziative concrete per
> denunciare
> pubblicamente l'incipiente perdita di affidabilità
> etica dei prodotti
> a marchio Coop.
> 
> Io personalmente sono un grande consumatore di
> prodotti a marchio
> Coop, dai dentifrici alla carta igienica, dai
> biscotti alla frutta.
> Non vorrei perdere anche questo punto di
> riferimento. Sarebbe un
> danno grave, anche a livello materiale.
> 
> Mi preoccupa non poco, infine, la chiusura della Sua
> lettera:
> 
> "Nel  caso  in  oggetto  la  nostra  intenzione non
> era quella di nascondere
> qualcosa;  bensì  di  chiarire  ancora  di  più che
> il prodotto è di Coop e
> contiene tutti i valori fondanti la Cooperazione di
> Consumatori.
> Rispetto  comunque  tutti  coloro che, come Lei,
> attivano azioni di critica
> costruttiva   a   dimostrazione   della   vicinanza 
>  ai  nostri  valori  e
> contribuiscono a darci la forza di fare scelte
> coraggiose".
> 
> Un ribadito riconoscimento morale cui non fa
> tuttavia riscontro
> alcuna presa di responsabilità diretta, nessun atto
> concreto salvo un
> derisorio (mi permetta) invito a chiamare il
> Servizio Ascolto. Una
> sorta di "comunque noi tiriamo avanti lo stesso" che
> sta diventando
> uno slogan e una pratica fastidiosi e
> antidemocratici sempre più
> diffusi in politica e che mi addolorerebbe vedere
> diffondersi anche
> all'interno della Coop.
> 
> Da consumatore critico e da Socio Coop Le chiedo
> quindi di prendere
> in seria e concreta considerazione le richieste del
> Centro Nuovo
> Modello di Sviluppo e di dare tempestivamente
> informazione pubblica
> dei provvedimenti presi. Credo che anche a livello
> commerciale Coop
> abbia solo da guadagnare, e assolutamente nulla da
> perdere, al
> ritorno alle vecchie pratiche di trasparenza.
> 
> Per quanto mi riguarda, e per dare più precisamente
> il senso della
> coerenza e della determinazione con la quale le sto
> facendo questa
> richiesta, mi sento in dovere di farLe sapere che
> sto rendendo
> pubblica questa mia lettera e ho intenzione di farla
> ampiamente
> circolare nei prossimi giorni.
> 
> Suo
> 
> Prof. Luigi Piccioni
> Pisa
> Socio Unicoop Firenze 571782


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