La responsabilita' sociale di Coop: decisamente troppa!



Giro un lungo ma interessante estratto di un dibattito che sta avvenendo in questi giorni sulla lista della RIBN (Rete Italiana Boicottaggio Nestle') e che riguarda da vicino una delle catene di distribuzione di cui piu' si discute tra i consumatori critici: la Coop. Tra i contributi giunti in lista anche quelli di Francuccio Gesualdi, che ci invita come sempre ad essere parte attiva nel confronto con Coop scrivendo una mail al vicedirettore: la riportiamo per comodita' anche alla fine di questo messaggio.

buona lettura,
Lorenzo.

A L T R I n f o r m a z i o n e____________________________
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di informazione alternativa       redazione at chiodofisso.org
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Da Paola.

Cari amici, ho letto un articolo su un giornale locale ("Rosso Fiorentino") in cui si parla dei prodotti a marchio coop. In poche parole si dice che per questi prodotti la COOP ha deciso di non inserire sulla confezione il nome del produttore perchè si vuole prendere tutta la responsabilità sugli standard che vengono dichiarati (sostenibilità ambientale, non sfruttamento dei lavoratori ecc..). Molti prodotti però vengono fatti da Multinazionali che se per quel prodotto che avrà il marchio coop rispettano tutti i criteri, per la gran parte della loro produzione si comportano in modo molto diverso (e l'articolo citava ad es. i prodotti detergenti COOP prodotti da Unilever). L'autrice dell'articolo dice che fra i prodotti a marchio coop ve ne sono anche di provenienza nestlè (oltre a Unilever, Kimbderly Clark, Procter & Gamble, Dole e Del Monte), quindi noi boicottatori ci troviamo nella posizione di evitare i prodotti nestlè (& Co) e ricomprarli poi con il marchio coop. Io vedo in positivo il fatto che la coop ha messo queste multinazionali nella posizione di produrre almeno qualcosa in modo sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale, ma non mi sembra giusto che il consumatore non abbia la possibilità di scegliere se comprare un articolo in base al fornitore.
Che ne dite, sono la solita fissata? PAOLA


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{ Da Centro Nuovo Modello di Sviluppo <coord at cnms.it> }

la scelta di Coop di non indicare più il nome dei produttori è
un'involuzione sul piano della trasparenza. Pertanto invito tutti a
scrivere una lettera di protesta a Riccardo Bagni, Vicepresidente di
CoopItalia che in varie occasioni ha dichiarato che Coop intende proseguire
sulla strada della responsabilità sociale.
Cordialmente
Francesco Gesualdi


A Riccardo Bagni
Vicepresidente di Coop Italia
<riccardo.bagni at coopitalia.coop.it>


Mi è giunto notizia di un articolo apparso su un giornale locale ("Rosso Fiorentino") in cui si parla dei prodotti a marchio coop. In poche parole si dice che per questi prodotti la COOP ha deciso di non inserire sulla confezione il nome del produttore perchè si vuole prendere tutta la responsabilità sugli standard che vengono dichiarati (sostenibilità ambientale, non sfruttamento dei lavoratori ecc..). Mi rivolgo a lei per sapere se conferma che la nuova politica di Coop è di non inserire in etichetta il nome dei produttori e in caso di risposta affermativa le chiedo di conoscerne le motivazioni. In ogni caso desidero farle sapere che non condividerei assolutamente una scelta del genere e che la considererei lesiva del diritto alla trasparenza. Come consumatore rivendico il diritto di disporre di tutte le informazioni che mi consentano di effettuare scelte di consumo consapevole e fra queste l'indicazione del produttore assume un ruolo determinante.
In attesa di una sua risposta le porgo i più distinti saluti

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Ringrazio tutti per il loro contributo e ho già inoltrato la lettera di Francuccio al sig. Bagni. Per quanto riguarda il giornale locale, Rosso Fiorentino, si tratta del mensile di Controradio, quindi se siete interessati a leggere l'articolo sui prodotti a marchio coop potete controllare se l'avessero messo sul loro sito (www.controradio,it) oppure rivolgervi direttamente a Sabrina Sganga, autrice dell'articolo (ssganga at controradio.it)
Ciao PAOLA Negri

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Ciao a tutti,


Ho inviato nel pomeriggio di lunedì la richiesta a coop e sotto riporto
la risposta.


Mi trova d'accordo sulla impostazione generale:
-assunzione di responsabilità totale nei confronti del cliente
-utilizzo della loro (nostra, sono socio coop) forza nell'imporre a
fornitori di multinazionali i criteri di produzione della SA8000.
 (Chissà non si abituino ad utilizzarli!)



Fulvio Capacci




-----Messaggio originale-----
Da: Filomena Greco [mailto:filomena.greco at coopitalia.coop.it]
Inviato: venerdì 3 ottobre 2003 12.23
A: fcapacci at interferenze.it
Oggetto: trasparenza nei prodotti Coop


Gentile Sig. Capacci,
rispondiamo con la presente alla Sua e-mail del 29/09/2003.
Le confermiamo, anche se l'articolo al quale fa riferimento contiene
alcune imprecisioni,  che  abbiamo deciso di togliere il nome del produttore
dalle nuove etichette dei prodotti a marchio Coop.
Questo,  ovviamente,  non  perché  abbiamo  paura della trasparenza, ma, al
contrario,  perché  vogliamo  assumerci  interamente  la  responsabilità
di quello che facciamo e diciamo.
Rispetto  ai  nostri  vincoli  abituali  (qualità,  sicurezza, convenienza,
attenzione  per  l'ambiente,  no O.g.m.), abbiamo rafforzato il concetto
di RESPONSABILITÀ SOCIALE e introdotto quello di   QUALITA' PERCEPITA.
Per quanto riguarda, in particolare, l'impegno etico, abbiamo introdotto
su ogni   prodotto   un   marchietto   che   testimonia   l'ottenimento
della certificazione  SA8000  da parte di Coop Italia (prima impresa in
Europa) e la sottoscrizione da parte del fornitore di prodotto Coop dell'impegno
al rispetto di questo stesso standard.
Sulla  qualità  percepita, La informiamo che ogni nostro nuovo prodotto
(ma stiamo  testando anche i "vecchi") non può uscire in vendita se non è
stato giudicato  buono e almeno buono quanto il prodotto leader di mercato, da
un numero statisticamente significativo di soci Coop.
Ma ritorniamo al punto.
Nella  scelta  dei  fornitori  di  prodotto  Coop,  cerchiamo  partner
che condividano  o  almeno  rispettino  i  nostri valori, consentendoci di
fare l'interesse di soci e consumatori rispettando i nostri vincoli.
Nella  quasi  totalità  dei  casi  sono  "al di sopra di ogni sospetto",
ma qualche eccezione può esistere.
In  alcuni mercati i nostri fornitori abituali non sono in grado di fare
un prodotto  che  rispetta tutte le nostre condizioni; ad esempio non
riesce a superare il test dell' "Approvato dai Soci".
In questi casi, fra decidere di lasciare il mercato nelle mani di una o
due multinazionali  o invece farci fare un prodotto che rispetti tutti i
nostri criteri, compreso le regole SA8000, magari da una di queste
multinazionali, optiamo per questa seconda ipotesi.
Ci pare una scelta di buon senso che ci consente nello stesso tempo di
fare gli  interessi dei nostri consumatori e di fare assumere qualche impegno
in più   sulla  responsabilità  sociale  a  questi  fornitori,  almeno
quando producono i nostri prodotti. E non ci pare un segnale da poco!
Nel  caso  in  oggetto  la  nostra  intenzione non era quella di
nascondere qualcosa;  bensì  di  chiarire  ancora  di  più che il prodotto è di
Coop e contiene tutti i valori fondanti la Cooperazione di Consumatori.
Rispetto  comunque  tutti  coloro che, come Lei, attivano azioni di
critica costruttiva a dimostrazione della vicinanza ai nostri valori
e contribuiscono a darci la forza di fare scelte coraggiose.
Il  nostro Servizio Ascolto (numero verde gratuito 800805580) è in grado
di dare  comunque  tutte  le informazioni richieste sui singoli prodotti
Coop, ivi  comprese, quelle relative al produttore.


          Distinti saluti,
          Riccardo Bagni

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Da: Centro Nuovo Modello di Sviluppo

Soggetto: Le motivazioni di Coop non mi convincono

Caro Riccardo Bagni
grazie della tua risposta, ma debbo dirti che le tue argomentazioni non mi
convincono. Il fatto che Coop si assuma la responsabilità delle condizioni
in cui è stato ottenuto il suo prodotto, non elimina il diritto dei
consumatori a disporre di alcune informazioni dirette. Che ne diresti ad
esempio di un supermercato che poichè si fa garante della genuinità dei
suoi prodotti  togliesse la lista degli ingredienti?
Sarebbe un grave errore se l'assunzione di responsabilità dovesse
trasformarsi nella richiesta di un atto di fede nei confronti delle
imprese. La responsabilità sociale non può essere trattata alla stregua
della pubblicità. In pubblicità si fanno un sacco di affermazioni che
nessuno si sogna di verificare  perchè sappiamo di trovarci di fronte ad un
tentativo di convincimento commerciale. Ma la responsabilità sociale è una
cosa seria che va dimostrata. Dimostrare siginifica dare la possibilità a
tutti di controllare. Ma come si fa a controllare se le informazioni sono
secretate? Del resto a questo mondo non c'è mai niente di totalmente
acquisito  e nella segretezza anche le migliori iniziative possono
degenerare. Per questo la trasparenza è  garanzia di buona condotta. Per la
stessa ragione ogni volta che ci troviamo difronte a chi ci nega le
informazioni siamo autorizzati a pensare che c'è qualcosa di poco pulito
che deve essere tenuto nascosto. Perchè Coop deve mettersi in questa
situazione? Se Coop è convinta di aver scelto dei buoni fornitori perchè
non pubblica i loro nomi ai quattro venti e non accetta di sostenere un
dibattito con chi dovesse criticarla?
Del resto dovete accettare che il concetto di responsabilità sociale non è
un concetto assoluto, ma estremamente flessibile. Ognuno lo riempe di ciò
che vuole in base ai propri valori e se c'è un ambito dove si rischia di
utilizzare lo stesso termine per descrivere situazioni molto diverse fra
loro è proprio questo. Per Maroni la responsabilità sociale è la
beneficienza. Per noi è un'attenzione scrupolosa verso i diritti e
l'interesse collettivo. Forse l'interpretazione di Coop sta nel mezzo. In
ogni caso è una delle tante interpretazioni possibili. Dunque, come Coop ha
le sue convinzioni, allo stesso  modo deve accettare che ognuno dei milioni
di consumatori abbia le proprie e deve consentire a ciascuno  di poter
scegliere in base ai propri criteri di valutazione. Dunque decidendo di non
fare conoscere  i produttori, Coop compie un gesto autoritario che nega ai
consumatori il diritto di critica e di scelta autonoma.
Per tutte queste ragioni chiedo che Coop ripristini l'ottima abitudine di
inserire in etichetta il nome dei produttori. Debbo anche informarti
che  intendo insistere su questo punto con tutti i mezzi possibili di
pressione collettiva nonviolenta. Di questi tempi non possiamo permetterci
altri passi indietro. Ne dobbiamo già subire troppi da parte del governo
Berlusconi e  subirne anche da parte di chi si richiama ai nostri stessi
valori è davvero troppo.
Cordiali saluti
Francesco Gesualdi


Centro Nuovo Modello di Sviluppo
via della Barra, 32
I-56019 Vecchiano (Pi) Italy
tel. 0039 050 826354
fax  0039 050 827165
e-mail: coord at cnms.it


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Da: Filomena Greco <filomena.greco at coopitalia.coop.it>
A: lamelarossabio at libero.it
Oggetto: trasparenza nei prodotti Coop


Gentile Sig. Morgia,
rispondiamo con la presente alla Sua e-mail del 06/10/2003.
Le confermiamo, anche se l¹articolo al quale fa riferimento contiene alcune
imprecisioni,  che  abbiamo deciso di togliere il nome del produttore dalle
nuove etichette dei prodotti a marchio Coop.
Questo,  ovviamente,  non  perché  abbiamo  paura della trasparenza, ma, al
contrario,  perché  vogliamo  assumerci  interamente  la  responsabilità di
quello che facciamo e diciamo.
Rispetto  ai  nostri  vincoli  abituali  (qualità,  sicurezza, convenienza,
attenzione  per  l¹ambiente,  no O.g.m.), abbiamo rafforzato il concetto di
RESPONSABILITÀ SOCIALE e introdotto quello di   QUALITA¹ PERCEPITA.
Per quanto riguarda, in particolare, l¹impegno etico, abbiamo introdotto su
ogni   prodotto   un   marchietto   che   testimonia   l¹ottenimento  della
certificazione  SA8000  da parte di Coop Italia (prima impresa in Europa) e
la  sottoscrizione  da parte del fornitore di prodotto Coop dell¹impegno al
rispetto di questo stesso standard.
Sulla  qualità  percepita, La informiamo che ogni nostro nuovo prodotto (ma
stiamo  testando anche i ³vecchi²) non può uscire in vendita se non è stato
giudicato  buono e almeno buono quanto il prodotto leader di mercato, da un
numero statisticamente significativo di soci Coop.
Ma ritorniamo al punto.
Nella  scelta  dei  fornitori  di  prodotto  Coop,  cerchiamo  partner  che
condividano  o  almeno  rispettino  i  nostri valori, consentendoci di fare
l¹interesse di soci e consumatori rispettando i nostri vincoli.
Nella  quasi  totalità  dei  casi  sono  ³al di sopra di ogni sospetto², ma
qualche eccezione può esistere.
In  alcuni mercati i nostri fornitori abituali non sono in grado di fare un
prodotto  che  rispetta tutte le nostre condizioni; ad esempio non riesce a
superare il test dell¹ ³Approvato dai Soci².
In questi casi, fra decidere di lasciare il mercato nelle mani di una o due
multinazionali  o invece farci fare un prodotto che rispetti tutti i nostri
criteri, compreso le regole SA8000, magari da una di queste multinazionali,
optiamo per questa seconda ipotesi.
Ci pare una scelta di buon senso che ci consente nello stesso tempo di fare
gli  interessi dei nostri consumatori e di fare assumere qualche impegno in
più   sulla  responsabilità  sociale  a  questi  fornitori,  almeno  quando
producono i nostri prodotti. E non ci pare un segnale da poco!
Nel  caso  in  oggetto  la  nostra  intenzione non era quella di nascondere
qualcosa;  bensì  di  chiarire  ancora  di  più che il prodotto è di Coop e
contiene tutti i valori fondanti la Cooperazione di Consumatori.
Rispetto  comunque  tutti  coloro che, come Lei, attivano azioni di critica
costruttiva   a   dimostrazione   della   vicinanza   ai  nostri  valori  e
contribuiscono a darci la forza di fare scelte coraggiose.
Il  nostro Servizio Ascolto (numero verde gratuito 800805580) è in grado di
dare  comunque  tutte  le informazioni richieste sui singoli prodotti Coop,
ivi  comprese, quelle relative al produttore.


          Distinti saluti,
          Riccardo Bagni



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Questa è la mail che ho inviato dopo aver letto la risposta del rappresentante della Coop alla mail del sig. Morgia:

anna scarpinati <ilghirlandaio at yahoo.it> wrote:Data: Wed, 8 Oct 2003 15:53:33 +0200 (CEST)
Da: anna scarpinati
Oggetto: In merito al concetto di QUALITà PERCEPITA
A: filomena.greco at coopitalia.coop.it


Roma, 8 ottobre 2003

Signor Bagni,
ho letto la risposta che lei ha dato alla mail del sig. Morgia, e devo dirle che, pur apprezzandola, sono decisamente in contrasto con il concetto che lei difende.

Credo che il concetto di QUALITà PERCEPITA, come lo chiama lei, sia solo un passo indietro sul cammino della "trasparenza del prodotto" a cui ogni consumatore ha diritto per operare una scelta consapevole al momento dell'acquisto.

Io, come consumatore, posso anche aver fiducia nella Coop, ma non voglio delegare a nessuno la responsabilità di una scelta che deve essere mia e per la quale necessito di tutti gli strumenti di trasparenza e riconoscibilità di un prodotto. Se siete davvero convinti che il prodotto rispetti determinati criteri, perchè omettere il produttore ed escogitare una certificazione Coop alternativa? E' decisamente sospetto questo comportamento.

La PERCEZIONE DI QUALITà di cui parla la Coop vale solo per lei, in quanto io percepisco solo che dietro a questa operazione c'è qualcosa che non va e le assicuro che non ho intenzione, come tanti altri, di accettare il "commissariamento" del mio diritto alla scelta e all'opinione consapevole: quindi, io personalmente boicotterò i prodotti a marchio Coop come faccio già con quelli della Nestlè, della Unilever e di tante altre. Con dispiacere.

Grazie per l'attenzione, Anna Scarpinati


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Gentile signora Filomena,


ho ricevuto in copia, dalla lista Boycott nestle, la sua lettera a :
lamelarossabio at libero.it
Io ho scelto, per vari motivi,  di non comprare prodotti Nestlé, Danone e
Kraft.
Se trovo in un negozio Coop un cioccolato, uno yogurt od un formaggio a
marchio Coop dovrei, prima di acquistarlo, chiamare il vostro numero verde?
Cerchi di mettersi nei panni di un boicottatore scrupoloso. Già deve girare
con la lista dei prodotti da boicottare (non è scritto in etichetta, ad
esempio, che la toscanissima Acqua Panna appartiene alla Nestlé) da tenere
continuamente aggiornata per lo shopping quotidiano che le multinazionali
usano fare.
Nel caso dei prodotti Coop dovrebbe pure fare una telefonata preventiva? Mi
sembra complicato. E se poi il boicottatore scrupoloso non possiede il
cellulare?
Temo che, non sapendo chi produce la tavoletta di cioccolato o lo yogurt
Coop, il boicottatore scrupoloso, pur apprezzando tante iniziative Coop,
come quella recente dei prodotti palestinesi in legno di olivo, sia
costretto a inserire nelle sue liste anche il marchio Coop.
Cordiali saluti,


Maurizio Baldini




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RIPORTIAMO ANCORA LA LETTERA DI PROTESTA CHE CONSIGLIAMO DI INVIARE
A Riccardo Bagni
Vicepresidente di Coop Italia
<riccardo.bagni at coopitalia.coop.it>


Mi è giunto notizia di un articolo apparso su un giornale locale ("Rosso Fiorentino") in cui si parla dei prodotti a marchio coop. In poche parole si dice che per questi prodotti la COOP ha deciso di non inserire sulla confezione il nome del produttore perchè si vuole prendere tutta la responsabilità sugli standard che vengono dichiarati (sostenibilità ambientale, non sfruttamento dei lavoratori ecc..). Mi rivolgo a lei per sapere se conferma che la nuova politica di Coop è di non inserire in etichetta il nome dei produttori e in caso di risposta affermativa le chiedo di conoscerne le motivazioni. In ogni caso desidero farle sapere che non condividerei assolutamente una scelta del genere e che la considererei lesiva del diritto alla trasparenza. Come consumatore rivendico il diritto di disporre di tutte le informazioni che mi consentano di effettuare scelte di consumo consapevole e fra queste l'indicazione del produttore assume un ruolo determinante.
In attesa di una sua risposta le porgo i più distinti saluti


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